Istituto tecnico industriale statale Benedetto Castelli

istituto superiore di Brescia in provincia di Brescia (Italia)
Istituto industriale statale "Benedetto Castelli"
ITIS Castelli.jpg
La facciata dell'istituto in via Antonio Cantore
SoprannomeItis, Castelli
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàBrescia
IndirizzoVia Antonio Cantore 9
Organizzazione
Tipo
  • Istituto tecnico tecnologico
    • Chimica, materiali e biotecnologie
    • Elettronica ed elettrotecnica
    • Informatica e telecomunicazioni
    • Meccanica, meccatronica ed energia
OrdinamentoPubblico
PresideSimonetta Tebaldini
Mappa di localizzazione
Sito web

Coordinate: 45°33′23.61″N 10°13′00.64″E / 45.556558°N 10.216844°E45.556558; 10.216844

L'istituto tecnico industriale statale "Benedetto Castelli" di Brescia, intitolato al monaco Benedetto Castelli, è uno dei più antichi istituti scolastici bresciani[s'intende della città o dell'intera provincia?].

StoriaModifica

Le originiModifica

Le origini del Castelli risalgono al 1839, quando il pittore bresciano Gabriele Rottini, chiese, ed ottenne nel 1841, alla "Real direzione" delle scuole elementari della provincia di Brescia, la possibilità di aprire una scuola di pittura. Nel 1851 l'"Istituto Rottini" diviene "Scuola comunale di pittura, arti e mestieri" che divenne poi scuola pubblica nel 1852[1]. Il 2 gennaio 1865 diviene "Scuola comunale di disegno applicato alle arti meccaniche e ai mestieri" di preparazione alle scuole superiori di belle arti. Nel 1885 la sede fu presso palazzo Bonoris, grazie a una donazione della Società bacologica bresciana. Il 21 marzo 1887 fu intitolata al Moretto. Nel 1922 fu trasferita presso il monastero di santa Chiara dove vi rimarrà fino al 1961. Solo nel 1939, in pieno periodo fascista, la scuola, che era nel frattempo evoluta in "scuola professionale", e sempre intitolata al Moretto, assunse una forma autonoma classificandosi come "istituto tecnico industriale", grazie alla riforma scolastica Bottai. Nonostante il cambio di nome, la scuola mantenne la sede didattica di via Santa Chiara, proponendo due tipologie di specializzazione: meccanica ed elettrotecnica.

Dopo la seconda guerra mondiale, si ebbe la necessità di cambiare la sede didattica, data la crescente domanda, per poter assicurare a tutti la possibilità di studio. Venne individuata in un terreno di circa 26.000 mq a nord di Brescia, donato dall'imprenditore Federico Palazzoli; nel 1961 si conclusero i lavori di costruzione dell'istituto intitolato a Benedetto Castelli, mentre nel 1993 furono avviato i corsi del liceo scientifico tecnologico.

StrutturaModifica

L'istituto tecnico industriale Castelli offre ai propri studenti vari indirizzi di studio.

La sede, situata in via Cantore nel quartiere "San Bartolomeo" (Circoscrizione Nord) di Brescia, occupa una superficie di circa 11.000 mq (sui 26.000 di terreno disponibili), conta circa novanta aule didattiche dotate di lavagna interattiva multimediale, quarantacinque laboratori divisi per aree scientifiche e sei palestre per l'educazione fisica. La struttura è a forma di ferro di cavallo, con al centro un piccolo campo di atletica leggera, e un edificio laterale denominato "satellite", collegato alla sede tramite un tunnel. Nei primi anni 2000 è stata realizzato un piccolo ampliamento a nord della struttura per dotare l'istituto di nuovi laboratori di informatica. La scuola dispone inoltre una propria biblioteca, infine, l'aula magna dell'istituto è stata intitolata ad Alberto Trebeschi, ex professore dell'istituto, tragicamente scomparso nella strage di piazza della Loggia.

Progetti

NoteModifica

  1. ^ La scuola di pittura [collegamento interrotto], su lnx.itiscastelli.it. URL consultato il 1º settembre 2009.
  2. ^ Dall'anno scolastico 2005-2006 sostituisce il corso di metallurgia.
  3. ^ Relazione Ulisse (PDF), su istruzione.lombardia.it. URL consultato il 2 novembre 2012.
  4. ^ Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia (PDF), su istruzione.lombardia.it. URL consultato il 2 novembre 2012.
  5. ^ Itis Castelli. Pronta al varo «Ulisse», la barca creata dagli studenti del Serale, su giornaledibrescia.it. URL consultato il 2 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2012).
  6. ^ Premio internazionale alla barca dell'Itis, su giornaledibrescia.it. URL consultato il 2 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2012).
  7. ^ Ulisse può issare le vele La barca del Castelli alla sfida della Centomiglia, su ilgiorno.it. URL consultato il 2 novembre 2012.
  8. ^ Progetto Lazzaro: i vecchi PC "camminano" di nuovo, su bresciavera.it. URL consultato il 19 novembre 2012.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica