Ivan Aleksandrovič Gončarov

scrittore russo

«Si può imparare a vivere? Evita qualsiasi frenesia; lascia che i tuoi giudizi smascherino la stupidità. Ridi, ma senza fretta...»

(Ivan Gončarov)

Ivan Aleksandrovič Gončarov (in russo: Ива́н Алекса́ндрович Гончаро́в? ascolta[?·info]; Simbirsk, 18 giugno 1812San Pietroburgo, 27 settembre 1891) è stato uno scrittore russo.

Ivan Aleksandrovič Gončarov

BiografiaModifica

Ivan Gončarov nacque il 6 giugno 1812 (corrispondente al 18 giugno del calendario gregoriano) a Simbirsk. Suo padre, Aleksandr Ivanovič (1754-1819) e sua madre, Avdot'ja Matvéevna (1785-1851) appartenevano alla classe mercantile. L'infanzia del futuro scrittore si svolse in una grande casa in pietra, situata nel cuore della città con un vasto cortile, giardino ed altri edifici annessi. Ricordando quel periodo Gončarov scrisse il saggio autobiografico A casa: "Cantine, le scorte erano piene di farina, grano e ogni tipo di cibo diverso per noi e i nostri servi. In breve, l'intera tenuta, il villaggio". L'arretrata Russia prima delle riforme, si ritrova in Una storia comune, Oblomov e Il burrone.

Gončarov rimase orfano di padre all'età di sette anni e della sua educazione si occupò il suo padrino Nicola Tregubov, un marinaio in pensione. Era un uomo di larghe vedute e critico verso certi fenomeni della società dell'epoca. Il buon marinaio così Gončarov chiamava con gratitudine il suo tutore. Lo scrittore ricorda: "La madre nostra aveva gratitudine in lui per la parte più difficile, cioè di prendersi cura della nostra educazione; lei si prese cura di tutta le faccende di casa sua, di economia. Con i suoi servi, cuochi, cocchieri si è fusa sotto la sua gestione, e abbiamo vissuto in un cortile comune. Tutto il materiale cadde sulla quota di mia madre, una eccellente, con esperienza, maestra severa. Le cure del nostro intelletto erano destinate alle cure del "marinaio"".

Da piccolo conobbe le opere di Gavriil Deržavin e di Michail Cheraskov e da adolescente affrontò il corso di lettere alla facoltà di Mosca. Proprio negli anni dell'influenza hegeliana scoprì, oltre alla letteratura francese, scrittori quali William Thackeray e Charles Dickens. Fu lui stesso funzionario ministeriale al Ministero delle Finanze e conservatore moderato, conducendo una vita tranquilla con l'unica avventura di aver guidato, per conto del governo, una missione commerciale in Giappone, che descrisse poi in un resoconto di viaggio, La fregata Pallada (1855-1857). Traduttore degli scrittori tedeschi Johann Wolfgang von Goethe e Friedrich Schiller, frequentò assiduamente il salotto mondano del pittore Nikolaj Apollonovič Majkov. In precedenza si era già segnalato per Una storia comune, romanzo sulla sconfitta di un giovane idealista e sognatore di provincia. Si trasferì in Germania per riprendere la scrittura della seconda parte dell'Oblomov. Morì a San Pietroburgo nel 1891.

OblómovModifica

La sua fama è principalmente legata ad Oblomov, romanzo del 1859; famoso è rimasto anche il film che ne trasse Nikita Michalkov nel 1979, storia di un proprietario terriero russo segnato da un'inerzia fisica e spirituale che lo condanna all'inazione e alla rinuncia verso ogni forma di lotta. Per questo personaggio, che interpreta un aspetto dello spirito russo esprimendo fatalismo, propensione alla contemplazione e delicata ma arrendevole bontà, è stato coniato il termine "oblomovismo"[1][2], che è passato nella cultura occidentale a indicare un temperamento incline alla passività e alla rassegnazione di fronte all'aggressività e all'inesplicabilità del reale (talvolta si incontra anche l'espressione "sindrome di Oblomov")[3].

Il fascino di Oblomov sta nella sua valenza simbolica più che nella sua dimensione realistica, e questo spiega la fortuna del libro, che pure, nonostante il miracoloso equilibrio della scrittura, non ebbe grande influenza diretta sui contemporanei russi. Questo importante lavoro letterario si può accostare a Aleksandr Sergeevič Puškin per la purezza e le perfezione della forma, mentre evidenzia legami con Nikolaj Gogol' per il realismo, per l'umorismo e per lo studio del particolare.

Prima di Oblomov troviamo Una storia comune, il suo esordio al romanzo nel 1847, in cui si narra del giovane Aleksandr, entusiasta e appassionato sognatore, che sceglie di abbandonare la dolce serafica campagna, e la madre, alla volta di San Pietroburgo, dove alloggerà presso il cinico materialista, ma molto amabile, zio Pjotr.

Ingiustamente criticata la sua ultima opera, ll burrone, descrive invece un ritorno alla vita di campagna da parte del protagonista Raisky, artista poliedrico così impegnato nella ricerca della bellezza tanto da non riuscire a scegliere, e portare a termine, la propria strada di vita. Attraverso le adorabili e opposte cuginette; la nonna, "governatrice" della tenuta; e una sequela di svariati e sfaccettati personaggi, Il burrone è l'opera più lunga, matura e nichilista di Gončarov.

Una storia comune, Oblomov e Il burrone possono essere considerati come una trilogia del rapporto città/campagna, con quest'ultima come filo conduttore immanente nei protagonisti: la fuga di Aleksandr, il sogno di Oblomov e il ritorno di Raisky.

NoteModifica

  1. ^ Nel romanzo è l'amico d'infanzia del protagonista, Stolz, a utilizzare per primo questo termine in una discussione con lo stesso Oblòmov. Questi, poi, ripensando alle parole dell'amico che cercava di smuoverlo dal suo torpore, si ripeterà più volte il termine.
  2. ^ L’Oblomovismo. L’eroe pigro Oblomov [collegamento interrotto], su lacasadelpigro.it.
  3. ^ (EN) Letter from Chicago: Oblomov's syndrome, ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 1º agosto 2015.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN71391722 · ISNI (EN0000 0001 2096 3742 · Europeana agent/base/63055 · LCCN (ENn79056733 · GND (DE118540734 · BNF (FRcb11905384r (data) · BNE (ESXX1162436 (data) · NLA (EN35132897 · BAV (EN495/163206 · CERL cnp00394909 · NDL (ENJA00441240 · WorldCat Identities (ENlccn-n79056733