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Italia
EuroItalia.svg
Televisione Rai
Stato organizzatore Italia Italia
1965
1991
Partecipazioni 45
Prima partecipazione 1956
Miglior piazzamento 1º, 1964
1º, 1990
Peggior piazzamento Ultimo, 1966

L'Italia è tra i paesi fondatori dell'Eurovision Song Contest, che si ispira al Festival di Sanremo. Fu un dirigente Rai, Sergio Pugliese, a suggerire all'EBU l'istituzione di una gara canora continentale. Molti artisti italiani hanno partecipato all'Eurovision Song Contest nel corso degli anni come rappresentanti di altre nazioni. L'Italia ha vinto la competizione due volte: la prima volta nell'edizione 1964 svoltasi a Copenaghen con l'allora sedicenne Gigliola Cinquetti e la canzone Non ho l'età (per amarti), la seconda nel 1990 a Zagabria con Toto Cutugno e la canzone Insieme: 1992. In seguito a queste vittorie l'Italia ha acquisito il diritto di organizzare l'edizione successiva della manifestazione, precisamente l'edizione 1965 a Napoli e quella del 1991 a Roma.

La Rai, dopo il 1997, ha interrotto la sua partecipazione all'Eurovision Song Contest e ne ha sospeso anche la trasmissione. L'UER, il 2 dicembre 2010, ha annunciato il ritorno dell'Italia all'Eurovision Song Contest 2011 dopo 14 anni dall'ultima partecipazione. A causa di tale lunga assenza, l'Italia è il membro dei Big Five che conta all'attivo meno partecipazioni: solo 44 contro le oltre 60 degli altri quattro Paesi.[1][2] Dal ritorno in gara è arrivata sette volte nella Top 10 con tre podi nel 2011, 2015 e 2019.

Indice

StoriaModifica

Anni 1950 e 1960Modifica

 
Domenico Modugno al Gran Premio Eurovisione della Canzone 1958, terzo con Nel blu dipinto di blu.

La prima partecipazione dell'Italia coincide con la prima edizione dell'Eurovision Song Contest, svoltasi a Lugano nel 1956. A rappresentare il Bel Paese furono Franca Raimondi e Tonina Torrielli, vincitrici del Festival di Sanremo: la prima con il brano vincitore della kermesse Aprite le finestre, la seconda con un brano inedito, Amami se vuoi. Di quell’edizione non fu mai rivelata la classifica, tranne per il fatto che a vincere fu la Svizzera.

Da quella volta l’Italia ottenne discreti risultati, senza mai piazzarsi nelle ultime posizioni e raggiungendo anche un terzo posto nel 1958 grazie a Domenico Modugno e alla sua Nel blu dipinto di blu.

Nei primi anni di questo decennio le canzoni italiane continuarono a non sfigurare, raggiungendo un terzo posto con il brano Uno per tutte interpretato da Emilio Pericoli nel 1963, che fu seguito dalla vittoria del 1964 a Copenaghen, dove si impose Gigliola Cinquetti con Non ho l'età (per amarti). L'anno successivo vide Bobby Solo raggiungere a Napoli il quinto posto con la canzone Se piangi se ridi, dopo il quale arrivò un periodo di scarsi risultati per il tricolore, il primo dei quali fu un ultimo posto nel 1966 ottenuto da Domenico Modugno, seguito da altre tre edizioni in cui il miglior risultato fu una decima posizione, nonostante le partecipazioni di artisti quali Claudio Villa, Sergio Endrigo e Iva Zanicchi.

Anni 1970 e 1980Modifica

La situazione cominciò a migliorare nel decennio successivo, con un ottavo posto di Gianni Morandi nel 1970 con il brano Occhi di ragazza, seguito da un quinto posto di Massimo Ranieri (nel 1971 con L'amore è un attimo) e un sesto posto di Nicola Di Bari (1972, I giorni dell'arcobaleno) e ancora una volta Massimo Ranieri nel 1973 con Chi sarà con te, classificatosi tredicesimo.

Nel 1974 l'Italia sfiora la sua seconda vittoria, nuovamente con Gigliola Cinquetti, la cui canzone fu seconda solo a Waterloo degli ABBA. Questa edizione fu trasmessa in Italia solo qualche mese dopo lo svolgersi della manifestazione per la sua prossimità con il referendum per l'abrogazione della legge sul divorzio: la decisione venne presa dai vertici della Rai che ritenevano che il titolo della canzone che rappresentava il paese potesse influenzare il voto degli italiani.

 
Gigliola Cinquetti, dopo la vittoria del 1964 con Non ho l'età (Per amarti), ottenne un secondo posto nel 1974 grazie a .

L'anno seguente l'Italia ottenne il secondo podio consecutivo, grazie al terzo posto della coppia Wess & Dori Ghezzi che cantò il brano Era. L'ultimo risultato di rilievo, per quanto riguarda questo periodo, fu ottenuto nel 1976 da un'altra coppia, quella formata da Al Bano e Romina Power, alla loro prima partecipazione con We'll Live It All Again (cantata parte in italiano e parte in inglese), giunta al settimo posto. Poi, solo piazzamenti fuori dalla top ten da parte di Mia Martini (13º), Ricchi e Poveri (12º) e Matia Bazar (15º).

