Il grande romanzo di Ramses

serie di romanzi scritti da Christian Jacq

Il grande romanzo di Ramses è una serie di cinque romanzi scritta dal francese Christian Jacq, che narra la vita del faraone Ramesse II. Il romanzo, oltre che racconto delle imprese del sovrano, è anche un dettagliato quadro della vita quotidiana nell'epoca ramesside, periodo storico molto studiato dall'autore.

I cinque libri sono raccolti in un unico libro nel 1999. A partire da gennaio 2016, inoltre, l'intera pentalogia è stata rieditata, sempre dalla Mondadori sia separatamente sia in un unico libro che riunisce tutti i 5 libri.

Elenco dei libriModifica

  1. Il figlio della luce (Le Fils de la lumière, 1995) (Mondadori, 1997, 2016)
  2. La dimora millenaria (Le Temple des millions d'années, 1996) (Mondadori, 1997, 2016)
  3. La battaglia di Qadesh (La Bataille de Kadesh, 1996) (Mondadori, 1997, 2016)
  4. La regina di Abu Simbel (La Dame d'Abou Simbel, 1996) (Mondadori, 1997, 2016)
  5. L'ultimo nemico (Sous l'acacia d'Occident, 1996) (Mondadori, 1998, 2016)

Sinossi dei libriModifica

Il figlio della luceModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Il romanzo di Ramses - Il figlio della luce.

Il primo dei 5 volumi narra le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità occulte e scontri con popolazioni ostili.

Il giovane principe è fiancheggiato da quattro amici d'infanzia: Ameni, lo scriba attento al proprio lavoro, magro, pallido e dai capelli radi nonostante l'età; Setau, l'incantatore di serpenti, misteriosi e bizzarro nell'abbigliamento; Asha, futuro diplomatico, nato da genitori egiziosiriani, sempre molto elegante e sicuro di sé; e Mosè, l'ebreo dal cuore infiammato da una forza misteriosa, robusto e atletico, e amante dell'architettura. All'inizio della storia verrà aiutato anche da Sary, un trentenne in passato tutore di Ramses e dei suoi quattro amici, e successivamente Sary sposo di Dolente, la giovane sorella di Ramses, matrimonio che gli è valso l'invidiato carico di tutore del principe stesso.

Mosso dal padre ad affrontare prove incredibili che riusciranno a forgiarlo come futuro sovrano, Ramses mostra un carattere energico e molto forte, riuscendo anche ad attrarre la bella Isinofret, dai più detta Iset, la fanciulla più apprezzata dall'alta società, che si unisce a lui e lo ama alla follia. Il giovane però, benché attratto dalla passionalità dell'amante, si innamora anche della pacata Nefertari, una sacerdotessa che ha scelto la vita contemplativa del tempio. Corrisposto nel suo amore decide di sposarla, ma poi sceglie anche di mettere Iset sotto la sua protezione, perché per bocca di quest'ultimo Ramses ha scoperto che la stessa Iset è incinta di quello che sarà il primogenito di Ramses, Kha. Durante un viaggio di campagna in Nubia, dove Sethi ha dovuto affrontare una sanguinosa ribellione, il giovane Ramses salva anche un piccolo di leone che da allora diviene un suo animale domestico.

Shenar, però, trama contro il fratello, che sembra realizzare le aspettative del padre, e inizia a sguinzagliare contro di lui tutta l'alta società dell'epoca. La situazione si acuisce ancora di più quando in Egitto giunge la flotta greca achea, capitanata da Menelao, di ritorno dalla famigerata Guerra di Troia. Il re di Sparta conduce con sé, oltre al poeta Omero, anche la moglie Elena, giustamente ritenutasi causa di una guerra che ha causato molti morti. Oppressa dal rimorso, la regina trova la felicità nella terra del Nilo e, grazie all'aiuto della grande sposa reale Tuya, moglie di Seti, e di Nefertari, riesce a vivere in Egitto per lungo tempo, attirandosi però così l'ira di Menelao che decide di complottare con Shenar nel suo conflitto contro Ramses. Quest'ultimo incolpa anche Sary e Dolente di aver complottato per ucciderlo, complotto sventato anche con l'aiuto di Ameni, che in un'occasione ha anche rischiato la vita; così Sary e Dolente verranno confinati in un villaggio di periferia in reclusione, ignari che il destino riserverà una sorpresa che sconvolgerà il futuro regno di Ramses. Quest'ultimo è riuscito in seguito a sventare l'attacco di alcuni pirati Shardana, una tribù sarda di pirati, sconfiggendo in battaglia il loro capo, Serramanna, che, risparmiato nello scontro, decide di servire per tutta la vita il suo avversario come capo della sua guardia personale.

Alla fine, però, il Faraone Sethi muore dopo 15 anni di regno e il peso del trono crolla sulle spalle del figlio, ancora inesperto e odiato dai membri dell'alta società, sostenuto solo dai suoi quattro amici, dalla madre e dall'amata Nefertari. Con questo episodio si conclude il primo volume della saga.

La Dimora MillenariaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Il romanzo di Ramses - La dimora millenaria.

Il secondo libro è intitolato La dimora millenaria e narra gli eventi succedutisi dall'ascesa al trono del nuovo sovrano fino all'imminente scontro con la terribile potenza ittita.

Non sentendosi ancora pronto al fardello della corona, Ramses deve resistere agli attacchi di Shenar e Menelao. Quest'ultimo riesce finalmente a riprendersi la moglie Elena e a fuggire dall'Egitto. La regina però riesce ad avere la meglio sul marito, uccidendosi durante il viaggio. Il poeta Omero decide di rimanere in Egitto, avendo molto apprezzato il coraggio del nuovo faraone.

Il giovane, spaventato da complotti di corte, decide di rinnovare l'amministrazione di palazzo affidando gli incarichi maggiori ai suoi fedelissimi: nomina Ameni, suo amico d'infanzia, portasandali personale e dunque capo di tutti gli scribi del regno, Nedjem, il fedele giardiniere, ministro dell'Agricoltura, Romè, cuoco reale, grande maggiordomo e capo intendente del palazzo faraonico, Asha, altro amico d'infanzia, capo dello spionaggio, Mosè capo architetto, Nebu, vecchio sacerdote di Dendera, gran sacerdote del dio Amon. Credendo di poter migliorare il fratello Shenar decide di farlo nominare ministro degli Affari esteri. Questi però continua a complottare contro Ramses ed ha adesso, quale grande alleato, Asha, che il faraone crede suo amico.

Nell'ombra intanto cospira il malvagio Ofir, un mago libico, deciso a convertire l'Egitto alla religione del dio Aton e a proclamare Lita, discendente del faraone eretico Akhenaton, nuova regina. Sfruttando il suo forte carisma tenta più volte di convincere Mosè, alla ricerca di una verità religiosa, a seguirlo, ma questi si rifiuta ogni volta di farlo.

I complotti continuano e Ramses scopre tra i congiurati anche Sary, suo antico maestro, e sua moglie Tia, detta Dolente, sorella del faraone. Questi viene condannato ad abbandonare il proprio rango e a divenire sovrintendente nel lavoro degli operai per la costruzione della nuova capitale Pi-Ramses, della quale Mosè sarà architetto.

Ofir intanto è riuscito a portare dalla propria parte anche Sary, ex-maestro di Ramses, Dolente, sorella del nuovo Faraone, e Meba, ex ministro degli Affari esteri, e insieme a loro complotta contro Ramses. Il mago decide di utilizzare le sue arti oscure contro Nefertari, che in quel momento era incinta. La regina viene colpita da un maleficio ma riesce comunque a partorire. La piccola, chiamata Meritamun, riesce a sopravvivere solo grazie agli intrugli benefici di Setau e di sua moglie, la nubiana Loto.

Tuya convince il figlio a costruire una "dimora millenaria" che possa fornire al faraone l'energia necessaria per la sua battaglia contro le forze malefiche. Ramses, dopo aver completato la costruzione del tempio di Luxor, ordina dunque a Bakhen, ex capo delle guardie e ora sacerdote a Tebe, di iniziare l'edificazione del Ramesseum, il suo tempio funerario.

Nonostante gli incessanti controlli di Serramanna, nell'ombra vi sono ancora congiurati e Ofir è riuscito perfino ad allearsi con Shenar che, intanto, ha deciso di prendere accordi con Raia, una spia siriana al servizio degli ittiti. Quest'ultimo rivela al nobile egiziano che l'imperatore ittita Muwatalli vuole divenire suo complice nella caduta di Ramses, proclamandolo faraone d'Egitto dopo la sua rovina e instaurando con lui un rapporto di tipo commerciale.

A causa dello scoppio di una rivolta in Nubia, Ramses intanto è costretto a scendere nel profondo sud per affrontare i ribelli. Accompagnato da truppe specializzate riesce a riportare la pace in Nubia. Durante il viaggio di ritorno, si ritrova con i suoi uomini in una zona lussureggiante e magnifica chiamata "Abu Simbel".

In Egitto sono intanto conclusi i lavori di costruzione di Pi-Ramses e grandi festeggiamenti inaugurano l'arrivo di Ramses e Nefertari nella nuova capitale. Divenuto ormai capo indiscusso degli ebrei, che lo onorano come loro guida, Mosè, reso famoso per aver edificato in poco tempo la città, difende gli operai più deboli dai soprusi dei loro sovrintendenti, in particolare da Sary, che non esita a spadroneggiare su di essi. Una notte, mentre questi colpisce Abner, un mattonaio ebreo che ha osato svelare tutto a Mosè, Mosè tenta di difendere l'aggredito e ci riesce, ma nella colluttazione l'israelita uccide per errore Sary. Spaventato e sicuro di essere ormai ricercato, Mosè decide di fuggire via da Pi-Ramses in direzione del deserto.

Il romanzo si conclude con l'arrivo di un messaggio di Asha a Ramses: gli Ittiti hanno deciso di attaccare l'Egitto.

La battaglia di QadeshModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Il romanzo di Ramses - La battaglia di Qadesh.

Il terzo volume è intitolato La battaglia di Qadesh e narra appunto il grande conflitto fra egiziani e ittiti che avrà come suo apice la terribile battaglia di Kadesh.

Gli ittiti, decisi a conquistare l'Egitto, hanno sterminato gli egiziani delle zone di frontiera e hanno sottomesso al proprio volere i principi di provincia, alleati di Ramses. La capitale del suo regno Pi-Ramses diventa dunque un enorme caserma dove giorno e notte vengono fabbricate armi e carri da guerra. Serramanna in persona addestra le nuove reclute e fa conoscere loro la durezza della guerra.

Shenar intanto, in combutta con Asha e Raia, è sicuro che l'esercito egiziano non riuscirà a sopravvivere al disastro di questa nuova guerra perché male armato e poco addestrato alle lotte in campo. Serramanna intanto, a causa di un tranello di Raia, viene rinchiuso in prigione per alto tradimento pur essendo in realtà innocente.

Ramses ha preparato il suo esercito e, dopo aver affidato il potere decisionale a Nefertari, Tuya ed Ameni, parte per la terra di Canaan deciso a debellare la rivolta nei confini e a sconfiggere i vecchi alleati traditori. In meno di un mese le truppe faraoniche riconquistano tutta la terra di Canaan e sottomettono nuovamente i principi di provincia al volere dell'Egitto. Con grande prova di forza, Ramses e i suoi vincono anche contro i ribelli di Megiddo e costringono il principe Benteshina di Amurru ad arrendersi.

Dopo questa prima vittoria, il faraone e il suo esercito tornano trionfanti a Pi-Ramses. Ameni e Asha riescono intanto a scoprire la reale innocenza di Serramanna e il sardo viene dunque liberato. Ofir continua a combattere il faraone con le sue arti oscure e tenta di fare del male a Nefertari utilizzando il suo scialle, rubato da Romè, l'intendente di palazzo. Questi però viene scoperto e, non appena sta per confessare tutto, Ofir, utilizzando la sua magia, lo fa morire con un sortilegio.

