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In corpore vili

locuzione latina

In corpore vili è una locuzione latina, che tradotta letteralmente, significa "in un corpo vile" (cioè di poco o nullo valore).

La versione completa della locuzione è Faciamus experimentum in corpore vili - "Facciamo un esperimento in un corpo vile".
Motto attribuito generalmente ai medici che, secondo l'opinione popolare, facevano le loro esperienze sui corpi di persone di poca importanza.

In effetti il detto pare sia stato pronunciato dai medici del XVI secolo di una cittadina piemontese (forse Asti) quando furono chiamati a curare l'umanista Marc-Antoine Muret, che, in fuga da Tolosa, ove era stato condannato al rogo per sodomia, e vestito molto poveramente, era caduto ammalato colá. Disteso su un lettino, udì i medici pronunciare la frase di cui sopra, rivelatrice dell'intenzione di utilizzare il suo corpo per esperimenti che pensavano di poter effettuare, certi che del paziente, scambiato per un vagabondo a causa dell'abbigliamento, nessuno avrebbe chiesto conto. Approfittando di una distrazione dei suoi futuri carnefici, il Muret, che si era improvvisamente sentito bene, se la diede a gambe. Di questa vicenda vi sono un paio di varianti, che tuttavia si discostano solo per qualche particolare da quanto qui esposto.[1]

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto, Milano, Hoepli Editore, 2007, pp. 672-673. ISBN 978-88-203-0092-0

Voci correlateModifica

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