Jacopo III Appiano

Jacopo III
Signore di Piombino
Stemma
In carica 1458 -
1474
Predecessore Emanuele
Successore Jacopo IV
Nome completo Jacopo di Emanuele Appiano
Nascita Piombino, 1439
Morte Piombino, 10 marzo 1474[1]
Dinastia Appiano
Padre Emanuele Appiano
Madre Colia de' Giudici (figlia naturale di Sua Maestà Re Alfonso V d'Aragona e di Ippolita e sorellastra di Sua Maestà Re Ferrante I d'Aragona (Ferdinando I) Re di Napoli dal 1458 al 1494)
Consorte Battistina Fregoso
Figli Emanuele
Jacopo IV
Belisario
Gherardo
Semiramide
Belisario
Religione Cattolicesimo

Jacopo III Appiano (Piombino, 1439Piombino, 10 marzo 1474[1]) fu il sesto Signore di Piombino, Scarlino, Populonia, Suvereto, Buriano, Badia al Fango e delle isole d'Elba, Montecristo e Pianosa; anche conte palatino.

BiografiaModifica

 
Stemma di Jacopo III col cimiero del drago presso il castello di Piombino

Figlio di Emanuele Appiano e di Colia de' Giudici,[2][3] prese possesso dei domini paterni alla morte del genitore, nel 1458:[4] mecenate, per quanto le scarse rendite permettevano, assunse Andrea Guardi, architetto e scultore fiorentino, che tra il 1465 e il 1470 eseguì molti lavori che mutarono l'assetto di Piombino: venne costruita la Cittadella, con al suo interno il Palazzo Residenziale Villanova in sostituzione del vecchio Palazzo Appiani, la cappella, la cisterna (pozzo a pianta quadrangolare in marmo), oltre al chiostro e fonte battesimale in Sant'Antimo.

Jacopo III presentò sin da giovane una salute cagionevole, ammalandosi già nel settembre 1463 di febbre quartana, sintomo della malaria, malattia endemica della Maremma. Cercò pertanto di curarsi presso i bagni termali della Toscana meridionale, tra cui quelli di Petriolo,[5] molto frequentati nel Rinascimento.[6] Le sue condizioni destavano molte preoccupazioni alla Repubblica di Siena, che spesso inviava i suoi migliori medici, uno fra tutti Bartolo di Tura Bandini, il prediletto dal Magnifico Signore.[7]

Nell'inverno del 1473 Jacopo crollò definitivamente: la malaria colpì lui e la sua famiglia, portando alla morte la moglie Battistina, che spirò il 18 dicembre.[8] Nonostante la guarigione del gennaio 1474, ebbe una ricaduta con gravi problemi renali che segnarono la sua fine. Jacopo III, dopo aver richiamato il fratellastro Jacopo Vittorio, vescovo di Gravina, e nominato suo erede il figlio Jacopo Filippo, si spense all'età di circa 35 anni il 10 marzo.[1]

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Vanni Appiano Benvenuto Appiano  
 
 
Jacopo I Appiano  
 
 
 
Emanuele Appiano  
Emanuele Pannocchieschi  
 
 
Polissena Pannocchieschi  
Adelasia della Gherardesca Gherardo VII della Gherardesca  
 
Adelasia Grimaldi  
Jacopo III Appiano  
Ferdinando I di Aragona Giovanni I di Castiglia  
 
Eleonora d'Aragona  
Alfonso V d'Aragona[9]  
Eleonora d'Alburquerque Sancho d'Alburquerque  
 
Beatrice del Portogallo  
Colia de' Giudici  
 
 
 
Ippolita de' Giudici  
 
 
 
 

Matrimonio e discendenzaModifica

Il padre, per avere un altro alleato oltre al Re di Napoli, lo fece sposare a Genova nel 1454 con Battistina Fregoso (14321481),[10] sorella di Pietro Fregoso, allora doge della Repubblica di Genova, nonché figlia del doge Battista Fregoso.

NoteModifica

  1. ^ a b c Meli, p. 64. Secondo Cappelletti, p. 114 sarebbe deceduto il 22 marzo.
  2. ^ Cappelletti, p. 92.
  3. ^ Meli, p. 14.
  4. ^ Meli, p. 17 e non come è erroneamente riportato in Cappelletti, p. 99.
  5. ^ Meli, p.60.
  6. ^ Boisseuil, pp. 185-191.
  7. ^ Meli, pp. 60-64.
  8. ^ Meli, p. 63.
  9. ^ Padre naturale di Colia de' Giudici
  10. ^ Pesce, pp. 138-139.
  11. ^ Litta, tav. III.

BibliografiaModifica

  • (FR) Didier Boisseuil, Le thermalisme en Toscane à la fin du Moyen Âge: les bains siennois de la fin du XIII siecle au début du XVI siècle, Roma, École française de Rome, 2002.
  • Licurgo Cappelletti, Storia della città e stato di Piombino: dalle origini fino all'anno 1814, Livorno, Giusti, 1897.
  • Mauro Carrara, Signori e principi di Piombino, Pontedera, Bandecchi & Vivaldi, 1996.
  • Pompeo Litta Biumi, Appiani di Pisa, in Famiglie celebri italiane, Milano, Ferrario, 1832.
  • Patrizia Meli e Sergio Tognetti, Il principe e il mercante nella Toscana del Quattrocento, Firenze, Leo S. Olschki, 2006, ISBN 88-222-5590-9.
  • Ambrogio Pesce, Le trattative per il matrimonio di Battistina Fregoso con Iacopo III Appiani (1454), in Archivio Storico Italiano, LXXI, n. 1, 1913, pp. 132-141.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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