Questo decennio iniziò con un buon sesto posto, ottenuto nel 1980 da Alan Sorrenti con la sua Non so che darei. Nel 1981 la Rai decise, per la prima volta dall'introduzione della manifestazione nel 1956, di non partecipare, adducendo questioni di scarso interesse. L'assenza italiana terminò nel 1983, quando il paese fu rappresentato da un brano interpretato da Riccardo Fogli, Per Lucia, arrivato undicesimo. In questo periodo l'Eurovision Song Contest ebbe la sua maggiore popolarità in Italia: nel 1984 Alice e Franco Battiato arrivarono quinti con il brano I treni di Tozeur; l'anno seguente vide Al Bano e Romina Power classificarsi settimi interpretando la canzone Magic, Oh Magic.

Nel 1986 la Rai si ritirò nuovamente per motivi interni, facendo poi ritorno all'Eurovision Song Contest 1987, quando Umberto Tozzi e Raf arrivarono terzi con il brano Gente di mare. Chiusero questo decennio le partecipazioni di Luca Barbarossa (1988, Ti scrivo), dodicesimo, e della coppia Anna Oxa-Fausto Leali (1989, Avrei voluto) che chiuse nona.

Anni 1990Modifica

 
Toto Cutugno, primo classificato all'edizione del 1990 con Insieme: 1992; rimane questa la seconda e fin qui ultima vittoria italiana all'ESC.

Nel 1990 l'Italia tornò a vincere a Zagabria (nell'allora Jugoslavia) con Toto Cutugno, autore e interprete del brano Insieme: 1992. Fu così che l'edizione 1991 venne ospitata in Italia. Inizialmente doveva svolgersi a Sanremo, ma per motivi di sicurezza (legati alla guerra del Golfo e alle crescenti tensioni in Jugoslavia) la sede fu spostata a Roma, dove fu scelto come teatro della manifestazione un capannone di Cinecittà.

A detta della maggior parte dei commentatori europei ci fu un buon grado di improvvisazione e la conduzione (affidata ai due vincitori italiani Cutugno e Cinquetti) non fu brillante per varie ragioni, tra cui la scenografia, la disorganizzazione (che portò quell'edizione a durare quasi un'ora più del previsto) e la scarsa dimestichezza che Cutugno aveva con la lingua inglese. Per organizzare la manifestazione furono spesi 12 miliardi di lire e la diretta televisiva registrò tra i 6 e i 7 milioni di spettatori. L'Italia fu rappresentata da Peppino Di Capri, scelto direttamente dalla Rai, e per la prima volta il brano fu interpretato in napoletano: si tratta della canzone Comme è ddoce 'o mare, piazzatasi al settimo posto. Vinse la Svezia, che l'anno seguente ospitò la manifestazione, alla quale l'Italia prese parte con Mia Martini con il brano Rapsodia, ottenendo un buon quarto posto. Nel 1993 fu la volta di Enrico Ruggeri il quale, svantaggiato anche dal sorteggio (dovette esibirsi per primo), si piazzò solo al dodicesimo posto.

Nel 1994 la Rai si ritirò nuovamente dall'Eurofestival, sempre motivando la propria scelta con uno scarso interesse da parte del pubblico. Tale assenza durò fino all'edizione 1996, al termine della quale l'UER non risparmiò delle critiche alla televisione di stato italiana per il suo comportamento.[3]

Forse a causa di ciò, e probabilmente anche per le pressioni delle case discografiche, nel 1997 la Rai tornò a partecipare all'Eurovision Song Contest: accadde in Irlanda, con i Jalisse che, tra i favoriti della vigilia, conquistarono il quarto posto con Fiumi di parole, canzone vincitrice di Sanremo quello stesso anno. Il commentatore fu Ettore Andenna, fautore delle trasmissioni europee, mentre Peppi Franzelin dava conto dei voti assegnati agli altri paesi dall'Italia (la stessa coppia era presente 4 anni prima, sempre in Irlanda). Si trattò senza dubbio di un ottimo risultato, non senza ombre secondo lo stesso Andenna, il quale sostenne che la Rai non sembrasse soddisfatta dei pronostici e che volesse a tutti i costi evitare di vincere.[4]

1993 e 1997: possibili boicottaggi?

A più riprese sono state gettate ombre — mai provate né smentite — sul comportamento della Rai all'Eurovision Song Contest. Già per l'edizione 1993 furono avanzati sospetti nei confronti dell'emittente pubblica, rea di aver ostacolato Enrico Ruggeri al fine di non vincere la manifestazione, onde evitare di dover ospitare, da prassi, l'edizione seguente; a farlo fu lo stesso Ruggeri, nel suo libro Piccoli mostri del 2000. Il conduttore di quell'edizione, Ettore Andenna, in un'intervista del 2001[4] affermò che «di certo c'è sempre stata una sorta di terrore da parte di televisioni di "alto rango" di vincere l'Eurofestival perché questo avrebbe comportato il doverlo organizzare l'anno successivo e non c'era volontà di investire [...] quattrini con la paura di un'audience non all'altezza. Sono cose che sanno tutti, ma guai a dirle».

Ma le polemiche più grandi riguardarono l'edizione 1997, che vedeva tra i favoriti per il successo finale i Jalisse già usciti vincitori da Sanremo. Anche quest'edizione, per l'Italia, fu commentata da Andenna, e stando alle parole del presentatore, gli ambienti Rai non erano contenti di questa possibilità: «un'ora prima dell'inizio della manifestazione, chiesi di parlare con il capostruttura e gli dissi: "Mario [Maffucci, nda], qui i bookmakers ci danno vincenti o nella peggiore delle ipotesi secondi". Ripenso con un sorriso al gelo dall'altra parte e alla richiesta di conferma se stessi scherzando o meno. E quando confermai che perfino io avevo scommesso [sul trionfo del duo, nda], il collegamento venne velocemente interrotto e mai più ripreso fino alla mezzanotte quando mi dissero che la trasmissione stava venendo bene, che avevo buttato venti sterline, che anche i bookmakers possono sbagliare e bla bla bla. Mi è sempre rimasto il dubbio se standomene zitto [...] non avrei fatto un favorone ai Jalisse».

Le parole di Andenna non andarono mai giù ai Jalisse;[5] in particolare, il duo sostenne che al rientro dall'Irlanda fu vittima di una "caccia alle streghe", e che anche a causa di questo venne successivamente emarginato dalla scena musicale italiana. Circa la mancata vittoria del 1997, dichiararono inoltre che «fummo silurati perché la Rai non ne voleva sapere di organizzare la manifestazione»[6] e, in riferimento al loro immediato futuro, «tornati dall'Eurofestival fummo "cancellati". Dovevamo fare il Festivalbar, tornare a Sanremo [...] Niente. Ci hanno messo contro tutti».[6] La vicenda venne ripresa nel 2010 nel libro Vox populi dell'ex direttore di TV Sorrisi e Canzoni, Gigi Vesigna, ben accolto dai diretti interessati, che ripercorre le varie controversie.[7]

In ogni caso, quella del 1997 fu per l'Italia l'ultima partecipazione alla competizione per molto tempo: vane furono infatti le proteste di Annalisa Minetti e delle case discografiche, che nel 1998 volevano prendere parte alla competizione. Per il successivo decennio, però, nessuna motivazione venne più addotta dalla Rai.

La lunga assenza degli anni 2000Modifica

Avvenne così che in Italia non si sentì più parlare di Eurovision Song Contest, se non in rare occasioni e quasi sempre da fonti estere, così la manifestazione cadde sempre più nell'oblio tanto che alcuni artisti italiani che vi avevano partecipato in passato credettero addirittura che la manifestazione fosse stata soppressa.[8]

Solo nel 2006 la Rai e l'UER si sono riavvicinate per trattare un ritorno dell'Italia all'edizione 2007, ma senza risultati. All'edizione 2008 partecipò San Marino (il cui network pubblico, San Marino RTV, è una società partecipata al 50% dalla Rai) con la canzone Complice, interpretata dal gruppo Miodio (scelto tramite una selezione interna) e finita ultima nella prima semifinale. E a settembre dello stesso anno, prima dell'edizione 2009, Raffaella Carrà (reduce da 3 programmi legati all'evento in Spagna) chiese e ottenne di poter ospitare all'interno di Carràmba! Che fortuna un cantante o gruppo che ha preso parte all'Eurovision Song Contest 2008, per far conoscere l'evento e riaccendere l'interesse in esso; in particolare alla prima puntata è stato presente il vincitore del 2008 Dima Bilan. Erano previste però molte più partecipazioni di quelle che effettivamente furono effettuate; quella del danese Simon Mathew fu preceduta da un vero e proprio elogio della Carrà all'Eurovision Song Contest, dopodiché alcuni gruppi e cantanti, che dovevano prendere parte alle puntate successive, non furono più presentati.

L'UER, con l'intenzione di avere il maggior numero possibile di partecipanti, fece di tutto affinché anche l'Italia tornasse a partecipare.[9] In particolare, nel 2008 l'allora responsabile dell'Eurovision Song Contest Svante Stockselius ha annunciato, durante l'incontro con l'OGAE Serbia che, nel caso di un ritorno, il paese entrerà a far parte dei Big (ovvero nazioni che, per il loro contributo fondamentale all'UER, possiedono uno status intoccabile che concede loro di accedere direttamente in finale).[10]

Anni 2010: il ritornoModifica

 
Raphael Gualazzi, secondo con Madness of Love all'edizione del 2011, che segna il ritorno in gara dell'Italia all'ESC dopo quattordici anni di assenza.

Il 6 settembre 2010, il direttore di Rai 2 Massimo Liofredi, nel presentare la nuova edizione di X Factor, ha accennato a sorpresa alla possibilità che il vincitore del talent avrebbe potuto partecipare all'Eurovision Song Contest, riaccendendo improvvisamente l'interesse dell'Italia intorno alla manifestazione.[11] Il 2 dicembre l'UER annuncia che la Rai ha inoltrato la domanda di partecipazione e il 31 dello stesso mese, con il rilascio della lista definitiva dei partecipanti, è arrivata la conferma ufficiale che l'Italia avrebbe partecipato all'Eurovision Song Contest 2011,[1][2][12] svoltisi quell’anno a Düsseldorf, ritornandovi dopo 14 anni di assenza, e che avrebbe gareggiato direttamente in finale tra i cosiddetti Big (insieme a Germania, Regno Unito, Spagna, Francia), cioè tra i paesi che contribuiscono maggiormente alle attività dell'ente. Liofredi, intervistato in merito, ha annunciato inoltre che la Rai avrebbe scelto internamente il suo rappresentante.