Intanto ad Hattusa, capitale del regno ittita, i due consiglieri del re Muwatalli, suo figlio Uri-teshup e suo fratello Hattusil, sono in contrasto riguardo alla guerra. Il primo è assetato di sangue e vorrebbe distruggere l'Egitto, il secondo invece vorrebbe utilizzare la diplomazia. Tentando di placare prima i dissensi interni, Muwatalli decide di ritardare i preparativi per la guerra. Preoccupato per questa inattività degli ittiti, Ramses ordina ad Asha di infiltrarsi nel loro regno sotto mentite spoglie.

Raia, la spia siriana che complotta con Shenar, viene incastrato ed è costretto a ritirarsi dalla sua rete di spionaggio. Recatosi dal suo capo, Ofir, anche lui al servizio degli ittiti, rivela il suo fallimento. Il mago libico decide dunque di utilizzare come nuova spia Meba, ex ministro degli Affari Esteri. Mentre ripristina la sua rete di spionaggio, Ofir riesce a colpire con i suoi sortilegi anche Nefertari che adesso sta morendo. Ramses decide di recarsi in Nubia perché, secondo una leggenda, lì troverà una pietra in grado di salvare l'amata sposa. Grazie all'aiuto di Setau e sua moglie Loto trova il magico oggetto e riesce così a scongiurare la minaccia del mago libico che è costretto a fermare momentaneamente i suoi attacchi. Nel luogo del ritrovamento, Abu Simbel, Ramses ordina che sia costruito un tempio in onore della grande coppia reale.

Nefertari intanto è preoccupata perché Ramses non ha discendenti maschi all'infuori del figlio avuto in gioventù con Iset, il piccolo Kha. La grande sposa reale, divenuta sterile in seguito al parto, chiede al marito di unirsi ancora con Iset così da poter generare un nuovo erede. Il faraone, benché a malincuore, in quanto ama alla follia Nefertari, accetta la proposta della moglie e dalla sua unione con la bella Iset nasce un secondo figlio maschio, Merenptah.

Asha intanto, dopo aver scoperto che gli ittiti sono pronti a colpire, viene arrestato da Raia e costretto alla reclusione. Prima della cattura riesce però, tramite una donna da lui corteggiata, a mandare un messaggio a Ramses, rivelandogli così le intenzioni degli ittiti. Ofir, scoperto intanto da Serramanna, uccide la giovane Lita e fugge insieme a Dolente, sicuro che Muwatalli raderà presto al suolo l'Egitto.

Ramses prepara dunque il suo esercito per lo scontro definitivo con gli ittiti. Prima di partire però fa arrestare Shenar che, convinto che Asha sia un suo alleato, non si è mai reso conto che questi non aveva mai tradito il faraone, ma al contrario lo aveva invece messo in guardia dai suoi progetti malvagi. Grazie a una terribile tempesta di sabbia, Shenar riesce ad eliminare i suoi sorveglianti e a sfuggire alla condanna dei lavori forzati.

Sul monte Sinai, Mosè, che si era stabilito presso la tribù di Madian, ha la visione di Dio e decide di tornare in Egitto per liberare i propri compatrioti, che in realtà non sono schiavi bensì comuni lavoratori, benché non siano liberi di credere nel loro unico Dio in una terra di politeisti.

Comincia intanto la battaglia di Kadesh. Grazie a un inganno degli Ittiti, la maggior parte degli uomini di Ramses vengono circondati e sterminati. Il faraone, favorito all'improvviso dalla luce divina di Amon, insieme al fedele leone Massacratore, quello che aveva salvato da cucciolo e che ora era divenuto una vera e propria macchina da guerra, affronta gli ittiti e riesce a metterli in fuga poiché questi, vedendo le sue incredibili dote di guerriero, credono sia un dio. Muwatalli e Hattusil non riescono a rincuorare i propri uomini e sono costretti a rifugiarsi nella fortezza di Kadesh, ritenuta inespugnabile. Ramses non riesce a conquistarla ma non è deciso ad arrendersi. All'improvviso, però, Muwatalli gli manda un messaggio chiedendo la pace in cambio della vita di Asha. Il faraone, alla fine, accetta l'accordo.

Gli ittiti non accettano però questa sconfitta e, mentre Asha tenta di riconquistare con la diplomazia i territori di frontiera, Hattusil lo fa catturare e rinchiudere all'interno della fortezza di Amurru, ordinando al diplomatico di scrivere un messaggio nel quale rivelava che tutto andava per il meglio in quelle terre. Asha, utilizzando i suoi trucchetti, svela a Ramses la sua situazione. Il faraone ordina a Serramanna di recarsi ad Amurru per liberare il suo amico.

La regina di Abu SimbelModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Il romanzo di Ramses - La regina di Abu Simbel.

Il quarto volume è intitolato La regina di Abu Simbel e narra le ultime fasi della guerra contro gli ittiti, il racconto biblico dell'Esodo e la costruzione del tempio di Abu Simbel, con la successiva morte di Nefertari.

 
Ramesse II in battaglia. Rilievo da Abu Simbel

Ramses continua le sue campagne, riconquistando i territori strappatigli dagli ittiti. La fortezza di Gaza cade sotto il dominio egizio, i suoi soldati annientati. Il faraone vuole muovere contro la fortezza d'Amurru, deciso a liberare l'amico Asha, ma decide invece di optare per un inganno. Grazie a uno stratagemma, il Faraone riesce a vincere anche questa battaglia e il principe Benteshina è costretto alla resa lasciando andar via Asha, ma Setau, sopraffatto dall'emozione per aver scoperto che Asha era sano e salvo, lascia accidentalmente andare la sua vipera che aveva in mano, vipera che attacca e morde Benteshina.

In Egitto, intanto, Ofir e Shenar sono ricercati da Serramanna che ha sguinzagliato i suoi scagnozzi alla loro ricerca. I due si ritirano nella perduta città di Akhenaton dove possono continuare a complottare senza disturbo alcuno. Il mago libico ha deciso di attaccare adesso il piccolo Kha, primogenito di Ramses e ordina a Meba di portargli uno dei suoi oggetti, questi riesce nell'impresa, anche uccidendo uno degli uomini di Serramanna, un mercenario cretese, che era riuscito a scovare il nascondiglio del malvagio stregone.

Intanto Mosè è tornato in Egitto e, accolto in casa del fratello Aronne, rivela al consiglio degli anziani ciò che Dio gli ha ordinato di compiere. Qualche giorno dopo, Serramanna lo arresta insieme a un drappello, affinché venga processato per l'omicidio di Sary. Durante il processo, Mosè dimostra di aver compiuto il giusto in difesa di un oppresso. Dolente stessa, chiamata a testimoniare, rivela al giudice che suo marito era solito maltrattare i più deboli. Mosè viene scarcerato grazie alla testimonianza del mattonaio Abner, ma scopre presto perché la principessa ha testimoniato in suo favore: Ofir e Shenar vogliono che lui svolga la propria missione così da indebolire Ramses e permettere loro di distruggerlo.

Nel frattempo, ad Hattusa, capitale dell'impero ittita, Muwatalli non riesce a prendere una decisione poiché Uri-Teshup chiede che continui la guerra contro l'Egitto, mentre Hattusil consiglia al fratello di accordarsi pacificamente con gli egiziani così da poter affrontare insieme ad essi i minacciosi assiri. Convinto però che sia il figlio ad avere ragione, l'imperatore di Hattusa nomina lui comandante delle armate, togliendo così il potere ad Hattusil. Colpito da un infarto, Muwatalli è costretto dal figlio ad affidargli il suo impero.

