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Ivan Klíma

Ivan Klíma (Praga, 14 settembre 1931) è uno scrittore ceco.

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BiografiaModifica

Nato nel 1931 come Ivan Kauders da genitori ebrei non-religiosi, vive la difficile esperienza dei bambini dell'Olocausto, da quando nel marzo 1939 Praga è annessa alla Germania nazista. Nel 1941 l'intera famiglia fu deportata nel campo di concentramento di Theresienstadt (Terezín), fino alla liberazione nel maggio 1945 ad opera delle truppe sovietiche. Di questo tragico periodo nella sua vita lascerà un ricordo dettagliato in un lungo memoriale pubblicato nel 1993 dalla rivista inglese Granta.[1]

Nel dopoguerra la famiglia modifica il proprio cognome da Kauders a Klíma. Ivan si unisce al partito comunista cecoslovacco, con una posizione però sempre più autonoma e critica. Nel 1967 fece parte del gruppo di intellettuali radicali (tra cui Ludvík Vaculík e Milan Kundera) che si distaccò dal governo sovietico propugnando una rivoluzione. In seguito al fallimento della cosiddetta primavera di Praga Klíma dovette lasciare Praga per vivere a Londra, per ritornarvi però nel 1989 dopo la rivoluzione di velluto e la caduta del regime comunista.

Tra le sue opere, incentrate sugli stati d'animo dei giovani, si ricordano I miei allegri mattini (1979), I miei primi amori (1985), Amore e spazzatura (1988) e Né santi né angeli (1999).

NoteModifica

  1. ^ Ivan Klíma, "A Childhood in Terezin", Granta 44 (1993), pp. 191–208.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Ivan Klíma, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 25-8-2013.
Controllo di autoritàVIAF (EN32047415 · ISNI (EN0000 0001 2095 8759 · LCCN (ENn85021140 · GND (DE11897954X · BNF (FRcb122170491 (data)