Apri il menu principale

James Brooke

avventuriero e politico britannico
James Brooke
Sir James Brooke (1847) by Francis Grant.jpg
Rajah di Sarawak
Stemma
In carica 18 agosto 1842 - 11 giugno 1868
Incoronazione 18 agosto 1842
Predecessore Pengiran Indera Mahkota come "Governatore"
Successore Charles Brooke di Sarawak
Altri titoli Sir, Cavaliere, Lord (onorifico, dal 1847)
Nascita Secrore, Raj Britannico, 29 aprile 1803
Morte Burrator, Regno Unito, 11 giugno 1868
Casa reale Rajah Bianchi di Sarawak
Consorte Pengiran Ana Fatima Brooke
Figli Reuben George Brooke (illegittimo), una figlia

Sir James Brooke (Secrore, 29 aprile 1803Burrator, 11 giugno 1868) è stato un avventuriero e politico britannico, Rajah di Sarawak dal 1842 fino alla morte.

BiografiaModifica

Figlio di un giudice britannico, nacque a Secrore, sobborgo di Benares, in India. Nonostante avesse antenati nobili (suo nonno materno era nono Lord Blantyr di Scozia), era privo di mezzi economici e dovette lavorare per la madrepatria; sviluppò fin da giovane uno spirito di intraprendenza e di avventura, agendo spesso senza curarsi dei rischi. Dopo essersi dimesso dalla Compagnia delle Indie, si stabilì nel Borneo, dove iniziò a praticare il commercio non più come emissario governativo ma in via privata, accumulando grandi ricchezze. Investì inoltre gran parte dei propri averi (un’eredità inaspettata di 30.000 sterline) in una nave bastimento da 142 tonnellate, la "Royalist". Condusse diverse esplorazioni con i propri seguaci, sulle orme degli antichi avventurieri.[1][2][3]

Giunto a Kuching nell'agosto del 1838, offrì il suo aiuto al sultano del Brunei Omar Ali Saifuddin II, rappresentato in Malesia dal cugino e Rajah Pangeran Indera Mahkota, feroce governatore che schiavizzava i popoli di Sarawak, per sedare una rivolta dei Dayachi e di Datu Patinggi Ali che metteva a rischio la sua posizione. Tuttavia, la prima offerta di quest'ultimo (in denaro) era inconsistente, così salpò per Singapore nel 1839. Due anni dopo la situazione degenerò: i rivoltosi avevano ormai preso possesso di molti territori e in più il viceré Mahkota rifiutava di collaborare con l’inviato del sultano, il Primo Ministro Pangeran Muda Hashim. Così il sultano si fece risentire, e questa volta con una promessa ben più allettante: Sir Brooke corse subito in suo aiuto con la "Royalist" e forze di terra dell'Esercito Britannico Cinese, restaurando Saifuddin II sul suo trono e riconquistando il Brunei. A favorire la collaborazione di Brooke con Rajah Muda Hashim vi era il fatto che, lungo la strada verso Sarawak nel 1838, Brooke avesse incontrato alcuni cui Hashim aveva salvato la vita.

Il grande successo riportato nel processo di pacificazione valse comunque a Brooke il titolo prima di viceré e poi di Rajah di Sarawak, il 20 settembre 1841. In cambio del servizio offerto e di un pagamento di 1000 sterline, il sultano concesse al nuovo regno la totale indipendenza e autonomia nel 1842, salvo mantenere alcuni accordi commerciali. Questo permise a Lord Brooke di mantenere il trono nelle mani dei propri discendenti, noti come Rajah Bianchi.[4][5]

Brooke rimase sempre in amicizia con Rajah Muda Hashim, il suo appoggio in Brunei, e il patrigno Pangeran Badaruddin cui regalò un anello con le sue iniziali; inoltre riuscì a reclutare nelle proprie milizie l’ex leader ribelle Datu Patinggi Ali, che morì da primo eroe nazionale di Sarawak. Nel 1845 Brooke guidò una spedizione in Brunei per restaurare il ruolo dell'alleato Muda Hashim e stabilire una posizione dominante sul sultano Saifuddin II.[6]

Da allora Brooke iniziò a rafforzare il suo potere, riformando l'amministrazione, emanando leggi e combattendo la pirateria, che costituiva allora una minaccia continua. La lotta fu molto efficace e gli valse l'appoggio dei nobili malesi, ma anche l'invidia di molti (in particolare i nobili spodestati).[7] Al momento del suo temporaneo ritorno nel Regno Unito (1847) gli furono concesse numerose onorificenze e fu nominato dalla regina stessa governatore e comandante in capo dell'isola di Labuan (ceduta dal Sultano del Brunei all'impero britannico nel 1846, grazie anche all'intercessione e ad un intervento militare dello stesso Brooke seguito a una rivolta che aveva sterminato la famiglia di Raja Muda Hashim), nonché console generale nel Borneo, con poteri quasi assoluti nell'ambito della lotta alla pirateria.[8] Mantenne entrambi gli incarichi a vita governando congiuntamente buona parte della Malesia, tuttavia non poté trasmettere i due titoli britannici ai discendenti. Nel 1847 ottenne formalmente le chiavi della città di Londra. Nel 1848 ottenne l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine del Bagno e il titolo onorifico di "Lord", con una rendita di 500 sterline annue.[9]

Negli anni a seguire Sarawak fu ampliato anche con le valli del Lupon e Skrang e le regioni di Muka, Sibu e Bintulu (aprile 1861), ottenute pagando tributi al sultano del Brunei. Brooke continuò a mantenere con quest'ultimo un buon rapporto, soprattutto a livello commerciale.[10]

Il suo successo creò non poche controversie in patria, che lo portarono a essere accusato di malversazione dalla commissione reale di Singapore (1851); nonostante le imputazioni si fossero rivelate alla fine inconsistenti se non speciose, polemiche e recriminazioni continuarono a perseguitarlo per tutta la vita. Russel Wallace scrisse a tale proposito che Lord Brooke era “riluttante a mostrare i propri documenti riguardo alle azioni intraprese contro i pirati”. Inoltre egli si ritrovò ad affrontare alcune rivolte di "signori della guerra" malesi, come Rentrap e Masahor, nel 1852, e un fallito colpo di Stato di alcuni aristocratici spodestati (guidati da Shon Liu Bang) nel 1857. Fu sempre Sir Brooke ad indirizzare l'esploratore Russel Wallace a visitare ed esplorare l'arcipelago malese, e molto più tardi (1865) al suo seguito si aggiunse anche il naturalista Giacomo Doria. Nel 1857 emanò nuove leggi antipirateria e nel 1862 fondò i Ranger di Sarawak.[11][12]

Governò Sarawak fino alla morte, avvenuta nel 1868 in seguito a tre infarti. A succedergli fu il nipote e Capitano del regno, Charles Brooke di Sarawak (si sa che Sir Brooke ebbe perlomeno un figlio morto nel 1874, George Reuben, ma illegittimo, e secondo alcune fonti anche una figlia). Dopo di lui si susseguirono altri sette Rajah Bianchi, tutti della famiglia Brooke, l'ultimo dei quali fu Anthony Brooke e abdicò forzatamente nel 1946, in seguito alla conquista giapponese; bandito a vita dal Borneo, continuò a firmarsi “Rajah in esilio”. Essi espansero largamente Sarawak alle spese dello stesso sultanato del Brunei, il cui territorio venne fortemente ridotto negli anni a seguire (spesso con l’acquisizione di territori in cambio di tributi) fino a relegarlo ad un ruolo subalterno.[13][14] Il maggior declino del sultanato coincise con la massima espansione di Sarawak, nel 1905, quando era al potere Hashim Jalilul Aquamaddin.[15]

CriticaModifica

In una visione più generale, Sir Brooke si dimostrò molto abile sia come avventuriero che come politico e comandante, espandendo l'impero britannico solo per aumentare la propria fama e ricchezza, oltre ad "impossessarsene" in parte. Tutto ciò propagandato nel nome di una (efficace a dire il vero) lotta contro la pirateria e la schiavitù, che andò di fatto a privilegiare le popolazioni indigene. Questo lo portò ad ottenere addirittura un regno indipendente e altri governatorati, su consenso del sultano e della regina, e nel corso degli anni anche un’autonomia commerciale e militare. Dal punto di vista governativo, Sir Brooke sostenne formalmente una monarchia di tipo costituzionale, quando nella realtà dei fatti aveva instaurato un assolutismo sul modello del sultano anziché quello britannico.[16]

Durante la sua amministrazione, Brooke seppe portare al Borneo un'età di prosperità commerciale e di ricchezza, malgrado le aspettative, inoltre eliminò molti dei pirati e represse rivolte di indigeni. Egli fu inoltre uno di quei rari politici apprezzati da entrambi gli schieramenti, ottenendo il plauso sia dei nobili britannici sia del sultano. Non mancarono tuttavia accuse e ribellioni interne da parte dei nobili malesi, sempre fallite. Le questioni non saranno pacificate nemmeno dai suoi successori, che espanderanno la sovranità dei Raja Bianchi a scapito del sultanato del Brunei, suscitando l'invidia dei "signori della guerra" malesi.[16]

Malgrado gli impegni politici, si dice che Lord Brooke abbia mantenuto per tutta la vita lo spirito avventuriero, partecipando a numerose imprese e spedizioni. Fu questo uno dei motivi che convinsero Russel Wallace a raggiungerlo. Alcuni storici contemporanei inoltre considerano il suo dominio innovativo rispetto ai precedenti, poiché cercò sempre di evitare l’uso della violenza contro le popolazioni locali, a differenza di quanto facevano i britannici, e instaurò un rapporto di cooperazione con gli indigeni. La tesi è sostenuta anche da uno dei suoi ultimi discendenti ancora in vita, Lionel Brooke.[17]

OnorificenzeModifica

Influenza culturaleModifica

  • James Brooke, in questo caso chiamato anche "Rajah Bianco", è stato reso celebre dal romanzo I pirati della Malesia del ciclo malese di Emilio Salgari, dove viene rappresentato come l'antagonista di Sandokan. Il suo soprannome di “sterminatore dei pirati” è emblema della sua efficace politica antipirateria, e spiega l’opposizione di Sandokan. D’altra parte, anche la figura televisiva di Sandokan come discendente di una nobile famiglia decaduta spiega l’ostilità tra i due: Sir Brooke di ritrovò a fronteggiare più volte le famiglie nobili spodestate, rancorose e invidiose del suo strapotere.[18]
  • James Brooke viene citato in una delle storie di Tex Willer, in cui Tex si trova a dover affrontare un ipotetico nipote di James Brooke, il quale ha l'obiettivo di emulare lo zio, prendendo possesso dell'isola di Puerto Providencia in Messico.
  • Si può ritenere che Joseph Conrad si sia almeno parzialmente ispirato a James Brooke per il personaggio di Lord Jim nell'omonimo romanzo.

NoteModifica

  1. ^ James, Lawrence, 1943-, The rise and fall of the British Empire, 1st U.S. ed, St. Martin's Press, 1996, ISBN 0312140398, OCLC 33103469. URL consultato il 30 maggio 2019.
  2. ^ St. John, Spenser, Sir, 1826-1910., A white Rajah 1880, William Blackwood & Sons, 1879, OCLC 848063648. URL consultato il 30 maggio 2019.
  3. ^ Sarawak, Rajah Of; Sir Charles Anthony Johnson Brooke, (3 June 1829–17 May 1917), 2nd Rajah of Sarawak, in Who Was Who, Oxford University Press, 1º dicembre 2007. URL consultato il 30 maggio 2019.
  4. ^ John Henry Walker, From Po-li to Rajah Brooke: Culture, Power and the Contest for Sarawak, in Journal of Borneo-Kalimantan, vol. 2, nº 2, 16 novembre 2017, DOI:10.33736/jbk.461.2016. URL consultato il 1º giugno 2019.
  5. ^ PERJUANGAN : A.M. AZAHARI, SULTAN DAN BRUNEI RAYA (Bahagian II), su PERJUANGAN, 17 gennaio 2018. URL consultato il 5 luglio 2019.
  6. ^ Brooke, Sir Charles Vyner, (26 Sept. 1874–9 May 1963), Rajah of Sarawak, 1917–46, in Who Was Who, Oxford University Press, 1º dicembre 2007. URL consultato il 30 maggio 2019.
  7. ^ Redazione, Il nemico di Sandokan nella città sacra ai gatti, su ilGiornale.it. URL consultato il 30 maggio 2019.
  8. ^ Evans, Stephen R., Rod Wong Khet Ngee. e Calender Print Pte Ltd, The history of Labuan Island (Victoria Island), ISBN 9810077645, OCLC 68747130. URL consultato il 30 maggio 2019.
  9. ^ M. K. G., S. Baring-Gould e C. A. Bampfylde, A History of Sarawak under Its Two White Rajahs, 1839-1908, in Bulletin of the American Geographical Society, vol. 42, nº 9, 1910, pp. 700, DOI:10.2307/199810. URL consultato il 30 maggio 2019.
  10. ^ Sarawak, Rajah Of; Sir Charles Anthony Johnson Brooke, (3 June 1829–17 May 1917), 2nd Rajah of Sarawak, in Who Was Who, Oxford University Press, 1º dicembre 2007. URL consultato il 1º giugno 2019.
  11. ^ Fairfax, Sir James Oswald, (1863–1928), a Director of The Sydney Morning Herald and Sydney Mail, in Who Was Who, Oxford University Press, 1º dicembre 2007. URL consultato il 30 maggio 2019.
  12. ^ Martin Fichman, Peter Raby. Alfred Russel Wallace: A Life. 352 pp., illus., notes, index. Princeton, N.J.: Princeton University Press, 2001. $29.95 (cloth)., in Isis, vol. 94, nº 1, 2003-03, pp. 165–167, DOI:10.1086/376153. URL consultato il 30 maggio 2019.
  13. ^ Reece, Bob, 1940-, The White Rajahs of Sarawak : a Borneo dynasty, ISBN 981415511X, OCLC 57068995. URL consultato il 30 maggio 2019.
  14. ^ Bob Reece e Naimah S. Talib, Administrators and Their Service: The Sarawak Administrative Service under the Brooke Rajahs and British Colonial Rule, in The American Historical Review, vol. 106, nº 3, 2001-06, pp. 963, DOI:10.2307/2692374. URL consultato il 30 maggio 2019.
  15. ^ St. John, Spenser, Sir, 1826-1910., A white Rajah 1880, William Blackwood & Sons, 1879, OCLC 848063648. URL consultato il 1º giugno 2019.
  16. ^ a b Il Rajah del Borneo, su Avventure nel mondo - TravelGeo, 6 settembre 2016. URL consultato il 30 maggio 2019.
  17. ^ L'ultimo discendente dei Rajah bianchi, su Ariannaeditrice.it. URL consultato il 30 maggio 2019.
  18. ^ di Rosanna Fudoli, Sandokan non abita più qui, su Viaggivacanze.info, 4 giugno 2010. URL consultato il 30 maggio 2019.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN67259581 · ISNI (EN0000 0000 8390 7126 · LCCN (ENn81100535 · GND (DE118674331 · BNF (FRcb124197144 (data) · CERL cnp00397875 · NDL (ENJA01061945 · WorldCat Identities (ENn81-100535