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Il fantasma dello spazio

film del 1953 diretto da W. Lee Wilder
Il fantasma dello spazio
Titolo originalePhantom from Space
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1953
Durata72 min
Dati tecniciB/N
Generefantascienza
RegiaW. Lee Wilder
SoggettoMyles Wilder
SceneggiaturaWilliam Raynor (come Bill Raynor), Myles Wilder
Casa di produzionePlanet Filmplays
FotografiaWilliam Clothier
MontaggioGeorge Gale
Effetti specialiHoward A. Anderson
MusicheWilliam Lava
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il fantasma dello spazio (Phantom from Space) è un film del 1953 prodotto e diretto dal regista W. Lee Wilder. È una pellicola di fantascienza indipendente in bianco e nero. Si tratta di uno dei numerosi film dei primi anni cinquanta girati da Wilder col figlio Miles, per lo più con la stessa troupe, finanziati per essere distribuiti da United Artists e, occasionalmente, da RKO Radio Pictures.

TramaModifica

Un UFO viene rilevato in Alaska, e si dirige a velocità elevatissima verso la California.

Contemporaneamente, gli agenti del FCC ravvisano una perturbazione nelle trasmissioni radiotelevisive nell'area della San Fernando Valley, sempre in California, e si attivano per cercare di stabilirne la causa.

Quasi nello stesso tempo, nei pressi di Los Angeles, avvengono due omicidi ed un incidente ad un impianto petrolifero. I testimoni riferiscono della presenza nei luoghi degli avvenimenti di un uomo che indossa specie di scafandro, o tuta spaziale, ed un casco, entro la visiera del quale pare non esserci alcuna testa.

I tre filoni di indagine convergono nei pressi dell'Osservatorio Griffith di Los Angeles, e si comincia ad ipotizzare che i tre fenomeni siano collegati. Gli investigatori stanno per raggiungere l'uomo in tuta, che, penetrato in un capannone, fa poi perdere le proprie tracce. Vengono tuttavia ritrovati la tuta e il casco, che vengono sottoposti ad analisi: la tuta, di uno sconosciuto materiale indistruttibile, presenta alti livelli di radioattività, mentre nel casco si rileva la presenza di una miscela di gas di cui l'umanoide si serve per la respirazione, e di cui può fare temporaneamente a meno.

Barbara Randall, dell'Osservatorio Griffith, ha un contatto con l'essere misterioso, invisibile, ma che, si scopre, sottoposto a radiazione ultravioletta può rendersi visibile: Barbara ne scorge una mano, che batte dei colpi sul tavolo in quello che sembra essere un codice di comunicazione sconosciuto, prima che scompaia di nuovo. Si ipotizza allora che l'uomo possa essere dotato di un'intelligenza superiore, che lo ha reso in grado di raggiungere la Terra da qualche altra zona dello spazio, mentre si appura che gli omicidi non debbano necessariamente doverglisi attribuire, almeno intenzionalmente.

L'essere, la cui presenza non sfugge al cane di Barbara, finisce col raggiungere il telescopio posto nella parte superiore dell'osservatorio, e di nuovo cerca di comunicare con gli investigatori e gli scienziati. La luce ultravioletta permette ora di scorgerne le sembianze, decisamente umane, nella loro interezza. Ma il casco, di cui era riuscito ad impadronirsi, si rompe, ed il povero alieno, giunto alla fine delle sue riserve respiratorie, muore, mentre il suo corpo svanisce.

DistribuzioneModifica

La pellicola, distribuita in Italia per la prima volta nel 1958, è entrata nel pubblico dominio negli Stati Uniti.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica