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Jürgen Klinsmann

allenatore di calcio ed ex calciatore tedesco
Jürgen Klinsmann
Trainer Klinsmann.JPG
Klinsmann nel 2008
Nazionalità bandiera Germania Ovest
Germania Germania (dal 1990)
Altezza 185[1] cm
Peso 75[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 2004 - giocatore
Carriera
Giovanili
1972-1974non conosciuta TB Gingen
1974-1978non conosciuta SC Geislingen
1978-1981Kickers Stoccarda
Squadre di club1
1981-1984Kickers Stoccarda41 (22)
1984-1989Stoccarda156 (79)
1989-1992Inter95 (34)
1992-1994Monaco65 (29)
1994-1995Tottenham41 (21)
1995-1997Bayern Monaco65 (31)
1997 Sampdoria8 (2)
1998 Tottenham15 (9)
2003-2004OC Blue Star8 (5)
Nazionale
1980-1981Germania Ovest Germania Ovest U-163 (0)
1984-1985Germania Ovest Germania Ovest U-218 (3)
1987-1988Germania Ovest Germania Ovest olimpica14 (8)
1987-1990Germania Ovest Germania Ovest28 (9)
1990-1998Germania Germania108 (47)
Carriera da allenatore
2004-2006Germania Germania
2008-2009Bayern Monaco
2011-2016Stati Uniti Stati Uniti
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Bronzo Seul 1988
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Argento Svezia 1992
Oro Inghilterra 1996
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Italia 1990
Bronzo Germania 2006
Transparent.png Confederations Cup
Bronzo Germania 2005
CONCACAF - Gold Cup.svg Gold Cup
Oro USA 2013
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'8 ottobre 2008

Jürgen Klinsmann (Göppingen, 30 luglio 1964) è un allenatore di calcio ed ex calciatore tedesco, di ruolo attaccante, consulente tecnico e sportivo del Toronto.

Fece parte della nazionale tedesca che vinse il campionato del mondo 1990 (come Germania Ovest) e il campionato d'Europa 1996. È inoltre giunto secondo nella graduatoria del Pallone d'oro nel 1995.

Nelle vesti di allenatore portò la sua Germania al terzo posto nel Mondiale casalingo del 2006.

BiografiaModifica

Dal 1995 è sposato con Debbie Chin, da cui ha avuto 2 figli: Jonathan e Laila Klinsmann.[2] Il primo dei 2 è anch'egli un calciatore, nato a Monaco di Baviera ma che ha scelto di rappresentare gli Stati Uniti (in passato allenati da Jürgen).[3]

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

1973-1981: esordiModifica

Jürgen Klinsmann è uno dei quattro figli del maestro panettiere Siegfried Klinsmann (deceduto nel 2005) e di sua moglie Martha.

All'età di otto anni debuttò giocando per il TB Gingen, una squadra di calcio amatoriale del comune Gingen an der Fils. Sei mesi dopo segnò 16 gol in un solo incontro per il suo nuovo club. A dieci anni si trasferì al SC Geislingen. Quando aveva quattordici anni suo padre comprò un panificio a Stoccarda, dove si trasferì con la famiglia. Klinsmann continuò a giocare per il SC Geislingen an der Steige, nonostante fosse stato visto in una selezione giovanile del Württemberg.

A sedici anni il giocatore firmò un contratto con il Stuttgarter Kickers, con il quale divenne un professionista due anni dopo. Tuttavia i suoi genitori decisero che prima avrebbe finito l'apprendistato da panettiere nell'impresa familiare, per il quale superò l'esame finale nel 1982.

1981-1989: Stuttgarter Kickers e StoccardaModifica
 
Klinsmann in azione allo Stoccarda nel 1989

Jürgen Klinsmann cominciò la sua carriera professionale nel 1982 con gli Stuttgarter Kickers, allora un club di seconda divisione.[4] Horst Buhtz, un precedente allenatore degli Stuttgarter Kickers, ricorda che Klinsmann beneficiò di un allenamento intensivo di sprint che ricevette da Horst Allman, a quell'epoca uno dei migliori allenatori di sprint in Germania. All'inizio della nuova stagione aveva migliorato il suo tempo nei 100 metri da 11,7 a 11,0 secondi.[5]

Nel 1984 si trasferì allo Stoccarda in Bundesliga. Nella prima stagione, Klinsmann riuscì a segnare 15 gol e si proclamò insieme a Karl Allgöwer (16 reti) miglior cannoniere e la squadra si piazzò al decimo posto. Nelle stagioni 1985-86 e 1986-87 segnò rispettivamente 16 gol e raggiunse la finale della Coppa di Germania, persa però contro il Bayern Monaco per 2-5. Klinsmann segnò l'ultimo gol della partita.

Nella stagione 1987-88 segnò altre 19 reti, tra cui una in rovesciata contro il Bayern Monaco, e fu capocannoniere del campionato.[6] Sempre in questo periodo il giocatore entrò nel mirino dell'Inter, dove giocavano i connazionali Matthäus e Brehme[7]; l'anno seguente disputò la finale di Coppa UEFA, persa dalla sua squadra contro il Napoli. Nel corso della gara di ritorno, conclusa 3-3, realizzò un gol.[8][9]

1989-1992: il triennio all'InterModifica

Nell'estate 1989 si trasferì quindi in nerazzurro, venendo pagato circa 3 miliardi[10], per sostituire l'argentino Ramón Díaz.[11] Dopo aver segnato due gol nei primi turni di Coppa Italia[12][13], trovò la prima rete in Serie A contro il Bologna.[14] Autore di 13 gol in campionato[15], vinse la Supercoppa italiana.[16] Nel torneo successivo marcò invece 14 reti[17], con i milanesi vincitori della Coppa UEFA.[18]

 
Il trio tedesco dell'Inter tra gli anni 1980 e 1990; da sinistra: Lothar Matthäus, Klinsmann e Andreas Brehme.

L'ultima stagione con la Beneamata si rivelò deludente per il tedesco, che andò a segno soltanto 7 volte in campionato.[19][20] I nerazzurri conclusero all'ottavo posto, mancando la qualificazione alle coppe europee.[21]

1992-1995: Monaco e TottenhamModifica

Dopo il triennio in Italia, si accordò inizialmente con il Real Madrid.[22] L'affare non andò tuttavia in porto[23], e il centravanti venne ceduto al Monaco.[24] La compagine monegasca terminò il campionato 1992-93 alle spalle del Marsiglia, ma uno scandalo riguardante gli stessi marsigliesi ne comportò la squalifica dalla Champions League: il Monaco fu quindi ripescato nella massima competizione europea, raggiungendo le semifinali dove perse con il Milan.[25]

Al termine della stagione seguente, il Monaco arrivò solamente al nono posto nella Ligue 1 e Klinsmann, che si era assentato due mesi dai campi di gioco per una lesione al legamento, fu impiegato spesso come unico attaccante. Cominciò quindi a esprimere critiche sul comportamento dei suoi compagni di squadra. Nel 1995 lasciò la squadra in anticipo, un anno prima dalla fine del contratto.[26]

Klinsmann si trasferì nella stagione 1994-95 al Tottenham, cosa che i tifosi e la stampa recepirono in modo critico. Fu pagato al Monaco due milioni di sterline.[27] Nel suo debutto contro lo Sheffield Wednesday segnò con un colpo di testa.[28] Rivalutato positivamente dalla stampa[29] e dai tifosi,[30] Klinsmann fu proclamato nel 1995 giocatore dell'anno della FWA (Football Writers' Association).[31] Il museo delle cere Madame Tussauds gli ha dedicato una statua.[32]

1995-1998: ultimi anniModifica
 
Klinsmann, in maglia doriana, esulta dopo il gol realizzato al Bologna il 30 novembre 1997.

Il suo periodo di successo continuò con il Bayern Monaco durante le stagioni 1995-96 e 1996-97: in entrambe fu il miglior marcatore della squadra, con la quale vinse la Coppa Uefa e migliorò il record di gol segnati durante la competizione portandolo a 15 gol in 12 partite.[33] Campione di Germania nel 1997, fece poi ritorno in Italia: la Sampdoria lo tesserò per rimpiazzare Roberto Mancini.[34][35] L'esperienza in blucerchiato fu di breve durata, poiché già a dicembre decise di rientrare agli Spurs.[36] I suoi gol salvarono il club dalla retrocessione, in particolare una quaterna messa a segno contro il Wimbledon, incontro vinto per 6-2 dai londinesi.[37] L'ultima partita della sua carriera fu nel 1998 contro il Southampton.[38]

Si ritirò dal calcio nel 1998[39], ma alcuni anni più tardi giocò nell'Orange County Blue Star - squadra californiana - con lo pseudonimo di Jay Goppingen.[40]

NazionaleModifica

Klinsmann ebbe una brillante carriera internazionale, debuttando per la Germania Ovest nel 1987 contro il Brasile (1-1), e partecipando a 108 partite. Segnò 47 reti per la sua Nazionale, occupando attualmente il quarto posto nella classifica dei migliori marcatori tedeschi di tutti i tempi.

