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L'improvvisazione collettiva è stata uno dei principi fondanti il jazz delle origini, e uno dei musicisti che ne fece il suo cavallo di battaglia, influenzando poi i musicisti a venire e numerose correnti jazzistiche successive fu Charles Mingus. Bisogna premettere che Mingus non fu il solo che cercò di rivitalizzarla: negli anni Cinquanta ci provarono Gerry Mulligan o Lennie Tristano, ma i loro tentativi si inserirono nell'estetica del cool jazz della costa ovest. Quello che Mingus fece fu di creare dei workshop che cercavano di ricreare la vitalità del primo jazz; nelle sue grandi orchestre l'improvvisazione raggiunge una forza dinamica che verrà eguagliata solo dai musicisti free.

Alle volte vennero creati dei pattern ritmici che potevano ritornare come degli ostinati variati all'interno del brano, altre volte vennero composti dei temi su cui gli altri strumenti d'accompagnamento improvvisavano. «Accanto a queste improvvisazioni "semi-collettive", [...] Mingus raggiunge un tipo di improvvisazione completamente collettiva, che coinvolge non solo i fiati ma l'intero gruppo».[1]

Un esempio è «Folk Forms No. I», registrata da un quartetto nel 1960. La sezione ritmica perde completamente il suo ruolo di mantenimento di un beat costante. Nessuno è accompagnatore, nessuno è solista, le parti che vengono eseguite sono autonome ma non indipendenti. Quello che Mingus incominciò, gli altri lo portarono avanti. Ornette Coleman ed il suo Free Jazz: A Collective Improvisation, [...] portò l'improvvisazione conversazionale a nuove altezze, forzando ancora di più i limiti imposti all'espressione individuale e preservando allo stesso tempo l'unità della band.[2]

NoteModifica

  1. ^ Jost Ekkehard, Free jazz, Palermo, L'Epos, 2006, p. 55.
  2. ^ Charles Hersch, "Let Freedom Ring!": Free Jazz and African-American Politics, in «Cultural Critique», No. 32, Winter 1995-1996, pp. 97-123. Pubblicato da: University of Minnesota Press.

BibliografiaModifica

  • Jost Ekkehard, Free jazz, Palermo, L'Epos, 2006.
  • Charles Hersch, "Let Freedom Ring!": Free Jazz and African-American Politics, in «Cultural Critique», No. 32, Winter 1995-1996. Pubblicato da: University of Minnesota Press.