Ingresso a Gerusalemme

L'ingresso di Gesù a Gerusalemme è un evento descritto dai quattro vangeli.[1].
L'ingresso a Gerusalemme precede di alcuni giorni l'Ultima Cena, e l'inizio della Passione[2][3][4][5]:Giovanni 12, Matteo 21, Marco 11, Luca 19.

L'evento è ricordato dalla tradizione cristiana nella domenica delle Palme, all'inizio della settimana santa che ripercorre le tappe della passione di Gesù, anche se, in realtà, non si conosce il giorno esatto della settimana in cui è avvenuto, viste le discordanze tra i vangeli.[6]

Indice

Origine della follaModifica

La fede della folla è sostenuta dalla predicazione, se è vero che Giovanni il Battista era un asceta e un predicatore sapiente, seguito dalla folla che lo vedeva come una sorta di capopopolo; ma non era un taumaturgo. Nel caso di Gesù, la fede nel Messia era anche motivata dai miracoli: esorcismi, resurrezioni e guarigioni miracolose, narrati nei capitoli precedenti.

Il Vangelo secondo Giovanni è l'unico testo a riferire l'episodio della resurrezione di Lazzaro dai morti (Gv 12:9-11). Alla vista del miracolo, la folla credette che Gesù è Dio, il solo che in quanto creatore, ha per la religione il potere di donare "in prima persona" la morte, la vita terrena, e la vita eterna, o l'ultima autorità su qualsiasi altro ente abbia un potere simile.
La folla si raccoglie intorno a lui per ascoltarlo e seguirlo.

I tre sinottici presentano altri miracoli che nel resoconto evangelico donarono la fede alla folla, diffondendo la fama di Gesù in tutta la regione. Gesù lascia la Galilea per entrare in Giudea lungo il Giordano (Mt 19:1), dopo:

«   Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea. 8 Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui. [..] Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero. »

(Marco 3:7-14)

.

Ingresso a GerusalemmeModifica

In occasione della sua ultima Pasqua, Gesù si recò nella città santa di Gerusalemme dove fu accolto come Messia dalla folla festante che lo acclamò gridando Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore[7], stendendo per terra i mantelli e agitando i rami di palma.

I resoconti evangelici sono, però, in disaccordo in merito allo svolgimento degli avvenimenti. Mentre - secondo i vangeli di Marco (Mc11,1-7), di Luca (Lc19,29-35) e di Giovanni (Gv12,14-15) - Gesù entra a Gerusalemme su un solo asino, nel Vangelo di Matteo (Mt21,1-7), Gesù entra a Gerusalemme cavalcando due animali insieme (un'asina e un puledro d'asina). Tale divergenza del Vangelo secondo Matteo deriverebbe da un'interpretazione letterale ed errata della profezia di Zaccaria,(Zc9,9) citata nel passo matteiano: infatti, nella Bibbia ebraica, la poesia si compone di emistichi in cui l'enunciazione del primo verso ("montato sopra un asino") viene enunciata poi nel secondo con parole diverse ("sopra un puledro d'asina") ma si riferisce sempre a una sola affermazione.[8][9][10].
Tuttavia, la KJV traduce due animali: lowly, and riding upon an ass, and upon a colt the foal of an ass.[11].

Alcuni storici ritengono, comunque, inverosimile che Gesù fosse riuscito a entrare trionfalmente in Gerusalemme - in mezzo ad una folla che lo acclamava come re d'Israele - e poi fosse rimasto indisturbato in città per una settimana. Le autorità romane - giunte in città con truppe di rinforzo da Cesarea, proprio in occasione della festa di Pesach, per evitare disordini - avrebbero subito brutalmente represso, come loro consuetudine, tale manifestazione inneggiante a un ipotetico re dei Giudei (che solo i Romani potevano nominare). L'episodio fu probabilmente creato dagli evangelisti per far adempiere la profezia di Zaccaria (Zc9,9).[12][13][14] Secondo alcuni commentatori cristiani, invece, le discordanze dei Vangeli attesterebbero la veridicità dell'avvenimento.[15]

Un primo argomento in senso contrario è il fatto che, al di là della fede del popolo nel Messia, la sacra settimana del Pesach non poteva essere violata da una repressione militare, se non al prezzo di provocare un tumulto ancora più grave fra le fila del popolo ebraico.

Cristo non si presenta come un'alternativa politica al mondo giudaico-romano esistente, ma si proclamqa o è chiamato medico, profeta, maestro, uomo di pace. Ciò è compreso dagli evangelisti (Gv 18:35-36) e dagli apostoli, e detto alla folla da Gesù stesso (Mt 9:9-13).

