Ivan Olshanski

Ivan Olshanski, talvolta Olshansky (in bielorusso: Іван Гальшанскі?, traslitterato: Ivan Haĺšanski; in lituano Jonas Alšėniškis; in polacco Jan Holszański) (... – 1402 o dopo), è stato il primo membro di cui si ha notizia della famiglia degli Olshanski.

BiografiaModifica

Gli storici conoscono solo il nome di suo padre, Algimantas. Ivan fu in vita un fedele amico di Vitoldo il Grande, granduca di Lituania dal 1392 al 1430. I due erano inoltre cognati, in quanto avevano sposato entrambi le figlie di un certo Sudimantas di Eišiškės.[1] La figlia di Ivan, Uliana, divenne la seconda moglie di Vitoldo nel 1418.

Quando Vitoldo fuggì verso lo Stato monastico dei cavalieri teutonici nel 1382, Ivan lo seguì e Jogaila gli requisì i suoi possedimenti. Tuttavia, quando Vytautas e Jogaila si riconciliarono pochi anni dopo, Ivan donò al nuovo re di Polonia divenuto noto come Ladislao II Jagellone una cintura d'oro, ricevendo indietro le sue proprietà. Ivan seguì Vitoldo quando fuggì di nuovo dai teutonici nel 1390, nel corso della guerra civile lituana. Nel 1391 Ivan scortò Sofia, l'unica figlia di Vitoldo, a Mosca affinché questa sposasse Basilio I di Russia. Avendo a quel punto la Lituania ottenuto un potente, Ladislao II accettò di fare la pace e di lì a breve, nel 1392, fu firmato il trattato di Astrava. Ivan divenne il braccio destro di Vitoldo e, dopo la morte di Skirgaila, governò Kiev in qualità di vice reggente. L'influenza che Ivan esercitò nel Granducato di Lituania evince dalla sua firma riportata in molti trattati, tra cui l'accordo di Salynas del 1398 e l'unione di Vilnius e Radom del 1401.[2]

Ivan viene menzionato un'ultima volta nel 1402, dopodiché scompare dalle fonti: per tale ragione, gli storici presumono che la sua data di morte sia avvenuta in quel periodo. Si conoscono cinque figli di Ivan: Uliana, Alessandro, Andrea, Michele e Simone.

NoteModifica

  1. ^ (LT) Vytautas Spečiūnas, Lietuvos valdovai (XIII-XVIII a.): enciklopedinis žinynas, Vilnius, Moklso ir enciklopedijų leidybos institutas, 2004, ISBN 5-420-01535-8, p. 78.
  2. ^ (LT) Ignas Jonynas, "Alšėniškiai" in Lietuviškoji enciklopedija, I, Kaunas, Spaudos Fondas, 1933, pp. 347–359.