Gli Ilvates furono una tribù Ligure, il cui nome è stato riscontrato solo negli scritti di Tito Livio. Vengono citati, nel 200 a.C., insieme agli Insubri e ai Cenomani, come distruttori delle colonie romane di Placentia (l'attuale Piacenza) e Cremona. Sono nuovamente menzionati nel 197 a.C., dopo la sottomissione ai loro alleati transpadani; nel corso di quelle campagne furono sconfitti dalle truppe del console Quinto Minucio Rufo, ed il loro nome non apparve più nella storia. (Liv. xxx. 10, xxxi. 29, 30.) Da quanto raccontato, appare chiaro che si stabilirono sulle pendici nord dell'Appennino, verso la pianura del Padus (l'attuale fiume Po), e presumibilmente non molto lontano da Clastidium (l'attuale Casteggio); non è comunque possibile stabilire con certezza sia la posizione che l'estensione del territorio da loro occupato. Il loro nome, come quello della maggior parte delle tribù liguri menzionate da Tito Livio, sparì nel periodo augusteo, e non si ritrova riportato da nessun altro geografo o storico. Charles Athanase Walckenaer[1] suppose comunque che gli Eleates, sui quali Marco Fulvio Nobiliore celebrò il trionfo nel 159 a.C.[2], ed i Veleiates descritti da Plinio il Vecchio, erano le stesse genti chiamate Ilvates da Tito Livio.

Tabula Peutingeriana: Pars IV - Segmentum IV, da notare che la mappa riporta il nome dei Veleiati ma non indica altre popolazioni come Kerdiciati, Levi o Marici

NoteModifica

  1. ^ Walckenaer, p. 154.
  2. ^ Gruter, p. 45.

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