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L'indulto di Agatha Christie è un soprannome applicato al permesso concesso nel 1971 da Paolo VI per l'uso molto limitato della messa tridentina in Inghilterra e Galles. È chiamato anche indulto del cardinale Heenan.[1][2]

Indice

Petizione e concessioneModifica

Dopo la revisione, nel 1969, del Messale Romano ad opera di Paolo VI, il poeta Alfred Marnau organizzò una petizione a firma di 57 figure eminenti della vita culturale inglese (anche non cattoliche e non cristiane), con la quale si chiedeva al Papa di permettere l'uso dell'anteriore forma della messa di rito romano. Di tale petizione si pubblicò poi il testo il 6 luglio 1971.[3]

Si racconta che, nell'udienza in cui il cardinale John Carmel Heenan presentò a Paolo VI la domanda degli intellettuali, il Papa, mentre leggeva in silenzio l'elenco dei firmatari, d'improvviso disse ad alta voce "Ah, Agatha Christie" e indicò il suo consenso. Tale storia spiega perché il risultante indulto verniva chiamato informalmente "Indulto di Agatha Christie".[4][5]

Con missiva del 5 novembre 1971, Annibale Bugnini, segretario della Congregazione per il culto divino, informò il cardinale Heenan che, per autorità concessale da Paolo VI, essa dava agli Ordinari inglesi e gallesi la facoltà di permettere, a favore di determinati gruppi e in occasioni speciali, l'uso della forma 1967 del Messale Romano.[1]

Tale indulto fu superato con il motu proprio Summorum Pontificum del 7 luglio 2007, con il quale il papa Benedetto XVI autorizzò tutti i sacerdoti della Chiesa latina di celebrare la messa (sotto certe condizioni se con l'assistenza del popolo) usando il Messale Romano del 1962, senza dovere ricorrere prima all'Ordinario locale.

Firmatari della petitizioneModifica

Voci correlateModifica

NoteModifica

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