La scelta, avvenuta nell'ambito del Festival di Sanremo 2011, è caduta sul vincitore della categoria Giovani, Raphael Gualazzi. L'annuncio è stato dato nel corso della finale della manifestazione canora dal conduttore Gianni Morandi e dal direttore di Rai 1 Mauro Mazza, il quale ha anche dichiarato che la finale del 14 maggio sarebbe stata trasmessa da Rai 2,[13][14][15] mentre la seconda semifinale (dove l'Italia ha avuto diritto a votare) sarebbe andata in onda su Rai 5. La prima partecipazione ha avuto risultati contrastanti: Gualazzi, all'ultima votazione, con Madness of Love ha strappato il secondo posto finale a Eric Saade, rappresentante svedese, finendo soltanto dietro alla coppia azera vincitrice Ell & Nikki, e ha ricevuto per quattro volte i 12 punti (da San Marino, Albania, Spagna e Lettonia) ma in televisione lo show è stato seguito da 1 291 000 persone (6,43% di share).

Nonostante ciò, la Rai ha partecipato anche all'edizione 2012 a Baku; la scelta è ricaduta su una cantante in gara al Festival di Sanremo 2012, Nina Zilli, che con L'amore è femmina (Out of Love) è arrivata nona, mentre gli ascolti sono leggermente migliorati con 1 410 000 spettatori e 7,43% di share.

Già nell'ottobre del 2012 la Rai annuncia la partecipazione per l'anno dopo, facendo ricadere la propria scelta sul vincitore del Festival di Sanremo 2013 Marco Mengoni con il brano L'essenziale. Per la prima volta il 18 maggio 2013 il concorso è stato trasmesso anche su Rai HD (che in quel periodo trasmetteva una selezione dei programmi dei canali pubblici). La semifinale su Rai 5 (che rispetto al 2011 e al 2012 ha avuto una migliore copertura del territorio, pur se ancora vacante in alcuni territori) raggiunge 150 000 spettatori e lo 0,65% di share, più del doppio rispetto alla media di rete. Anche la finale migliora gli ascolti con 1 878 000 spettatori e 9,17% di share; Mengoni conquista il settimo posto (terza Top 10 di fila per l'Italia).

 
Il Volo, terzo con Grande amore all'edizione del 2015, ha portato per la prima volta all'Italia il Press Award.

Per il 2014, la Rai annuncia la trasmissione di entrambe le semifinali, stavolta su Rai 4, che ottengono una media di poco più di 300 000 spettatori. Per questa edizione viene scelta internamente Emma, che si piazza tuttavia al ventunesimo posto – secondo peggior risultato italiano nella storia della manifestazione – mentre l'audience si assesta su 1 747 000 spettatori e 8,77% di share.[16]

Dal 2015, per la prima volta dal ritorno italiano, il vincitore del Festival di Sanremo ha, come stabilito dal regolamento, il diritto di rappresentare l'Italia al contest europeo, salvo rinuncia dello stesso: a vincerlo sono Il Volo con Grande amore, che accettano l’opportunità. A Vienna il trio conquista il terzo posto in finale con 292 punti ricevuti da tutti i paesi, di cui nove assegneranno i 12 punti; inoltre gli ascolti hanno avuto un netto aumento rispetto all'anno precedente (792 000 con 3,09% di share per la seconda semifinale su Rai 4 dopo la mancata trasmissione live della prima per motivi di palinsesto e 3 292 000 telespettatori con 16,35% di share[17] per la finale su Rai 2). Prima dell'evento Rai 4 ha anche trasmesso lo speciale Eurovision Story, commentato da Filippo Solibello e Marco Ardemagni.

Per l'edizione 2016, dopo il successo di ascolti ottenuto l'anno precedente, la Rai decide di promuovere la finale dell'ESC sulla rete ammiraglia Rai 1,[18] che non trasmetteva l'evento dal lontano 1997, anno in cui fu trasmesso in differita, mentre l'ultima diretta fu l'edizione di Roma 1991, anno in cui la Rai organizzò l'evento. Il diritto di rappresentare l'Italia all'Eurovision, appannaggio del vincitore del Festival di Sanremo 2016, gli Stadio, viene da questi declinato sicché la scelta della Rai ricade sulla seconda classificata, Francesca Michielin, la quale con No Degree of Separation chiude al 16º posto. Buoni gli ascolti: la finale ottiene un ascolto medio di 3,3 milioni di telespettatori e 14 500 000 contatti unici[19] (ovvero chi ha seguito la diretta per almeno un minuto), mentre l'Anteprima Eurovision con 3 767 000 telespettatori batte in sovrapposizione la concorrenza di Striscia la Notizia (3 541 000 telespettatori), e le semifinali su Rai 4 si confermano ben al di sopra della media di rete.

 
Mahmood, secondo con Soldi all'edizione del 2019, ha stabilito il maggior punteggio per l'Italia nella storia dell'ESC (472) e vinto il Composer Award, altra prima volta italiana.

Nel 2017 è nuovamente il vincitore del Festival di Sanremo, Francesco Gabbani con Occidentali's Karma, a rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest, che quell'anno si è tenuto a Kiev.[20] Il 24 febbraio viene confermato che il brano sarà portato sul palco dell'Eurovision 2017 tutto in lingua italiana.[21] Gabbani, considerato fino alla finale il favorito, concluderà la sua avventura all'ESC al sesto posto, vincendo il Premio Marcel Bezençon della Sala Stampa. La finale di sabato 13 maggio 2017 (dalle 20:57 alle 00:44) venne seguita da 3 741 000 spettatori con il 20,14% di share.

Nel 2018 la coppia vincitrice del Festival di Sanremo, Ermal Meta e Fabrizio Moro con il brano Non mi avete fatto niente, hanno rappresentato l'Italia a Lisbona piazzandosi al 5º posto; la finale del 12 maggio 2018 è stata seguita da 3 427 000 spettatori con il 18,63% di share.

Per l'edizione 2019, svoltasi a Tel Aviv in Israele, a rappresentare l'Italia è il vincitore di Sanremo Mahmood con Soldi. In aggiunta alla consolidata copertura dell'evento, Rai 4 trasmette nei giorni precedenti in access prime time otto spazi di breve durata che ripercorrono la storia dell'ESC sotto vari aspetti, introdotti da Ema Stokholma e condotti da diversi ospiti, e uno speciale che precede la seconda semifinale. Il cantante chiude al secondo posto (terzo podio in nove edizioni per l'Italia), a soli 26 punti di distacco dal vincitore dei Paesi Bassi, e vince il Composer Award per il miglior testo. La finale è stata vista da 3 539 000 telespettatori con uno share del 19,72%, in crescita di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente.[22]

Selezione della canzoneModifica

Il Festival di Sanremo ha spesso rappresentato la gara di preselezione italiana all'Eurovision Song Contest: molte delle partecipazioni italiane sono infatti canzoni che hanno vinto Sanremo, o comunque interpretate dai vincitori dell'edizione più recente dello stesso.

Dal 1956 al 1966, per regolamento, la canzone vincitrice di Sanremo ha rappresentato l'Italia all'Eurovision Song Contest (ciò è successo anche nel 1972, 1997, 2013, 2015 e dal 2017). Dal 1967 al 1969, e poi nel 1987, 1989 e 1993, l'interprete vincitore del Festival ha presentato una canzone inedita come partecipazione all'ESC. Nel 1988, 1990 e 1992 sono invece i cantanti secondi o terzi classificati del Festival, che hanno partecipato all'ESC con una canzone inedita.

Nella prima metà degli anni settanta le partecipazioni italiane sono state collegate non più al Festival di Sanremo, bensì a Canzonissima: chi vinceva questa manifestazione partecipava di diritto all'Eurovision Song Contest con una canzone inedita, sebbene questo requisito non fosse necessario per la partecipazione.

Per l'edizione 2011 la Rai ha delegato la scelta del concorrente per l'Italia al Festival di Sanremo, precisamente a una commissione composta tra gli altri da Gianni Morandi, Gianmarco Mazzi, il direttore di Rai 1 Mauro Mazza e il direttore di Rai 2 Massimo Liofredi. Il nome del concorrente, il vincitore dei Giovani Raphael Gualazzi, è stato annunciato nell'ultima serata del Festival di Sanremo 2011.[13][14][15] Per l'edizione 2012 la Rai ha fatto la stessa cosa del 2011 scegliendo Nina Zilli tra i Big. Per l'edizione 2013, il metodo è stato lo stesso, anche se il fatto che Marco Mengoni, oltre a concorrere per l'Italia, abbia anche vinto il Festival di Sanremo con il brano L'essenziale, lo ha reso il primo artista italiano arrivato all'Eurovision Song Contest da vincitore del Festival dai tempi sopra narrati dei Jalisse. Nel 2014 la Rai ha optato per la selezione interna, scegliendo Emma.

La vittoria o il piazzamento a una manifestazione canora nazionale non è un requisito necessario per gareggiare all'Eurovision Song Contest, in quanto il regolamento non pone particolari vincoli di selezione (ad esempio, anche nel 1991 la Rai fece una scelta interna con Peppino di Capri). Tuttavia dal 2015, il vincitore di Sanremo ha, per la prima volta dal ritorno in gara, il diritto (salvo rinuncia) di rappresentare l'Italia all'Eurovision. Ad esempio, nel 2016 sono stati gli Stadio a vincere il Festival, ma hanno rinunciato e la Rai ha scelto Francesca Michielin come rappresentante.

PartecipazioniModifica

  •      Primo posto

  •      Secondo posto

  •      Terzo posto

  •      Ultimo posto

Anno Artista Lingua Canzone Posizione
Finale Punti Semi Punti
1956 Franca Raimondi
Tonina Torrielli
Italiano Aprite le finestre
Amami se vuoi
--
--
Sconosciuti Niente semifinali
1957 Nunzio Gallo Italiano Corde della mia chitarra 7
1958 Domenico Modugno Italiano Nel blu dipinto di blu (Volare) 13
1959 Domenico Modugno Italiano Piove (ciao ciao bambina) 9
1960 Renato Rascel Italiano Romantica 5
1961 Betty Curtis Italiano Al di là 12
1962 Claudio Villa Italiano Addio addio 3
1963 Emilio Pericoli Italiano Uno per tutte 37
1964 Gigliola Cinquetti Italiano Non ho l'età (Per amarti) 49
1965 Bobby Solo Italiano Se piangi se ridi 15
1966 Domenico Modugno Italiano Dio come ti amo 17º 0
1967 Claudio Villa Italiano Non andare più lontano 11º 4
1968 Sergio Endrigo Italiano Marianne 10º 7
1969 Iva Zanicchi Italiano Due grosse lacrime bianche 13º 5
1970 Gianni Morandi Italiano Occhi di ragazza 5
1971 Massimo Ranieri Italiano L'amore è un attimo 91
1972 Nicola Di Bari Italiano I giorni dell'arcobaleno 92
1973 Massimo Ranieri Italiano Chi sarà con te 13º 74
1974 Gigliola Cinquetti Italiano 18
1975 Wess e Dori Ghezzi Italiano Era 115
1976 Al Bano e Romina Power Italiano, Inglese We’ll Live It All Again 69
1977 Mia Martini Italiano Libera 13º 33
1978 Ricchi e Poveri Italiano Questo amore 12º 53
1979 Matia Bazar Italiano Raggio di luna 15º 27
1980 Alan Sorrenti Italiano Non so che darei 87
Nessuna partecipazione dal 1981 al 1982
1983 Riccardo Fogli Italiano Per Lucia 11º 41
1984 Alice e Franco Battiato Italiano I treni di Tozeur 70
1985 Al Bano e Romina Power Italiano, Inglese Magic, Oh Magic 78
Nessuna partecipazione nel 1986
1987 Umberto Tozzi e Raf Italiano Gente di mare 103
1988 Luca Barbarossa Italiano Ti scrivo (Vivo) 12º 52
1989 Anna Oxa e Fausto Leali Italiano Avrei voluto 56
1990 Toto Cutugno Italiano Insieme: 1992 149
1991 Peppino di Capri Napoletano Comme è ddoce 'o mare 89
1992 Mia Martini Italiano Rapsodia 111
1993 Enrico Ruggeri Italiano Sole d'Europa 12º 45
Nessuna partecipazione dal 1994 al 1996
1997 Jalisse Italiano Fiumi di parole 114
Nessuna partecipazione dal 1998 al 2010
2011 Raphael Gualazzi Italiano, Inglese Follia d'amore (Madness Love) 189 Membro dei Big Five
2012 Nina Zilli Inglese, Italiano L'amore è femmina (Out of Love) 101
2013 Marco Mengoni Italiano L'essenziale 126
2014 Emma Italiano La mia città 21º 33
2015 Il Volo Italiano Grande amore 292
2016 Francesca Michielin Italiano, Inglese No Degree of Separation 16º 124
2017 Francesco Gabbani Italiano Occidentali's Karma 334
2018 Ermal Meta e Fabrizio Moro Italiano Non mi avete fatto niente 308
2019 Mahmood Italiano Soldi 472

Statistiche di votoModifica

Fino al 2019, le statistiche di voto dell'Italia sono:

Maggior numero di punti assegnati solo nelle finali
Rank Stato Punti
1   Francia 147
2   Regno Unito 130
3   Spagna 120
4   Irlanda 118
5   Germania 107
Maggior numero di punti ricevuti solo nella Finale
Rank Stato Punti
1   Spagna 232
2   Portogallo 218
3   Svizzera 195
4   Francia 184
5   Finlandia 174
Maggior numero di punti assegnati nelle semi e nelle finali
Rank Stato Punti
1   Francia 147
2   Regno Unito 130
3   Irlanda 128
4   Spagna 120
5   Svizzera 119

Altri premi ricevutiModifica

Marcel Bezençon AwardModifica

I Marcel Bezençon Awards sono stati assegnati per la prima volta durante l'Eurovision Song Contest 2002 a Tallinn, in Estonia, in onore delle migliori canzoni in competizione nella finale. Fondato da Christer Björkman (rappresentante della Svezia nell'Eurovision Song Contest 1992 e attuale capo della delegazione per la Svezia) e Richard Herrey (membro del gruppo Herreys e vincitore dalla Svezia nell'Eurovision Song Contest 1984), i premi prendono il nome del creatore del concorso, Marcel Bezençon.

I premi sono suddivisi in 3 categorie:

  • Press Award: per la canzone più votata da stampa e media accreditati durante l'evento.
  • Artistic Award: per il miglior artista, votato fino al 2009 dai vincitori delle precedenti edizioni; a partire dal 2010 viene votato dai commentatori.
  • Composer Award: per la miglior composizione musicale, votata da una giuria di compositori.
Anno Categoria Artista Canzone Compositore
2015 Press Award Il Volo Grande amore Francesco Boccia, Ciro Esposito
2017 Press Award Francesco Gabbani Occidentali's Karma Francesco Gabbani, Filippo Gabbani, Fabio Ilacqua, Luca Chiaravalli
2019 Composer Award Mahmood Soldi Charlie Charles, Dario "Dardust" Faini, Alessandro Mahmoud

OGAE Eurovision Song Contest PollModifica

L'OGAE Eurovision Song Contest Poll è la classifica fatta dai gruppi dell'OGAE, organizzazione internazionale che consiste in un network di oltre 40 fan club del Contest di vari Paesi europei e non. Come ogni anno, i membri dell'OGAE hanno l'opportunità di votare per la loro canzone preferita prima della gara e i risultati sono stati pubblicati sul sito web dell'organizzazione.

