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Il fidanzamento del signor Hire

romanzo scritto da Georges Simenon
Il fidanzamento del signor Hire
Titolo originaleLes Fiançailles de M. Hire
AutoreGeorges Simenon
1ª ed. originale1933
1ª ed. italiana1934
Genereromanzo
Lingua originalefrancese
AmbientazioneVillejuif
ProtagonistiDésiré Hire
CoprotagonistiAlice

Il fidanzamento del signor Hire (Les Fiançailles de M. Hire) è un romanzo di Georges Simenon, scritto a Marsilly (nella Charente Marittima) nell'autunno del 1932 e pubblicato per la prima volta da Arthème Fayard nel marzo 1933.

In italiano è uscito da Mondadori nel 1934 ("I gialli economici" n° 19), tradotto da Guido Cantini e quindi da Giorgio Pinotti per la Adelphi di Milano nel 2003.

Il romanzo è stato incluso nella raccolta Romans I, a cura di Jacques Dubois e Benoît Denis, "Bibliothèque de la Pléiade", Gallimard, Paris 2003 (a sua volta tradotto in Romanzi, volume I, "La Nave Argo" n° 8, Adelphi, 2004).

È stato uno dei primi progetti di Simenon a più larga ambizione, rispetto alla numerosa produzione di quegli anni, in cui comincia a immaginarsi scrittore "serio"[1], inaugurando una specie di poliziesco al contrario, con un innocente sospettato e quindi potenzialmente già vittima, qualora il giudizio non si facesse con attenzione, come capita faccia la gente.

TramaModifica

Il signor Hire, piccolo truffatore di origine ebraica, pieno di ossessioni e con una strana socialità[2], è senza rapporti con le donne (a parte qualche rara visita al bordello) e poco amato dai suoi vicini. Dunque è il sospettato ideale per l'omicidio di una giovane donna, forse una prostituta, il cui corpo è stato trovato in un terreno abbandonato vicino a casa sua.

Pedinato dalla polizia, per timidezza decide di seminare i suoi inseguitori, ma questo rafforza il sospetto che sia colpevole. È che lui, oltre a giocare piuttosto bene a bowling, non fa altro; e però spesso spia la sua vicina, Alice, per la quale soffre di un vero e proprio voyeurismo. Ed è stato proprio mentre la spiava, nel suo solito modo grottesco e commovente, che ha visto e potrebbe identificare il colpevole, tuttavia, pensando che l'uomo, di nome Émile, sia l'amante della "sua fidanzata" Alice e che lei ne sia innamorata, evita di denunciarlo. La folla però se la prende con lui, e lo costringe, per evitare il linciaggio, a salire sul tetto della casa, dal quale sta per cadere ma resta appeso alla grondaia. Quando un pompiere arriva per salvarlo, muore.

Adattamenti al cinematografoModifica

Edizione italianaModifica

NoteModifica

  1. ^ cfr. la notizia di Jacques Dubois, in Romans I, ed. cit. p. 1366.
  2. ^ Misantropia ancora più evidente nella versione cinematografica di Julien Duvivier.

Collegamenti esterniModifica

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