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Il federale

film del 1961 diretto da Luciano Salce
Il federale
Il federale.png
Georges Wilson e Ugo Tognazzi in una scena del film
Titolo originaleIl federale
Paese di produzioneItalia
Anno1961
Durata100 min
Dati tecnicib/n
Generecommedia, drammatico
RegiaLuciano Salce
SoggettoCastellano e Pipolo
SceneggiaturaCastellano e Pipolo, Luciano Salce
ProduttoreIsidoro Broggi, Renato Libassi
Casa di produzioneD.D.L.
Distribuzione in italianoAstoria
FotografiaErico Menczer
MusicheEnnio Morricone
ScenografiaAlberto Boccianti
CostumiGiuliano Papi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il federale è un film del 1961 diretto da Luciano Salce con protagonista Ugo Tognazzi.

Indice

TramaModifica

Maggio 1944, con gli americani ormai alle porte di Roma, il graduato della milizia Primo Arcovazzi viene incaricato di prelevare dall'Abruzzo e riportare a Roma il professor Erminio Bonafè, noto antifascista, in fuga. Gli promettono che per il buon esito della missione verrà valutato positivamente per la nomina di Federale. Arcovazzi parte a bordo di un sidecar e dopo aver raggiunto e catturato Bonafè si mette con lui sulla via del ritorno. Ma ad una curva della strada, per evitare di travolgere una ragazzina (Lisa), Arcovazzi sbanda e finisce in un fosso, danneggiando irreparabilmente il mezzo. Lisa è un'abile ladruncola e nel ritrovare gli occhiali persi da Bonafè durante l'incidente del sidecar li propone come nuovi all'ignaro e ingenuo professore in cambio di denaro.

Arriva poco tempo dopo una pattuglia tedesca, che invece ripara il mezzo di Arcovazzi, ma glielo requisice e conduce i due presso il loro comando dove Bonafè è riconosciuto come elemento ricercato dalle SS ed Arcovazzi si vede negato ogni diritto di custodia sul prigioniero. Arcovazzi con una scusa si fa imprigionare anche lui per non perdere la consegna degli ordini ricevuti. Durante la notte, la zona viene bombardata e nella confusione i due riescono a fuggire, tramortendo un soldato della Wehrmacht a cui rubano la divisa, che viene indossata da Bonafé. Nel corso della fuga incontrano di nuovo la piccola Lisa, che si rivela ancora una volta astuta ladruncola, perché la mattina sparisce con la divisa di Arcovazzi.

Dopo varie peripezie il milite fascista ed il suo prigioniero antifascista arrivano presso una Casa del Fascio in cui sono barricati alcuni giovanissimi avanguardisti che sottopongono Arcovazzi a varie domande sul fascismo (sospettano che si tratti di un paracadutista americano). Arcovazzi riesce a superare la raffica di domande anche grazie al Professore. Requisito un tandem, Arcovazzi si dirige verso il paese fantomatico di Rocca Sabina, dove abita il poeta Arcangelo Bardacci, suo ex maestro di Mistica fascista, che però i familiari gli dicono essere morto eroicamente in guerra. Il protagonista scoprirà poi con amarezza e disillusione che Bardacci è vivo e vegeto, ma nascosto nella soffitta di casa in attesa della fine della guerra e dell'occupazione nazi-fascista. La delusione e la solitudine di Arcovazzi traspare struggente da un malinconico scambio di parole con la giovane e bella parente di Bardacci (che poco prima gli ha rivelato la vigliaccheria dell'ex maestro di mistica) che forse si è innamorata di lui. Tuttavia Arcovazzi finge di non avvedersi del sentimento della ragazza e insegue il suo ordine di riportare il prigioniero a Roma - prigioniero che proprio il maestro di Bardacci ha fatto fuggire in treno perché convinto, dal Bonafè, che Arcovazzi durante la notte abbia approfittato delle grazie di sua moglie.

Raggiunto il treno, Arcovazzi scopre in fretta il trucco del professore antifascista che si è travestito da prelato e ne sventa così l'ennesimo tentativo di fuga. Rimessisi in cammino, Bonafé e Arcovazzi incontrano ancora la piccola ladra Lisa. La ragazzina, in cambio della divisa precedentemente rubata ad Arcovazzi, gliene offre una, nuova di sartoria, da Federale. Arcovazzi stenta per pudore, ma convinto da Bonafè la indossa, e ne diventa assolutamente orgoglioso.

Così vestito, il milite entra a piedi finalmente in Roma con il suo prigioniero, senza sapere che la città è già caduta in mano degli angloamericani e che fascisti e tedeschi si sono ritirati al Nord. Mentre Bonafè ha capito tutto perché incrocia insegne militari in inglese, che ben conosce, Arcovazzi, con grande sorpresa, scambia per prigionisri di guerra i soldati che parlano inglese. Si rende conto della situazione solo successivamente quando viene inseguito ed aggredito da un folto gruppo di partigiani infuriati appartenenti al CLN che lo sopraffanno, iniziano a piccharlo e intendono linciarlo. Solo l'intervento del professore, che incrocia lì vicino i capi dell'antifiascismo locale e chiede loro la consagna del fascista con l'impegno di finirlo personalmente, lo sottrae alla morte certa. E così Bonafè si allontana con il progioniero Arcovazzi zoppicante, sotto tiro. Girato un angolo, Arcovazzi chiede di essere fucilato in fretta, ma il professore lo libera e lo spinge a forza a dileguarsi. Memorabile l'ultima scena dove il fascista, svuotato di tutti i suoi ideali e prospettive, quasi rifiuta di spogliarsi della divisa e non sa dove dirigersi, mentre il Bonafè allontanatosi in direzione opposta, guadagna un'automobile dei partigiani che sono passati a riprenderlo.

Aspetti storiciModifica

Il prof. Giovanni Sabbatucci, in un suo intervento a Il tempo e la storia[1], riferendosi al film Il federale racconta che "la figura dell'anziano leader politico del CLN, anche se non viene indicato in questo modo, insomma, il vecchio antifascista che ritorna sulla scena, il personaggio di Tognazzi, il fascista ottuso, avrebbe dovuto portarlo a Roma e poi lì si sviluppa tutta una storia in cui questo anziano antifascista si chiama Bonafè, chiaramente rappresenta Ivanoe Bonomi".

La canzone spesso intonata dall'aspirante federale Arcovazzi è La canzone dei sommergibili, attuale canzone della marina italiana.

ProduzioneModifica

Tra le location del film figurano Palestrina, Castel San Pietro Romano e Roma[2].

Colonna sonoraModifica

Si tratta del primo film del quale Ennio Morricone abbia curato le musiche[3].

NoteModifica

  1. ^   Rai Cultura, Il Tempo e la Storia - I governi Bonomi, su Rai, 18 maggio 2017, a 21 min 52 s. URL consultato l'8 marzo 2018.
  2. ^ Enzo Piersigilli (a cura di), Il federale (PDF), apav.it. URL consultato l'11 marzo 2018.
  3. ^ Ennio Morricone - Cinematografo, in Cinematografo. URL consultato il 12 marzo 2018.

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