Jaunutis

Primogenito di Gediminas e granduca di Lituania
Jaunutis
Granduca di Lituania
In carica 1341 –
1345
Predecessore Gediminas
Successore Algirdas
Kęstutis
Nascita 1300 circa
Morte dopo il 1366
Casa reale Gediminidi
Padre Gediminas
Madre Jewna?
Religione ortodossia

Jaunutis (in polacco: Jawnuta; in bielorusso: Яўнут, trasl. Jaŭnut, letteralmente uomo giovane; battezzato: Ioann, Jawnuta, John o Ivan; 1300 circa – dopo il 1366) fu granduca di Lituania, in carica dalla morte di suo padre Gediminas nel 1341 fino alla sua deposizione ad opera dei suoi fratelli maggiori Algirdas e Kęstutis nel 1345[1].

Secondo Jan Tęgowski, uno storico polacco, nacque probabilmente tra il 1306 e il 1309.[2]

BiografiaModifica

Jaunutis non è menzionato in nessuna fonte scritta prima della morte di Gediminas.[3] Ci sono molte teorie sul perché il sovrano precedente scelse Jaunutis, un figlio di mezzo, come suo successore. Alcuni hanno suggerito che si trattasse un compromesso accettabile tra i propri figli pagani (Algirdas e Kęstutis) e quelli ortodossi (Narimantas, Karijotas, Liubartas).[4] Altri hanno affermato che Jaunutis fosse il figlio maggiore della seconda moglie di Gediminas. Secondo la tradizione infatti, Gediminas si sposò due volte, prima con una donna pagana e poi con una duchessa ortodossa.[5] Una terza ipotesi è che vivesse con Gediminas al momento della sua morte, e quindi era considerato il naturale successore per governare Vilnius e il Granducato.

Si sa molto poco degli anni in cui Jaunutis regnò. Furono anni piuttosto pacifici sia dovuti all'indole del sovrano sia poiché i cavalieri teutonici e il loro Gran maestro Ludolf König erano impegnati altrove.[3] I suoi fratelli, invece, erano molto più bellicosi: Algirdas attaccò Možajsk, l'ordine di Livonia, difese Pskov. Kęstutis fornì supporto a Liubartas nelle dispute di successione in Galizia-Volinia.[4] La cronaca di Bychowiec riferisce che Jaunutis era appoggiato da Jewna, presunta moglie di Gediminas e madre dei suoi figli. Quando questa morì nel 1344 circa, subito dopo Jaunutis perse il suo trono: qualora si fosse trattato davvero di un caso in cui la regina madre aveva un'influenza così determinante, si tratterebbe di un episodio interessante nella storia della Lituania pagana, poiché abbastanza inedito.[3] Forse, più realisticamente, uno stimolo concreto fu dato dalla politica messa in atto dai teutonici nel 1345, i quali iniziarono ad imperversare nelle terre al confine.[4] Jaunutis, sebbene rimosso, godeva del sostegno del suo fratello Narimantas, il quale si recò di persona da Jani Beg, khan dell'Orda d'Oro, per discutere di un'ipotetica alleanza contro Algirdas e Kęstutis. Jaunutis fu nel frattempo imprigionato a Vilnius, ma riuscì a fuggire e si recò dal cognato Simeone di Russia a Mosca. Lì Jaunutis decise di battezzarsi come Ioann, ma non riuscì a chiedere ausilio, forse perché sua sorella Aigusta, moglie di Simeone, morì lo stesso anno (1345).[6] Sia Jaunutis che Narimantas dovettero riconciliarsi con Algirdas e per questo motivo, a seguito della rinuncia alle pretese dinastiche, al primo fu conferita la carica di duca di Zasłaŭje.

Si presume che sia morto nel 1366 circa, in quanto menzionato per l'ultima volta in un trattato siglato con la Polonia nel 1366 e non in un accordo con la Confederazione della Livonia nel 1367.[7] Ebbe tre figli, Symeon Zaslawski, Grzegorz Słucki e Michal Zaslawski.[8] Quest'ultimo governò Zasłaŭje fino alla sua morte il 12 agosto 1399 nella battaglia del fiume Vorskla.

NoteModifica

  1. ^ Suziedelis, p. 341.
  2. ^ Tęgowski, p. 190.
  3. ^ a b c Rowell, pp. 280-287.
  4. ^ a b c Kiaupa, p. 118.
  5. ^ Rowell, p. 88.
  6. ^ Suziedelis, p. 42.
  7. ^ (LT) Simas Sužiedėlis, "Jaunutis", Encyclopedia Lituanica, II, Boston, Massachusetts: Juozas Kapočius, p. 516.
  8. ^ Tęgowski, pp. 191-192.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica