Jan Komasa

sceneggiatore e regista polacco

Jan Tadeusz Komasa (Poznań, 28 ottobre 1981) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico polacco.È noto per aver diretto Sala Samobójców (2011, titolo inglese The Suicide Room), Warsaw 44 (2014) e Corpus Christi (2019), che è stato candidato all' Oscar come miglior film straniero.[1][2][3] I suoi lavori precedenti sono stati presentati in anteprima e hanno vinto premi al Tribeca Film Festival[4] al Festival internazionale del cinema di Berlino,[5] al Festival di Cannes,[6] e alla Mostra del Cinema di Venezia.[7]

Jan Tadeusz Komasa

Biografia e carrieraModifica

Gli iniziModifica

Komasa è nato a Poznań, nella Polonia occidentale[8]. Suo padre, Wiesław Komasa, è un attore teatrale e professore all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Varsavia.[9] Sua madre, Gina Komasa, è una cantante, produttrice musicale e supervisore musicale. È stata direttrice del dipartimento di intrattenimento della televisione polacca (TVP) e direttrice del Festival internazionale della canzone di Sopot e del Festival nazionale della canzone polacca di Opole. Suo fratello, Szymon Komasa, è un cantante basso-baritono, diplomato alla Juilliard School di New York e alla Guildhall School of Music di Londra.[10] Ha due sorelle: Maria Komasa-Łazarkiewicz (nome d'arte: Mary Komasa) che è una cantante, compositrice e moglie del compositore Antoni Komasa- Łazarkiewicz, e Zofia Komasa, costumista.

Komasa è cresciuto a Varsavia, dove la sua famiglia si è trasferita nel 1988. Insieme ai suoi fratelli ha recitato già da bambino in programmi televisivi e film, anche a causa dell'attività professionale di sua madre alla televisione polacca.

Nel 1993 suo padre ha recitato nel film Schindler's List. Osservare il lavoro della troupe cinematografica e incontrare Steven Spielberg gli ha fatto considerare la regia come la sua futura professione.

Si è diplomato alla Scuola nazionale di cinema, televisione e teatro di Łódź.[11]

Carriera professionaleModifica

A 21 anni ha diretto il suo primo cortometraggio Fajnie, że jesteś (2003) che ha vinto il 3º premio al Festival di Cannes (Cinefondation)[12] ed è stato presentato in diversi festival cinematografici tra cui quello di Monaco, il São Paulo International Film Festival e il Cork International Film Festival.

A 23 anni ha diretto una parte di un lungometraggio diviso in tre parti, Oda do radości (2005, titolo internazionale Ode to Joy) che ha debuttato nella competizione principale all'[[International Film Festival Rotterdam ]][13] (2006) e ha vinto numerosi premi tra cui il Premio speciale della giuria al festival cinematografico di Gdynia (2005). Oda do radości è stato presentato in oltre 30 festival tra cui il Chicago International Film Festival, il Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary, il Jerusalem Film Festival, il Moscow International Film Festival, il Festival di Palić, il Festival di Cottbus, il Valencia Cinema Jove Festival.

Negli anni seguenti si è concentrato sulla regia di video musicali e spot pubblicitari, ad eccezione del lungometraggio documentario Spływ (2007) presentato in anteprima al Krakowski Festiwal Filmowy e del film televisivo Golgota wrocławska (2008) che ha vinto, tra gli altri, il premio per il miglior attore protagonista al Monte-Carlo Television Festival.

Ha scritto il suo primo lungometraggio, la sceneggiatura di Sala Samobójców (titolo inglese: Suicide Room) nel 2008, ha diretto il film nel 2009 e l'ha presentato in anteprima al Festival internazionale del cinema di Berlino nel 2011. Il film ha generato un grande fermento ed ha portato a un enorme successo al botteghino (con 900.000 spettatori nei cinema polacchi[14]). Komasa è stato premiato ai prestigiosi Polskie Nagrody Filmowe con il premio di "Scoperta dell'anno" e per il miglior montaggio oltre a quelli di FIPRESCI, del Festival Internazionale del Cinema Indipendente Off Camera, il premio per il miglior film e la migliore colonna sonora al Giffoni Film Festival, il Leone d'argento al festival cinematografico di Gdynia, il premio per il miglior film polacco al MTV Movie & TV Awards, miglior film al Festival del cinema di Stoccolma, miglior film al festival internazionale del cinema di Ginevra, miglior opera prima al New Horizons Film Festival e molti altri premi. L'attore protagonista Jakub Gierszał è stato premiato con lo Shooting Stars Award per la sua interpretazione del personaggio di Dominik Santorski.[15] Suicide Room è stato distribuito da Wolfe Video, il più antico e grande distributore esclusivo di film LGBT in Nord America.[16]

Ha creato l'idea di un documentario unico che ha diretto Powstanie Warszawskie (2014) sulla rivolta di Varsavia, che è stato un successo di critica e pubblico con 700.000 spettatori nei cinema polacchi. Il film ha ricevuto ottime recensioni dal Los Angeles Times[17] al Village Voice[18]) al Times of Israel[19] Powstanie Warszawskie ha ricevuto il Golden Reel Award 2015 per il miglior documentario[20] e ai Polskie Nagrody Filmowe il premio per il miglior documentario e il miglior sound design.