 
Klinsmann con la nazionale tedesco-occidentale al vittorioso campionato del mondo 1990

Partecipò anche ai Giochi Olimpici nel 1988, ottenendo la medaglia di bronzo, nonché ai Campionati Europei del 1988, 1992 e 1996, arrivando fino alla finale nel 1992 e vincendo da capitano nel 1996. Klinsmann fu il primo giocatore che riuscì a segnare in tre differenti campionati europei della UEFA. Solo altri tre giocatori dopo di lui (Vladimír Šmicer, Thierry Henry e Nuno Gomes) riuscirono a eguagliare questo record, battuto poi da Cristiano Ronaldo nel 2016.[41]

Durante i Mondiali del 1990 segnò tre reti, che contribuirono al titolo vinto dalla Germania Ovest, e prese parte ad altri due Mondiali con la Germania: quello del 1994 (nel quale segnò cinque reti) e del 1998 (tre reti). Fu il primo giocatore in grado di segnare almeno tre reti in tre edizioni consecutive dei Mondiali, record eguagliato poi dal brasiliano Ronaldo. Con undici gol, è il terzo goleador per la Germania nelle fasi finali della Coppa del Mondo, dopo Miroslav Klose e Gerd Müller, che ne hanno segnate rispettivamente 16 e 14.[41]

Inizialmente non convocato per l'Europeo 1992 fu poi scelto per sostituire Völler, infortunatosi a un braccio: nel corso del torneo segnò una rete nella fase a gironi, approdando poi alla finale persa contro la Danimarca. Due anni dopo, nonostante la sconfitta contro la Bulgaria nei quarti di finale dei Mondiali 1994, questo torneo fu un successo per Klinsmann, che segnò ben cinque reti e fu nominato per la seconda volta miglior giocatore tedesco dell'anno.

AllenatoreModifica

Dopo essersi ritirato dal calcio giocato, Klinsmann cominciò la sua carriera dirigenziale. Fu nominato vicepresidente di una società di consulenza sportiva negli Stati Uniti e fu coinvolto nella Major League Soccer (MLS) come parte della squadra Los Angeles Galaxy.

Nazionale tedescaModifica

Il 26 luglio 2004 diventò allenatore della squadra nazionale tedesca, succedendo a Rudi Völler, suo vecchio compagno di squadra.[42] Klinsmann intraprese in seguito un progetto ambizioso e aggressivo per modernizzare la gestione della squadra. Portando con sé Oliver Bierhoff, altro ex attaccante tedesco, iniziò a occuparsi anche di pubbliche relazioni. Durante i preparativi per i Mondiali del 2006, Klinsmann fu criticato dai tifosi tedeschi e dai media per i risultati mediocri ottenuti, come la sconfitta 4-1 contro l'Italia.[43] Le critiche in particolare riguardavano la residenza di Klinsmann negli Stati Uniti. La sua tattica, in gran parte offensiva, irritò coloro che lamentavano l'ignoranza di Klinsmann sul calcio difensivo. Annunciò una formazione di giovani giocatori per il Mondiale del 2006, basando la sua scelta sulle singole prestazioni e non sulla reputazione.

 
Klinsmann allenatore della nazionale tedesca nel 2005

Durante la Coppa delle Confederazioni FIFA del 2005 Klinsmann alternò regolarmente la presenza in campo dei suoi portieri, indipendentemente dalle loro prestazioni, cosa che scatenò l'ira di Oliver Kahn, giocatore del Bayern Monaco. Il 7 aprile 2006, Klinsmann decise infine di relegare Kahn in panchina e designò Jens Lehmann dell'Arsenal primo portiere.

