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Jōsei Toda

educatore, editore e attivista giapponese
Jōsei Toda

Jōsei Toda (戸田 城聖 Toda Jōsei?), nato Jin'ichi Toda[1] (戸田 甚一 Toda Jin'ichi?) (Kaga, 11 febbraio 1900Tokyo, 2 aprile 1958) è stato un educatore, editore e attivista giapponese, principalmente ricordato per essere stato il secondo presidente della Soka Gakkai.

Indice

Primi anniModifica

Nato a Kaga, passa l'infanzia a Atsuta, in quella che oggi è la sottoprefettura di Ishikari, dove la sua famiglia si trasferisce quanto raggiunge l'età di due anni.[1] Fin da piccolo si dimostra un vorace lettore, imparando in tenera età a leggere dal cinese classico grazie a suo fratello maggiore Sotokichi, che scomparirà prematuramente nel 1908.[1] Qui ad Atsuta studia e nel marzo 1914 conclude la sua carriera scolastica con il massimo dei voti. Per una breve parentesi, la condizione economica della famiglia lo porta a concentrarsi completamente sul lavoro in un centro commerciale a Sapporo, Hokkaidō, e solo nel 1917, in visita alla tomba di Sotokichi decide di far sua l'aspirazione del defunto fratello e diventare un insegnante, ragion per cui riprenderà a studiare fino ad ottenere una licenza per esercitare la professione ed abbandonare il suo vecchio lavoro. Per evidenziare l'inizio di questa nuova fase della sua vita, cambia il nome in Jōgai.[1]

L'incontro con MakiguchiModifica

Ma è agli inizi del 1920 che avviene, durante una visita a Tokyo, l'incontro con Tsunesaburō Makiguchi[2], anche lui insegnante e all'epoca preside di una scuola elementare, che si rivelerà il più importante nella vita di Toda. Introdotti tramite un conoscente in comune, durante questo primo incontro discutono a lungo sulla pedagogia. Sarà proprio Makiguchi ad aiutare Toda, di lì a poco, a trasferirsi da Yūbari, dove all'epoca insegnava, a Tokyo nella sua stessa scuola.[2] Il sodalizio tra i due, durerà nei 23 anni a seguire. Nel 1923, Toda decide di interrompere la sua carriera di maestro elementare, per aprire una scuola privata, la Jishu Gakkan[2], ma questo tuttavia non sarà un bel periodo perché nel giro di pochi anni scompariranno prima sua figlia, Yasuyo, e poi sua moglie, Tsuta Urata, sposata nel 1922, entrambe per tubercolosi, che lui stesso contrae.[2] Nel 1928, anno in cui entra alla facoltà di economia, Makiguchi scopre numerose affinità tra la sua concezione filosofica e il buddhismo di Nichiren Daishonin, abbracciandone la fede che, in poco tempo, anche Toda inizierà a praticare. Nel 1930 sarà proprio Toda a definire il pensiero pedagogico preso forma e sviluppato nel corso degli anni dal suo mentore, Makiguchi, Teoria della creazione di valore (Soka).[2]

La Soka Kyoiku Gakkai e la prigioniaModifica

Così i due nel 1930 fondarono la Soka Kyoiku Gakkai (società educativa per la creazione di valore)[2], antesignana dell'attuale Soka Gakkai, di cui Makiguchi divenne il presidente. All’inizio, le attività della Soka Kyoiku Gakkai erano essenzialmente riunioni informali di educatori che erano interessati e rispondenti alle idee educative di Makiguchi. Mentre il gruppo professava la fede nel buddhismo di Nichiren come base per le proprie teorie educative, essa era fondata sui concetti ideologici chiave della ricerca, condotta da Makiguchi per tutta la vita, intitolata la “Filosofia del Valore” (Kachi Ron). Quindi, pur essendo nata come un piccolo gruppo di educatori, la Soka Kyoiku Gakkai si sviluppò gradualmente fino a diventare un gruppo numeroso e connotato dal punto di vista religioso. Alla fine, l’integrazione delle due si trasformò in un movimento di riforma focalizzato sulla diffusione della “Filosofia del Valore” nella società giapponese come principio guida per la vita quotidiana. Toda, intanto, in questi anni guarisce definitivamente dalla tubercolosi dopo una lotta durata circa 10 anni e sposa, nel 1935, Ikuko Matsuo dalla quale avrà una figlia, Takahisa, l'anno successivo.[2] Nell'agosto 1940 fonda la Nihon Shote, un'impresa i cui uffici saranno adibiti a quartier generale della Soka Kyoiku Gakkai, della quale era diventato direttore generale.[2] Durante la seconda guerra mondiale si arrivarono a contare fino a tremila membri[2], ma i problemi inizieranno ad arrivare nel 1943 quando è la Nichiren Shōshū stessa ad intimare Makiguchi e Toda ad accettare un talismano shintoista imposto dal governo militarista dell'epoca.[2] Non si fecero infatti attendere le reazioni al loro rifiuto e la settimana successiva entrambi vennero arrestati insieme ad altri ventuno dirigenti della Soka Kyoiku Gakkai con l'accusa di aver violato una legge di preservazione della pace, oltre che per mancanza di rispetto nei confronti dell'imperatore.[2]

In prigione si dedicherà ancora più intensamente allo studio e alla lettura del sutra del loto, il testo base del buddhismo Nichiren, arrivando a consapevolizzare che l'entita del budda, o buddità, non è altro che la vita stessa e a risvegliarsi alla sua missione di propagare questo tipo di buddismo a beneficio dell'intera umanità.[2] Nel gennaio 1945, gli arriverà infine notizia della morte di Makiguchi in cella avvenuta un paio di mesi prima, evento che lo segnerà molto. Nel luglio dello stesso anno verrà finalmente rilasciato e sarà in quest'occasione che cambierà definitivamente nome, da Jōgai (che letteralmente significa "al di fuori del castello") a Jōsei (ovvero "castello sacro").[2]

La liberazioneModifica

Dopo la seconda guerra mondiale e la caduta dell'impero giapponese, Toda venne liberato e, rimasto ormai solo, riformò la Soka Kyoiku Gakkai, rinominandola in Soka Gakkai, in italiano "società per la creazione di valore". Egli infatti, era convinto che il cambiamento dell'umanità dovesse partire dal singolo individuo, tramite la pratica buddista e azioni che, nelle proprie possibilità, creassero valore nella società. Tali convinzioni, descritte minuziosamente nel suo libro "La Rivoluzione umana", trovarono consenso nel Giappone post bellico dilaniato dal conflitto, tant'è vero che nel 1958, alla sua morte, l'organizzazione aveva quasi raggiunto il milione di membri.

Pacifista e antinuclearistaModifica

Convinto pacifista, Toda, in un discorso del 1957, descrisse le armi nucleari come «male assoluto che minaccia l’inalienabile diritto a vivere delle persone», esortando i giovani a battersi per la loro abolizione, che ancora oggi è uno dei principali obiettivi dell'associazione.

L'Istituto Toda per la pace globale e la ricerca politicaModifica

Il successore, Daisaku Ikeda, fonderà nel 1996 l’Istituto Toda per la pace globale e la ricerca politica[3], finalizzato alla creazione di pace nel mondo tramite il dialogo tra le persone.

NoteModifica

  1. ^ a b c d L'infanzia, su joseitoda.org. URL consultato il 2 ottobre 2014.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m Prima maturità, su joseitoda.org. URL consultato il 2 ottobre 2014.
  3. ^ Toda Institute for Global Peace and Policy Research

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