Asha riesce a convincere Ramses a mandarlo in missione, e viene mandato ad accordarsi con gli ittiti con un corpo di spedizione; sebbene egli venga però attaccato nei pressi di un fortino, Asha trova comunque protezione presso Hattusil, che vuole la pace con gli egizi. Il diplomatico ha deciso però di recarsi ad Hattusa e far cadere Uri-Teshup in un tranello. Intanto Ramses, spaventato per un ulteriore attacco di Ofir, che potrebbe colpire di nuovo la sua famiglia come ha fatto con Nefertari, decide di costruire un nuovo tempio ad Abu Simbel, dedicato all'amata Nefertari, così da aumentare le proprie difese magiche. In prossimità della Nubia però la sua nave viene attaccata da alcuni nubiani, guidati dallo stesso Shenar, che però non riescono nell'intento di ucciderlo e sono costretti a fuggire.

Il piano di Asha va intanto a buon fine: convinto di essere stato tradito, Uri-Teshup chiede all'egiziano chi siano le spie e, in preda alla sua sete di sangue, ordina di uccidere alcuni dei suoi partigiani, che egli crede traditori. Intanto Hattusil, insieme alla moglie Putuhepa, è tornato nella capitale e, convinti da Asha, i due riescono a crearsi una rete di amicizie grazie alle quali riusciranno ad eliminare Uri-Teshup; questi, dopo la morte di Muwatalli, colpito da un attacco cardiaco, è divenuto praticamente un sovrano assoluto e ha già scoperto il nascondiglio dell'odiato zio. Egli, giunto sul posto, ordina ai suoi arcieri di uccidere Hattusil, la moglie Putuhepa e la loro figlioletta, ma gli stessi arcieri gli si ritorcono contro. Tradito dal suo stesso esercito, Uri-teshup è costretto a ritornare da Asha, che gli consiglierà di fuggire in Egitto dove potrà essere al sicuro. Questi, deluso, si reca presso Ramses che, benché lo reputi un nemico, non osa offendere le leggi di ospitalità e lo accoglie nel proprio paese, specialmente dopo che questi gli ha rivelato tutti i segreti dell'arte militare ittita. Hattusil però accorderà al faraone la pace solo se questi gli permetterà di uccidere l'avido nipote.

Cominciano i lavori di costruzione di Abu Simbel e Ramses affida la responsabilità di tale opera a Setau e a Loto. Al suo ritorno riceve Mosè e Aronne in presenza del gran consiglio egizio. Questi trasforma il suo bastone in serpente ma il suo trucco viene presto svelato da Setau, perché quella trasformazione l'aveva insegnata a Mosè stesso (vedi primo libro). Deciso a liberare il proprio popolo dall'Egitto, Mosè non si arrende e scaglia contro di esso ben nove piaghe, come le locuste, le tenebre, la grandine e il morìo del bestiame. Alcune di esse non sono però create dal suo Dio, bensì da Ofir, che utilizza le sue arti oscure per avvelenare gli armenti e generare pustole nella pelle di molti egiziani.

Lo stesso Ofir invia Meba, altro suo sicario ed ex-ministro degli affari esteri, ad uccidere di nascosto Uri-Teshup, ma Serramanna riesce a scovarlo e ad eliminarlo prima che questi possa nuocere a qualcuno. Intanto, il perfido stregone, utilizzando un oggetto rubato a Kha, decide di generare un grande sortilegio che possa uccidere tutti i primogeniti d'Egitto così da portare il paese nello scompiglio, con Mosè che farà credere che sia la sua decima e definitiva piaga, ma Serramanna, spiando Dolente, riesce a scoprire il suo nascondiglio e lo cattura prima che questi possa compiere il misfatto. Processato in presenza del visir, Ofir è condannato a morte per veleno, Dolente verrà condannata presso un'oasi, e i nomi di Dolente e di Shenar verranno per sempre dimenticati.

In Nubia Shenar stesso ha radunato un vero e proprio esercito di guerrieri locali e ha conquistato una miniera, sicuro che Ramses cada nel suo tranello. Quest'ultimo però riesce a batterlo sul tempo e ad eliminare l'esercito avversario prima ancora che possa essere completamente attaccato. Shenar, in preda alla furia, decide di uccidere in persona il fratello, ma prima se la prende con i nubiani, accusandoli di viltà, codardia e ignonimia, e addirittura uccide un vecchio capotribù. I nubiani lo guardano con un terribile odio per averli traditi; Shenar riesce a sfuggire alla fanteria nubiana, ma non agli arcieri che lo uccidono all'instante con le loro frecce che lo colpiscono in tutto il corpo.

