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Shams al-Dīn Iltutmish
Tomb of Iltutmish, Qutb Minar complex, Mehrauli.jpg
Mausoleo di sepoltura di Itulmish, nel complesso di Qutb
Sultano di Delhi
In carica 1211 –
1236
Predecessore Aram Shah
Successore Rukn-ud-din I
Nome completo Shams-ud-din Iltutmish
Nascita ?
Morte 1236
Sepoltura Complesso di Qutb
Dinastia Mamelucchi di Delhi
Coniugi Qutub Begum, consorte reale
Shah Turkan[1], concubina
Figli Rukn-ud-din Firuz,
Razia Sultana,
Qutb-ud-din
Religione Islam sunnita

Iltutmish (persiano: شمس الدین التتمش‎‎, così come in lingua urdu; ... – 1236) fu il 3º sultano di Delhi, dal 1211 al 1236. Scritto anche Iletmish o Altamash, la forma corretta del suo nome è stata definitivamente stabilita in Iltutmish da Simon Digby nel 1970[2].

Indice

IniziModifica

Nato in una famiglia turcofona, fu venduto schiavo a un mercante di nome Jamal-ud-din che lo portò a Ghazna e qui lo vendette a Qutb-ud-din Aibak, il quale era a sua volta schiavo di Muhammad di Ghur: per questo Iltutmish fu anche chiamato "schiavo di uno schiavo". Qutb-ud-din previde le qualità del giovane e infatti Iltutmish scalò i ranghi dell'esercito fino a ottenere prima il comando della fortezza di Gwalior dopo la sua conquista e poi la nomina a governatore di Bulandshahr. In seguito sposò una figlia di Qutb-ud-din e divenne governatore di Badaun[3].

Salita al potereModifica

Quando i nobili di Delhi (detti "i Quaranta") si resero conto che il sultano Aram Shah era un incompetente, chiamarono Iltutmish, allora governatore di Badaun, invitandolo a salire sul trono; ltutmish rispose positivamente e si mosse con tutto il suo esercito contro Aram, sconfiggendolo nella piana di Jud dopo soli otto mesi di regno, nel 1211. Non si sa con precisione cosa sia accaduto ad Aram dopo la battaglia, Minhaj-ud-din Siraj dice che fu martirizzato ma è ignoto se morì in battaglia o se fu giustiziato dopo essere stato preso prigioniero[4].

Una volta salito al trono, Iltutmish si trovò davanti tutta una serie di problemi, tanto che la sua autorità non si estendeva molto oltre Badaun e la stessa Delhi: l'apparato amministrativo del sultanato era ancora in embrione perché né Qutb-ud-din né tanto meno Aram avevano avuto il tempo di consolidarlo; l'integrità territoriale del sultanato era minacciata sia dall'esterno che dall'interno (Ali Mardan Khan di Lakshmanavati dichiarò l'indipendenza del Bengala; Nasir-ud-din Qabacha del Sind conquistò Multan e Lahore; Ranthambhore, Ajmer, Jalore e Gwalior dichiararono l'indipendenza sotto le loro dinastie rajput); infine l'autorità di Iltutmish era contestata sia da Taj-ud-din Yildiz, sultano di Ghazna, che lo considerava semplicemente un suo vassallo e rivendicava il dominio di Delhi, sia dai nobili turchi che rifiutavano di obbedirgli in quanto "schiavo di uno schiavo" e causarono una ribellione nella stessa Delhi.[5]

GuerreModifica

Iltutmish riuscì a soffocare la ribellione dei nobili turchi consolidando il controllo su Delhi e dintorni, mentre nei riguardi di Taj-ud-din Yildiz simulò la sottomissione per poi sconfiggerlo e metterlo a morte più tardi, alla battaglia di Tarain nel 1215, quando i corasmi lo cacciarono da Ghazna, costringendolo a cercare rifugio a Lahore. Un'altra vittoria, stavolta diplomatica, Iltutmish la conseguì nei confronti dei mongoli di Gengis Khan nel 1221; i mongoli avevano invaso l'impero corasmio facendo fuggire sia l'imperatore Ala-ud-din Muhammad, sia il principe ereditario Jala-ud-din Mangbarni, ma mentre l'imperatore era fuggito sulle rive del Mar Caspio, Jala-ud-din si era rifugiato nel Punjab attirando i mongoli al suo inseguimento. Iltutmish allora si rifiutò di dare asilo a Jalal-ud-din, cosicché i mongoli si ritirarono risparmiando l'India dalle devastazioni.[6]

L'azione di Iltutmish proseguì contro i principi ribelli. Nel 1228 sconfisse definitivamente Nasir-ud-din Qabacha strappandogli le città di Lahore, Multan e Uchch; nel 1226 inviò suo figlio Nasir-ud-din Muhammad contro il Bengala, dove sconfisse Hisam-ud-din Ewaz, il principe che si era reso indipendente, ma dopo la morte di Nasir-ud-din nel 1229 il Bengala si ribellò nuovamente, stavolta sotto Balka Khalji che fu sconfitto e ucciso dallo stesso Iltutmish.

Vi furono guerre anche contro i principi indù: nel 1226 Iltutmish intraprese delle campagne contro i principi rajput che si erano resi indipendenti alla morte di Qutb-ud-din Aibak, e riconquistò Ranthambhore, Ajmer, Jalore, Gwalior, Mandor e Jodhpur. Invase il Malwa e saccheggiò Ujjain e Bhilsa mentre invece non riuscì a prendere Kalinjar e Nagada; infine riprese il controllo del Doab e dell'Oudh sconfiggendo i principi indù a Badaun, Kannauj e Benares.[7]

NoteModifica

  1. ^ Jayapalan, p. 10.
  2. ^ Simon Digby, 'Iletmish or Iltutmish? A reconsideration of the name of the Dehi Sultan', Iran 8 (1970), pp. 57-64, citato in Jackson, p. 29.
  3. ^ Jayapalan, p. 6.
  4. ^ Jackson, p. 29.
  5. ^ Jayapalan, pp. 6-7.
  6. ^ Jayapalan, p. 7.
  7. ^ Jayapalan, pp. 8-9.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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