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Il lungo addio (fumetto)

74° album di Dylan Dog di Mauro Marcheselli e Carlo Ambrosini
Il lungo addio
fumetto
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
TestiMauro Marcheselli (soggetto), Tiziano Sclavi (sceneggiatura)
DisegniCarlo Ambrosini
EditoreSergio Bonelli Editore
Collana 1ª ed.Dylan Dog
1ª edizionenovembre 1992
Albiunico
Generehorror

Il lungo addio è l'albo n° 74 della serie a fumetti Dylan Dog pubblicata dalla Sergio Bonelli Editore uscito in edicola nel novembre 1992. La storia è stata sceneggiata dal creatore del personaggio Tiziano Sclavi basandosi su un soggetto di Mauro Marcheselli e disegnata da Carlo Ambrosini. La copertina è di Angelo Stano[1]. È considerato uno degli albi migliori della serie[2][3][4].

Personaggio principale dell'episodio è Marina Kimball, probabilmente la più importante tra le donne di Dylan Dog.

In questo albo l'orrore è rappresentato dagli anni che passano, dal confronto tra il prima e il dopo, dalla giovinezza perduta che non potrà più tornare e dalla distruzione di tutti i sogni adolescenziali[3].

Indice

TramaModifica

Dopo circa vent'anni Marina Kimball si presenta alla porta di Dylan Dog vittima di un'amnesia che le impedisce di ricordare il motivo della sua presenza a Londra. Chiede di essere riaccompagnata a Moonlight, piccolo paese di mare dove abita e luogo della loro storia d'amore. Il viaggio lungo l'autostrada deserta si trasforma per i due, tra ricordi, rimpianti e tanta nostalgia, in un salto nel passato. Il loro sentimento riesplode in una sequenza di emozioni e l'incredulità e la gioia si fondono nella speranza di poter ricostruire e recuperare il tempo perduto. Forse Marina (che ancora si passa due dita tra i capelli come faceva da ragazza e che in un'estate ha reso Dylan Dog tanto di ciò che è ora) è davvero la donna giusta per Dylan, ma tra dolci ricordi e inevitabili rimpianti per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato affiora la sensazione che qualcosa non quadri. «...Grazie Dylan ... è stata la notte più bella della mia vita ...» Con queste parole Marina saluta Dylan una volta tornata a Moonlight. La mattina seguente l'illusione lascia lentamente il posto alla scoperta della tragica verità e alla consapevolezza dell'irrimediabile: Marina è morta suicida. Il loro lungo viaggio è stato l'ultimo desiderio della donna, solo un'occasione per dirsi addio come non avevano mai fatto.

Il luogo della morte di Marina è una scogliera a picco sul mare dove sul fondale ci sono i resti di un antico galeone. La rupe è la stessa da cui si era tuffato Dylan da ragazzo rischiando la vita per dimostrarle il proprio coraggio e tutto il suo amore. Inoltre lei stessa da ragazza vi si era recata con l'intenzione di buttarsi quando Dylan aveva deciso di interrompere la vacanza e tornare a Londra con una settimana di anticipo in seguito a una loro incomprensione. Marina da adulta in preda ai rimpianti di non aver avuto una vita felice si butta a peso morto dalla rupe. All'improvviso compare una stella cadente così che lei possa esprimere il suo ultimo desiderio: «...Che lui mi accompagni...». Marina verrà accontentata e il suo spirito materializzato potrà presentarsi a Londra da Dylan Dog. Dylan, tornando a Londra, immagina come sarebbe potuta andare la loro storia se quel giorno Marina fosse riuscita a raggiungerlo alla stazione e a confessargli tutto il suo amore.