Nei Mondiali del 2006 le prestazioni della squadra di Klinsmann fecero tacere le critiche. Nella prima fase la squadra ottenne tre vittorie su tre, contro Costa Rica, Polonia ed Ecuador, portando la Germania al primo posto nel girone A. Negli ottavi di finale vinse contro la Svezia per 2-0 e nei quarti di finale sconfisse l'Argentina per 4-2 ai rigori.[44]

Nella semifinale del 4 luglio, la Germania affrontò l'Italia, perdendo per 2-0 a seguito delle reti di Grosso e Del Piero, segnate negli ultimi minuti dei tempi supplementari.[45] Al termine dell'incontro, Klinsmann elogiò la prova della sua squadra. Batterono quindi il Portogallo 3-1 nella finale per il terzo posto, incontro nel quale Kahn giocò in porta al posto di Lehmann.[46] Il giorno seguente, un'enorme parata si tenne a Berlino, durante la quale il pubblico rese onore a Klinsmann e alla sua squadra.

Successivamente, Franz Beckenbauer, che era stato all'inizio estremamente critico nei confronti di Klinsmann, dichiarò che desiderava avere ancora Klinsmann come allenatore. Anche da parte del pubblico ebbe grande appoggio per la sua tattica offensiva e per la sua abilità nel motivare i giocatori. Per il suo lavoro da allenatore, a Klinsmann fu conferito l'Ordine al merito di Germania, decorazione e unica onorificenza di carattere generale esistente in Germania e, pertanto, massima espressione di riconoscimento della Repubblica Federale Tedesca per meriti contratti per il bene comune, firmata dalla cancelliera Angela Merkel.

Nonostante le lodi e il riconoscimento ottenuto per la prestazione nei Mondiali, Klinsmann non rinnovò il contratto, informando la Federazione della sua decisione il giorno 11 luglio 2006. Joachim Löw, suo assistente, fu designato nuovo allenatore nella stessa conferenza stampa.[47][48] Klinsmann commentò: “Il mio più grande desiderio è di tornare dalla mia famiglia e di riprendere una vita normale con loro. Dopo due anni dedicati con tanta energia alla squadra, sento che mi mancano le forze per poter continuare allo stesso modo”.[49]

Bayern MonacoModifica

 
Klinsmann alla guida del Bayern Monaco nel 2009

Il 1º luglio 2008 prese il posto di allenatore del Bayern Monaco, succedendo a Ottmar Hitzfeld.[50] Per Klinsmann si trattava della prima posizione di allenatore di una squadra di club. Pensando di poter fare dei cambi nello stile di gioco e allenamento, decise di nominare diversi nuovi assistenti. Klinsmann contribuì al progetto di un nuovo centro per lo sviluppo delle prestazioni dei giocatori del Bayern. Sotto la sua guida il Bayern raggiunse i quarti di finale della Champions League, dove perse contro i campioni del Barcellona.

Nella Bundesliga 2008-2009 il Bayern era a tre punti dalla vetta con ancora cinque partite da giocare quando il 27 aprile 2009 Klinsmann fu esonerato,[51] per divergenze di opinioni con la dirigenza del club, nonostante avesse vinto cinque delle precedenti sette partite e si trovasse solamente a tre punti di distanza dal Wolfsburg, primo in classifica.[52] Sotto la sua gestione il Bayern ottenne 16 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte.[53]

Nazionale statunitenseModifica

 
Klinsmann selezionatore della nazionale statunitense nel 2014

Il 29 luglio 2011 assume l'incarico di commissario tecnico della nazionale statunitense.[54]

Vince la CONCACAF Gold Cup 2013 battendo il Panamá. Al Mondiale 2014 viene eliminato agli ottavi dal Belgio dopo i tempi supplementari. Arriva quarto nella CONCACAF Gold Cup 2015, sconfitto dalla Giamaica in semifinale e dai panamensi dopo i tiri di rigore nella finale per il terzo posto. Si piazza ancora quarto l'anno dopo alla Copa América Centenario, organizzata dagli USA, perdendo la semifinale contro l'Argentina e la finale per il terzo posto contro la Colombia.

Il 21 novembre 2016 viene esonerato a seguito di due sconfitte (contro Messico e Costa Rica) rimediate nelle prime due partite del quinto turno delle qualificazioni della zona CONCACAF al campionato del mondo 2018[55].

