Il testamento di Orfeo

film del 1960 diretto da Jean Cocteau
Il testamento di Orfeo
Il testamento di Orfeо.png
Jean Cocteau in una scena del film
Titolo originaleLe Testament d'Orphée
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneFrancia
Anno1960
Durata79 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37 : 1
Generebiografico, drammatico
RegiaJean Cocteau
SceneggiaturaJean Cocteau
ProduttoreJean Thuillier
Casa di produzioneCinédis, Les Editions Cinégraphiques
FotografiaRoland Pontoizeau
MontaggioMarie-Josèphe Yoyotte
Effetti specialiPierre Durin
ScenografiaPierre Guffroy
CostumiJanine Janet
TruccoAlexandre Marcus
Interpreti e personaggi

Il testamento di Orfeo (Le Testament d'Orphée) è un film del 1960 diretto da Jean Cocteau.

È un film biografico francese a sfondo drammatico e autocelebrativo con lo stesso Jean Cocteau che interpreta se stesso e con Claudine Auger, Charles Aznavour, Yul Brynner, Lucia Bosè e Pablo Picasso in un cameo. Il testamento di Orfeo è il seguito di Orfeo (Orphée) del 1949 ed è considerata la parte finale della trilogia orfica, dopo Il sangue di un poeta (Le sang d'un poète, 1930) e Orfeo (1950).[1]

TramaModifica

ProduzioneModifica

Il film, diretto e sceneggiato da Jean Cocteau, fu prodotto da Jean Thuillier per la Cinédis e la Les Editions Cinégraphiques e girato in Francia dal settembre del 1959. Il titolo completo fu Le testament d'Orphée, ou ne me demandez pas pourquoi!.

DistribuzioneModifica

Il film fu distribuito in Francia dal 18 febbraio 1960 al cinema dalla Cinédis con il titolo Le testament d'Orphée. Il titolo lungo per le versioni doppiate in lingua inglese fu The Testament of Orpheus or Don't Ask Me Why.

Alcune delle uscite internazionali sono state:

CriticaModifica

Secondo MYmovies (il Farinotti) è "un film criptico come una poesia ermetica, probabilmente Cocteau nasconde nelle situazioni se stesso e le sue ossessioni. Interessante ma forse un po' presuntuoso".[2]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Il testamento di Orfeo, su AllMovie, All Media Network.
  2. ^ Il testamento di Orfeo - MYmovies, su mymovies.it. URL consultato l'11 novembre 2012.

Collegamenti esterniModifica

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