Janet Stewart

nobildonna scozzese
Janet Stewart

Janet Stewart, Lady Fleming, conosciuta come la Belle Ecossaise (17 luglio 150520 febbraio 1563), è stata una nobildonna scozzese.

BiografiaModifica

Era la figlia illegittima di Giacomo IV di Scozia[1] e di Isabel Stewart, figlia di James Stewart, I conte di Buchan[2]. I genitori di Janet erano lontani parenti di Joan Beaufort.

MatrimonioModifica

Lady Fleming sposò Malcolm Fleming, III Lord Fleming, figlio di John Fleming, II Lord Fleming e di Euphemia Drummond. Ebbero sei figli:

Lord Fleming morì nel 1547, l'anno seguente Lady Fleming divenne la governante della sua sorellastra, la Regina di Scozia, Maria Stuarda. La figlia di Lady Fleming, Mary, divenne una delle "Quattro Marie"[3]

Nel 1548, Lady Fleming accompagnò la regina di Scozia in Francia, dove sarebbe stata educata come una principessa ed avrebbe sposato il figlio del re, il Delfino Francesco. Alla corte di Francia, Lady Fleming attirò ben presto le attenzioni di Enrico II e divenne il suo amante. Da questa relazione nacque un figlio: Enrico d'Angoulême (1551-1586). Legittimato, divenne il "Gran Priore di Francia, governatore della Provenza e ammiraglio del Mar Levantino"[4]. Dopo la nascita del figlio, ritornò in Scozia.

Nell'ottobre 1552, si parlò di un possibile matrimonio con Henri Cleutin, consigliere militare di Guisa.

Janet era una delle signore che avevano vegliato sul corpo di Maria di Guisa al Castello di Edimburgo, nel giugno 1560. In seguito, Janet chiese al Consiglio privato il permesso di lasciare la Scozia con il figlio "Signore Hary de Valoys[5]" il 22 agosto 1560.

NoteModifica

  1. ^ Nuccio Ordine, Tre corone per un re, Bompiani, 2015, pag.87, ISBN 978-88-452-7709-2
  2. ^ Norman MacDougall, James IV of Scotland
  3. ^ Le quattro Marie, erano quattro dame di compagnia della regina di Scozia, scelte per accompagnarla in Francia per il matrimonio della regina con il delfino Francesco.
  4. ^ Riddell 1843, pp. 47-51.
  5. ^ Riddell 1843, pp. 49-50 (citing a transcript of the Privy Council record in the Cotton library).

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