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Javier Zanetti

dirigente sportivo ed ex calciatore argentino
Javier Zanetti
Javier Zanetti FC Internazionale.jpg
Zanetti con l'Inter nel 2011
Nazionalità Argentina Argentina
Altezza 178 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Difensore, centrocampista
Ritirato 1º luglio 2014 - giocatore
Carriera
Giovanili
1982-1989 Independiente
1991-1992 Talleres (RdE)
Squadre di club1
1992-1993Talleres (RdE)33 (1)
1993-1995Banfield66 (4)
1995-2014Inter615 (12)[1]
Nazionale
1995-1996 Argentina Argentina olimpica 12 (0)[2]
1994-2011 Argentina Argentina 145 (5)[3]
Palmarès
Flag of PASO.svg Giochi Panamericani
Oro Mare del Plata 1995
Olympic flag.svg Olimpiadi
Argento Atlanta 1996
Coppa America calcio.svg Copa América
Argento Perù 2004
Argento Venezuela 2007
Transparent.png Confederations Cup
Argento Arabia Saudita 1995
Argento Germania 2005
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º luglio 2014

Javier Adelmar Zanetti ([xaˈβje̞ɾ ade̞lˈmar saˈne̞ti]; Buenos Aires, 10 agosto 1973) è un dirigente sportivo ed ex calciatore argentino, di ruolo difensore o centrocampista, vicepresidente dell'Inter.

Ha iniziato la sua carriera in Argentina, prima al Talleres e poi al Banfield. Nel 1995 si è trasferito all'Inter, squadra di cui è stato capitano dal 2001[4] al 2014, anno in cui ha concluso l'attività agonistica.

Con 1114 partite ufficiali disputate, è settimo nella classifica dei calciatori con almeno 1000 presenze in carriera; è inoltre lo straniero con più presenze in Serie A (615) e il quarto giocatore in assoluto (primo fra gli stranieri) per partite disputate nella suddetta competizione, alle spalle di Paolo Maldini, Gianluigi Buffon e Francesco Totti. È anche il calciatore con più presenze nella storia dell'Inter[5] (858), squadra di cui è il giocatore più vincente, con sedici trofei: cinque scudetti, quattro Coppe Italia, quattro Supercoppe italiane, una Coppa UEFA, una Champions League e una Coppa del mondo per club FIFA. È inoltre il giocatore con più presenze da capitano in Champions League (82).[6]

Con la nazionale argentina, grazie alla quale è arrivato in finale di Copa América nel 2004 e nel 2007, e di Confederations Cup nel 1995 e nel 2005,[7] ha disputato 145 partite, cifra che lo rende il secondo giocatore con il maggior numero di presenze nella storia della Selección Albiceleste, alle spalle del solo Javier Mascherano.[8]

Nel 2004 è stato incluso da Pelé nella FIFA 100,[9] la lista dei 125 migliori calciatori viventi redatta in occasione del centenario della FIFA, mentre nell'ottobre del 2011, durante la consegna del Golden Foot, ha ricevuto il premio alla carriera come "Leggenda del calcio".[10] Il 9 marzo 2018, in concomitanza col 110º anniversario della fondazione dell'Inter, è stato inserito nella Hall of Fame del club milanese,[11] che già tre anni prima aveva ritirato la sua maglia numero 4.[12] La rivista FourFourTwo lo ha inserito al 42º posto nella classifica dei 101 calciatori più forti del periodo 1994-2019.[13]

Nel corso della sua carriera si è distinto per sportività e correttezza, guadagnandosi la stima di compagni di squadra, avversari e addetti ai lavori.[14][15][16]

BiografiaModifica

Di origini italiane (il bisnonno, Paolo Zanetti,[17] era originario della provincia di Pordenone),[18][19] Javier Zanetti è nato a Buenos Aires il 10 agosto del 1973, da Rodolfo Ignacio Zanetti e Violeta Bonazzola,[20] ma è in provincia che crebbe, nel sobborgo portuale del Partido di Avellaneda, Dock Sud.[21] Prese il secondo nome Adelmar da un medico che gli salvò la vita da neonato, quando aveva dei problemi di respirazione.[22] È il fratello minore di Sergio,[20] anch'egli calciatore, e poi allenatore dell'Inter Juniores Berretti e successivamente del Lecco.[23]

Zanetti è sposato dal 1999 con Paula de La Fuente, conosciuta nel 1991 mentre militava tra le file del Talleres.[24][25] La coppia ha tre figli: Sol (nata l'11 giugno 2005),[26] Ignacio (nato il 27 luglio 2008),[27] e Tomas (nato il 9 maggio 2012).[28] Padrino della figlia è Iván Zamorano mentre quello del secondo figlio è Iván Córdoba.[29] Il fratello della moglie, Sebastián, ha allenato l’Inter femminile, con cui ha vinto il campionato di Serie B nella stagione 2018-19.[30]

L'argentino ha pubblicato due autobiografie (Capitano e gentiluomo e Giocare da uomo, edite rispettivamente da Rizzoli[31] e Mondadori),[32] ha partecipato come attore al film del regista Piergiorgio Gay Niente paura (2010)[33] ed è stato protagonista del documentario Zanetti Story (2015), diretto da Carlo Sigon e Simone Scafidi.[34] Nel 2018 è uscito il libro Vincere, ma non solo, edito da Mondadori, in cui racconta la sua vita una volta terminata la carriera da giocatore.[35]

Nell'aprile del 2012 ha aperto nel quartiere Brera di Milano un ristorante insieme a Esteban Cambiasso, il Botinero.[36] Il 14 gennaio 2015 è stato nominato "Ambassador" per l'Expo di Milano.[37]

Impegno nel socialeModifica

 
Il logo della Fundación P.U.P.I.

Zanetti ha preso parte, talvolta organizzandole in prima persona, a numerose iniziative benefiche.[38][39][40][41] Nel 2002, insieme alla moglie Paula, ha creato la Fundación P.U.P.I., organizzazione no-profit che si occupa di fornire il necessario sostegno economico ai bambini disagiati, e alle loro famiglie, nella zona di Buenos Aires.[42][43]

Per la sua correttezza e lealtà sportiva, per le vittorie conseguite e per l'impegno nel sociale, è stato insignito di diversi riconoscimenti:[44][45][46] fra i tanti, l'Ambrogino d'oro nel 2005,[47] il Premio Scirea nel 2010[48] e il Premio Facchetti nel 2012.[49]

Caratteristiche tecnicheModifica

«L'avversario più difficile che abbia mai incontrato è stato Javier Zanetti. Lo incontrai per la prima volta nel '99, ai quarti di Champions. Lui terzino destro, io ala sinistra. M'impressionò per le sue qualità: rapido, potente, intelligente, esperto. Ci ho giocato contro altre due volte. È stato l'avversario più duro in assoluto. Un campione completo.»

(Ryan Giggs[50][51])
 
Zanetti in una delle sue classiche discese palla al piede durante la finale di ritorno della Coppa UEFA.

Puntuale nel recupero di palloni e nell'impostazione del gioco, Zanetti era in possesso di un buon controllo di palla e di eccellenti doti fisiche, tra cui resistenza allo sforzo prolungato e velocità,[52][53] che lo rendevano molto abile nel superare gli avversari nello slancio per poi tentare il cross dal fondo o il tiro:[54] le suddette qualità, che gli valsero il soprannome El Tractor ("il trattore"),[55][56] lo rendevano un'arma tattica utile a fluidificare la manovra offensiva,[57][58][59] sebbene sfociassero occasionalmente in un eccesso di azioni personali.[57][60][61]

Nato nelle giovanili dell'Independiente come attaccante esterno,[62] è al Talleres che Zanetti arretra la sua posizione, scendendo in campo da centrocampista, sia di fascia che centrale, e alcune volte anche da terzino, ruolo che successivamente lo consacrò nella sua prima stagione da professionista.[62] Appena arrivato all'Inter ricoprì il ruolo di laterale destro in un 5-3-2, durante la gestione di Ottavio Bianchi,[63] per poi passare come interno destro in un modulo a rombo agli ordini di Roy Hodgson.[64] Con Luigi Simoni il giocatore venne spostato come laterale sinistro di centrocampo.[65] Sotto la guida di Marcello Lippi ritornò a giocare a destra nel centrocampo, come tornante nel 4-4-2;[66] fu Héctor Cúper a fargli ricoprire nuovamente la posizione di terzino destro, lo stesso ruolo che ebbe durante i suoi anni in Argentina.[67] In seguito si consolidò anche come centrocampista centrale[68] e terzino sinistro,[69][70] prima con Roberto Mancini e poi con José Mourinho.[71] In rare occasioni ha giocato anche nel ruolo di difensore centrale, pur essendovi poco avvezzo.[72]

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

Gli iniziModifica

Cresciuto durante il periodo della guerra sporca, Zanetti si appassionò al calcio da bambino, quando l'Argentina di Mario Kempes e Daniel Passarella vinse in casa il campionato del mondo 1978.[21] Tuttavia, nel suo quartiere, Dock Sud, non esisteva nessun campo da calcio;[73] sarà suo padre, assieme ad altri genitori di ragazzi del posto, a realizzare un campetto di erba e sabbia, ed è lì che l'argentino inizierà a tirare i suoi primi calci a un pallone, nella formazione della Disneyland.[74]

Nel 1982, un dirigente dell'Independiente gli offrì l'opportunità di giocare nella sua squadra, ed egli accettò immediatamente l'offerta, dato che era un tifoso dei Diablos Rojos.[75][76] Dopo esser sceso in campo per sette anni tra le file dell'Independiente,[76] i dirigenti e i tecnici della squadra decisero di tagliarlo fuori dalla squadra, perché sotto l'aspetto fisico era troppo piccolo e debole.[77]

Per più di un anno smise di giocare a calcio, pensando solamente allo studio e al lavoro,[77] dove l'argentino aiutava suo padre nei cantieri, e questo sostegno che offrì al genitore contribuì al suo sviluppo fisico.[78][79]

Talleres e BanfieldModifica

Dietro suggerimento del padre, Zanetti iniziò a cercare un'altra squadra,[80] e l'opportunità gliela offrì il fratello Sergio, che militava nel Talleres.[78] Javier ha aspettato che suo fratello Sergio si trasferisse, perché non voleva passare per raccomandato, e infine ha fatto un provino dove è stato promosso.[81] Durante la sua permanenza a Remedios de Escalada prese il vezzeggiativo Pupi del fratello Sergio appena ceduto, necessario in quanto in squadra oltre a lui, c'erano ben cinque Javier.[82]

Nelle giovanili del Talleres giocò da centrocampista in quarta divisione, e le ottime prestazioni lo fecero promuovere in prima squadra.[62] Inoltre il club di Remedios de Escalada gli offrì un contratto da professionista, in quanto Zanetti per guadagnare e aiutare economicamente la famiglia era costretto a lavorare la mattina vendendo il latte.[83][84] Esordì nel mondo del calcio professionistico il 22 agosto 1992, nel corso della terza giornata di Primera B Nacional, quando subentrò all'80' al posto di Miguel Ángel Fretes, vincendo 2-1 contro l'Instituto Atlético Central Córdoba.[85] Il suo debutto da titolare con i bianco-rossi è avvenuto tre giornate più tardi, quando il 12 settembre il Talleres pareggiò 0-0 in casa dell'Ituzaingó.[85] Ha segnato il suo primo gol in carriera, che tra l'altro è stato anche il primo e l'unico con la maglia del Talleres, il 20 marzo 1993, in occasione di Talleres-Arsenal de Sarandí, finita 1-1.[86] In totale, con la maglia del Talleres, scese in campo 33 volte, venendo schierato per lo più come terzino.[82] A fine campionato venne definito come uno tra i migliori giovani del torneo.[82]

Nell'estate del 1993, a vent'anni, approdò nella massima serie, la Primera División, venendo acquistato dal Banfield per 160.000 dollari.[87][88] Vestì la maglia numero 4, che non abbandonò più,[89] ed esordì con i biancoverdi il 12 settembre 1993 contro il River Plate, in una partita finita 0-0.[89] Chiuse la stagione con 37 presenze, segnando il suo unico gol con la maglia del Banfield il 29 settembre 1993, nel pareggio per 1-1 in casa del Newell's Old Boys.[90] Titolare anche nel campionato successivo, le sue prestazioni gli valsero la convocazione in pianta stabile nella Nazionale argentina di Daniel Passarella.[89][91]

InterModifica

«Primissimo allenamento, facciamo possesso palla. Lui non la perde mai, gli resta sempre incollata al piede. Quel giorno pensai che avrebbe fatto la storia dell'Inter.»

(Giuseppe Bergomi[92])
1995-1998: dall'esordio al primo trofeoModifica
 
Zanetti durante Inter-Vicenza del 27 agosto 1995, gara del suo debutto in nerazzurro.

Segnalato da Antonio Angelillo[93][94], fu acquistato da Massimo Moratti dopo averlo visionato — assieme al figlio — in una videocassetta mentre giocava per la Nazionale olimpica.[95] L'Inter ne annunciò ufficialmente l'ingaggio nella primavera 1995[96], tesserandolo a partire dalla stagione seguente.[97] Il connazionale Diego Armando Maradona lo definì «miglior acquisto dell'anno».[98][99]

Zanetti esordì il 27 agosto 1995, nella prima giornata di campionato che vide l'Inter sconfiggere di misura il Vicenza (1-0).[100] Il 12 settembre debuttò invece nelle competizioni europee, in occasione della partita esterna di Coppa UEFA col Lugano.[101]

 
Zanetti all'inizio della stagione 1996-97.

Affermatosi come titolare nella stagione seguente[64], contribuì al terzo posto dei nerazzurri in campionato.[102] La squadra raggiunse inoltre la finale di Coppa UEFA, cedendo ai rigori contro lo Schalke 04[103]; in occasione della finale di ritorno, l'allenatore Roy Hodgson sostituì l'argentino con Nicola Berti a pochi minuti dalla fine dei supplementari.[104] Contrariato dalla scelta del tecnico, Zanetti litigò con quest'ultimo ma i due vennero divisi prima che il confronto sfociasse sul piano fisico.[105] Il calciatore si chiarirà successivamente con l'inglese.[106]

L'anno successivo, con l'arrivo di Luigi Simoni in panchina e di Ronaldo in campo[107], l'Inter contese il tricolore alla Juventus.[108] Il duello conobbe il proprio esito soltanto nello scontro diretto, vinto dai bianconeri tra le polemiche.[109] Seconda in campionato, l'Inter si consolò col successo in Coppa UEFA a spese della Lazio[110]: l'argentino siglò il raddoppio della formazione milanese[111], che trionfò col risultato di 3-0.[112]

1998-2001: un triennio difficileModifica

Nella stagione 1998-99 l'Inter, già considerata tra le favorite, rafforzò ulteriormente il proprio organico.[113] Malgrado il supporto dell'argentino — che il 28 ottobre 1998 indossò per la prima volta la fascia di capitano nel match di Coppa Italia contro il Castel di Sangro[114] i nerazzurri vissero una stagione anonima, su cui gravò l'esonero di Simoni.[115] Il tecnico fu sollevato dall'incarico dopo la vittoria contro la Salernitana, ottenuta con un gol di Zanetti nel recupero.[116] Destinati ad un campionato di secondo piano, i meneghini furono poi eliminati dal Parma in Coppa Italia (con l'argentino espulso nella gara di andata[117]) e dal Manchester United in Champions League.[118] Il campionato si concluse con l'ottavo posto, ma l'Inter fallì l'ultima chance per conquistare l'Europa perdendo lo spareggio col Bologna per la Coppa UEFA.[119]

Dal 1999 al 2001 la squadra fu guidata da Marcello Lippi prima e Marco Tardelli poi[120], senza però cogliere risultati di rilievo.[121] In due campionati furono conseguiti un quarto e quinto posto, mentre la formazione perse la finale di Coppa Italia contro la Lazio nel maggio 2000.[122] La stagione 2000-01 segnò invece la più rovinosa sconfitta nel derby di Milano, con un 6-0 in favore dei rossoneri.[123]

2001-2004: la gestione di Cúper e la parentesi di ZaccheroniModifica

L'estate 2001 segnò l'ingaggio di Héctor Cúper, voluto da Moratti per riportare la squadra al successo.[124] In tale periodo Zanetti diventò capitano, dopo aver vestito la fascia già negli anni precedenti per sostituire l'infortunato Ronaldo.[125] La stagione 2001-02 vide i nerazzurri in testa per gran parte del campionato, mentre in Coppa UEFA la compagine lombarda si arrese al Feyenoord in semifinale.[126] Lo Scudetto — apparso ormai una formalità — venne invece perso nella giornata conclusiva, quando il 4-2 subìto in casa della Lazio comportò il sorpasso di Juventus e Roma.[127] Cúper ottenne buoni risultati anche l'anno seguente, conducendo la Beneamata al secondo posto in campionato ed alla semifinale di Champions League con l'eliminazione (dopo due pareggi) ad opera del Milan.[128]

Più sofferta risultò la stagione 2003-04 con l'Inter che — oltre al duplice fallimento europeo —[129] disputò un campionato al di sotto delle aspettative, raggiungendo comunque il quarto posto e l'accesso alla Champions League.[130] Dall'estate 2004 Roberto Mancini (spesso avversario di Zanetti ai tempi della Lazio[131]) sostituì Alberto Zaccheroni, chiamato per rimpiazzare Cúper nell'ottobre 2003.[132]

2004-2008: le vittorie nazionali con ManciniModifica

La stagione 2004-05 segnò il ritorno dell'Inter alla vittoria, con la conquista della Coppa Italia.[133] Per l'argentino si trattò del secondo trofeo in nerazzurro, dopo la Coppa UEFA del 1998.[134] Aggiudicatasi la Supercoppa italiana ai danni della Juventus[135], l'Inter replicò il successo in coppa nazionale nel 2006.[136] Le conseguenze dello scandalo di Calciopoli consegnarono inoltre ai milanesi lo Scudetto, dopo il declassamento dei bianconeri.[137]

 
Zanetti alza al cielo la Coppa Italia 2005-2006, la quinta della storia interista.

Nel campionato 2006-07 un'Inter profondamente rinnovata bissò il trionfo sul campo, aggiudicandosi il tricolore con 5 giornate di anticipo e 97 punti in classifica.[138] I nerazzurri precedettero di 22 lunghezze la Roma, che fu la principale antagonista anche nel torneo successivo: a rappresentare un importante viatico fu lo scontro diretto del 27 febbraio 2008, in cui proprio il capitano realizzò il definitivo 1-1.[139] Nonostante la vittoria del terzo titolo consecutivo, giunto all'ultima giornata ancora davanti ai capitolini[140], Mancini non venne confermato in panchina: a pesare sull'esperienza del tecnico jesino furono infatti i modesti risultati europei, culminati nell'annuncio di un possibile addio dopo la sconfitta in Champions League col Liverpool nel marzo 2008.[141]

2008-2011: il biennio d'oro con Mourinho, il triplete e il Mondiale per clubModifica

Il successore di Mancini fu il portoghese José Mourinho[142], che vinse subito la Supercoppa italiana: nella sfida contro la Roma, conclusasi ai tiri di rigore, fu proprio l'argentino a realizzare il penalty decisivo.[143] Pur fallendo nuovamente in Europa[144], i nerazzurri si aggiudicarono il quarto Scudetto consecutivo.[145]

 
Zanetti durante la gara di UEFA Champions League 2009-2010 contro la Dinamo Kiev.

