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Sede dell'Istituto Marchiondi Spagliardi a Baggio, progettata da Vittoriano Viganò

L'Istituto Marchiondi fu una istituzione di Milano dedicata all'educazione dei ragazzi difficili già esistente nell'800. Tra i suoi allievi dell'epoca più famosi c'è Giovanni Segantini.[1].

Ricopriva una vasta area centrale dietro piazza Cardinal Ferrari, dove è rimasta una via chiamata, appunto, Marchiondi. L'edificio ottocentesco, a pianta esagonale, era situato in via Quadronno 26 e a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale fu demolito e l'area fu riedificata e destinata ad altri scopi. L'istituto di educazione fu trasferito a Baggio in via Noale nel 1952 assumendo la denominazione Marchiondi Spagliardi.

Indice

L'Istituto Marchiondi SpagliardiModifica

 
La nuova sede dell'Istituto Marchiondi Spagliardi, progettata da Vittoriano Viganò

Istituto minorile Marchiondi Spagliardi fu istituito per rispondere all'esigenza di cura e supporto per minori già ospitati presso strutture preesistenti. Direttore dell'Istituto dalla sua costituzione fino alla chiusura fu Angelo Donelli.

L'istituzione educativaModifica

Mutata profondamente l'antica struttura giuridica dei riformatori i compiti di educazione dei minori difficili trova nell'attuale situazione, un momento di ripensamento, con la proposta di trasformarlo in villaggio solidale.[2]

L'edificioModifica

 
La nuova sede dell'Istituto Marchiondi Spagliardi, progettata da Vittoriano Viganò

Il nuovo edificio fu progettato e realizzato sotto la cura dell'architetto Vittoriano Viganò. L'architetto non progetta un riformatorio, ma una “scuola di vita”; abolisce le sbarre, e impone ai “ragazzi difficili” un intorno civile, basato su spazi che favoriscano una socializzazione democratica. L'istituto emana una forte energia vitale, simbolicamente rappresentata dall'uso del Cemento armato a vista e dalla predominanza del colore rosso. Viene ad instaurarsi così tra l'edificio e i suoi giovani fruitori un rapporto di simpatia, diceva il Viganò: “chi ha veramente compreso il Marchiondi non sono stati gli organizzatori, le autorità scolastiche e pedagogiche, i colleghi, i critici di architettura che pure mi hanno fatto tanti complimenti: sono stati i ragazzi. Non potrò, credo, dimenticare il grido di gioia con cui sciamarono dentro, l'entusiasmo con cui presero immediato possesso della attrezzature, degli armadietti, dei porta-abiti”[3].

Grazie anche a una campagna promossa da Sgarbi per la salvaguardia architettonica dell'edificio,[4] la struttura è stata posta sotto vincolo architettonico; il suo completo recupero è affidato al Politecnico di Milano.[5] L'edificio è stato negli ultimi anni oggetto di occupazioni abusive, più volte sgomberate, che ne hanno aggravato lo stato di degrado.[6]

NoteModifica

  1. ^ chi era costui
  2. ^ Rile Archiviato il 20 agosto 2007 in Internet Archive.
  3. ^ citato in Vittoriano Viganò, Vittoriano Viganò. Una ricerca e un segno in Architettura, Electa, Milano 1994
  4. ^ Il Giornale
  5. ^ Vincolo architettonico
  6. ^ Sgomberato l'Istituto Marchiondi

BibliografiaModifica

  • Vittoriano Viganò, Vittoriano Viganò. Una ricerca e un segno in Architettura, Electa, Milano 1994

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