Dopo il ritiroModifica

Terminata l'esperienza da allenatore del Bayern Monaco, Klinsmann fu opinionista in studio, insieme ad altri giocatori quali Ruud Gullit, Steve McManaman e Alexi Lalas, così come il commentatore Martin Tyler per il reportage in lingua inglese del campionato mondiale di calcio 2010 per l'emittente ESPN.[56] Ha lavorato anche come co-commentatore per la rete televisiva tedesca RTL[57] per 9 delle partite trasmesse del Mondiale 2010.

Il 3 novembre 2010 fu nominato consulente del Toronto FC.[58][59]

Nel marzo 2019 viene scelto dall'UEFA tra gli ambasciatori per il campionato d'Europa 2020.[60]

StatisticheModifica

Cronologia presenze e reti in nazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Germania Ovest
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
12-12-1987 Brasilia Brasile   1 – 1   Germania Ovest Amichevole -
16-12-1987 Buenos Aires Argentina   1 – 0   Brasile Amichevole -
2-4-1988 Berlino Germania Ovest   1 – 0   Argentina Amichevole -   46’
27-4-1988 Kaiserslautern Germania Ovest   1 – 0   Svizzera Amichevole 1
4-6-1988 Brema Germania Ovest   1 – 1   Jugoslavia Amichevole -
10-6-1988 Düsseldorf Germania Ovest   1 – 1   Italia Euro 1988 - 1º turno -
14-6-1988 Gelsenkirchen Germania Ovest   2 – 0   Danimarca Euro 1988 - 1º turno 1
17-6-1988 Monaco di Baviera Germania Ovest   2 – 0   Spagna Euro 1988 - 1º turno -   88’
21-6-1988 Amburgo Germania Ovest   1 – 2   Paesi Bassi Euro 1988 - Semifinali -
19-10-1988 Monaco di Baviera Germania Ovest   0 – 0   Paesi Bassi Qual. Mondiali 1990 -   68’
26-4-1989 Rotterdam Paesi Bassi   1 – 1   Germania Ovest Qual. Mondiali 1990 -
31-5-1989 Cardiff Galles   0 – 0   Germania Ovest Qual. Mondiali 1990 -   78’
4-10-1989 Dortmund Germania Ovest   6 – 1   Finlandia Qual. Mondiali 1990 1
15-11-1989 Colonia Germania Ovest   2 – 1   Galles Qual. Mondiali 1990 -
28-2-1990 Montpellier Francia   2 – 1   Germania Ovest Amichevole -
25-4-1990 Stoccarda Germania Ovest   3 – 3   Uruguay Amichevole 1
26-5-1990 Düsseldorf Germania Ovest   1 – 0   Cecoslovacchia Amichevole -   76’
30-5-1990 Gelsenkirchen Germania Ovest   1 – 0   Danimarca Amichevole -   67’
10-6-1990 Milano Germania Ovest   4 – 1   Jugoslavia Mondiali 1990 - 1º turno 1
15-6-1990 Milano Germania Ovest   5 – 1   Emirati Arabi Uniti Mondiali 1990 - 1º turno 1   72’
19-6-1990 Milano Germania Ovest   1 – 1   Colombia Mondiali 1990 - 1º turno -
24-6-1990 Milano Germania Ovest   2 – 1   Paesi Bassi Mondiali 1990 - Ottavi di finale 1   79’
1-7-1990 Milano Germania Ovest   1 – 0   Cecoslovacchia Mondiali 1990 - Quarti di finale -
4-7-1990 Torino Germania Ovest   1 – 1 dts
(4 - 3 dcr)
  Inghilterra Mondiali 1990 - Semifinali -
8-7-1990 Roma Germania Ovest   1 – 0   Argentina Mondiali 1990 - Finale - 3º titolo
29-8-1990 Lisbona Portogallo   1 – 1   Germania Ovest Amichevole -   46’
10-10-1990 Stoccolma Svezia   1 – 3   Germania Ovest Amichevole 1
31-10-1990 Lussemburgo Lussemburgo   2 – 3   Germania Ovest Qual. Euro 1992 1
Totale Presenze 28 Reti 9
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Germania
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