Anno Categoria Artista Canzone Compositore
2015 OGAE 2015 Il Volo Grande amore Francesco Boccia, Ciro Esposito
2017 OGAE 2017 Francesco Gabbani Occidentali's Karma Francesco Gabbani, Filippo Gabbani, Fabio Ilacqua, Luca Chiaravalli
2019 OGAE 2019 Mahmood Soldi Charlie Charles, Dario "Dardust" Faini, Alessandro Mahmoud

CommentatoriModifica

Anni Commentatori
1956-1959 Bianca Maria Piccinino
1960 Giorgio Porro
1961 Corrado Mantoni
1962-1973 Renato Tagliani
1974 Rosanna Vaudetti
1975-1977 Silvio Noto
1978-1979 Rosanna Vaudetti
1980 Michele Gammino
1983 Paolo Frajese
1984 Antonio De Robertis
1985, 1987 Rosanna Vaudetti
1988 Daniele Piombi
1989 Gabriella Carlucci
1990 Peppi Franzelin
1991
1992 Peppi Franzelin
1993, 1997 Ettore Andenna
2011 Seconda semifinale: Raffaella Carrà (Rai 5)
Finale: Bob Sinclar e Raffaella Carrà (Rai 2)
2012 Prima semifinale: Federica Gentile (Rai 5)
Finale: Filippo Solibello e Marco Ardemagni (Rai 2)
2013 Prima semifinale: Federica Gentile (Rai 5)
Finale: Filippo Solibello, Marco Ardemagni e Natascha Lusenti (Rai 2)
2014 Semifinali: Filippo Solibello e Marco Ardemagni (Rai 4)
Finale: Linus e Nicola Savino (Rai 2)
2015 Semifinali: Filippo Solibello e Marco Ardemagni (Rai 4 e Rai Radio 2)
Finale: Federico Russo e Valentina Correani (Rai 2), Filippo Solibello e Marco Ardemagni (Rai Radio 2)
2016 Semifinali: Filippo Solibello e Marco Ardemagni (Rai 4 e Rai Radio 2)
Finale: Federico Russo e Flavio Insinna (Rai 1), Filippo Solibello e Marco Ardemagni (Rai Radio 2)
2017 Semifinali: Andrea Delogu e Diego Passoni (Rai 4)
Finale: Federico Russo e Flavio Insinna (Rai 1), Andrea Delogu, Gianfranco Monti e Claudio De Tommasi (trasmissione speciale de I Sociopatici su Rai Radio 2)
2018 Semifinali: Carolina Di Domenico e Saverio Raimondo (Rai 4)
Finale: Federico Russo e Serena Rossi (Rai 1), Carolina Di Domenico e Ema Stokholma (Rai Radio 2)
2019 Semifinali: Federico Russo ed Ema Stokholma (Rai 4)
Finale: Federico Russo e Flavio Insinna (Rai 1), Ema Stokholma e Gino Castaldo (Rai Radio 2)

PortavoceModifica

Le persone che hanno dato i risultati delle votazioni italiane:

Città ospitantiModifica

Trasmissione in ItaliaModifica

Essendo l'Italia membro UER tramite la Rai, questa ha l'esclusiva di trasmissione.

  •      Gli anni evidenziati in celeste sono le edizioni ospitate e svoltesi in Italia, e quindi prodotte e co-organizzate dalla Rai

Anno Rete televisiva Rete radiofonica
1956 Programma Nazionale Nessuna trasmissione
1957
1958
1959
1960
1961
1962
1963
1964
1965 Programma Nazionale
1966 Secondo Programma
1967
1968
1969
1970
1971 Programma Nazionale Secondo Programma Radio
1972
1973 Nessuna trasmissione
1974 Secondo Programma
1975 Programma Nazionale
1976 Rete 1 Rai Radio 2
1977 Rai Radio 1
1978 Rete 2 Rai Radio 2
1979 Rete 1 Nessuna trasmissione
1980 Rete 2
1981 Nessuna trasmissione
1982
1983 Rete 1 Rai Radio 1
1984 Rai Due Rai Radio 1
1985 Rai Radio 1
1986 Nessuna trasmissione
1987 Rai Due Rai Radio 2
1988 Rai Tre
1989 Rai Uno
1990 Rai Due
1991 Rai Uno Rai Radio 2
1992 Rai Due Rai Radio 2
1993 Rai Uno
1994 Nessuna trasmissione
1995
1996
1997 Rai Uno Rai Radio 2
1998 Nessuna trasmissione
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011 Rai 5 (seconda semifinale)
Rai 2 (finale)
Nessuna trasmissione
2012 Rai 5 (prima semifinale)
Rai 2 (finale)
2013 Rai 5 (seconda semifinale)
Rai 2 (finale)
2014 Rai 4 (semifinali)
Rai 2 (finale)
2015 Rai Radio 2
2016 Rai 4 (semifinali)
Rai 1 (finale)
2017 Rai Radio 2 (finale)
2018
2019

Ascolti delle finaliModifica

Anno Data Telespettatori Share Note Rete
2011 14 maggio 2011 1 291 000 6,43% [23] Rai 2
2012 26 maggio 2012 1 410 000 7,51% [24]
2013 18 maggio 2013 1 878 000 9,17% [25]
2014 10 maggio 2014 1 747 000 8,77% [26]
2015 23 maggio 2015 3 292 000 16,36% [27]
2016 14 maggio 2016 3 300 000 16,94% [28] Rai 1
2017 13 maggio 2017 3 741 000 20,14% [29]
2018 12 maggio 2018 3 427 000 18,63% [30]
2019 18 maggio 2019 3 539 000 19,72% [31]

TelespettatoriModifica

 

ShareModifica

 

