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Italia (regione geografica)

regione geografica europea
Italia
Stati Croazia Croazia (alcuni comuni)
Francia Francia (alcuni comuni)
Italia Italia (ad esclusione di alcuni comuni)
Malta Malta
Monaco Monaco
San Marino San Marino
Slovenia Slovenia (alcuni comuni)
Svizzera Svizzera (alcuni comuni)
Città del Vaticano Città del Vaticano
Superficie 324 000 km²
Lingue Italiano e dialetti italiani, più latino (Vaticano), maltese, monegasco, romancio, tedesco, francese, ladino, sloveno, croato, occitano, arpitano, sardo, corso, arbëreshe
Topographic map of Italy.jpg
Altimetrie in falsi colori della regione geografica italiana

L'Italia (o più precisamente regione geografica italiana, regione fisica italiana, regione italiana, Italia geografica) è una regione geografica dell'Europa meridionale delimitata a nord e a ovest dalla catena delle Alpi. Questa regione è composta da una parte continentale al nord, una parte peninsulare e una insulare. Situata tra la penisola iberica e la penisola balcanica, si affaccia sul mar Mediterraneo e in particolare sul mar Ligure, il mar Tirreno, il mare di Corsica, il mar di Sardegna, il canale di Sardegna, il canale di Sicilia, il mar Ionio, e il mar Adriatico.

La regione geografica italiana[1][2] nella sua conformazione tradizionalmente e più largamente accettata presenta una superficie di circa 324 000 k[1], superiore a quella occupata dalla quasi totalità della Repubblica Italiana con poco più di 301 000 k (escluso il Territorio italiano oltre i confini dell'Italia geografica), dal momento che nella regione sono compresi anche territori che fanno parte della Francia, Svizzera, Slovenia e Croazia e che vi sono inclusi anche quattro piccoli Stati indipendenti: la Repubblica di Malta, la Repubblica di San Marino, il Principato di Monaco e la Città del Vaticano[3].

Indice

Etimologia del nome "Italia"Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Etimologia del nome Italia.
 
L'Italia secondo gli antichi greci, corrispondente all'attuale Calabria

Il significato del termine Italia è stato oggetto di ricostruzioni non soltanto da parte di linguisti ma anche di storici, tradizionalmente attenti alla questione; non sempre, tuttavia, ci si trova di fronte ad etimologie in senso stretto bensì ad ipotesi che poggiano su considerazioni estranee alla ricostruzione specificatamente linguistica del nome, e che con il tempo hanno formato un ricco corpus di soluzioni[4] tra le quali sono numerose quelle che si riferiscono a tradizioni (come ad esempio l'esistenza di un re di nome Italo) o comunque fortemente problematiche (come ad esempio la connessione del nome con la vite).

Si è ipotizzato che il nome derivi dal vocabolo Italói, termine con il quale i greci designavano i Vituli (o Viteli), una popolazione che abitava nella punta estrema della nostra penisola, la regione a sud dell’odierna Catanzaro, i quali adoravano il simulacro di un vitello (vitulus, in latino). Il nome significherebbe quindi “abitanti della terra dei vitelli”[5].

Quel che infatti è solitamente giudicato come certo è che il nome inizialmente indicasse solo la parte posta nell'estremo meridione della Penisola, la Calabria. All'inizio doveva limitarsi a quell'estrema parte della Calabria che giace a sud dei golfi di Sant'Eufèmia e di Squillace, oppure, secondo un'altra possibile interpretazione delle fonti, pressappoco al Cilento, tra i fiumi Sele e Lao.

GeografiaModifica

 
Vista dell'Italia nel 1853
 
Progressivo estendersi del territorio denominato Italia dal VI secolo a.C. a Diocleziano[6]

Geografia fisicaModifica

Parti costituentiModifica

Nel linguaggio comune, quando si parla di regione italiana si parla in generale della penisola italiana. Similmente, gli abitanti delle isole usano il termine continente per designare la terra ferma che va dalle Alpi fino a Reggio Calabria. In realtà, la regione italiana comprende una parte continentale, una parte peninsulare e una insulare.

Parte continentaleModifica

La parte continentale, delimitata a nord dallo spartiacque alpino, corrisponde a circa il 40% della regione italiana e si situa al nord di una linea immaginaria che va dall'imboccatura del fiume Magra a quella del fiume Rubicone. La maggior parte è composta dai bacini idrografici dei fiumi Po, Adige, Brenta, Piave, Tagliamento ed Isonzo. Dalla parte continentale sono escluse tuttavia alcune valli alpine che pur fanno parte dello Stato italiano, come la Val di Lei tributaria del Mare del Nord mediante il fiume Reno, la Val di Livigno, la sella di Dobbiaco e la conca di Tarvisio a nord-est della sella di Camporosso.

Parte peninsulareModifica

La penisola italiana, o penisola italica, è una penisola del continente europeo attraversata dalla catena degli Appennini e delimitata da quattro mari: mar Ligure, mar Tirreno, mar Ionio e mar Adriatico. È una delle tre penisole che costituiscono l'Europa del Sud con la penisola Iberica e la penisola balcanica.

In realtà, la penisola nel senso geografico comincia dall'Appennino tosco-romagnolo, a partire da una linea immaginaria che va dall'imboccatura del fiume Magra a quella del fiume Rubicone, e si estende fino all'estrema propaggine meridionale di Capo Spartivento in Calabria. La penisola ha una estensione di circa 1 000 km in direzione Nordovest - Sudest. Le grandi isole più vicine, la Sicilia, la Sardegna e la Corsica, non ne fanno parte. La penisola corrisponde a circa il 45% della regione geografica italiana.

Parte insulareModifica

La parte insulare si estende su una superficie di circa 60 000 k (il 18% circa di tutta la regione italiana), di cui 58 000 k circa per la Sicilia, la Sardegna e la Corsica. Al di fuori di queste grandi isole, numerose isole minori, spesso raggruppate in arcipelaghi, si trovano lungo le coste italiane, per la maggior parte nel mar Tirreno. La lista qui sotto mostra le più grandi isole appartenenti alla regione geografica italiana:

Nome Superficie (km²) Mare Stato
Sicilia 25 460 Mediterraneo, Ionio   Italia
Sardegna 24 090 Mediterraneo, Tirreno   Italia
Corsica[7][8] 8 681 Mediterraneo, Tirreno   Francia
Cherso[9] 406 Adriatico   Croazia
Malta 246 Mediterraneo   Malta
Elba 223 Tirreno   Italia
Sant'Antioco 109 Mediterraneo   Italia
Pantelleria 83 Mediterraneo   Italia
Lussino[9] 74 Adriatico   Croazia
Gozo 67 Mediterraneo   Malta
San Pietro 51 Mediterraneo   Italia

Limiti geograficiModifica

I limiti naturali della regione italiana, segnati dallo spartiacque alpino e dal mare, sono relativamente chiari, tranne che agli estremi occidentali e orientali delle Alpi.

Ai confini orientali tradizionalmente si indicano solitamente la catena delle Alpi Giulie e il Golfo del Quarnaro, a cui fa riferimento anche Dante Alighieri. Tuttavia resta disponibile un'ampia gamma di altre tesi, racchiusa tra l'ipotesi minimale di una frontiera lungo il corso dell'Isonzo (propugnata in passato dall'Austria), che escluderebbe l'alta valle dell'Isonzo, Trieste e l'intera Istria. All'interno di quest’ipotesi si collocano anche vari confini storici, diligentemente elencati da Tomaz, fra i quali, nell'assetto regionale augusteo dell'Italia romana, il limes di natura amministrativa lungo il fiume Arsa segnava la fine della Regio X Venetia et Histria[2].

Pertanto, a est, nonostante il carattere più depresso dell'orografia e la scarsità dell'idrografia superficiale che si riscontrano nella regione a mezzogiorno del passo di Nauporto nei pressi di Postumia grotte, la continuità del baluardo montano è assicurato dai rilievi posti tra il Monte Pomario e il Monte Nevoso, suo pilastro terminale, dove esso raggiunge il Golfo del Quarnaro e la Baia di Buccari, immediatamente a Sud-Est di Fiume[1][6]. A Oriente quindi, il limite estremo d'Italia viene generalmente individuato a Buccari. A sud-est del passo di Nauporto e a nord-ovest del monte Pomario, la tracciabilità del confine naturale è alquanto difficile in quanto in questa zona lo spartiacque idrografico non coincide con la catena orografica, caratterizzata peraltro da cime piuttosto esigue.

Per quanto riguarda le isole di Cherso e Lussino, la loro appartenenza alla regione geografica italiana può variare in funzione delle fonti e delle interpretazioni. In particolare, secondo alcuni le vengono incluse alla regione geografica italiana in quanto queste isole sarebbero la naturale continuazione dell'Istria essendo, tra l'altro, più vicine alle coste istriane che a quelle dalmate[1][2].

Al contrario a ovest il confine, incontestato e facilmente definibile tra Canton Vallese, Savoia, Valle d'Aosta e Piemonte, in prossimità della costa può essere rappresentato da quel contrafforte delle Alpi Marittime che, staccandosi dallo spartiacque padano-francese in corrispondenza del Monte Clapier, segue il Massiccio del Mercantour, e nello specifico il settore denominato Massiccio dell'Authion che culmina nel Monte Bego e divide il bacino del Roia a est, dai bacini del Varo e del Paglione a ovest, fino a rincontrare, in corrispondenza del Monte Buletta, l'attuale confine tra tra la Francia e l'Italia che segue fino alla costa.[10] Questa soluzione permette di avvicinare il confine della regione geografica italiana a quello etno-linguistico tra parlate liguri intemelie e parlate occitane del Nizzardo.[1] Una variante a questa tesi prende in considerazione il saliente creato dalla valletta laterale del Bevera e lo annulla ricomprendendo la conca di Mentone, orograficamente separata da tutto: a seconda che questa variante preveda che la linea di confine si innesti sulla costa al Capo Martino o al Capo d'Aglio, comprende o meno il Principato di Monaco.[11] Del tutto superate dalle moderne tecnologie satellitari, e supportate solo da fonti di secoli passati, sono altre ipotesi come quella che il confine, dopo aver toccato la cima del Monte Pelat, comprenda tutto il bacino del fiume Varo con i suoi affluenti, ponendo Nizza all'interno della regione italiana,[12] o quella seppur più ridotta che, dal Monte Clapier, divide il bacino del Roia e del Paglione da un lato da quello del Varo dall'altro raggiungendo la costa poco lungi dalla foce di quest'ultimo, a sud-ovest di Nizza,[1][6] come d’altro canto quella opposta che, assegnando la natura di passo transalpino al Colle di Tenda, esclude dalla regione fisica italiana tutta la Valle della Roia con Ventimiglia, tesi questa sostenuta da Charles de Gaulle al termine della Seconda guerra mondiale.[13]

Punti estremiModifica
 
Il faro di Punta Palascìa, meglio noto come Capo d'Otranto

I punti estremi della regione geografica italiana, misurati rispetto al Meridiano di Greenwich, sono[1]:

La distanza ortodromica N–S è di 1 269 km.

Geografia politicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Territorio italiano oltre i confini dell'Italia geografica.
 
Mappa dei confini occidentali storici dell’Italia con evidenziazione dei confini naturali

La Repubblica Italiana occupa il 93% della regione geografica italiana. La rimanente porzione (23 000 km²) è divisa tra diversi altri Stati, alcuni dei quali (in ordine di estensione geografica: Malta, San Marino, Principato di Monaco e Città del Vaticano) sono interamente inclusi nei confini politici. Alla regione geografica italiana vengono ascritti anche alcuni lembi del Nizzardo occidentale e del settore alpino presso il confine francese (italiani fino al Trattato di pace del 1947), la Corsica, la Svizzera italiana, le isole Maltesi, la Venezia Giulia slovena e quella croata, secondo alcune tesi compresa la città di Fiume[1][6].

Sono interamente inclusi nei limiti della regione geografica italiana[1][6],

Inoltre rientrano nei confini della regione geografica italiana[1][2]:

l'alta Val Divedro nel cantone del Vallese, il Canton Ticino (ad eccezione dell'alta valle della Reuss e della Val Cadlimo con il Piz Blas) nonché - nel cantone dei Grigioni - la Valle Mesolcina, la Val Bregaglia, la Val Poschiavo e la Val Monastero (tutte costituenti comunque la Svizzera italiana tranne la val Monastero);
  • nella Repubblica di Croazia (parzialmente inclusa nella parte continentale e nella parte insulare, a est):
l'Istria, e secondo una tesi estensiva la città di Fiume, l'arcipelago di Pelagosa e le due isole di Cherso e Lussino;
  • nella Repubblica francese (parzialmente inclusa nella parte continentale e nella parte insulare, a ovest):
la Corsica e la Valle della Roia, compresi i territori ceduti con il trattato di Parigi del 1947 (Briga, Tenda, il Colle del Monginevro, la Valle Stretta dietro Bardonecchia, la zona del monte Chaberton presso il passo del Monginevro, la zona del Colle del Moncenisio col lago del Moncenisio), Mentone e Roccabruna;
  • nella Repubblica Italiana (occupa quasi interamente la Regione geografica omonima pur non essendone interamente inclusa):
la quasi totalità del territorio ricade nella Regione geografica italiana, tranne 3 vallate alpine, tributarie del Reno e del Danubio, e le isole Pelagie, eccetto Linosa, appartenenti alla piattaforma continentale africana.
le Alpi Giulie slovene, una parte della Carniola occidentale e il litorale sloveno.

StoriaModifica

La nozione di regione geografica italiana non deve essere confusa con quella relativa a qualsiasi confine storico territoriale. La storia di questa regione è molto ricca e sarebbe difficile trovare nella sua lunga storia un momento in cui i confini politici si trovavano a corrispondere con i confini geografici. Inoltre, questi confini geografici si sono fortemente evoluti nel tempo in funzione dello sviluppo delle scienze geografiche.

AntichitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Italia romana.
 
L'Italia romana del Nord secondo l'Atlante di L. Carrez del 1886
 
L'Italia romana del Sud secondo l'Atlante di L. Carrez del 1886

L'idea dell'Italia come regione geografica è molto antica. Essa venne descritta con la nozione geografica di penisola già nel I secolo a.C. nel più antico trattato che ci sia pervenuto sull'argomento, denominata Geografia (in greco antico: Γεωγραφικά - Gheographikà)[14], opera in 17 volumi del geografo greco Strabone (65/64 - 25/21 a.C.) che ci è pervenuta quasi completa. Nel XV secolo, Guarino Veronese tradusse in latino la totalità dell'opera contribuendone così alla riscoperta.

Nell'introduzione del suo libro V, Strabone dà la sua definizione dell'Italia:

«L'Italia attuale comincia ai piedi delle Alpi: [dico l'Italia attuale], perché questo nome indicava all'inizio soltanto l'antica Ouitoulía, ossia la contrada situata tra lo stretto di Sicilia e i golfi di Taranto e di Posidonia; ma, avendo preso con il tempo una sorta di predominanza, questo nome ha finito per estendersi fino ai piedi della catena delle Alpi, abbracciando anche, da una parte, tutta la Liguria fino al Varo e naturalmente anche i dintorni della Liguria dalla frontiera con l'Etruria, e, dall'altra parte, tutta l'Istria fino a Pola.[15]»

(Strabone - Geografia – Libro V – Capitolo I : La Transpadania e la Cispdana)

Nei libri V e VI della sua Geôgraphiká Strabone descrive i popoli e i territori che fanno parte della macroregione storica:

  • Libro V:
    • Capitolo 1: La Transpadania e la Cispadania;
    • Capitolo 2: L'Etruria, la Corsica e la Sardegna;
    • Capitolo 3: La Sabina e il Lazio;
    • Capitolo 4: Il Piceno e la Campania.
  • Libro VI:
    • Capitolo 1: La Lucania e il Bruttium;
    • Capitolo 2: La Sicilia e le isole Lipari;
    • Capitolo 3: La Messapia e le Apulie;
    • Capitolo 4: Cause della potenza romana.