19-12-1990 Stoccarda Germania   4 – 0   Svizzera Amichevole -
27-3-1991 Francoforte sul Meno Germania   2 – 1   Unione Sovietica Amichevole -
1-5-1991 Hannover Germania   1 – 0   Belgio Qual. Euro 1992 -   77’
5-6-1991 Cardiff Galles   1 – 0   Germania Qual. Euro 1992 -
11-9-1991 Londra Inghilterra   0 – 1   Germania Amichevole -   81’
25-3-1992 Torino Italia   1 – 0   Germania Amichevole -   46’
22-4-1992 Praga Cecoslovacchia   1 – 1   Germania Amichevole -
30-5-1992 Gelsenkirchen Germania   1 – 0   Turchia Amichevole -
12-6-1992 Norrköping CSI   1 – 1   Germania Euro 1992 - 1º turno -   64’
15-6-1992 Norrköping Scozia   0 – 2   Germania Euro 1992 - 1º turno -
18-6-1992 Göteborg Paesi Bassi   3 – 1   Germania Euro 1992 - 1º turno 1
21-6-1992 Stoccolma Svezia   2 – 3   Germania Euro 1992 - Semifinali -
26-6-1992 Göteborg Danimarca   2 – 0   Germania Euro 1992 - Finale -
9-9-1992 Copenaghen Danimarca   1 – 2   Germania Amichevole -   88’
14-10-1992 Dresda Germania   1 – 1   Messico Amichevole -   46’
18-11-1992 Norimberga Germania   0 – 0   Austria Amichevole -
16-12-1992 Porto Alegre Brasile   3 – 1   Germania Amichevole -
20-12-1992 Montevideo Uruguay   1 – 4   Germania Amichevole 1   77’
24-3-1993 Glasgow Scozia   0 – 1   Germania Amichevole -
14-4-1993 Bochum Germania   6 – 1   Ghana Amichevole 2
10-6-1993 Washington Germania   3 – 3   Brasile USA Cup 2
13-6-1993 Chicago Stati Uniti   3 – 4   Germania USA Cup 1   70’
19-6-1993 Detroit Germania   2 – 1   Inghilterra USA Cup 1
13-10-1993 Karlsruhe Germania   5 – 0   Uruguay Amichevole -
17-11-1993 Colonia Germania   2 – 1   Brasile Amichevole -   84’
15-12-1993 Miami Germania   1 – 2   Argentina Amichevole -   70’
18-12-1993 Palo Alto Stati Uniti   0 – 3   Germania Amichevole -   63’
22-12-1993 Città del Messico Messico   0 – 0   Germania Amichevole -   71’
23-3-1994 Stoccarda Germania   2 – 1   Italia Amichevole 2
29-5-1994 Hannover Germania   0 – 2   Irlanda Amichevole -
2-6-1994 Vienna Austria   1 – 5   Germania Amichevole 1   62’
8-6-1994 Toronto Canada   0 – 2   Germania Amichevole -   46’
17-6-1994 Chicago Germania   1 – 0   Bolivia Mondiali 1994 - 1º turno 1
21-6-1994 Chicago Germania   1 – 1   Spagna Mondiali 1994 - 1º turno 1
27-6-1994 Dallas Germania   3 – 2   Corea del Sud Mondiali 1994 - 1º turno 2
2-7-1994 Chicago Germania   3 – 2   Belgio Mondiali 1994 - Ottavi di finale 1   86’
10-7-1994 New York Bulgaria   2 – 1   Germania Mondiali 1994 - Quarti di finale -
7-9-1994 Mosca Russia   0 – 1   Germania Amichevole -
12-10-1994 Budapest Ungheria   0 – 0   Germania Amichevole -
16-11-1994 Tirana Albania   1 – 2   Germania Qual. Euro 1996 1 cap.
14-12-1994 Chișinău Moldavia   0 – 3   Germania Qual. Euro 1996 1
18-12-1994 Kaiserslautern Germania   2 – 1   Albania Qual. Euro 1996 1 cap.
22-2-1995 Jerez de la Frontera Spagna   0 – 0   Germania Amichevole - cap.
29-3-1995 Tbilisi Georgia   0 – 2   Germania Qual. Euro 1996 2 cap.
26-4-1995 Düsseldorf Germania   1 – 1   Galles Qual. Euro 1996 - cap.
7-6-1995 Sofia Bulgaria   3 – 2   Germania Qual. Euro 1996 1 cap.
6-9-1995 Norimberga Germania   4 – 1   Georgia Qual. Euro 1996 - cap.
8-10-1995 Leverkusen Germania   6 – 1   Moldavia Qual. Euro 1996 - cap.
