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Irrlicht
ArtistaKlaus Schulze
Tipo albumStudio
Pubblicazione1972
Durata50:27
Dischi1
Tracce3
GenereKrautrock
Musica elettronica
EtichettaOhr
NoteLe edizioni dell'album contenenti la traccia bonus durano 74 minuti e 27 secondi.
Klaus Schulze - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1973)

Irrlicht ("fuoco fatuo" in lingua tedesca) è il primo album in studio del compositore tedesco Klaus Schulze, pubblicato nel 1972.

Definito una "sinfonia quadrifonica per orchestra e macchine elettroniche", L'album è considerato uno dei capolavori della musica cosmica tedesca,[1] nonché uno dei capitoli più importanti della sua discografia.[2][3]

Nel 2006 è stato rimasterizzato con l'aggiunta di una traccia bonus.

Indice

Il discoModifica

Album probabilmente ispirato al cosmo,[1]Irrlicht venne suonato con apparecchiature elettroniche, organo, chitarra e percussioni,[2] e presenta uno stile musicale ispirato a quello di compositori quali, Wagner,[1] Wendy Carlos, Terry Riley, Karlheinz Stockhausen, La Monte Young e Ravi Shankar.[3]

Irrlicht è suddiviso in tre movimenti (dal tedesco "satz") intitolati rispettivamente Ebene ("normale"), Gewitter ("temporale") ed Exil Sils Maria ("l'esilio a Sils Maria", forse un riferimento a Friedrich Nietzsche).[4]

Il primo brano, Ebene, inizia con un sottofondo elettronico sinistro accompagnato da suoni di violini riecheggianti. Successivamente emerge un organo che, dopo aver risuonato sul medesimo sottofondo elettronico con un'andatura lenta, accelera considerevolmente il suo incedere.

I due brani seguenti, ovvero Gewitter e Exil Sils Maria, sono entrambi più astratti e caratterizzati dalla presenza di suoni distorti che emergono inaspettatamente.

TracceModifica

Tutte le tracce sono state composte da Klaus Schulze.

  1. Ebene – 23:23
  2. Gewitter (Energy Rise - Energy Collapse) – 5:39
  3. Exil Sils Maria – 21:25
  4. Dungeon (bonus track) – 24:00

NoteModifica

  1. ^ a b c Klaus Schulze - Irrlicht :: Le pietre miliari di OndaRock
  2. ^ a b Cesare Rizzi, Enciclopedia della musica Rock - 1970-1979, Giunti, 1998, pp. 486-487.
  3. ^ a b Mark Pendergast, The Ambient Century: From Mahler to Trance, Bloomsbury Publishing, 2000, p. 302.
  4. ^ CristinaCampo.it (PDF). URL consultato il 24 febbraio 2014.

Collegamenti esterniModifica

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