Isola (Slovenia)

capoluogo dell'omonimo comune sloveno
Isola
comune
(SL) Izola
(IT) Isola
Isola – Stemma
Isola – Veduta
Localizzazione
StatoSlovenia Slovenia
Regione statisticaLitorale-Carso
Amministrazione
SindacoDanilo Markočič (Desus) dal 02 dicembre 2018
Data di istituzione1994
Territorio
Coordinate45°32′22.36″N 13°39′37.46″E / 45.539545°N 13.660405°E45.539545; 13.660405 (Isola)Coordinate: 45°32′22.36″N 13°39′37.46″E / 45.539545°N 13.660405°E45.539545; 13.660405 (Isola)
Altitudine29 e 5 m s.l.m.
Superficie28,6 km²
Abitanti16 486 (2020)
Densità576,43 ab./km²
InsediamentiLista
Comuni confinantiPirano, Capodistria
Altre informazioni
Linguesloveno e italiano
Prefisso(+386) 05
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2SI-040
TargaKP
Nome abitantiisolani
Provincia storicaLitorale
Cartografia
Mappa di localizzazione: Slovenia
Isola
Isola
Isola – Mappa
Sito istituzionale

Isola o anche Isola d'Istria[1] (in sloveno Izola [ˈiːzɔla]) è un comune della Slovenia di 15 952 abitanti della regione del Litorale-Carso. Centro tradizionalmente legato all'economia della pesca, della cantieristica e della manifattura, si è trasformato negli ultimi decenni anche in una località turisitica.

GeografiaModifica

Isola sorge su un promontorio lungo la costa slovena del mar Adriatico, nella parte nord-occidentale della penisola istriana. È situata a 7 km ad ovest di Capodistria.

ClimaModifica

Isola[2] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 7,79,212,616,621,424,727,427,023,318,713,09,28,716,926,418,317,6
T. min. mediaC) 3,43,86,09,213,417,019,519,316,212,37,54,53,99,518,612,011,0
Precipitazioni (mm) 757072908292699411097116862312442553231 053

Corsi d'acquaModifica

  • torrente Derniga/Valderniga (Drnica)
  • torrente Baredine (Baredinka)
  • torrente Cicole (Čičole)
  • torrente Modiano (Medljanščica)
  • torrente Costerlago (Strunjanski potok/Roja)
  • torrente Ricorvo (Rikorvo)
  • torrente Villisan (Pivol)
  • torrente Morer (Morer)

StoriaModifica

 
Facciata di Palazzo Besenghi degli Ughi.

I primi insediamenti sorti nel territorio comunale di Isola risalgono all'epoca romana, quando venne costruito il porto di Haliaetum, a sud-ovest dell'attuale centro storico.

La città di Isola venne fondata da profughi aquileiesi su una piccola isola nel VII secolo seguendo le sorti del Patriarcato di Aquileia ed in questo periodo verrà a formarsi il priorato del monastero di San Pietro per opera dei monaci benedettini bianchi di San Colombano, i monaci bonificano i terreni piantando viti ed olivi. L'insediamento fu menzionato per la prima volta come Insula nel 932 d.C. in un documento noto come Liber albus. Nel 1036 il patriarca di Aquileia Poppone dona Isola d'Istria ed il priorato dell'antico monastero di San Pietro al monastero delle benedettine di Santa Maria di Aquileia in seguito i monaci per comodità si trasferiranno nel monastero di Santa Caterina più vicino al borgo[3].

Soltanto nel 1267 il territorio divenne parte della Repubblica di Venezia e gli oltre cinque secoli di dominio veneziano hanno lasciato un'impronta indelebile alla cittadina istriana. La sua base economica venne gravemente danneggiata quando Trieste divenne il principale porto della regione e la peste la colpì nel XVI secolo. La parte veneziana della penisola istriana venne ceduta all'Arciducato d'Austria nel 1797, a seguito del Trattato di Campoformio, fino al periodo Napoleonico, in cui divenne parte del Regno d'Italia napoleonico e poi alle Province Illiriche dal 1809 al 1813.

Durante l'occupazione francese all'inizio del XIX secolo, le mura cittadine vennero abbattute e usate per colmare il canale che separava l'isola dalla terraferma. Nel 1813 il territorio di Isola, insieme a quello del resto della regione, venne annessa all'Impero d'Austria, fino al novembre del 1918, quando la Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige furono assegnati al Regno d'Italia. In seguito alla scoperta di sorgenti termali, avvenuta nel 1820, la cittadina divenne una meta turistica di notevole interesse sotto il dominio asburgico. Tra il 1902 e il 1935 fu in esercizio la ferrovia a binario singolo nota come Parenzana, che collegava Parenzo con Trieste.

