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Il tradimento (film)

film del 1951 diretto da Riccardo Freda
Il tradimento
Il tradimento.jpg
Amedeo Nazzari in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1951
Durata85 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, sentimentale
RegiaRiccardo Freda
SoggettoMario Monicelli
SceneggiaturaMario Monicelli, Ennio De Concini, Riccardo Freda
ProduttoreLuigi Nannerini
Casa di produzioneS.A.F.A. Palatino
Distribuzione in italianoVariety Film
FotografiaEnzo Serafin
MontaggioOtello Colangeli
MusicheCarlo Innocenzi (canzoni eseguite da Rino Salviati)
ScenografiaSergio Baldacchini
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Il tradimento è un film del 1951 diretto da Riccardo Freda.

Il film uscì successivamente anche con il titolo di Passato che uccide.

TramaModifica

L'ingegnere Pietro Vanzelli viene accusato di aver ucciso Renato Salvi, suo collaboratore e spasimante della moglie Clara che lo ha sempre respinto. Durante il processo non sorgono prove in sua difesa e viene quindi condannato. Dopo molti anni esce di galera e parte alla ricerca della famiglia, viene quindi a sapere che la moglie si era trasferita a Livorno con la figlia Luisa e nel treno si imbatte accidentalmente in Renato il quale messo alle strette gli confessa la verità: dopo aver sottratto molti soldi dall'impresa e dopo essere stato nuovamente respinto da Clara aveva deciso di scomparire ma al tempo stesso incolpare Pietro per vendetta. Renato gli rivela anche che la moglie è ormai morta mentre la figlia lavora come istitutrice presso una facoltosa famiglia di Livorno, i Soldani. Proprio Luisa ha stretto un sincero legame con Stefano, il maggiore dei figli, ma la famiglia osteggia questo rapporto e dopo aver convinto il figlio a studiare a Londra costringono Luisa a licenziarsi. La ragazza tenta diverse volte di trovare un lavoro ma senza successo, la padrona della pensione le ricorda che ci sono altri modi per fare soldi e che dovrebbe approfittarne. Una sera incontra proprio Pietro che viene cacciato da un bar dove era iniziata una rissa e lo porta nella sua stanza, l'uomo sospetta che la ragazza abbia agito per soldi e la umilia ma poi parlando della bambola alla quale la ragazza è molto legata scopre in lei la figlia creduta perduta. A questo punto tutto sembra andare per il meglio, Pietro ha ritrovato la figlia e la ragazza può anche coronare il suo sogno d'amore con Stefano, dato che anche la famiglia Soldani si è pentita di come hanno agito. Purtroppo ricompare Renato, vuole dei soldi per non riportare a galla la vecchia storia e rovinare il matrimonio di Luisa, Pietro non vuole cedere e sta per chiamare la polizia quando viene ferito con un coltello da Renato, ne segue una colluttazione nella quale è proprio Renato ad avere la peggio. Non sapendo cosa fare Pietro carica il cadavere in macchina e lo riporta nel fiume, nello stesso punto in cui si diceva era stato gettato anni prima ma poi, dopo aver assistito al matrimonio della figlia si costituisce alla polizia. Il processo è breve, pur condannandolo per l'omicidio gli viene riconosciuta la legittima difesa e può tornare libero a fianco dell'adorata figlia.

ProduzioneModifica

DistribuzioneModifica

Collegamenti esterniModifica

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