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Isabelle Adjani

attrice francese

BiografiaModifica

Giovinezza e carriera cinematograficaModifica

 
Isabelle Adjani (a destra) ne Lo schiaffo (1974).

Isabelle Adjani nasce nel XVII arrondissement di Parigi il 27 giugno del 1955, figlia di Mohammed Chérif Adjani (1923-1983), un immigrato algerino, nato a Costantina da una famiglia berbera originaria di Iferhounène (in Cabilia)[1][2][3], soldato dell'esercito francese durante la seconda guerra mondiale, e di Emma-Augusta Schweinberger (morta nel 2007), un'immigrata tedesca originaria della Baviera. Isabelle cresce col fratello minore Eric Hakim nella periferia nord della città, imparando a parlare fluentemente sia il francese sia il tedesco. A quattordici anni ottiene il suo primo ruolo in un film per bambini, Le Petit Bougnat. Tre anni dopo, nel 1972, si fa notare nella commedia I primi turbamenti.

Nel 1973 entra alla Comédie-Française, dove si fa notare nella sua interpretazione di Agnès in L'École des Femmes di Molière. Al cinema, si rivela al grande pubblico con Lo schiaffo di Claude Pinoteau, il cui successo la catapulterà nella cerchia delle attrici francesi più popolari e le farà vincere, appena ventenne, un David di Donatello come miglior attrice esordiente straniera. Lavorerà quindi con alcuni dei registi più prestigiosi: François Truffaut (Adele H. - Una storia d'amore), André Téchiné (Barocco), Werner Herzog (Nosferatu, il principe della notte), Roman Polanski (L'inquilino del terzo piano), Walter Hill (Driver l'imprendibile) e altri.

Negli anni ottanta del fa parte del cast di Possession, Quartet (entrambi i film le valgono il Prix d'interprétation féminine al Festival di Cannes), L'estate assassina, Subway e Ishtar. Nel 1988 diventa anche produttrice, finanziando il film biografico Camille Claudel, nel quale recita anche la parte della protagonista. Per questa interpretazione ottiene l'Orso d'argento per la migliore attrice. Ritornata al teatro, interpreta La dame aux camélias con la regia di Robert Hossein.

Nel decennio successivo interpreta Margherita di Valois ne La Regina Margot di Patrice Chéreau e recita poi in Diabolique di Jeremiah S. Chechick. Infine, negli anni duemila, partecipa a Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, Bon Voyage, La Journée de la Jupe e Mammuth.

Carriera da cantanteModifica

Come molte sue colleghe, anche Isabelle Adjani si è fatta tentare dalla canzone: è Serge Gainsbourg che la fa esordire in questa disciplina nel 1974, facendole registrare, per uno show televisivo di Maritie e Gilbert Carpentier, la canzone Rocking Chair, in cui fa meraviglie. Nel 1983 realizza un intero album sotto la direzione di Serge Gainsbourg e ottiene il primo posto nella hit parade dei 45 giri con Pull Marine, che si avvale di un video-clip realizzato da Luc Besson. Alcuni anni dopo, farà uscire un singolo scritto senza Gainsbourg, La princesse au petit pois (La principessa sul pisello), che non otterrà grande successo. Nel 2006 si è parlato di un suo nuovo album, scritto da Jacno, dopo che dei tentativi precedenti con Pascal Obispo si erano rivelati infruttuosi.

PremiModifica

Nonostante la sua relativamente scarsa filmografia, è l'unica attrice ad avere vinto cinque volte il Premio César per la migliore interpretazione femminile (nel 1982 per Possession, nel 1984 per L'estate assassina, nel 1989 per Camille Claudel, nel 1995 per La Regina Margot e nel 2010 per La journée de la jupe), oltre ad avere avuto due nomination agli Oscar per le sue interpretazioni in Adele H. - Una storia d'amore (1976) e in Camille Claudel (1990). Ha inoltre vinto due David di Donatello per Lo schiaffo (1975) e per Adele H. - Una storia d'amore (1976), il Prix d'interprétation féminine a Cannes nel 1981 sia per Quartet sia per Possession, l'Orso d'argento per la migliore attrice nel 1989 per Camille Claudel. La sera in cui le è stato assegnato il César per quest'ultima interpretazione, fece scalpore leggendo un brano del romanzo Versetti satanici di Salman Rushdie, su cui pendeva una fatwā islamica.

Vita privataModifica

Per sottrarsi all'assedio di fans e giornalisti che le rendeva impossibile la vita a Parigi, l'attrice si è trasferita in Svizzera, a Ginevra, nel 1996. Ha due figli: Barnabe, nato nel 1979 dalla relazione con il regista Bruno Nuytten, e Gabriel-Kane, nato nel 1995 dalla relazione con l'attore Daniel Day-Lewis, conclusasi prima della nascita del figlio.

FilmografiaModifica

 
Isabelle Adjani alla Berlinale nel 2010.

CinemaModifica

TelevisioneModifica

DoppiatriceModifica

RiconoscimentiModifica

Doppiatrici italianeModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Isabelle Adjani è stata doppiata da:

NoteModifica

  1. ^ Dictionnaire étonnant des célébrités, de Jean-Louis Beaucarnot et Frédéric Dumoulin, First éditions, 2015, page 11
  2. ^ (source)
  3. ^ Interview donnée à Télérama

BibliografiaModifica

  • Jean-Luc Douin, Comédiennes Aujourd'hui, Editions Lherminier, Collection Le Champ de la Caméra, 1980
  • Claire Devarrieux, Les acteurs au travail, Editions Foma/Hatier, Collection 5 Continents, 1981
  • Christian Roques-Briscard, La Passion d'Adjani, Editions Pierre-Marcel Favre, 1987
  • Christian Dureau, Isabelle Adjani: biographie non autorisée, Editions Justine, 1987
  • François-Marie Banier, Photographies, Editions Gallimard - Denoël, 1991
  • Meinolf Zurhorst, Isabelle Adjani, Ihre Filme, Ihr Leben, Wilhelm Heyne Verlag. München. 1992
  • Michèle Halberstadt, Adjani aux pieds nus - Journal de La repentie, Editions Calmann-Levy, 2002

Isabelle Adjani è autrice delle prefazioni dei seguenti volumi:

  • Liliane Binard e Jean-Luc Clouard, Le drame de la pédophilie, Editions Albin Michel, 1997
  • Henry-Jean Servat, La légende de Cannes, Editions Assouline, 2004

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN16107486 · ISNI (EN0000 0001 2122 0369 · SBN IT\ICCU\RAVV\093939 · LCCN (ENn82025613 · GND (DE118846108 · BNF (FRcb12584861b (data) · NLA (EN36521232 · NDL (ENJA00620247 · WorldCat Identities (ENn82-025613