Vicolo del Chiozzino

vicolo del tessuto urbano medievale di Ferrara
(Reindirizzamento da Il mago Chiozzino)
Vicolo del Chiozzino
0 Vicolo del Ghiozzino - Ferrara - 01.jpg
Via del Turco vista da vicolo del Chiozzino
Nomi precedentiVicolo del Turco
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàFerrara
Collegamenti
IntersezioniVia del Turco
Via Ripagrande
Via Piangipane
Mappa

Coordinate: 44°50′02.81″N 11°36′55.88″E / 44.834115°N 11.615521°E44.834115; 11.615521

Il vicolo del Chiozzino, a Ferrara, inizia dal volto omonimo in via Ripagrande e termina sulla parallela via Piangipane.[1]

StoriaModifica

Il vicolo nacque come passaggio di collegamento tra la più antica via Grande e l'allora viuzza di Piangipane. Divenne famoso a Ferrara a partire dal XVIII secolo perché nell'adiacente palazzo in via Ripagrande 29 si stabilì l'ingegner Bartolomeo Chiozzi, che veniva da Mantova.[1]

Il mago ChiozziniModifica

 
Palazzo Palmiroli, in Via Ripagrande 29, che fu di Bartolomeo Chiozzi detto il mago Chiozzini. Il vicolo del Chiozzino si riconosce accanto, a destra nell'immagine.

La figura del mago Chiozzini sovrappone storia e leggenda popolare. Fu presente a Ferrara tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII, e la sua vicenda in parte frutto di invenzione viene raccontata anche dallo scrittore Riccardo Bacchelli nel suo Il mulino del Po.[2]

Bartolomeo Chiozzi nacque a Mantova, figlio di Antonio, nel 1671. Per svolgere la sua attività di ingegnere idraulico si trasferì a Ferrara dove, nel 1706, sposò Cecilia Camilli nella chiesa di San Michele. Secondo la tradizione alcuni suoi scritti vennero bruciati dalla santa inquisizione.

Forse a causa della sua abilità nella professione o per invidia, dopo alcuni anni di permanenza a Ferrara, iniziarono a raccontarsi su di lui fatti strani, frutto di superstizione popolare. Si cominciò a dire che il Chiozzi aveva stretto un patto col diavolo, e che il maligno lo seguiva nelle sembianze di un suo servitore, il fedele Magrino.[3]

 
Chiesa di San Domenico a Ferrara, impronta del diavolo.

Si cominciò a chiamarlo mago Chiozzini, ma secondo la leggenda Bartolomeo Chiozzi decise di infrangere il patto col diavolo e si recò presso i domenicani ingannando con un espediente il servitore Magrino che gli stava sempre accanto. Il Chiozzini obbligò il servo a tornare a casa per portargli la tabacchiera che aveva scordato e così riuscì a salvarsi, accolto nella chiesa di San Domenico, ed il diavolo, reagendo con rabbia, lasciò una sua impronta caprina[4] sul portale laterale della chiesa. In seguito fu confinato per molti anni nel quartiere Bentivoglio (poi quartiere Barco), dove si sfogò con urla terrificanti, e venne citato dai racconti popolari come l'Urlone del Barco.[1][5][6]

Origini del nomeModifica

Anticamente era chiamato vicolo del Turco, essendo il prolungamento di tale antica strada medievale. Il suo percorso passa sotto due cavalcavia che lo rendono in certi tratti oscuro, ed il primo di questi volti è anche chiamato del Diavolo.

La sua particolare struttura lo rende uno dei vicoli più caratteristici di Ferrara.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d G.Melchiorri, p.156.
  2. ^ G.Melchiorri, p.197.
  3. ^ Riccardo Bacchelli, pp.61-67.
  4. ^ M.T.M.Parente, pp.71-75.
  5. ^ TerraeAcqua.
  6. ^ estense.com.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica