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Ispettorato generale di polizia in Sicilia
Descrizione generale
Attivasettembre 1933 - luglio 1943
25 settembre 1945 - 26 agosto 1949
NazioneItalia Italia
Tiporeparto interforze (Arma dei Carabinieri e Pubblica Sicurezza)
CompitoRepressione del banditismo in Sicilia
Dimensione1.123 uomini
Guarnigione/QGPalermo
Parte di
Ministero dell'Interno
Comandanti
dirigente generale di P.S.Ciro Verdiani
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L'Ispettorato generale di Pubblica Sicurezza in Sicilia fu un reparto di polizia interforze, costituito dal 1945 al 1949 per lottare contro il separatismo e il banditismo in Sicilia.

StoriaModifica

Un "Ispettorato interprovinciale di Pubblica Sicurezza per la Sicilia" fu istituito nel settembre 1933, divenuto nel 1938 "Regio Ispettorato generale di Pubblica Sicurezza per la Sicilia", fino al 1943 [1].

Fu istituito come "Ispettorato generale di polizia in Sicilia" il 29 settembre 1945 con un decreto luogotenenziale del principe Umberto, con una forza di 1.123 uomini, di cui 760 dell'Arma dei carabinieri e il resto del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza, e al comando di un dirigente generale di P.S., alle dirette dipendenze del ministero dell'Interno. Con sede a Palermo, aveva il compito di affiancare e integrare con nuclei mobili le locali forze di polizia nell'isola.[2]. Il coordinamento con le questure era affidato all'Alto Commissariato per la Sicilia.

Al suo comando si avvicendarono gli ispettori generali di PS Ettore Messana, Domenico Coglitore, Francesco Spanò, già collaboratore di Cesare Mori e, da gennaio 1948, Ciro Verdiani. Quest'ultimo fu fortemente sospettato di collusioni[3].

Dopo la strage di Bellolampo del 19 agosto 1949, l'Ispettorato fu soppresso il 26 agosto successivo, con la contemporanea creazione del Comando forze repressione banditismo che ne assorbì le competenze.

NoteModifica

Voci correlateModifica