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Il vampiro
Titolo originaleThe Vampyre
Houghton EC8.P7598.819va (A) - Vampyre, 1819.jpg
frontespizio della prima edizione
AutoreJohn Polidori
1ª ed. originale1819
Genereracconto
Lingua originaleinglese
AmbientazioneXIX secolo (non specificato)
ProtagonistiAubrey

Il vampiro è un racconto breve scritto da John Polidori pubblicato nel 1819.

Fu pubblicato per la prima volta il 1º aprile 1819 da Colburn sulla rivista New Monthly Magazine[1]. Erroneamente il racconto fu attribuito a Lord Byron, nonostante le pronte smentite di quest'ultimo[2] e ciò portò Goethe ad affermare che si trattava di uno dei migliori lavori del Lord inglese[3]. Ebbe comunque un immediato successo in Europa, soprattutto in Germania dove fu tradotto nello stesso anno, un po' meno in Inghilterra a causa della falsa attribuzione a Byron, che in quel periodo era sotto scandalo. Anche nella prima edizione italiana, Udine 1831, Il Vampiro risultava come novella di Lord Byron[4]. Polidori riuscì a trasformare il vampiro del folklore nella forma che oggi è più conosciuta, ovvero quella del demone aristocratico che cerca le sue prede nell'alta società.

Indice

Genesi della storiaModifica

Nel maggio del 1816, ricordato come l'anno senza estate, Lord Byron, accompagnato dal medico Polidori, invitò a Villa Diodati Percy Bysshe Shelley, la sua compagna nonché futura moglie Mary Wollstonecraft Godwin e Claire Clairmont, sorellastra di Mary e all'epoca amante di Byron. A causa della pioggia incessante passano il tempo leggendo storie di fantasmi, come le Fantasmagoriana o il romanzo Vathek di William Beckford, finché Byron propone di fare una gara a chi riuscirà a scrivere il racconto di paura più bello. Soltanto due riescono a portare a termine la sfida: Mary scriverà il suo celebre romanzo Frankenstein e Polidori, partendo da un frammento di una storia di Byron, porterà a termine Il Vampiro.[5]

TramaModifica

Aubrey, un giovane inglese di buona famiglia, incontra Lord Ruthven, un uomo di origini misteriose che si fa strada nella società londinese. Aubrey accompagna Ruthven a Roma, ma lo abbandona dopo che Ruthven seduce la figlia di una reciproca conoscenza. Aubrey si reca quindi in Grecia, dove incontra Ianthe, la figlia di un oste, la quale parla ad Aubrey delle leggende del vampiro. Poco dopo Ruthven arriva nei paesino greco e Ianthe viene uccisa da quello che sembra essere un vampiro. Aubrey non collega assolutamente Ruthven con l'omicidio e si unisce a lui per il seguito dei suoi viaggi. I due vengono attaccati dai banditi e, nello scontro, Ruthven viene ferito a morte, e prima di morire, Ruthven fa giurare a Aubrey che non menzionerà la sua morte o qualsiasi altra cosa che conosca su di lui per il periodo di un anno e un giorno.

Aubrey torna a Londra e rimane stupito dall'incontrare Lord Ruthven, vivo e vegeto, sotto il nome di Conte di Marsden. Ruthven ricorda allora ad Aubrey del suo giuramento. È poco dopo quest'incontro che Ruthven conosce e fa la corte alla sorella di Aubrey mentre questi, impotente nel proteggere la sorella, cade in depressione, vittima di un esaurimento nervoso. La sorella di Aubrey e Lord Ruthven si fidanzano ufficialmente; la data delle nozze è fissata per il giorno in cui termina il giuramento. Poco prima di morire, Aubrey scrive una lettera alla sorella, rivelando il passato di Ruthven. La missiva però non arriva in tempo ed i due si sposano. Durante la prima notte di nozze, la sorella di Aubrey viene scoperta morta, prosciugata dal suo sangue, mentre Ruthven è svanito nel nulla.

PersonaggiModifica

  • Lord Ruthven Conte di Marsden - un nobile inglese, il vampiro
  • Aubrey - un giovane gentiluomo
  • Ianthe - una giovane donna greca di cui Aubrey si innamora
  • la sorella di Aubrey - futura sposa del Conte di Marsden

NoteModifica

  1. ^ Sabrina Pignataro, dailybest.it, 11 febbraio 2015, https://www.dailybest.it/society/giovane-polidori-vampiro/.
  2. ^ Dialoghi di Byron, Padova, Tipi della Minerva, 1840, SBN IT\ICCU\RAV\0304156.
    «-Byron in occasione della morte di Polidori- Egli era sicuro di acquistare una fama letteraria dal successo del suo Vampiro, di cui fu fatto a Parigi un melodramma, perché lo si credeva opera mia. Il fondo del racconto infatti mi apparteneva, ma fui costretto a dichiarare di non avere nulla a che fare con quel lavoro, per paura che non mi si ritenesse tanto vanitoso e tanto egoista da parlare di me in maniera così ridicola. Gli editori francesi non hanno però desistito dall'annoverare il Vampiro tra le mie opere.».
  3. ^ tascabili economici n.42, pagine 13-14, introduzione di Erberto Petoia.
  4. ^ tascabili economici n.42, pagina 15, introduzione di Erberto Petoia.
  5. ^ tascabili economici n.42, pagina 10, introduzione di Erberto Petoia.

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

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  1. ^ (EN) J Gordon Melto, Vampire: A Chronology, in The Vampire Book: The Encyclopedia of the Undead, 10ª ed., Detroit, Visible Ink Press,, 2011 [1994], p. XXIII, ISBN 978-1-57859-281-4. URL consultato il 23 marzo 2017.