Il vero e il falso (film)

film del 1972 diretto da Eriprando Visconti
Il vero e il falso
Ilveroeilfalso.jpg
Paola Pitagora e Mario Girotti in una scena del film
Titolo originaleIl vero e il falso
Paese di produzioneItalia
Anno1972
Durata99 min
Generedrammatico, poliziesco
RegiaEriprando Visconti
SoggettoEnzo Gicca
SceneggiaturaLuigi Malerba ed Eriprando Visconti
ProduttoreBruno Turchetto
Casa di produzioneEuro International Films, Explorer Film '58
FotografiaMarcello Gatti
MontaggioAntonio Siciliano
MusicheGiorgio Gaslini
ScenografiaUmberto Turco
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il vero e il falso è un film italiano del 1972 diretto da Eriprando Visconti.

TramaModifica

A Latina, a 100 chilometri da Roma, Luisa Santini avrebbe ucciso l'amante del marito, Norma Zeitzler. L'imputato afferma la sua innocenza, ma le prove parlano contro di lei. Il pm Turrisi vede la possibilità di ottenere una promozione alla Roma attraverso questo caso e si sta assicurando che il processo venga portato avanti in grande fretta. Solo il giovane e inesperto avvocato difensore Marco Manin dubita della colpevolezza di Santini. Turrisi alla fine vince il verdetto di colpevolezza e viene infatti promosso. Luisa Santini viene condannata a dieci anni di reclusione per omicidio colposo in atto. Marco Manin passa quindi dal diritto penale a quello civile per delusione nei confronti della magistratura.

Luisa Santini avrà tre anni di sconto per buona condotta, così sarà rilasciata dopo sette anni. Manin, che a quanto pare ha anche un interesse romantico per Santini, la va a prendere dal carcere e l'aiuta a fare i primi passi verso la libertà. Determina anche l'indirizzo attuale del marito, che nel frattempo vive con una nuova amante a Roma. Quando Santini visita suo marito, vede che la presunta nuova amante è Norma Zeitzler, per il cui omicidio è stata condannata. In una rabbia cieca, uccide la donna e successivamente insiste che non possa più essere perseguita perché ha già scontato la pena. Tuttavia, verrà riprovata.

L'avvocato Manin decide quindi di difendere Luisa Santini e anche per riaprire il vecchio procedimento, Turrisi ricopre il ruolo di pubblico ministero.

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