Il mostro (film 1977)

film del 1977 diretto da Luigi Zampa
Il mostro
Il mostro (film 1977).JPG
una scena del film
Titolo originaleIl mostro
Paese di produzioneItalia
Anno1977
Durata105 min
Generethriller
RegiaLuigi Zampa
SoggettoSergio Donati
SceneggiaturaSergio Donati
FotografiaMario Vulpiani
MontaggioFranco Fraticelli
MusicheEnnio Morricone e Rita Monico
Interpreti e personaggi

Il mostro è un film del 1977, diretto dal regista Luigi Zampa, con Johnny Dorelli, Sydne Rome, Renzo Palmer, Yves Beneyton, Renato Scarpa e musiche di Ennio Morricone.

TramaModifica

 
Dina (Sydne Rome) in una scena

Valerio Barigozzi è un cronista fallito, con un matrimonio a pezzi alle spalle e un figlio adolescente e introverso, Luca, che vorrebbe vivere con il padre, se questi non fosse troppo in difficoltà economiche per accoglierlo in casa. La moglie gli rinfaccia spesso questa situazione ed anche al lavoro spesso viene deriso da colleghi e superiori.

Nonostante le sue potenzialità, per sbarcare il lunario Barigozzi è ridotto a rispondere alla posta delle lettrici di una rubrica sentimentale di un grande giornale milanese e a scrivere romanzi gialli sotto pseudonimo, con una scrivania posta vicina ai servizi igienici. Un giorno riceve una lettera anonima che preannuncia l'assassinio di "Nonno Gustavo", un noto presentatore televisivo di programmi per ragazzi. L'omicidio viene commesso e Barigozzi, che si è recato sul posto per parlare con la potenziale vittima, è il primo a scoprirne il cadavere, ma senza una prova dell'esclusiva (lettera e fotografie), non viene preso in considerazione dal direttore del giornale per cui lavora. Il modus operandi del killer è di sfondare il cranio della vittima a colpi di martello per poi tracciare una V sul volto con un rossetto.

L'occasione si presenta subito dopo, quando il misterioso assassino, che si firma "il mostro", gli preannuncia l'uccisione di Gigi Valli, un portiere di una squadra di calcio. Questa volta sfrutta l'occasione e si reca al campo di allenamento munito di macchina fotografica. Quando lo sportivo viene massacrato a colpi di martello, il giornalista riesce a fare lo scoop della sua vita. Inizia quindi una rapida carriera grazie ai suoi sorprendenti articoli coi quali permette alte tirature al giornale in cui lavora e guadagnandosi la stima e la fiducia di Giorgio, il figlio del direttore. Nel frattempo si rimette economicamente sia grazie all'ingaggio da inviato, ma anche per gli sponsor fra cui Baruffi, il proprietario della fabbrica di cosmetici che produce il rossetto usato dall'assassino (la cui marca è "MISTERO") e Dina, una cantante che sta incidendo una nuova canzone che ha a che fare con il mostro.

L'uomo sfrutta con cinismo questo stato di cose, senza farsi scrupoli morali, né interrogarsi sulle possibili conseguenze derivanti dai suoi legami con il mostro. Quest'ultimo, nel frattempo, colpisce ancora uccidendo il direttore del giornale per cui lavora e successivamente la cantante Dina con la quale Barigozzi ha iniziato una relazione. Troppi indizi finiscono per fare cadere i sospetti della polizia proprio su di lui, che viene arrestato. Durante la prigionia, il giornalista ha tutto il tempo per riflettere sugli avvenimenti e intuisce che il mostro vive proprio a casa sua; scopre infatti che le lettere anonime sono state redatte con una macchina per scrivere a lui appartenuta in passato. Inizialmente crede che la responsabile dei delitti sia l'ex moglie Anna, che avrebbe agito con il proposito di distruggergli la carriera. Riesce, così, a convincere il commissario della colpevolezza della donna che viene uccisa dalla polizia durante l'operazione di cattura, poiché colta mentre tenta di fare del male al figlio Luca.

Barigozzi viene quindi scagionato e può finalmente andare a vivere con suo figlio in una casa nuova e più confortevole. Mentre sta riponendo dei libri in una scatola, alcuni cadono a terra scoprendo le fotografie autografate di Nonno Gustavo, di Gigi Valli e della cantante Dina. A quel punto Barigozzi capisce che in realtà il serial killer è suo figlio Luca. Il ragazzo, influenzato dai discorsi ossessivi e velenosi del padre, ma anche desideroso di offrirgli l'opportunità di diventare un giornalista famoso, inizia ad uccidere traendo spunto proprio dai suoi articoli. Il giornalista a questo punto capisce di avere sbagliato tutto perché con una vita basata sul cinismo, sull'odio ed il risentimento verso il prossimo ha suscitato nel figlio una mostruosa personalità. Luca, che vede nel padre delusione per la scoperta fatta, ha paura di finire in prigione; gli chiede di firmargli il libretto delle giustificazioni per rientrare a scuola il giorno dopo mentre nasconde dietro la schiena il martello usato per gli altri omicidi. Barigozzi capisce tutto: prende in mano il libretto ed abbassa la testa per compilare la giustificazione attendendo il proprio destino.

Colonna sonoraModifica

Nella colonna sonora del film è presente la canzone Se piangi, che fai?, scritta dal duo Morricone-Monico e cantata da Rita Monico.

Commenti criticiModifica

  • Tullio Kezich scrive: "Il mostro, ambientato nella contemporaneità con ambizioni di satira del costume, avrebbe trovato una collocazione più plausibile nell'immediato dopoguerra, cioè negli anni ruggenti del Corriere lombardo di Gaetano Afeltra e del titolismo acchiappalettori"; da "Il nuovissimo Mille film. Cinque anni al cinema 1977-1982", Oscar Mondadori.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENn2018010448 · WorldCat Identities (ENn2018-010448
  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema