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Istituto per le piante da legno e l'ambiente
StatoItalia Italia
Forma societariasocietà per azioni
Fondazione1979 a Torino
Sede principaleTorino
Persone chiaveIgor Boni, Amministratore Unico
Fatturato5,216 milioni di (2015)
Dipendenti43 (2017)
Sito web

L'Istituto per le piante da legno e l'ambiente, in acronimo IPLA, è una società per azioni a capitale interamente pubblico, che, nei confronti della Regione Piemonte, azionista di maggioranza accanto alla Regione Autonoma Valle d'Aosta e al Comune di Torino, svolge il ruolo di struttura tecnica di riferimento per lo sviluppo di azioni innovative e per il sostegno alle politiche in campo forestale-ambientale e nell'ambito delle risorse energetiche. Nacque nel 1954 come istituto di ricerca privato con il nome di Istituto nazionale per le piante da legno "G. Piccarolo" e divenne di proprietà pubblica nel 1979.

AttivitàModifica

L'IPLA svolge attività di gestione, di ricerca applicata e di sperimentazione. In quanto struttura a elevata e diversificata specializzazione, rappresenta uno strumento tecnico-scientifico a supporto delle politiche di tutela, pianificazione, sviluppo e valorizzazione del patrimonio ambientale e naturalistico, in particolare nelle aree protette e in ambito forestale, e del razionale utilizzo delle risorse primarie. Su mandato degli enti pubblici proprietari progetta, realizza e gestisce direttamente le attività nei campi del legno e delle foreste[1]

L'Istituto opera al servizio del territorio, ma conduce anche, dal punto di vista tecnico-scientifico e sempre su mandato della Regione Piemonte, progetti di cooperazione internazionale in Paesi emergenti in materia di ambiente, territorio e sviluppo sostenibile.[2]

L'attività dell'IPLA si rivolge ai propri azionisti e si muove nel campo degli "studi specialistici nei campi della pedologia[3], della micologia[4] e patologia forestale, della flora, vegetazione e foreste, della cartografia tematica, [...] dei rifiuti e delle biomasse"[2]. Dal 2007, con l'entrata in vigore del decreto Bersani bis, l'attività si rivolge unicamente in favore dei propri soci ma l'Istituto, in passato, ha operato anche in base a convenzioni o partnership con altri enti o soggetti[5], come ad esempio la stesura per la Regione Liguria de I tipi forestali della Liguria, completato nel 2008[6]. Inoltre, nelle materie di propria competenza - ambiente, territorio e sviluppo sostenibile, su mandato dei propri azionisti, opera in progetti di cooperazione internazionale con paesi in via di sviluppo[2].

StoriaModifica

L'IPLA fu fondato nel 1979, con legge regionale del Piemonte 8 marzo 1979, n. 12[7] con l'acquisizione e la trasformazione del centro di ricerca delle Cartiere Burgo, precedentemente denominato Istituto nazionale per le piante da legno "G. Piccarolo", INPL, la cui storia pluritrentennale era iniziata nel 1954[5]. Nella sua vecchia configurazione INPL era già attivo nella ricerca agronomica ed aveva sviluppato nuovi concimi e fertilizzanti come ad esempio un prodotto noto come Humus Burgo 80.[8] Nel 1989 la società conobbe un periodo di difficoltà legate ad indagini su alcuni atti amministrativi assunti dall'Istituto[9], difficoltà che sfociarono anche in una serie di proteste da parte dei dipendenti [10]. Fino al 2007 IPLA operava per vari enti pubblici e privati italiani in particolare sui temi della forestazione e della selvicoltura. Tra le principali attività dell'istituto va segnalata l'elaborazione di carte forestali, pedologiche, inventari forestali e dei tipi forestali delle varie regioni committenti[11], mentre successivamente l'attività dell'Istituto, a seguitp delle novità introdotte dal decreto Bersani bis, si è focalizzata sulle commesse dei propri soci.

NoteModifica

  1. ^ Mario Dogliani, Anna Maria Poggi, Joerg Luther, Lineamenti di diritto costituzionale della Regione Piemonte, Giappichelli Editore, 2018, pp. 304. URL consultato il 29 novembre 2018.
  2. ^ a b c IPLA da sito ufficiale
  3. ^ (EN) Stefano Campus, Secondo Barbero, Stefano Bovo, Ferruccio Forlati, Evaluation and Prevention of Natural Risks, CRC Press, 2014, pp. 184. URL consultato il 30 novembre 2018.
  4. ^ (EN) MYAS - Model for the valorisation and sustainable management mycological resources, Commissione europea. URL consultato il 30 novembre 2018.
  5. ^ a b Storia, dal sito ufficiale
  6. ^ AAVV, RAFL - Rapporto sullo Stato delle Foreste in Liguria 2008, Compagnia delle Foreste Srl, pp. 12. URL consultato il 29 novembre 2018.
  7. ^ Mario Prestamburgo, La politica agraria delle regioni italiane: caratteristiche strutturali e tendenze evolutive, FrancoAngeli, 2001, pp. 39. URL consultato il 29 novembre 2018.
  8. ^ Monti e boschi, vol. 27, Edagricole, 1976. URL consultato il 29 novembre 2018.
  9. ^ Daniela Daniele, Un vortice di miliardi è l'Ipla finisce nei guai, in La Stampa, 19 giugno 1989. URL consultato il 29 novembre 2018.
  10. ^ «Ingessata» l'Ipla: i dipendenti protestano, in La Stampa, 10 ottebre 1990. URL consultato il 29 novembre 2018.
  11. ^ Il sistema agricolo e alimentare nelle Marche: rapporto 2001, FrancoAngeli, 2002, pp. 129. URL consultato il 30 novembre 2018.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN168538848 · ISNI (EN0000 0001 2204 2162 · LCCN (ENn84174817 · GND (DE3061183-0 · BNF (FRcb14052386m (data) · WorldCat Identities (ENn84-174817