Istituto per gli studi di politica internazionale

Istituto per gli studi di politica internazionale
Ispi marchio def 2 7 2017 blueing.png
Abbreviazione ISPI
Tipo centro di ricerca
Fondazione 1934[1]
Scopo culturale
Sede centrale Italia Milano
Presidente Giampiero Massolo
Direttore Paolo Magri
Sito web

L'Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI) è un centro studi italiano, specializzato in analisi geopolitiche e delle tendenze politico-economiche globali.

Indice

StoriaModifica

L'Istituto fu fondato nel 1934 come associazione ad opera di un gruppo di giovani intellettuali provenienti dalle università di Milano e di Pavia[2] e aderenti alla Scula di Mistica Fascista[3]. Il suo scopo originario era quello di promuovere in Italia lo studio dei problemi internazionali[4] Negli anni successivi si occupò principalmente dei temi correlati ala presenza italiana ed europea in Africa. I suoi campi di ricerca comprendevano anche più in generale la gli aspetti storici ed organizzativi della diplomazia e dela politica internazionale[5].

Il primo presidente fu Alberto Pirelli, che ritornò alla sua presidenza nel 1946 dopo un periodo di commissariamento dell'ente.[6]

Dal 1934 al 1938 l'Istituto pubblicò una rivista di studi e ricerche, la «Rassegna di politica internazionale»[7].

Tra altre le pubblicazioni dell'istituto si possono ricordare[4]:

  • Annuario di politica internazionale (publicato tra il 1935 e il 1973),
  • Relazioni Internazionali (pubblicata dal 1936 al 1984 e dopo il 1986),
  • Rapporto sullo stato del sistema internazionale (pubblicato tra il 1992 e il 2000),
  • Global FP (publicato a partire dal 2000).

Nel 1950, l'ISPI ha costituito una propria scuola di formazione, la ISPI School,[8] che propone vari corsi nell'ambito delle relazioni internazionali e della cooperazione allo sviluppo. È stato elevato a ente morale il 13 marzo 1972 con decreto del presidente della Repubblica n. 302. Ha sede a Palazzo Clerici, a Milano.

AttivitàModifica

Le attività di ricerca dell'Istituto si articolano in Osservatori (Europa e governance globale; Medio Oriente e Nord Africa; Asia; Russia, Caucaso e Asia centrale; Radicalization and International Terrorism; Geoeconomia) e Programmi (Africa; America Latina; Sicurezza energetica; Relazioni Transatlantiche; Migrazioni; Cybersecurity).

È elencato nei Rapporti ‘Global Go to Think Tank Index[9]’, redatti dall’Università di Pennsylvania.

NoteModifica

  1. ^ Inventario dell’archivio storico 1934-1970, Ministero per i beni e le attività culturali, anno 2007, vedi www.archivi.beniculturali.it
  2. ^ Istituto per gli studi di politica internazionale, Istituto per gli studi di politica internazionale. URL consultato l'11 ottobre 2017 (archiviato il 13 gennaio 2015).
  3. ^ Victoria De Grazia e Sergio Luzzatto, A.K., Einaudi, 2002, pp. 698. URL consultato il 20 ottobre 2017.
  4. ^ a b ISPI, voce dell'Enciclopedia Treccani on-line su www.treccani.it
  5. ^ La geopolitica in Italia (1939-1942), pag, 22, Giulio Sinibaldi, libreriauniversitaria.it, anno 2010
  6. ^ Annali della Fondazione Ugo La Malfa XXVI, pagina 277, Aa.Vv., Gangemi Editore, anno 2011
  7. ^ Scheda della rivista, opac.biblio.polimi.it. URL consultato il 21 giugno 2017.
  8. ^ ISPI school, ISPI. URL consultato l'11 ottobre 2017 (archiviato il 22 febbraio 2015).
  9. ^ Think Tanks and Civil Societies Program, Global Go To Think Tank Index.

Collegamenti esterniModifica