Il suo più grande successo al botteghino è arrivato con un blockbuster che ha scritto e diretto - un film epico in costume Warsaw 44 (2014). Ha scritto la sceneggiatura nel gennaio 2006 e il film ha impiegato 8 anni per essere prodotto. Warsaw 44 racconta la tragica storia di alcuni giovani che combattono nell'insurrezione di Varsavia. Il film è stato presentato in anteprima al Busan Film Festival,[21] ha vinto i Leoni d'oro per la migliore attrice, il miglior sonoro, i migliori effetti speciali al festival cinematografico di Gdynia, ha ricevuto il premio ai Polskie Nagrody Filmowe per la scoperta dell'anno, la migliore scenografia, i migliori costumi e il premio per il miglior film al China Golden Rooster & Hundred Flowers FF ed è stato visto da 1.800.000 spettatori nelle sale polacche e in distribuzione mondiale.

Nel 2015 ha diretto la seconda stagione della serie poliziesca Krew z krwi, un format basato sulla serie olandese Penose, con Agata Kulesza.

Il 2016 è stato l'anno in cui Komasa è passato dal set cinematografico a quello teatrale, per creare un epico spettacolo multimediale di danza contemporanea, Ksenophony, al Malta Festival Poznań per commemorare il 60º anniversario delle proteste di Poznań del 1956.[22]

Nel 2017 ha iniziato una collaborazione con Wendy West, sceneggiatrice con nomination ai Primetime Emmy Award e ai Writers Guild of America Awards, e con il produttore Barry Josephson e ha diretto la serie di AXN / Netflix Ultraviolet[23] riguardante i crimini informatici.

Nel 2018 ha diretto Corpus Christi, presentato in anteprima nel 2019 al Festival del Cinema di Venezia[24] dove ha vinto due premi: Europa Cinemas Label Award e Edipo Re Inclusion Award.[25][26] Al festival cinematografico di Gdynia Komasa è stato premiato con 10 premi, tra cui quello per il miglior regista, e il film ha vinto premi per la migliore sceneggiatura, la migliore attrice non protagonista, il premio del pubblico e il premio giornalistico, Elle Rising Star per l'attore principale Bartosz Bielenia.[27][28][29] È stato premiato con la Stella d'argento e il premio come miglior attore all'El Gouna Film Festival.[30] Per la sua performance Bartosz Bielenia ha vinto premi in numerosi festival tra cui: Palm Springs International Film Festival, Chicago Film Festival, Stockholm Film Festival, Bordeaux Film Festival, Zbigniew Cybulski Award, Shooting Stars Award. Corpus Christi è stato anche candidato come miglior lungometraggio straniero alla novantaduesima edizione dei Premi Oscar.[31]

Il suo film The Hater (2020) è stato uno dei primi film "interrotti" dall'epidemia di COVID-19: è stato mostrato in anteprima il 6 marzo 2020 in Polonia, 6 giorni prima che i cinema del paese venissero chiusi a causa del blocco nazionale parziale ordinato dal governo polacco. Per mitigare le inevitabili perdite e sfruttare la campagna pubblicitaria ancora in corso, The Hater ha iniziato a essere distribuito su piattaforme VOD a livello nazionale il 18 marzo. The Hater è stato selezionato per l'International Main Competition al Tribeca Film Festival 2020. Il film ha vinto il premio per il miglior film narrativo internazionale[32] e i suoi diritti mondiali sono stati acquisiti da Netflix.[33]

FilmografiaModifica

  • Fajnie, że jesteś (2003) - cortometraggio
  • Oda do radości (2005)
  • Spływ (2007) - documentario
  • Golgota wrocławska - film TV (2008)
  • Sala Samobójców (2011)
  • Powstanie Warszawskie (2014)
  • Warsaw 44 (Miasto 44) (2014)
  • Krew z krwi - serie televisiva (2015)
  • Ultraviolet - serie televisiva (2017)
  • Corpus Christi (Boże Ciało) (2019)
  • The Hater (Sala samobójców. Hejter) (2020)

NoteModifica

  1. ^ (EN) Leo Barraclough, Toronto Title 'Corpus Christi' Picked as Poland's Candidate in Oscar Race (EXCLUSIVE), su Variety, 13 settembre 2019. URL consultato il 14 settembre 2019.
  2. ^ Holy moly! Komasa's Corpus Christi chosen for Oscars. URL consultato il 14 settembre 2019.
  3. ^ International Feature Film Oscar Nominations 2020, su oscar.go.com. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  4. ^ The Hater | 2020 Tribeca Film Festival, su Tribeca. URL consultato il 2 maggio 2020.
  5. ^ (EN) Sala samobójców | Suicide Room, su berlinale.de. URL consultato il 16 agosto 2019.
  6. ^ (EN) Jan KOMASA, su Festival de Cannes 2019. URL consultato il 16 agosto 2019.
  7. ^ (EN) Nick Vivarelli, Transgender Immigrant Pic 'Lingua Franca,' Thriller 'Only Beasts' to Bow at Venice Days, su Variety, 23 luglio 2019. URL consultato il 16 agosto 2019.
  8. ^ (EN) Jan Komasa, su Culture.pl. URL consultato il 16 agosto 2019.
  9. ^ Warsaw Philharmonic - Wiesław Komasa, su filharmonia.pl. URL consultato il 21 agosto 2019.
  10. ^ Szymon Komasa, su operacolumbus.org. URL consultato il 16 agosto 2019.
  11. ^ History | Lodz Film School, su filmschool.lodz.pl. URL consultato il 16 agosto 2019.
  12. ^ Nice to see you, su Festival de Cannes, 2004. URL consultato il 16 agosto 2019.
  13. ^ (EN) Ode to Joy, su IFFR, 4 settembre 2015. URL consultato il 16 agosto 2019.
  14. ^ Sala samobójców (Suicide Room) (2011), su boxofficemojo.com. URL consultato il 16 agosto 2019.
  15. ^ European Film Promotion | Shooting Stars 2012 | Jakub Gierszał, su efp-online.com. URL consultato il 16 agosto 2019.
  16. ^ (EN) Wolfe Releasing Picks Up 'Suicide Room' for U.S., su The Hollywood Reporter, 6 giugno 2011. URL consultato il 16 agosto 2019.
  17. ^ (EN) Review: 'Warsaw Uprising,' when Poland fought back, su Los Angeles Times, 30 ottobre 2014. URL consultato il 16 agosto 2019.
  18. ^ Archival Reels Capture Life During Wartime in Warsaw Uprising, su villagevoice.com, 5 novembre 2014. URL consultato il 16 agosto 2019.
  19. ^ (EN) Monika Scislowska, Warsaw Uprising brought to life in stunning color film, su timesofisrael.com. URL consultato il 16 agosto 2019.
  20. ^ (EN) Warsaw Uprising Awarded Golden Reel, su Culture.pl. URL consultato il 16 agosto 2019.
  21. ^ Busan International Film Festival | 3–12 October 2019, su biff.kr. URL consultato il 16 agosto 2019.
  22. ^ (EN) Natasha Tripney, International: Europe watches at Poland's Malta Festival | Features, su The Stage, 21 luglio 2016. URL consultato il 16 agosto 2019.
  23. ^ (EN) Wendy West, Art Mirrors Life in Polish 'DIY CSI' Drama 'Ultraviolet', su Variety, 11 gennaio 2018. URL consultato il 16 agosto 2019.
  24. ^ (EN) 76th Venice International Film Festival, in Wikipedia, 16 agosto 2019. URL consultato il 16 agosto 2019.
  25. ^ Giornate degli autori, GdA Awards 2019, su giornatedegliautori.com. URL consultato il 7 settembre 2019.
  26. ^ VENEZIA 76 - Il Premio Edipo Re a "Corpus Christi" - CinemaItaliano.info, su cinemaitaliano.info. URL consultato il 7 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2019).
  27. ^ AXE, Laureates of the 44th FPFF, su FFG. URL consultato il 22 settembre 2019.
  28. ^ (PL) Radio Gdańsk English Service, Sunday, September 22nd, 2019: Youth across Poland join worldwide strikes against climate change over the weekend, su radiogdansk.pl. URL consultato il 22 settembre 2019.
  29. ^ (EN) Telewizja Polska S.A, Agnieszka Holland's movie wins Golden Lions at Gdynia Film Festival, su polandin.com. URL consultato il 22 settembre 2019.
  30. ^ Egypt's week-long film festival concludes with 224,000-USD awards announced - Xinhua | English.news.cn, su xinhuanet.com. URL consultato il 28 settembre 2019.
  31. ^ The Oscars 2021 News, Blogs & Articles | 93rd Academy Awards, su oscar.go.com. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  32. ^ (EN) Amanda N'Duka, Tribeca Film Festival: Netflix's 'The Half of It', 'The Hater', 'Socks On Fire' Among Award Winners For Postponed 2020 Edition, su Deadline, 29 aprile 2020. URL consultato il 2 maggio 2020.
  33. ^ (EN) Tom Grater, Netflix Buys The World On Polish Tribeca Winner 'The Hater', su Deadline, 14 maggio 2020. URL consultato il 14 maggio 2020.

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