Irrfan Khan

attore indiano (1967-2020)
Irrfan Khan

Irrfan Khan, all'anagrafe Sahabzade Irrfan Ali Khan (in hindi इरफ़ान ख़ान, in urdu: عرفان خان‎; Tonk, 7 gennaio 1967Mumbai, 29 aprile 2020[1]), è stato un attore indiano.

BiografiaModifica

CarrieraModifica

Dopo essersi laureato alla National School of Drama di Nuova Delhi, apparve per la prima volta al cinema in una breve ma intensa scena nell'acclamato Salaam Bombay! (1988). Da allora recitò in decine di film girati a Bollywood e lavorò anche in teatro. Nel 2001 fu il protagonista di The Warrior, film in lingua hindi, che si è aggiudicato il Bafta come miglior lungometraggio britannico nel 2003.[2]

Nel 2006 Khan iniziò la scalata a Hollywood e ottenne la fama internazionale grazie a film come Il destino nel nome - The Namesake, A Mighty Heart - Un cuore grande, Il treno per il Darjeeling, The Millionaire e Vita di Pi.[3]

MorteModifica

Nel 2018 Khan aveva annunciato sui social che gli era stato diagnosticato un tumore neuroendocrino, malattia rara che colpisce le ghiandole secernenti ormoni nel sangue. Nel 2019 era stato ricoverato per un ciclo di terapie in un ospedale a Londra. Poco prima di morire aveva scritto una lettera ringraziando anche le tante persone che hanno avuto parole di sostegno. La lettera è una lunga riflessione sul suo percorso di scoperta della malattia, di presa di coscienza di se stesso.[4]

Muore il 29 aprile 2020 all'età di 53 anni a seguito di un'infezione al colon.

FilmografiaModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ Irrfan Khan è morto, addio all'attore di The Millionaire, Vita di Pi e Jurassic World, su Cinema - BadTaste.it, 29 aprile 2020. URL consultato il 29 aprile 2020.
  2. ^ BAFTA 2003, su Movieplayer.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  3. ^ È morto Irrfan Khan, star di Bollywood prestata a Hollywood. Era il poliziotto di 'The Millionaire', su la Repubblica, 29 aprile 2020. URL consultato il 29 aprile 2020.
  4. ^ Alessandro Carpana, Irrfan Khan, il cancro e una lettera: "Ho capito cosa sia la libertà", su CineAvatar.it, 28 giugno 2018. URL consultato il 29 aprile 2020.

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Collegamenti esterniModifica

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