MedioevoModifica

 
L'Italia politica alla fine del Medioevo, prima delle guerre d'Italia

Per numerosi secoli, la descrizione geografica di Strabone non cambierà fino alla pubblicazione della prima geografia universale di Conrad Malte-Brun (1775 - 1826), Geografia o descrizione di tutte le parti del mondo. Dal punto di vista geografico, infatti, l'Italia è fondamentalmente una penisola; quella che va cambiare è la sua geografia politica.

Infatti, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, e in particolare con l'arrivo dei Longobardi, l'Italia ha perso la sua unità politica. Se a partire dall'VIII secolo nasce un nuovo Regno d'Italia (in latino, regnum Italicum), esso comprende soltanto l'Italia del Nord. In più, a partire dal XII secolo, la stessa Italia settentrionale si ritrova divisa in una miriade di piccoli Stati spesso in lotta l'uno con l'altro o vittime delle mire espansionistiche straniere.

Tuttavia, nel XIV secolo, Dante Alighieri scriveva nella Divina Commedia (L'Inferno, Canto IX, 114):

«sì com' a Pola, presso del Carnaro, ch'Italia chiude e i suoi termini bagna.»

(Dante Alighieri)

Similmente, Francesco Petrarca scriveva nella stessa epoca nella sua opera il Canzoniere o Rerum vulgarium fragmenta (s. CXLVI, 13-14):

«il bel paese ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe.»

(Francesco Petrarca)

XIX secoloModifica

Durante le guerre napoleoniche, la carta dell'Italia si ritrova semplificata, sconvolgendo il modo di vivere e portando delle idee nuove.

Napoleone BonaparteModifica

Nelle sue memorie scritte durante la sua prigionia sull'isola di Sant'Elena, ma pubblicate soltanto nel 2010, Napoleone Bonaparte fa una descrizione dell'Italia nel primo capitolo[16]:

«L'Italie est environnée par les Alpes et par la mer. Ses limites naturelles sont déterminées avec autant de précision que si c'était une île. Elle est comprise entre le 36e et le 46e degré de latitude, le 4e et le 16e de longitude de Paris ; elle est composée de trois parties : la continentale, la presqu'île et les îles. La première est séparée de la seconde par l'isthme de Parme. Si de Parme, comme centre, vous tracez une demi-conférence du côté du nord avec un rayon égal à la distance de Parme aux bouches du Var ou aux bouches de l'Isonzo (60 lieues), vous aurez tracé le développement de la chaîne supérieure des Alpes qui sépare l'Italie du continent. Ce demi-cercle forme le territoire de la partie dite continentale, dont la surface est de 5 000 lieues carrées. La presqu'île est un trapèze compris entre la partie continentale au nord, la Méditerranée à l'ouest, l'Adriatique à l'est, la mer d'Ionie au sud, dont les deux côtés principaux ont 200 à 210 lieues de longueur, et les deux autres côtés de 60 à 30 lieues ; sa surface est de 6 000 lieues carrées. La troisième partie, ou les îles, savoir, la Sicile, la Sardaigne, la Corse, qui géographiquement appartient plus à l'Italie qu'à la France, forme une surface de 4 000 lieues carrées ; ce qui porte à 15 000 lieues carrées la surface de toute l'Italie.

On a considéré ici les limites naturelles sans entrer dans aucune division politique. Ainsi on n'a compris ni la Savoie, qui est au-delà des Alpes, ni la Dalmatie, ni l'Istrie, et l'on a compris la partie des bailliages suisses-italiens qui sont en deça des Alpes, et toute la partie du Tyrol qui verse ses eaux dans l'Adige et est en deça du Brenner; tout cela d'ailleurs forme peu de changements. Du côté de l'est, on a placé la borne à l'Isonzo, quoique la division naturelle des montagnes passerait entre Laybach et l'Isonzo, comprendrait une portion de la Carniole et de l'Istrie et joindrait l'Adriatique à Fiume ; mais à l'Isonzo les montagnes des Alpes s'abaissent et deviennent d'une moindre considération.»

In tal modo, Napoleone mostra che al suo tempo la nozione dell'Italia come regione geografica, al di là delle divisioni politiche, era diffusa.

Il Risorgimento e gli effetti del nazionalismoModifica

Dopo la Restaurazione, l'Italia rimane secondo l'espressione di Metternich «una semplice espressione geografica» senza unità politica. Tuttavia, è stato messo in moto un processo che porterà all'unità d'Italia.

