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Italo Foschi

politico e dirigente sportivo italiano

«Presi accordi con l'Amministratore Delegato On. Igliori e sentito il parere del Presidente Onorario Comm. Guglielmotti, ho concretato le norme esecutive per la Costituzione dell'Associazione Sportiva Roma [...]»

(Italo Celestino Foschi, primo presidente della Roma, 22 luglio 1927, Roma)
Italo Celestino Foschi

Italo Celestino Foschi (Corropoli, 7 marzo 1884Roma, 20 marzo 1949) è stato un politico e dirigente sportivo italiano.

BiografiaModifica

Figlio di Maria Addolorata e del maestro elementare Emanuele Celestino Foschi, Italo nacque a Corropoli in Abruzzo (1884). Suo fratello Vittorugo divenne ingegnere e professore universitario di meccanica applicata alla facoltà di ingegneria della Sapienza, mentre dal matrimonio della sorella Italia con Mauro Zingarelli nacque Italo Zingarelli, poi affermatosi come produttore cinematografico e regista.

Sportivo praticante (lotta greco-romana in particolare, ma anche scherma e calcio), approdò al fascismo dopo aver militato durante la prima guerra mondiale nelle file dell'interventismo e del nazionalismo, venendo ferito in un paio di occasioni,[1] affrontando numerosi duelli e subendo anche l'arresto prima dell'avvento del regime. Il calcio fu comunque la sua passione dominante e partecipò alla fondazione sia della Sambenedettese (1923, per fusione di altre tre squadre) sia della Società Sportiva Giuliese, la prima società calcistica di Giulianova (1924).

Scelto da Farinacci nel 1923 come federale dell'Urbe,[2] fu tra i finanziatori e direttori del settimanale dei GUF Roma fascista (fondato il 19 luglio 1924) e si distinse nella campagna antimassonica condotta da quel periodico. In quegli stessi anni, "fu coinvolto in numerose aggressioni contro gli avversari politici del fascismo, fungendo, tramite C. Rossi, da punto di riferimento di B. Mussolini per l'organizzazione di azioni squadriste nella capitale"[3]. A Roma si dedicò, oltre che alla penetrazione delle idee e pratiche fasciste nei quartieri popolari, in cui avevano scarso appoggio, anche alla riorganizzazione e allo sviluppo delle attività sportive, istituendo l'Ispettorato Sportivo della Federazione dell'Urbe. Continuò a occuparsi assiduamente del calcio contribuendo, come rappresentante del CONI, all'elaborazione della Carta di Viareggio insieme con il bolognese Paolo Graziani e il presidente degli arbitri Giovanni Mauro. Pubblicato il 2 agosto 1926, il documento ridisegnò l'intera organizzazione calcistica ristrutturando la FIGC e il campionato (riunione delle due leghe, Nord e Sud, in un'unica Divisione Nazionale), introducendo il professionismo, il calciomercato e il blocco degli stranieri (dando così origine al fenomeno degli oriundi).

La ristrutturazione voluta dalla Carta di Viareggio contribuì ulteriormente all'altro fenomeno, già avviato con l'avvento del fascismo, delle fusioni tra singole società cittadine per poter allestire squadre in grado di competere a livello nazionale (come avvenne a Napoli, Firenze, Bari, Taranto, Genova). A Roma, Foschi divenne presidente della Società Fascista Fortitudo Pro Roma e nella primavera del 1927 avviò con l'Alba Audace del deputato Ulisse Igliori e con il Roman Football Club dell'avvocato Vittorio Scialoja le trattative per la fusione di tre squadre capitoline: il 7 giugno a Roma, nella palazzina acquistata dalla Famiglia Foschi nel 1911, sita in Via Forlì 16[4][5] (adiacente a Viale Regina Elena), fu ratificato l'accordo che diede vita all'Associazione Sportiva Roma (il primo ordine del giorno con la divisione delle cariche societarie fu stilato il 22 luglio 1927, in via degli Uffici del Vicario 35), di cui venne nominato primo presidente lo stesso Italo Foschi.

Lasciata il 17 dicembre 1926 la carica di federale, nel 1928 dovette rinunciare anche alla presidenza della Roma perché nominato membro del direttorio federale alla Spezia. La carriera politica gli riservò poi incarichi di prefetto a Macerata, Pola (1931-1933, dove si scontrò con il vescovo di Trieste Luigi Fogar sulla questione linguistica),[6] Taranto (1934-1936), Treviso e Trento (1939-1943), ove incontrò, a Termeno sulla Strada del Vino nel febbraio del 1941, l'Obersturmbannführer delle SS Wilhelm Luig e Wolfram Sievers dell'Ahnenerbe, nel contesto delle Opzioni in Alto Adige e assistendo assieme a Luig e Sievers al tradizionale Egetmann, rappresentazione autorizzata per l'occasione.[7] Con la proclamazione della Repubblica Sociale Italiana, vi aderì, e dal 24 settembre al 21 novembre 1943 diventò prefetto della provincia di Belluno[8]. Venne quindi collocato a "disposizione del Ministero dell'Interno" e, nel 1944, definitivamente messo "a riposo".[9]

Dopo la Liberazione fu processato per la sua attiva adesione alla RSI, ma assolto. Morì qualche anno più tardi, colpito da infarto.

NoteModifica

  1. ^ Intervista di Massimo Izzi a Vittorio Zingarelli, nipote di Italo C. Foschi. Consultabile on line[collegamento interrotto].
  2. ^ Salvatore Lupo, Il fascismo. La politica in un regime totalitario, Roma, Donzelli, 2005, p. 167. Consultabile su books.google.it.
  3. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/italo-foschi_(Dizionario-Biografico)/]
  4. ^ Numero di catalogo MF.P. 74 per Il Messaggero e MF.P. 168 per Il Tevere, entrambi disponibili su microfilm nella sala emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
  5. ^ Sandro: "Il 22 luglio è nato un sogno". Izzi: "Sì, ma il 7 giugno la Roma", in Il Romanista, 2 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2007).
  6. ^ Guido Botteri, Luigi Fogàr, Pordenone, Studio Tesi, 1995, p. 52. Consultabile su books.google.it.
  7. ^ V. la rispettiva fotografia d'epoca (con didascalia) in Georg Grote, Hannes Obermair (a cura di), A Land on the Threshold. South Tyrolean Transformations, 1915-2015, Oxford-Bern-Berlin, Peter Lang, 2017, p. 252, ISBN 978-3-0343-2240-9.
  8. ^ http://www.archivi.beniculturali.it/dga/uploads/documents/Sussidi/Sussidi_2b.pdf
  9. ^ Intervista di Massimo Izzi a Vittorio Zingarelli, nipote di Italo Foschi. Consultabile on line[collegamento interrotto].

Collegamenti esterniModifica