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Gli Indulgenti ("Indulgents") è il nome dato da Georges Danton e dai suoi amici agli ex membri dei Cordiglieri, tra i quali Camille Desmoulins, che alla fine del 1793 posero la questione dell'utilità del Terrore alla Convenzione nazionale e agli altri organismi collegiali della Rivoluzione.

Sotto la guida dell'ex sindaco di Parigi ed ex Ministro della Guerra Jean-Nicolas Pache, gli exagérés del nuovo ministro della guerra Bouchotte, e il loro portavoce Jacques-René Hébert, che cercavano di rovesciare la Convenzione Nazionale, chiedevano l'intensificazione del Terrore. Altri Montagnardi cominciavano a nutrire molti dubbi circa la validità della spietatezza necessaria che mascherava secondo loro un progetto controrivoluzionario. Danton, allora leader nelle file del Moderantismo, e Camille Desmoulins furono i primi a denunciare lo strumento del Terrore, specialmente ne Le Vieux Cordelier. Nel suo giornale, Desmoulins fa cadere la maschera di "Le Père Duchesne", riconosciuto come contro-rivoluzionario. Essi hanno l'appoggio del Generale Westermann che opera nella guerra in Vandea.

Il 5 gennaio 1794 alla tribuna dei Cordiglieri, gli Hébertisti (o Exagérés) Momoro e Collot d'Herbois[1], sentendosi in pericolo, denunciarono a loro volta Camille Desmoulins. Ai Giacobini, Robespierre sostenne le accuse di Desmoulins, chiedendo il rinvio al Tribunale rivoluzionario degli amici e complici di Hébert, dei quali solo qualcuno fu arrestato nella notte tra il 14 e il 15 marzo. Giudicati in una maniera non chiara, furono ghigliottinati il 24 marzo, con l'eccezione del loro leader, Jean-Nicolas Pache.[2]

Il 30 marzo 1794, i principali protettori degli Hébertisti - e in particolare Bertrand Barère de Vieuzac, Jean-Marie Collot d'Herbois e Billaud-Varenne, in collaborazione con il Comitato di sicurezza generale, chiesero a loro volta la testa dei Moderati, tra cui Danton, Desmoulins e Philippeaux. Si riunirono appositamente per un compromesso furbo per l'affare della liquidazione della Compagnia delle Indie del 1793. Alla fine di un processo che ebbe luogo dal 2 al 4 aprile 1794, gli "Indulgenti" così come i "furbi" furono condannati dal Tribunale rivoluzionario il 5 aprile e ghigliottinati. Il successivo 13 aprile, furono giustiziati dei "Moderati" e degli "Esagerati", questa volta insieme sugli stessi carretti [3] con un processo nuovamente distorto nel quale si formulava contro di loro il crimine di cospirazione nelle carceri.

Gli "Indulgenti" o "Moderati" sono stati chiamati più raramente citra-révolutionnaires.

Indice

NoteModifica

  1. ^ Collot d'Herbois non era tranquillo poiché egli era stato condannato per furto, rapina e malversazioni in Belgio e poi a Lione, dove aveva dato prova di barbarie senza precedenti. Fu deportato per questi fatti nell'anno III.
  2. ^ Billaud-Varenne, Collot d'herbois e Barère de Vieuzac, loro stessi convinti sostenitori dell'esagerazione controrivoluzionaria che li avrebbe protetti, così come la propria famiglia.
  3. ^ Non però Bertrand Barère de Vieuzac, Jean-Marie Collot d'Herbois e Billaud-Varenne che subirono una sorte diversa.

BibliografiaModifica

  • (FR)
  • (FR) Françoise Brunel, Les derniers Montagnards et l'unité révolutionnaire, in Annales historiques de la Révolution française, 1977, Brunel.
  • Albert Mathiez, La Réaction thermidorienne, Paris, Armand Colin, 1929.
  • Georges Lefebvre, Les Thermidoriens, 3e édition, Paris, Armand Colin, 1951.
  • Denis Woronoff, La République bourgeoise de Thermidor à Brumaire, 1794-1799, Paris, Seuil, collection « Points Histoire », 1972.
  • Mona Ozouf, « Thermidor ou le travail de l'oubli » in L'école de la France, Paris, Gallimard, collection « Bibliothèque des histoires », 1984.
  • Françoise Brunel, «  Sur l'historiographie de la réaction thermidorienne. Pour une analyse politique de l'échec de la voie jacobine »[collegamento interrotto], Annales historiques de la Révolution française, n° 237, 1979, p. 455-474.
  • Bronislaw Baczko, Comment sortir de la Terreur. Thermidor et la Révolution, Paris, Gallimard, collection « NRF essais », 1989.
  • Bronislaw Baczko, entrée Thermidoriens in François Furet et Mona Ozouf (dir.), Dictionnaire critique de la Révolution française, Paris, Flammarion, 1988.
  • Roger Dupuy, Marcel Morabito (dir.), 1795. Pour une République sans Révolution, Presses universitaires de Rennes (PUR), collection « Histoire », 1996.
  • Michel Vovelle (dir.), Le tournant de l'an III. Réaction et Terreur blanche dans la France révolutionnaire, Comité des travaux historiques et scientifiques, 1997.
  • Jean Tulard, Les Thermidoriens, Paris, Fayard, 2005.
  • Albert Soboul, Dictionnaire historique de la Révolution française, Paris, Presses universitaires de France, 2005

Voci correlateModifica

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