Dopo la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d'Italia il 17 marzo 1861, la nuova Italia conosce un movimento nazionalista importante da una parte per rinforzare all'interno il nuovo Stato e dall'altra per tentare di crearsi una posizione tra le grandi potenze europee. Il movimento irrendentista, creato nel 1877, sostiene che la frontiera naturale deve passare sulla cresta delle Alpi basandosi su delle teorie geografiche. Per esempio, Cesare Battisti, personalità di spicco del movimento, comincia la sua carriera come geografo. Inoltre, l'ambiente che gravita intorno alla Società Geografica italiana di Roma e della Società di Studi Geografici di Firenze, è fortemente impregnato di spirito nazionalista che, durante i decenni successivi, diventerà sempre più colonialista e militarista. Questo spiegherebbe, come ha dimostrato Lucio Gambi[17], l'adesione entusiasta e quasi unanime dei geografi italiani al fascismo qualche decennio più tardi[18]».

XX secoloModifica

Dopo la Grande Guerra, la nozione di regione geografica italiana passa in secondo piano in quanto le frontiere naturali sono state più o meno raggiunte ed è su altre scale che si esprimono il nazionalismo e l'imperialismo italiano, ben al di là dei confini della regione italiana.

Dopo la seconda guerra mondiale, la geografia italiana elimina tutti gli aspetti politici e nazionalistici per concentrarsi soltanto su quelli geografici[19][20]. È per questo che la nozione di regione geografica italiana, includendo dei territori che non fanno parte della Repubblica italiana, continua a essere presente in alcune enciclopedie geografiche italiane[1], come quella pubblicata dalla casa editrice De Agostini.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k De Agostini Ed., L'Enciclopedia Geografica - Vol.I - Italia, 2004, p. 78
  2. ^ a b c d Mauri, A., La presentazione di una storia delle frontiere orientali italiane: una occasione per riflettere sulle determinanti storiche, economiche e geopolitiche dei confini, Working Paper n. 2007-41, Università degli Studi di Milano, 2007
  3. ^ * "Archives historiques de la Suisse italienne" ("Archivio Storico della Svizzera Italiana"), Volumes 9-11, Université de Californie, 1934
  4. ^ Alberto Manco, Italia. Disegno storico-linguistico, 2009, Napoli, L'Orientale, ISBN 978-88-95044-62-0.
  5. ^ http://www.focus.it/cultura/storia/quale-e-lorigine-del-nome-italia
  6. ^ a b c d e Touring Club Italiano, Conosci l'Italia. Vol. I: L'Italia fisica, 1937, p. 11-13
  7. ^ Italia nell'Enciclopedia Treccani
  8. ^ Italia nell'enciclopedia "Sapere" - DeAgostini
  9. ^ a b L'appartenenza o meno delle isole di Cherso, Lussino e Veglia alla regione geografica italiana varia a seconda delle fonti. In particolare taluni vedono le prime due come continuazione naturale della penisola istriana, essendo tra l'altro Cherso e Lussino più vicine alla costa istriana che a quella dalmata, a differenza di Veglia. Inoltre varie isole minori mostrano una continuità tra Veglia e Arbe, isola nettamente dalmata.
  10. ^ A testimonianza della naturalità orografica di tale linea, si ricorda come essa fu usata nell’autunno-inverno 1944-1945 dalla Wehrmacht come migliore linea di difesa della Repubblica Sociale Italiana dalle armate franco-americane insediatesi in Provenza dopo la liberazione della Francia. Ancor più indietro, già un esercito tedesco aveva usato la stessa linea quando l’armata austriaca alleata dei Savoia si era posta sulla difensiva contro i rivoluzionari francesi tra il 1793 e il 1796.
  11. ^ Come già accennato più sopra, questa seconda tesi fu quella accolta da Ottaviano Augusto nel tracciare i confini dell’Italia nella zona.
  12. ^ "L'Enciclopedia Geografica - Vol.I - Italia", 2004, Ed. De Agostini
  13. ^ Arrigo Petacco, “La Seconda Guerra Mondiale”.
  14. ^ Geôgraphiká dans la traduction de A. Tardieu
  15. ^ Strabon, Géographie – Livre V – Chapitre I : La Transapadane et la Cispadane
  16. ^ Bonaparte, N., Mémoires de Napoléon - La campagne d'Italie, Ed. Tallandier, 2010, p. 53-54.
  17. ^ Lucio Gambi (1991) Geografia e imperialismo in Italia, Bologna, Patron.
  18. ^ F. Ferretti (2009) § 15.
  19. ^ L. Gambi, Una Geografia per la Storia, Torino, Einaudi, 1973.
  20. ^ L. Gambi, Geografia e Imperialismo, Bologna, Patron, 1991.