Nel 37 a.C. Erode il Grande consegnò ai romani per l'esecuzione Antigono II Asmoneo, ultimo re di Giuda discendente da una delle dodici tribù di Israele. Stante la strage degli innocenti che ordinò Erode, per il metodo del Gesù storico (creduto solamente uomo):

  • Giuseppe ripara in Egitto con la famiglia, piuttosto che proclamare la sua discendenza regale e guidare un rivolta in chiave antiromana.
  • Gesù non ebbe figli o fratelli, che potessero essere suoi eredi sul trono di Israele secondo la legge mosaica della primogenitura.

Se la folla lo acclama come il Figlio di Davide (e quindi legittimo re d'Israele), tuttavia mentre Gesù scende a Gerusalemme:

  • la folla è in festa, non in guerra: indossa mantelli e palme, non è militarmente equipaggiata, come vietava la festa religiosa del Pesach
  • Gesù scende in sella ad un'asino (o anche un puledro d'asino), ma non sul cavallo, tradizionale animale da guerra del tempo;
  • alla vista della città, la folla lo vede piangere: flevit super illam, diversamente da un re vittorioso che sta per tornare in possesso del suo trono;
  • il Tempio è il primo luogo in cui si reca a Gerusalemme, luogo dei sommi sacerdoti e dei dottori della legge, non casa dei re di Israele.

Per quanti accettano la fede nella natura divina di Gesù, il testo evangelico aggiunge che:

  • Cristo non compì nessun miracolo contro il re che voleva ucciderlo prima ancora che nascesse,
  • né più tardi impedì la morte di Giovanni Battista, il Precursore della sua parola ed opera.
Impero ed autorità giudaiche
 Lo stesso argomento in dettaglio: Fonti storiche non cristiane su Gesù.

Poco dopo (Mt 22), Gesù dice: Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, interpretato dalla folla e dai commentatori come un riconoscimento pubblico della legittimità del potere imperiale romano.
A queste parole ed opere forse poteva seguire una parallela attività politico-militare segreta di Gesù (esseno, zelota), ma che difficilmente poteva restare segreta e nello stesso tempo partecipata da un gran numero di giudei agenti contro l'impero (che non erano nemmeno addestrati o militarmente equipaggiati come le legioni romane). La folla oltre ai miracoli, aveva visto le dure parole che Gesù rivolgeva agli anziani, ai sommi sacerdoti, ai farisei e agli scribi:

« Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:  «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. [..] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume »

(Matteo 23:1-3, 27)

,

i quali temevano la folla giudaica che sosteneva il Messia, piuttosto che la repressione romana:

« Allora i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa,  e tennero consiglio per arrestare con un inganno Gesù e farlo morire. Ma dicevano: «Non durante la festa, perché non avvengano tumulti fra il popolo». »

(Matteo 26:3)

e vedevano nel Messia un loro personale avversario:

« Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà».
Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta. »

(Mt 21:43-45)

Erode Antipa era stato nominato da Augusto come re della Giudea, come anche il figlio suo erede, e anche le autorità religiose del sinedrio erano in buoni rapporti con Roma: il "lasciar fare" le autorità locali contraddistinguono tanto la neutralità dell'imperatore, quanto la lavanda delle mani di Pilato.

Nell' arteModifica

NoteModifica

  1. ^ Matteo 21,1-11; Marco 11,1-11; Luca 19,28-44; Giovanni 12,12-19
  2. ^ The People's New Testament Commentary by M. Eugene Boring, Fred B. Craddock 2004 ISBN 0-664-22754-6 pages 256-258
  3. ^ The Bible Knowledge Background Commentary: Matthew-Luke, Volume 1 by Craig A. Evans 2003 ISBN 0-7814-3868-3 page 381-395
  4. ^ The Synoptics: Matthew, Mark, Luke by Ján Majerník, Joseph Ponessa, Laurie Watson Manhardt 2005 ISBN 1-931018-31-6 pages 133-134
  5. ^ The Bible knowledge background commentary: John's Gospel, Hebrews-Revelation by Craig A. Evans ISBN 0-7814-4228-1 pages 114-118
  6. ^ Corrado Augias e Mauro Pesce, Inchiesta su Gesù, Mondadori, 2011, pp. 140-145, ISBN 978-88-04-57132-2.
  7. ^ Matteo 21,9,15; Marco 11,9-10; Giovanni 12,13
  8. ^ Ehrman, 2013, p. 205
  9. ^ (EN) Bart D. Ehrman, Jesus, Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, HarperCollins Publishers, 2009, pag. 50, ISBN 978-0-06-186327-1
  10. ^ Tommasi, p. 66
  11. ^ (EN) Zechariah 9 King James Version (KJV), su biblegateway.com.
  12. ^ Ehrman, 2013, pp. 205-206, 300
  13. ^ Paolo Flores d'Arcais, Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, add Editore, 2011, pp. 83-84, ISBN 978-88-96873-33-5
  14. ^ Tommasi, p. 110
  15. ^ Socci Antonio, La guerra contro Gesù, BUR, ISBN 9788858625149

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Gesù: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Gesù