Mentre Ramses è assente, Serramanna decide di inseguire gli ebrei che qualche giorno prima erano stati liberati. Mosè però, sfruttando le basse maree, riesce a superare il mare delle canne insieme al suo popolo. I carri egizi rimangono invece impantanati e, a causa dell'alta marea, sprofondano nei flutti del mare. Serramanna è costretto a fuggire e, tornato a Pi-Ramses, chiede perdono al faraone per il proprio fallimento. Questi lo perdona e gli ordina di accogliere gli ambasciatori ittiti. Nefertari infatti, grazie a un contatto epistolare con Puthuepa, la moglie di Hattusil, è riuscita a ottenere la pace fra ittiti ed egiziani.

Alla fine, dopo la morte di Omero, viene concluso il Ramesseum. Ma durante la cerimonia, nella quale sono presenti le massime autorità del regno, Tuya ha un mancamento e muore. Dopo la cerimonia funebre in suo onore, Setau manda un messaggio a Ramses rivelandogli che anche i lavori per Abu Simbel sono terminati. Entusiasta di tale capolavoro, il faraone gioisce insieme alla sposa Nefertari che però sembra alquanto stanca agli occhi di Loto che cerca di sostenerla. La grande sposa reale spende tutte le sue energie affinché l'inaugurazione del tempio, che suggella l'amore della coppia reale, possa procedere senza intoppi. Lo sforzo è però immane e la regina, stanca per le troppe fatiche, non riesce a sopportarlo e muore fra le braccia del marito.

L'ultimo nemicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Il romanzo di Ramses - L'ultimo nemico.

Sono passati parecchi anni dalla morte di Nefertari e ora Ramses, cinquantenne ancora in forma, continua a regnare sull'Egitto con a fianco la bella Iset quale sposa reale. Uri-Teshup, precedentemente condannato a un domicilio coatto, riesce a trovare la libertà ma, odiando Ramses con tutto il proprio essere, decide di allearsi con Raia e tramare contro il faraone.

Asha, che ha da poco ricevuto un messaggio dal re ittita Hattusil rivela a Ramses il volere del sovrano alleato: questi è stufo di sentirsi come un suddito per l'Egitto e chiede al faraone di sposare sua figlia. Ramses, che non vuole ripudiare Iset, è deciso a non cedere al volere dell'imperatore ittita.

Serramanna è sicuro che Uri-Teshup continui a complottare contro il re d'Egitto ed è deciso a seguirlo. Questi, grazie all'aiuto di Raia, riesce a sposare Tanit, una vedova fenicia, che si lascia subito sedurre dall'incredibile possanza del giovane ittita. Il suo enorme patrimonio servirà ai due cospiratori per lanciare un'ondata di rivolte ai danni di Ramses. Ad essi si è da poco unito Malfi, il fratello di Ofir, che è riuscito a radunare sotto il proprio pugno di ferro i clan della Libia, deciso a distruggere l'Egitto vendicando così tutti quei secoli di offese subite.

Asha decide di recarsi ad Hattusa per rivelare al re ittita e a sua moglie che Ramses non ha intenzione di ripudiare la propria sposa. Questi però non è deciso a cedere: o sua figlia diventa regina d'Egitto o ricomincerà la guerra. Durante il viaggio di ritorno, Uri-Teshup attacca la carovana di Asha e lo uccide con la propria daga. Prima di morire, il diplomatico riesce a scrivere col proprio sangue sulla tunica la parola "No", sotto forma di un geroglifico.

Il corpo di Asha viene ricondotto in Egitto con solenne cerimonia. Ramses e Ameni, leggendo sulla tunica il "No" scritto dall'amico defunto, comprendono che non è stato Hattusil a compiere l'omicidio. La guerra non può comunque essere evitata, e Ramses e il suo esercito si prepara a partire. Ma Serramanna chiede al sovrano di correre al palazzo reale: la bella Iset, pur di non causare una nuova guerra, ha preferito suicidarsi con i veleni di Setau così da permettere al marito di sposare la principessa ittita.

Con grandi festeggiamenti giunge in Egitto la figlia del re Hattusil che, durante il matrimonio con Ramses, riceve il nome egizio di Maathorneferura, o semplicemente Mat-Hor. La giovane, vissuta tutta la vita in una società molto diversa da quella egizia, è convinta di poter spadroneggiare tanto da ordinare che le vengano offerti i tesori dei tempio. Ramses, disgustato dal comportamento della nuova moglie, si infuria e, facendole capire cosa vuol dire essere un vero capo modello, la reclude nell'harem di Merur, lasciandola così vivere in quella gabbia dorata.

Dopo un viaggio in Fenicia, Ramses riesce a salvarsi da una congiura ordita dalla stessa Mat-Hor, che ha agito però sotto il controllo di Uri-Teshup. Quest'ultimo, convinto che le donne siano solo oggetti, continua a spadroneggiare sulla moglie Tanit che, spaventata dalle sue brutalità, decide di recarsi da Serramanna e rivelargli i piani del marito. Il guerriero sardo riesce a circondare la villa dell'ittita ma questi riesce a fuggire in Libia dove continua la propria opera di distruzione al fianco di Malfi.

Hattusil, intanto, venuto a conoscenza della sorte di Mat-Hor, ha deciso, su richiesta di Ramses stesso, di condurre in Egitto un'altra fra le sue figlie, meno dispotica della prima, così da fare divenire lei Grande Sposa Reale. Sarà comunque Meritamun ad adempire alle grandi cerimonie religiose al fianco del padre. Addirittura, Hattusil viene ricevuto in Egitto, e in quell'occasione i popoli egizio e ittita fraternizzano per davvero, e cessano di essere nemici.

Ramses, intanto, ha scovato il covo di Malfi e Uri-Teshup, che hanno devastato le fortezze di confine, e muove contro di loro con il grosso del suo esercito. Comincia la lotta con i guerrieri libici durante il quale Merenptah uccide Malfi, mentre Serramanna si sacrifica per salvare la vita al Faraone e uccidere Uri-Teshup strozzandolo. Alla fine, il sardo si accascia a terra, si congratula con Ramses e rende la sua anima tra le braccia del faraone.

Dopo quest'ultimo combattimento, Ramses continua a regnare per molti altri anni. Alla fine della sua vita è vecchio, costretto quindi a camminare con un bastone, e ormai malato anche ai denti; i suoi amici, ad eccezione di Setau, Loto ed Ameni, sono ormai morti, e anche l'imperatore ittita Hattusil, sua moglie Puthuepa, Nebu, il sommo sacerdote di Amon, Kha, il primogenito di Ramses, e l'ebreo Mosè, che è riuscito a coronare il suo sogno di portare gli Israeliti nella Terra Promessa, hanno lasciato il mondo dei vivi. Stanco per le lunghe imprese, seduto sotto un albero d'acacia, il faraone guerriero muore carico d'anni, in compagnia di Ameni, che si dispera per la morte del suo antico amico. Per onorarlo, Ameni deciderà quindi di scrivere la sua storia, in modo che nessuna generazione a venire dimenticherà il Figlio della Luce.

EdizioniModifica

Romanzi singoli
Volume unico

Serie TVModifica

Il 18 aprile 2019, lo scrittore Christian Jacq ha annunciato su Twitter il comunicato di Bernand Fixot e della casa editrice Xo Editions che ha ceduto i diritti alla società americana Picture Perfect Animation per l'adattamento sul piccolo schermo della serie letteraria. Il progetto verrà capitanato dai produttori Patrick Wachsberger e Pascal Breton, in collaborazione con Anonymous Content.[1]

NoteModifica

Voci correlateModifica