BibliografiaModifica

  • Strabone, Geografia, scritta all'inizio del I secolo a.C. e tradotta in francese da A. Tardieu nel 1867 [1]
  • Balbi, A., Compendio di geografia universale. Conforme agli ultime politiche transazioni e recenti scoperte, Livorno, 1819 [2]
  • Marmocchi, F., Prodromo della storia naturale generale e comparata d'Italia, Società editrice Fiorentina, Firenze, 1844 [3]
  • Ranuzzi, A., Annuario geografico italiano: anno 1, Bologna 1844
  • Zuccagni-Orlandini, A., Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, Presso gli editori, Firenze, 1833-1845 [4]
  • Dussieux, L., Géographie générale, J. Lecoffre et cie, 1866 [5]
  • Carrez, L., Atlas de géographie ancienne, Lille / Paris, Librairie de J. Lefort, 1886 [6]
  • Marinelli, G., Il nome Italia attraverso i secoli, in "Scritti Minori” Vol. 1, Firenze, F. Le Monnier, 1908
  • Porena, F., Sui confini geografici della regione italiana, Roma, Nuova Anotlogia, 1910
  • Orlandi, M., Il nome Italia nella prosodia, nella fonetica, nella semantica, in "Le vie d'Italia”, riv. Mensile del T.C.I., 1921
  • Solmi, A., Archives historiques de la Suisse italienne - Volumes 9-11, Université de Californie, 1934
  • Società Geografica Italiana, Quaderni geografici d'attualità - Serie I: I confini d'Italia, 1945-48
  • Touring Club Italiano, Conosci l'Italia - Vol. I: L'Italia fisica, 1957
  • Gambi, L., Una geografia per la storia, Torino, Einaudi, 1973
  • Gambi, L., Geografia e imperialismo, Bologna, Patron, 1991
  • Farinelli, F., L'immagine dell'Italia in P. Coppola (a cura di), Geografia Politica delle Regioni Italiane, Torino, Einaudi, 1997
  • De Agostini Ed., L'enciclopedia geografica - Vol.I - Italia, 2004
  • Dell'Agnese, E., Squarcina, E., (eds.), Europa, vecchi confini e nuove frontiere, Torino, UTET, 2005
  • Tomaz, L., I confini d'Italia in Istria e Dalmazia, Edizione Think, Conselve, 2007
  • Mauri, A., La presentazione di una storia delle frontiere orientali italiane: una occasione per riflettere sulle determinanti storiche, economiche e geopolitiche dei confini, Working Paper n. 2007-41, Università degli Studi di Milano, 2007 [7] e [8]
  • Mauri, A., Il Risorgimento e l'oltre Adriatico: l'atteggiamento delle grandi potenze, Fiume - Rivista di Studi Adriatici, Anno XXXVI, n. 1-6, 2016, ISSN 2421-1125.
  • Ferretti, F., Traduire Reclus. L'Italie écrite par Attilio Brunialti, Cybergeo: European Journal of Geography, Epistémologie, Histoire de la Géographie, Didactique, document 467, mis en ligne le 10 juillet 2009 [9]
  • Bonaparte, N., Mémoires de Napoléon - La campagne d'Italie, Ed. Tallandier, 2010
  • Giovanni Semerano, L'infinito: un equivoco millenario. Le antiche civiltà del Vicino Oriente e le origini del pensiero greco, Bruno Mondadori, 2005, ISBN 88-424-9293-0.

Voci correlateModifica