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Il fantasma dell'Opera

romanzo scritto da Gaston Leroux
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Il fantasma dell'Opera
Titolo originaleLe Fantôme de l'Opéra
André Castaigne Fantôme Opéra1.jpg
AutoreGaston Leroux
1ª ed. originale1910
Genereromanzo
Lingua originalefrancese

Il fantasma dell'Opera (Le Fantôme de l'Opéra, 1910) è un romanzo scritto da Gaston Leroux. Ha avuto numerose trasposizioni cinematografiche e teatrali.

Indice

Il romanzoModifica

L'esperienza di giornalista suggerisce a Leroux di ambientare il romanzo alcuni anni prima della sua pubblicazione (sotto il regno di Napoleone III) e, soprattutto, di documentarsi minuziosamente sull'ambientazione: il Teatro dell'opera di Parigi 'Opéra Garnier'.

Accurate, infatti, risultano le descrizioni delle sale, dei palchi, delle dinamiche del teatro e di molti altri particolari (alcuni aneddoti citati all'inizio della vicenda, ad esempio, sono basati su fatti reali, rendendo la vicenda nella sua interezza ancora più verosimile). A queste, poi, si aggiungono le descrizioni dei labirintici cunicoli e delle molteplici botole presenti nel teatro parigino: in questo Erik, il fantasma, signore delle botole, come viene più volte definito, e degli angoli più oscuri del teatro, è un genuino precursore sia dell'Uomo Ombra, personaggio radiofonico prima e dei pulp magazine poi, sia di Batman, l'oscuro vigilante ideato da Bob Kane e Bill Finger, entrambi figure leggendarie, che sembrano apparire e scomparire attraverso botole nascoste nei vicoli cittadini.

A tutto ciò, poi, si aggiunge la sfida tra il fantasma dell'Opera e Raoul de Chagny per la conquista del cuore della bella Christine Daaé, che riprende non solo la favola La bella e la bestia, a causa della menomazione di Erik (in questo caso sembra che la bestia sia stata dall'autore scissa in due personalità differenti, Erik e Raoul), ma richiama alla memoria i tormenti patiti da Johnatan e Mina nella loro sfida contro il conte vampiro in Dracula. I due personaggi, descritti con tratti gotici, sono accostabili anche per quello che rappresentano: incarnazioni assolute del male e simboli stessi della morte (che Erik porta in volto, anticipando, in questo, lo Spawn di McFarlane), pur se Erik vive la sua condizione in maniera molto più drammatica. Alla fine, la redenzione conclusiva di Erik che lascia i due giovani liberi di vivere il proprio amore, sembra in realtà essere ripresa da Francis Ford Coppola in Dracula di Bram Stoker del 1992, film nel quale Coppola sembra fondere i due personaggi regalando, a differenza di Stoker, una redenzione conclusiva a Vlad Ţepeş nel momento della sua morte. Impossibile tra l'altro dimenticare il debito che la maggior parte delle opere sopra citate hanno con Notre-Dame de Paris di Victor Hugo.

Non mancano, infine, le scene umoristiche, recitate dai personaggi di contorno (comprimari), che alleggeriscono sapientemente la tensione della vicenda, come ad esempio le ballerine che battono i denti al solo nominare il fantasma, o i due nuovi direttori che, anche di fronte all'evidenza, si ostinano a negare l'esistenza di Erik, dando così origine a divertenti siparietti, soprattutto con mamma Giry, maschera del palco n.5, il palco del fantasma.

TramaModifica

Nella Parigi del 1880, il popolo crede che a Il Teatro dell'Opera sia infestato da un'entità sconosciuta. Un attore di palcoscenico, di nome Joseph Buquet, viene trovato impiccato e la corda intorno al collo scompare. Una giovane e sconosciuta soprano svedese, di nome Christine Daaé, viene chiamata a sostituire Carlotta, primo Soprano dell'Opera, malata, in occasione della festa di pensionamento di due dirigenti del teatro. La sua esibizione è un successo inaspettato. Il visconte Raoul de Chagny, spettatore dell'evento, la riconosce come sua compagna di giochi d'infanzia e ricorda il suo amore per lei. Cerca di visitarla nel backstage, dove sente un uomo complimentarsi con lei da dentro il suo camerino. Una volta che Christine se ne va, indaga nella stanza, solo per trovarla vuota.

A Perros-Guirec, Christine incontra Raoul, che confronta la sua voce con quella udita nella stanza. Christine gli dice che è stata istruita dall'Angelo della Musica, di cui suo padre era solito parlare. Quando Raoul suggerisce che potrebbe essere vittima di uno scherzo, lei si arrabbia. Una notte, Christine visita la tomba del padre , dove appare una figura misteriosa che suona il violino per lei. Raoul tenta di affrontarlo, ma viene attaccato e messo subito fuori combattimento.

Tornati a Palazzo Garnier, i nuovi manager ricevono una lettera dal fantasma che gli domanda di assegnare a Christine il ruolo principale di Margherita nel Faust. I due ignorano le richieste credendo che si tratti di uno scherzo, e le conseguenze sono disastrose: Carlotta (basata su Madmoiselle Carvalho) finisce per gracidare come un rospo, il lampadario si abbassa improvvisamente in mezzo al pubblico, uccidendo uno spettatore. Il Fantasma, dopo aver rapito Christine dal suo camerino, si rivela un uomo deforme di nome Erik. Erik intende tenerla nella sua tana con lui per qualche giorno, ma Christine lo smaschera e, con orrore di entrambi, vede il suo volto senza naso, senza labbra, con gli occhi infossati, che ricorda un teschio prosciugato nei secoli, coperto di carne morta ingiallita.

Temendo di essere lasciato, Erik decide di tenerla con sé per sempre. Quando Christine chiede di essere liberata dopo due settimane, anche Erik è d'accordo a condizione che lei porti il ​​suo anello e gli resti fedele. Sul tetto del teatro, Christine racconta a Raoul del suo rapimento e gli fa promettere che l'avrebbe portata in un posto dove Erik non poteva più trovarla. Raoul dice a Christine che il giorno dopo avrebbe cercato di fare qualcosa, e lei è d'accorda. Tuttavia, Christine non ha dimenticato Erik e decide di cantare per lui un'ultima volta per dirgli addio. Erik ascolta di nascosto tutta la loro conversazione.

La notte seguente, Erik, geloso e infuriato, cerca di costringere Cristine a sposarlo, mentre sta producendo il Faust. Raul è guidato da un ignoto habituè del teatro, soprannominato il Persiano, nel covo segreto di Erik, nelle profondità del Teatro dell'Opera. I due finiscono invece intrappolati nella stanza degli specchi di Erik, il quale minaccia di uccidere tutti i presenti nel teatro usando dell'esplosivo, se Cristine non avesse accettato di sposarlo. Cristine accetta.

Inizialmente Erik cerca di annegare Raul con l'acqua che doveva servire a spegnere l'esplosivo, ma Christine lo implora offrendosi di essere la sua "sposa vivente", con la promessa di non uccidersi subito dopo il matrimonio, come invece accadeva nel libro. Alla fine Erik libererà Raul e il Persiano dalla sua camera di tortura.

Quando Erik si trova con Christine da solo, alza la sua maschera per baciarla sulla fronte e viene ricambiato. Erik ammette di non aver mai dato o ricevuto un bacio, nemmeno da sua madre, e, sopraffatto dall'emozione, piange con Christine e le loro lacrime "si mescolano". Erik confessa di non essersi sentito mai così vicino a un altro essere umano in vita sua.

Fa promettere al Persiano che avrebbe dato la notizia della sua morte al giornale del luogo, dato che presto sarebbe morto, morto "di amore". Qualche tempo dopo Cristine mantiene la promessa fatta a Erik in punti di morte: ritorna nella tana di Eric, lo seppellisce in un luogo in cui non poteva essere trovato e restituisce l'anello d'oro, come gli aveva chiesto. In seguito un giornale del luogo pubblica una semplice titolo: "Erik è morto". Raul scopre che suo fratello maggiore era stato ucciso da Erik e fugge con Cristine, per non tornare mai più.

(Passaggi narrati direttamente dal Persiano, capitolo finale della vita di Erik) : Era il figlio di un imprenditore edile, malformato dalla nascita. Scappò dalla nativa Normandia per lavorare in fiere e carovane, imparando le arti circensi in Asia e in Europa, per finire a costruire palazzi di trucchi in Persia e Turchia. Tornato in Francia si mise una maschera addosso ed iniziò la sua attività di costruttore. Vinto un subappalto per lavorare alle fondamenta del Palazzo Garnier, Erik si era costruito con discrezione una tana per scomparire, con passaggi nascosti e altri trucchi che gli permettevano di spiare i manager.

RecensioneModifica

Con una soluzione spesso cara a Lovecraft, che aveva una narrazione quasi giornalistica, o, in ambito giallistico, anche da Edgar Wallace, Leroux introduce il lettore nella vicenda come se questa fosse realmente accaduta, ma che solo ora può essere rivelata.

Dopo gli opportuni ringraziamenti al direttore suo contemporaneo, Leroux racconta un'avventura sostanzialmente suddivisa in due parti: nella prima la vicenda si evolve in maniera misteriosa ed oscura, con il mistero dell'orrore e del fantasma dell'opera appena accennato, raccontato con toni leggendari ed increduli, facendo diventare Christine, agli occhi di Raoul, preda della follia per seguire una fantomatica leggenda che ha utilizzato la sua ingenuità per i suoi oscuri progetti; nella seconda parte, infine, l'orrore viene affrontato e chiarito, ed infine sconfitto dal coraggio e dall'amore. Le due parti sono idealmente separate da un breve periodo di tregua concesso da Erik ai due giovani innamorati, che, un po' come Romeo e Giulietta sono presi tra due fuochi, che si frappongono al loro amore: da un lato Erik, il mostro egoista e genio della musica, un reietto della società; dall'altro la società stessa, che a causa delle sue convenzioni (un nobile non può sposare una cantante) si oppone non solo ad Erik stesso, ma anche all'unione di Raoul e Christine.

La vicenda, dopo il cambio nella direzione del teatro, si dipana tra i ricatti di Erik ai direttori, che si oppongono fermamente al fantasma e ne ricevono solo drammi (la morte di un inserviente, la brutta figura di una cantante, la morte di uno spettatore), ed il suo desiderio di portare Christine alle più alte vette del canto, per poi tenerla con sé, sua sposa per sempre, a cantare la grande opera che sta componendo da una vita, ormai prossima alla conclusione. Come detto anche Raoul opporrà tutto se stesso ad Erik, ma soprattutto opporrà il suo amore alla pietà che naturalmente la bella Christine nutre verso un reietto della società come Erik.

PersonaggiModifica

Raoul de ChagnyModifica

Timido visconte, Raoul de Chagny è l'idealista amico d'infanzia di Christine, la cui vita sociale sarebbe molto povera senza l'aiuto del fratello maggiore. Proprio la sera dell'avvicendamento dei direttori dell'Opera, il giovane Raoul si trova tra gli spettatori che assistono all'altisonante esordio canoro della bella e brava Christine Daaé. Già innamorato sin dall'infanzia, il rivederla dopo anni ne risveglia la vecchia passione, rendendola sempre più forte, al punto di sfidare il fantasma nel suo stesso terreno (i sotterranei del teatro), pur di liberare Christine dalla prigionia cui è costretta da Erik. Raoul, in un certo senso, compie materialmente quella discesa nel cuore di Christine che, dichiarando apertamente il suo amore (corrisposto), non era riuscito a compiere a causa della presenza di Erik, del suo sogno e del suo incomprensibile potere sull'amata.

Christine DaaéModifica

Piccolo talento della musica lirica, Christine è la figlia di un violinista svedese, che prima di morire la lascia in custodia ad un'amica di famiglia. Cresciuta all'ombra della leggenda dell'Angelo della Musica, Christine, senza alcuna protezione, cade preda degli intrighi di Erik, divenendone oggetto di ossessione amorosa e valvola di sfogo per la sua rabbia ed il suo odio contro il genere umano.