ComprimariModifica

  • Robby: da ragazzo era il rivale in amore di Dylan; se Marina accettava i suoi corteggiamenti era solo per far ingelosire Dylan; alcune liti ed incomprensioni tra i due innamorati nascono anche a causa sua. Successivamente si sposa con Marina ma il loro matrimonio risulta infelice: Robby la trascura, diventa alcolizzato e la picchia e pensa solo a scorrazzare con auto sportive acquistate con i soldi di lei. Quando muore schiantandosi contro un tir Marina non ne piange la scomparsa. Quando Marina lo ritrova nell'aldilà lui le chiede di perdonarlo e lei dolcemente gli risponde che lo ha già perdonato tanti anni fa e che comunque ormai adesso non ha più importanza. Robby risulta un personaggio chiave, sia da ragazzo come elemento di disturbo nella loro storia d'amore sia da adulto come causa diretta dell'infelicità di Marina.
  • Il figlio immaginario di Marina: nella storia fa la propria comparsa un bambino che viene investito dall'auto di Dylan e che letteralmente scompare subito dopo. Il ragazzino ha in mano un aeroplanino giocattolo, lo stesso che Dylan da ragazzo aveva vinto al luna park ed aveva regalato a Marina. In quell'occasione Marina aveva confessato il suo grande desiderio di sposarsi e di avere un figlio. Marina da adulta dice che quel ragazzino era identico a come lei immaginava che sarebbe stato suo figlio. Risulta evidente che questo figlio avrebbe voluto averlo da Dylan, ma alla fine si tratta solo di un altro dei tanti sogni infranti di Marina.

Aspetti salientiModifica

  • Non è una storia horror ma semplicemente il racconto di una grande storia d'amore[5].
  • Non sono presenti mostri, vampiri, demoni ecc. e non c'è alcuna indagine di Dylan Dog[3].
  • Non ci sono scene splatter, omicidi o altre immagini di natura cruenta[3].
  • Groucho, per una volta – l'unica nella storia della collana[6] – non trova parole. Rimane zitto e si comporta quasi da persona normale, senza fare le solite battute.
  • Dylan, sia da ragazzo che da adulto, manifesta il sincero desiderio di sposare Marina.
  • Il giovane Dylan scrive una canzone per Marina anche se non avrà mai il coraggio di cantargliela. Sarà l'unica canzone scritta da Dylan Dog.
  • Dylan Dog fa il suo primo "incontro" con la magia del galeone.
  • Questo fumetto fa parte degli albi biografici del protagonista e rivela aspetti importanti del suo passato, tra cui[7]:
    • il ritrovamento della inseparabile pistola mod Bodeo Mod. 1889;
    • il momento in cui Dylan decide che da grande farà l'indagatore dell'incubo;
    • il momento in cui decide quella che sarà la sua automobile;
    • Dylan ragazzo indossa già gli abiti che successivamente caratterizzeranno il suo look definitivamente;
  • Albo espressamente dedicato alle donne[8].

La canzoneModifica

Il testo viene riportato a pagina 45 dell'albo. Viene scritta da Dylan per Marina pensando alla parola «...niente ...» dietro alla quale Marina nascondeva tutto il suo amore per Dylan in quanto non trovava il coraggio di dirgli «Ti amo». Il titolo è rappresentato da tre puntini. Solo in occasione del loro incontro da adulti Dylan canterà a Marina la sua canzone facendola scoppiare in lacrime.

RemakeModifica

L'albo numero 22 della collana Color Fest contiene 3 storie remake di albi storici della serie mensile. Uno di questi, intitolato Ancora un lungo addio, si presenta come una sorta di remake dell'albo, spiegando la stessa storia da un punto di vista differente. Viene infatti mostrato come Marina e Dylan si conobbero a Moonlight, cosa successe sul treno di ritorno dalle grotte e come Dylan vide la sepoltura di Marina.

Impatto culturaleModifica

Il lungo addio ha ispirato gli 883 per il brano Ti sento vivere[9]: «...Perché non è facile | forse nemmeno utile | certe cose chiare dentro poi non escono | restano, | restano | Vorrei dirti vorrei...». Il brano tratta proprio dell'argomento della difficoltà ad esprimere i propri sentimenti verso la persona amata, anche quando gli stessi sono inequivocabili. La ragazza bionda presente nel videoclip e molto somigliante a Marina Kimball.

Altri mediaModifica

  • La software house italiana Simulmondo ha realizzato una serie video-ludica su alcune avventure di personaggi dei fumetti, compreso Dylan Dog, che annovera tra i suoi episodi Il lungo addio.

NoteModifica

  1. ^ Il lungo addio. URL consultato il 7 febbraio 2017.
  2. ^ Il lungo addio, temperamente.it.
  3. ^ a b c d Il lungo addio, uBC Fumetti.
  4. ^ Dylan Dog Top Ten, uBC Fumetti.
  5. ^ Il lungo addio, nonsolomanga.it.
  6. ^ Il lungo addio, slumberland.it.
  7. ^ Dylan Dog - Il lungo addio, mangialibri.com.
  8. ^ Le donne del fumetto, books.google.it.
  9. ^ biografia.jpg, su www.883network.com. URL consultato il 7 febbraio 2017.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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