Inno europeo

inno dell'Unione europea e dell'Europa in generale
Inno alla gioia (info file)
Inno dell'Unione Europea

L'inno ufficiale dell'Unione europea e del Consiglio d'Europa, che lo adottò nel 1972, è costituito da un brano del movimento finale della Nona sinfonia composta nel 1824 da Ludwig van Beethoven, chiamato anche Inno alla Gioia. Beethoven aveva musicato l'Inno alla gioia (An die Freude) composto nel 1785 da Friedrich von Schiller. Il poema esprime la visione idealistica di Schiller sullo sviluppo di un legame di fratellanza fra gli uomini, visione condivisa da Beethoven.

L'inno non vuole essere un sostituto dei singoli inni nazionali degli Stati membri, bensì celebrare i valori che essi condividono e la loro "unità nella diversità", come recita il motto europeo. L’inno è privo di testo ed è costituito solo dalla musica. Nel linguaggio universale della musica, questo inno esprime gli ideali di libertà, pace e solidarietà perseguiti dall'Europa.

Storia dell'inno europeoModifica

L'inno fu adottato nel 1972 dal Consiglio d'Europa (lo stesso organismo che concepì la bandiera europea), in quanto "senza parole, con il linguaggio universale della musica, questo inno esprime gli ideali di libertà, pace e solidarietà perseguiti dall'Europa". Essi non gradivano un inno con il testo scritto in tedesco.

Nel 1985 venne adottato dai capi di Stato e di governo dell'UE come inno ufficiale dell'Unione europea. Ormai è divenuta consuetudine nelle cerimonie ufficiali eseguire prima l'inno della nazione interessata, e subito di seguito l'inno europeo.

Ne furono approntate, ad opera di Herbert von Karajan, uno dei più grandi direttori d'orchestra del Novecento, tre versioni: per piano solo, per fiati, cioè per banda e per orchestra sinfonica. Questa vicenda nasconde una storia ambigua. In origine, nell'anno 1971, venne bandito un concorso per l'inno europeo.[senza fonte] Il numero di compositori partecipanti non è mai stato reso noto, ma si parlò di più di 2.000 (molti di questi hanno in seguito rilasciato testimonianze generalmente solo orali sulla loro partecipazione). Ad un certo punto nella vicenda si inserì Karajan, proponendo la musica di Beethoven, il che sottintendeva che con la sua Filarmonica di Berlino si sarebbero potute realizzare incisioni discografiche. Il Consiglio d'Europa, venuto a conoscenza della proposta, considerando anche l'oggettiva difficoltà di giudicare più di 2.000 partiture e visti i nomi celebri di Beethoven, Karajan e dell'Orchestra berlinese, annullò il concorso ed aderì alla proposta.[senza fonte]

Testi non ufficialiModifica

Versione in latino di Peter RolandModifica

Esiste una versione cantata in lingua latina, neutra rispetto ai Paesi membri, che è stata composta nel 2003 da Peter Roland:[1]

(LA)

«Est Europa nunc unita
et unita maneat;
una in diversitate
pacem mundi augeat.

Semper regant in Europa
fides et iustitia
et libertas populorum
in maiore patria.

Cives, floreat Europa,
opus magnum vocat vos.
Stellae signa sunt in caelo
aureae, quae iungant nos.»

(IT)

«È l'Europa ora unita
e che unita rimanga,
una nella diversità
accresca la pace del mondo.

Che regnino sempre in Europa,
lealtà e giustizia
e la libertà dei popoli
in una patria più grande.

O cittadini, che l'Europa risplenda,
una grande opera vi chiama.
Le stelle sono in cielo
auree, che ci uniscono.»

Versione di Karajan in tedesco e una traduzione in italianoModifica

(DE)

«Freude, schöner Götterfunken,
Tochter aus Elysium,
Wir betreten feuertrunken,
Himmlischer, Dein Heiligtum!

Deine Zauber binden wieder,
Was die Mode streng geteilt ;
Alle Menschen werden Brüder,
Wo Dein sanfter Flügel weilt.

Wem der große Wurf gelungen,
Eines Freundes Freund zu sein,
Wer ein holdes Weib errungen,
Mische seinen Jubel ein!

Ja, wer auch nur eine Seele
Sein nennt auf dem Erdenrund!
Und wer's nie gekonnt, der stehle
Weinend sich aus diesem Bund.

Freude trinken alle Wesen
An den Brüsten der Natur ;
Alle Guten, alle Bösen
Folgen ihrer Rosenspur.

Küsse gab sie uns und Reben,
Einen Freund, geprüft im Tod;
Wollust ward dem Wurm gegeben,
Und der Cherub steht vor Gott!

Froh, wie seine Sonnen fliegen
Durch des Himmels prächt'gen Plan,
Laufet, Brüder, eure Bahn,
Freudig, wie ein Held zum Siegen.

Seid umschlungen, Millionen.
Diesen Kuß der ganzen Welt!
Brüder ! Über'm Sternenzelt
Muß ein lieber Vater wohnen.

Ihr stürzt nieder, Millionen?
Ahnest Du den Schöpfer, Welt?
Such'ihn über'm Sternenzelt!
Über Sternen muß er wohnen.»

(IT)

«Gioia, tu divina luce,
figlia degli Elisei,
noi entriamo ebbri e frementi,
dentro il tempio tuo.

La tua magia ricongiunge
ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove freme l'ala tua.

L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse di essere amico di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!

Sì, - chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!

Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
tutti i buoni, tutti i malvagi
seguono la sua traccia di rose!

Baci ci ha dato e uva, un amico,
provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!

Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero Fratelli,
sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.

Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!»

NoteModifica

  1. ^ Peter Roland e Peter Diem, Hymnus Latinus Europae, su Est Europa Nunc Unita. URL consultato il 16 gennaio 2020.

Voci correlateModifica

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