In lei l'amore per Raoul e la pietà verso Erik convivono e lottano contemporaneamente: sono i due elementi cardine di tutta la vicenda, che, uniti alla passione per la musica (Leroux, infatti, non perde occasione per citare varie opere liriche, descrivendone quasi le stesse note), rendono il romanzo una allegoria stessa della vita ed una originale rivisitazione del soggetto di base di "Notre Dame de Paris" di Victor Hugo. Sebbene possa apparire superficiale nel rifiutare l'amore sincero che Erik cela dietro le sue orrende fattezze è mossa da una profonda pietà nei suoi confronti e prova compassione per un uomo che Dio ha creato così orribile eppure così sublime.

Il PersianoModifica

Il daroga di Mazenderan, detto il Persiano, conosce Erik da molto tempo: era stato lui a portare Erik a palazzo per divertire la piccola sultana annoiata. Erik aveva costruito per il sultano la camera dei supplizi ed era stato pertanto condannato a morte - visto che conosceva troppi segreti - ma il daroga lo aveva aiutato a fuggire dalla Persia e poi condotto a Costantinopoli. Il daroga, ossia il capo della polizia locale, colpevole di tradimento, aveva perso così tutti i suoi beni e, costretto all'esilio, si era rifugiato in Francia.

A Parigi il daroga vive grazie alla pensione dello stato persiano - che ha comunque mantenuto - e frequenta spesso l'Opera, avendo così modo di incontrare di nuovo Erik. Il Persiano, conoscendo il genio di Erik, cerca di scoprire i suoi trucchi, i passaggi segreti che ha costruito dentro il teatro e l'ingresso della Casa del Lago. Sarà grazie a lui che il visconte di Chagny riuscirà a raggiungere Christine nella dimora del fantasma.

CarlottaModifica

È un personaggio minore proveniente dalla Spagna. Viene minacciata dal fantasma in modo che lei non possa cantare in teatro. Ma Carlotta disubbidisce ai suoi ordini, e per punirla il fantasma la rende stonata alle orecchie di tutti durante una rappresentazione, gracidando con la sua abilità da ventriloquo e facendo uscire il suono come fosse dalla bocca di lei.

Erik, il fantasma dell'OperaModifica

Erik è il personaggio chiave della vicenda. Le sue origini sono confuse, anche se nel romanzo si chiariscono le origini francesi ed i trascorsi in oriente. Nato con il volto sfigurato, ripudiato persino dalla madre a causa del suo volto simile ad un teschio, fin da piccolo iniziò a coprirsi con una maschera. Dai pochi flashback della sua vita si scopre che arrivò in oriente viaggiando come fenomeno da baraccone, e che è un abile utilizzatore del laccio del Punjab (un'arma orientale con la quale strangolava i nemici). Personaggio dalle mille abilità, è anche un formidabile costruttore in quanto pare che lui stesso abbia contribuito alla costruzione dell'Opera e dei vari passaggi segreti. I sotterranei dell'Opera e i cunicoli sono la sua dimora, dalla quale può vedere e sentire tutto. La sua deformità è per lo meno ripagata da un talento eccezionale nel canto: la sua voce può essere grave o acuta a suo piacimento ed è grazie a questa dote che ammalierà la giovane cantante Christine (cosa che riesce a fare anche grazie alle sue capacità di ventriloquo; è infatti il migliore ventriloquo del mondo). Nei sotterranei lavora incessantemente al suo lavoro finale: il "Don Giovanni trionfante", e mentre compone possono passare molti giorni senza che lui dorma o tocchi cibo.

TrasposizioniModifica

Teatro (opere, musical e balletti)Modifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

  • Il fantasma dell'Opera di Robert Markowitz (1983)
  • Il fantasma dell'Opera di Tony Richardson (1990)
  • Il fantasma dell'Opera di Darwin Knight (1990)

BibliografiaModifica

Approfondimenti
  • Raj Shah, No Ordinary Skeleton: Unmasking the Secret Source of Gaston Leroux's ''Le Fantôme de l'Opéra'', Forum for Modern Language Studies 50:1 (2014)
  • L.P. Pellegrini, Le fantôme de l'Opéra di Gaston Leroux. Evoluzione del romanzo e adattamenti cinematografici e teatrali nell'arco del Novecento, LED Edizioni Universitarie, Milano, 2010, ISBN 978-88-7916-449-8

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Collegamenti esterniModifica

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