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Sietse Bakker, Italy applied for 2011 Eurovision Song Contest!, su eurovision.tv, 2 dicembre 2010. URL consultato il 16 febbraio 2011.
  2. ^ a b (EN) Italy plans Eurovision Song Contest comeback, su bbc.co.uk, 3 dicembre 2010. URL consultato il 16 febbraio 2011.
  3. ^ Paolo Calcagno, Italia, soltanto tu snobbi l'Eurofestival, in Corriere della Sera, 20 maggio 1996, p. 28 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2010).
  4. ^ a b Intervista a Ettore Andenna, su giochisenzafrontiere.net. URL consultato il 23 maggio 2019.
  5. ^ Eurosong Italia Archiviato il 12 febbraio 2015 in Internet Archive.
  6. ^ a b Striscialanotizia.it: 'Il Gazzettino' - Jalisse... fiumi di rabbia
  7. ^ Esce il libro di Gigi Vesigna: "Jalisse boicottati dalla Rai all'Eurofestival 1997″. Attacchi alle giurie di Sanremo
  8. ^ Eurofestival 2010: l'eco nei media italiani, su eurofestivalnews.com. URL consultato il 1º giugno 2010.
  9. ^ Eurovision Song Contest Oslo 2010 | News - EBU working for Eurovision full house in 2010
  10. ^ Svante Stockselius meets members of OGAE Serbia Archiviato il 12 febbraio 2010 in Internet Archive.
  11. ^ Indiscrezione confermata: era l'Eurofestival la rassegna di cui parlava il direttore di Rai Due, su eurofestivalnews.com. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  12. ^ Clamoroso: l'Italia ha completato l'iscrizione all'Eurofestival 2011! E Nathalie prepara la versione inglese del suo pezzo.., su eurofestivalnews.com. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  13. ^ a b (EN) Victor M. Escudero, and finally... Italy is back with Raphael Gualazzi!!, su eurovision.tv, 19 febbraio 2011. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  14. ^ a b Raphael Gualazzi parteciperà all'Eurosong 2011, su soundsblog.it, 19 febbraio 2011. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  15. ^ a b Daniele Pasquini, Eurovision Song Contest: Raphael Gualazzi, vincitore del Festival di Sanremo 2011 sezione Giovani, rappresenterà l'Italia, su davidemaggio.it, 19 febbraio 2011. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  16. ^ Eurovision 2014: Emma Marrone 21esima, peggior risultato nella storia d'Italia!, su melty.it, 11 maggio 2014. URL consultato l'11 maggio 2014.
  17. ^ Ascolti TV Eurovision in Italia, su eurofestivalnews.com. URL consultato il 2 ottobre 2015.
  18. ^ L'Eurovision "promosso": la finale andrà in onda su Rai Uno, su eurofestivalnews.com. URL consultato il 2 ottobre 2015.
  19. ^ Finale Eurovision 2016: 3.300.000 telespettatori su Rai1, su eurofestivalnews.com, 15 maggio 2016. URL consultato il 2 giugno 2016.
  20. ^ (EN) Victor M. Escudero, Francesco Gabbani flies the Italian flag in 2017!, su eurovision.tv, 12 febbraio 2017.
  21. ^ Eurovision 2017, confermato: "Occidentali's Karma" sarà tutta in italiano, su eurofestivalnews.com, 24 febbraio 2017. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  22. ^ Finale Eurovision 2019: 3.539.000 telespettatori e 19,72% di share su Rai 1, +3% vs 2018, su eurofestivalnews.com, 19 maggio 2019.
  23. ^ Ascolti TV | Sabato 14 maggio 2011. Cresce Italia's Got Talent che vince con il 23.5%, Me Lo Dicono Tutti al 18%. Solo il 6.4% per l’Eurovision, su davidemaggio.it. URL consultato il 15 maggio 2011.
  24. ^ Ascolti TV | Sabato 26 maggio 2012. Vince Affari Tuoi (20.9%). ESC 2012 al 7.5%. Bene Costanzo (2 mln / 12%) e Giro (12.5%), su davidemaggio.it. URL consultato il 27 maggio 2012.
  25. ^ Ascolti TV | Sabato 18 maggio 2013. Amici si mantiene sui 4,7 mln (22.8%). Rai1 crolla al 9.9%, l’ESC al 9.1%, su davidemaggio.it. URL consultato il 19 maggio 2013.
  26. ^ Ascolti TV | Sabato 10 maggio 2014. Amici vince con il 21.4%, Eurovision Song Contest si ferma all’8.8% battuto dalla replica di Sissi (10.8%) e dal film di Italia1, su davidemaggio.it. URL consultato l'11 maggio 2014.
  27. ^ Ascolti TV | Sabato 23 maggio 2015. Boom Eurovision (16.4%). Amici al 21.9%. Bene La Mafia Uccide Solo d’Estate (17.8%), su davidemaggio.it.
  28. ^ Ascolti TV | Sabato 14 maggio 2016. Amici vince con il 22.3%, Eurovision al 16.9%, su davidemaggio.it. URL consultato il 15 maggio 2016.
  29. ^ Ascolti TV | Sabato 13 maggio 2017. Vince l’Eurovision (20.1%), in calo Amici (19.8%), su davidemaggio.it. URL consultato il 14 maggio 2017.
  30. ^ Ascolti TV | Sabato 12 maggio 2018. Vince Amici (21.4%), Eurovision Song Contest 18.6%. Ulisse 8.9%, su davidemaggio.it. URL consultato il 13 maggio 2018.
  31. ^ Ascolti TV | Sabato 18 maggio 2019. Eurovision 19.7%, Amici cresce (24.3%). Caduta Libera (18.1%-22.2%) batte L’Eredità (16.2%-20.6%), su davidemaggio.it. URL consultato il 19 maggio 2019.
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