Nel settembre del 1943, la città passò sotto il controllo tedesco, fino alla fine di aprile del 1945, quando fu occupata da un'unità navale jugoslava proveniente da Capodistria. Fu una cittadina di lingua, cultura e popolazione a maggioranza italiana sino all'esodo forzato e massiccio tra il 1953-1956 della maggior parte della sua popolazione, seguito al Memorandum di Londra del 1954 che assegnava la cittadina all'amministrazione jugoslava, insieme all'intera Zona B del Territorio Libero di Trieste. Da questa fu annessa definitivamente con gli accordi italo-jugoslavi del Trattato di Osimo nel novembre del 1975.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture civiliModifica

  • Palazzo Besenghi degli Ughi, della seconda metà del XVIII secolo, oggi sede della locale comunità degli italiani.
  • Palazzo Municipale
  • Casa Lovisato
  • Casa Manzioli, stile tardo gotico nell'omonima piazza
  • Resti Villa romana marittima, presso spiaggia di San Simone a sud del porto turistico del 25-10 a.C.

Architetture religioseModifica

  • Duomo di San Mauro (XVI secolo), con dipinti di arte veneta (fra cui una Deposizione di Palma il Giovane e un San Sebastiano di Irene da Spilimbergo) ed un organo di Callid del 1796.
  • Oratorio di Santa Domenica
  • Oratorio di San Giovanni
  • Chiesa della Madonna di Loreto, del 1633 con omonima tela sull'altare presso Belvedere di Isola
  • Chiesa di San Rocco ex San Lorenzo fuori dal paese in via dante alighieri, barocca
  • Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (VI-XIX secolo) via Simon Gregorcic presso vecchia scuola italiana con dipinti del 1937. Antico priorato benedettino fino al 1429, in seguito convento dei padri Serviti fino alla soppressione nel 1785 e alla trasformazione del monastero in scuola pubblica[4].
  • Chiesa di Santa Maria d'Alieto, dell'XI secolo.

SocietàModifica

Lingue e dialettiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Esodo giuliano dalmata, Italiani di Slovenia e Unione Italiana.

A Isola esiste una piccola comunità di italiani autoctoni, che è drasticamente diminuita in seguito all'esodo giuliano dalmata, che avvenne dopo la seconda guerra mondiale e che fu anche cagionato dai "massacri delle foibe".

Nel comune vige ufficialmente il bilinguismo sloveno-italiano. L'italiano è ufficiale a Isola e negli insediamenti di Dobrava e Jagodje/Valleggia[5]. Isola possiede una popolazione eterogenea. Secondo i dati dell'ultimo censimento sloveno (2002) la collettività italiana autoctona è costituita da soli 430 residenti (meno del 3% della popolazione complessiva), mentre gli italofoni sono pari a 620 unità (4,3% del totale).

La minoranza italiana è riunita nella locale Comunità degli italiani.

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Slovenia 2002
26,57% madrelingua croata
4,30% madrelingua italiana
3,87% madrelingua serbo-croata
69,13% madrelingua slovena

CulturaModifica

IstruzioneModifica

MuseiModifica

  • Museo Isolana

Geografia antropicaModifica

LocalitàModifica

 
Veduta di Isola d'Istria dal promontorio

Il comune di Isola è diviso in 9 insediamenti (naselja):

Infrastrutture e trasportiModifica

Isola è unita alla vicina Capodistria ed alla rete autostradale slovena dalla superstrada H6.

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Cfr. il toponimo "Isola d'Istria" a p. 66 sull'Atlante geografico Treccani, vol I, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008.
  2. ^ https://it.climate-data.org/location/9035/
  3. ^ Rino Cigui, I Benedettini nella Venezia Giulia di Antonio Alisi, Atti, vol. XXXVII, 2007, pp. 405-408 e pp. 420-422
  4. ^ Rino Cigui, I Benedettini nella Venezia Giulia di Antonio Alisi, Atti, vol. XXXVII, 2007, pp. 420-422
  5. ^ Statuto del comune di Isola

BibliografiaModifica

  • Dario Alberi, Istria Storia, Arte, Cultura, Lint Editoriale Trieste, ISBN 978-88-8190-232-3
  • Fabio Amodeo, TuttoIstria, Lint Editoriale Trieste, ISBN 978-88-8190-038-1
  • Olinto Parma, Dall'armistizio all'esodo. Ricordi di un esule d'Isola d'Istria, Edizioni Italo Svevo, Trieste, 2005.
  • Reclus Vascotto, Domenico Lovisato, Trieste, a cura di Isola Nostra, 1978.
  • G. Russignan, Isola d'Istria ed il monastero di S. Maria di Aquileia (breve rassegna storica), Trieste, 1987.
  • F. Degrassi, S. Sau, Statuti del Comun d'Isola, Isola, 2003.

Voci correlateModifica

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