11-10-1995 Cardiff Galles   1 – 2   Germania Qual. Euro 1996 1 cap.
15-11-1995 Berlino Germania   3 – 1   Bulgaria Qual. Euro 1996 2 cap.
15-12-1995 Johannesburg Sudafrica   0 – 0   Germania Amichevole - cap.
21-2-1996 Porto Portogallo   1 – 2   Germania Amichevole - cap.
27-3-1996 Monaco di Baviera Germania   2 – 0   Danimarca Amichevole - cap.
24-4-1996 Rotterdam Paesi Bassi   0 – 1   Germania Amichevole 1 cap.
29-5-1996 Belfast Irlanda del Nord   1 – 1   Germania Amichevole - cap.   46’
1-6-1996 Stoccarda Germania   0 – 1   Francia Amichevole - cap.
4-6-1996 Mannheim Germania   9 – 1   Liechtenstein Amichevole 1   76’
16-6-1996 Manchester Russia   0 – 3   Germania Euro 1996 - 1º turno 2 cap.
19-6-1996 Manchester Italia   0 – 0   Germania Euro 1996 - 1º turno - cap.
23-6-1996 Manchester Germania   2 – 1   Croazia Euro 1996 - Quarti di finale 1 cap.   40’
30-6-1996 Londra Rep. Ceca   1 – 2 gg   Germania Euro 1996 - Finale - cap. 3º titolo
4-9-1996 Zabrze Polonia   0 – 2   Germania Amichevole 1 cap.
9-10-1996 Erevan Armenia   1 – 5   Germania Qual. Mondiali 1998 1 cap.
9-11-1996 Norimberga Germania   1 – 1   Irlanda del Nord Qual. Mondiali 1998 - cap.
14-12-1996 Lisbona Portogallo   0 – 0   Germania Qual. Mondiali 1998 - cap.
26-2-1997 Tel Aviv Israele   0 – 1   Germania Amichevole - cap.
2-4-1997 Granada Albania   2 – 3   Germania Qual. Mondiali 1998 - cap.
30-4-1997 Brema Germania   2 – 0   Ucraina Qual. Mondiali 1998 - cap.
7-6-1997 Kiev Ucraina   0 – 0   Germania Qual. Mondiali 1998 - cap.
20-8-1997 Belfast Irlanda del Nord   1 – 3   Germania Qual. Mondiali 1998 - cap.
6-9-1997 Berlino Germania   1 – 1   Portogallo Qual. Mondiali 1998 - cap.
10-9-1997 Dortmund Germania   4 – 0   Armenia Qual. Mondiali 1998 2 cap.
25-3-1998 Stoccarda Germania   1 – 2   Brasile Amichevole - cap.   46’
30-5-1998 Francoforte sul Meno Germania   3 – 1   Colombia Amichevole -   71’
5-6-1998 Mannheim Germania   7 – 0   Lussemburgo Amichevole 1 cap.
15-6-1998 Parigi Germania   2 – 0   Stati Uniti Mondiali 1998 - 1º turno 1 cap.
21-6-1998 Lens Germania   2 – 2   Jugoslavia Mondiali 1998 - 1º turno - cap.
25-6-1998 Montpellier Germania   2 – 0   Iran Mondiali 1998 - 1º turno 1 cap.
29-6-1998 Montpellier Germania   2 – 1   Messico Mondiali 1998 - Ottavi di finale 1 cap.
4-7-1998 Lione Germania   0 – 3   Croazia Mondiali 1998 - Quarti di finale - cap.
Totale Presenze 80 Reti 38

PalmarèsModifica

AllenatoreModifica

Stati Uniti: 2013

OnorificenzeModifica

NoteModifica

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  58. ^ Toronto FC Finalizes Klinsmann Deal, su torontofc.ca, 3 novembre 2010. URL consultato il 9 novembre 2010.
  59. ^ Toronto FC hires legend Klinsmann as advisor, su sports.nationalpost.com, 3 novembre 2010. URL consultato il 6 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 7 novembre 2010).
  60. ^ Gli ambasciatori di UEFA EURO 2020, su it.uefa.com, 20 marzo 2019.

BibliografiaModifica

  • Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, vol. 6 (1989-1990), Milano, La Gazzetta dello Sport, 11 giugno 2012.

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