Ancor più ricca di successi si rivelò la stagione 2009-10, con l'Inter capace di centrare un treble mai riuscito a nessun'altra formazione italiana: dopo essersi aggiudicata la coppa nazionale e il quinto tricolore di fila, la formazione lombarda tornò a trionfare in Champions League dopo 45 anni piegando il Bayern Monaco.[146] A completare l'anno solare 2010 furono le vittorie in Supercoppa di lega e nel Mondiale per club, ottenute con Benítez in panchina.[147] Zanetti diede il proprio contributo alla conquista del titolo mondiale, realizzando un gol al Seongnam in semifinale.[148] In precedenza, il 20 ottobre 2010, il capitano era andato a segno contro il Tottenham in Champions League divenendo il più anziano marcatore del torneo (record poi superato da Inzaghi e Totti).[149] Il 15 gennaio 2011, nell'incontro col Bologna, eguagliò il primato di presenze in Serie A di Bergomi (con 519 gare all'attivo).[150] L'11 maggio successivo, nel ritorno delle semifinali di Coppa Italia con la Roma, disputò la millesima partita in carriera.[151] I nerazzurri si aggiudicarono poi il trofeo, l'ultimo vinto dall'argentino.[152]

2011-2014: gli ultimi traguardi e il ritiroModifica
 
Zanetti con il capitano del CSKA Mosca Sergej Ignaševič prima di una partita della UEFA Champions League 2011-2012.

Nell'ultimo periodo a Milano il calciatore non rimpinguò la sua bacheca, stabilendo comunque alcuni primati individuali.[153] Tra il 2011 e il 2012 superò infatti due record precedentemente raggiunti da Bergomi, divenendo il giocatore con più presenze nella storia dell'Inter,[5] nonché il nerazzurro più presente nel derby di Milano (Bergomi si fermò rispettivamente a 756 e 44 partite).[154]

In Champions League, oltre a toccare quota 100 presenze complessive, divenne il giocatore con più presenze da capitano nella storia della competizione (superando le 77 di Paolo Maldini).[155]

Nell'aprile 2013, pochi giorni dopo aver giocato la sua 1100ª partita in carriera, consolidando la sua quarta posizione tra i giocatori con più presenze nella storia del calcio,[156][157] si procurò la rottura del tendine di Achille del piede sinistro nella partita di campionato persa per 1-0 contro il Palermo.[158] Nonostante la gravità dell'infortunio, che mise in dubbio la prosecuzione della sua carriera calcistica,[159] Zanetti rientrò in campo durante la stagione 2013-2014,[159][160] l'ultima della sua carriera. L'ultima partita della sua carriera, in cui l'Inter è stata sconfitta per 2-1, è stata contro il Chievo il 18 maggio 2014.[161]

Nell'arco dei diciannove anni trascorsi in maglia nerazzurra, Zanetti è sceso in campo 858 volte: in 813 occasioni è partito da titolare (venendo sostituito in 42 partite), giocando per un totale di 73 284 minuti,[162] segnando 21 reti e ricevendo due sole espulsioni (la seconda delle quali nel 2011, ad oltre un decennio dalla prima).[163][164] Ha inoltre disputato consecutivamente 137 delle sue 615 partite in Serie A.[165] Essendosi ritirato a 40 anni e 281 giorni, è nella top ten dei giocatori più anziani ad aver mai calcato i campi di Serie A.

«Ho sognato di chiudere la mia carriera all'Inter, la mia casa, ed è un orgoglio poterlo fare.»

(Javier Zanetti, 6 maggio 2014[166])

NazionaleModifica

Nazionale maggioreModifica
1994-2002: il debutto, le prime competizioni e i due Mondiali disputatiModifica

Dopo il campionato del mondo 1994, la Nazionale argentina doveva essere completamente ricostruita.[167] Nel novembre del 1994, a seguito delle buone prestazioni con la maglia del Banfield, l'allora commissario tecnico della nazionale argentina, Daniel Passarella, inserì per la prima volta il nome di Zanetti nella lista dei convocati della Selección.[89]

Debuttò con la Nazionale maggiore a Santiago del Cile il 16 novembre 1994, a 21 anni, in una partita amichevole contro il Cile finita 3-0 per l'Argentina.[167]

Nel 1995 disputò Coppa re Fahd, torneo amichevole intitolato all'allora re dell'Arabia Saudita, che venne poi assorbito dalla FIFA nell'ambito della Confederations Cup.[168] L'Argentina perse in finale per 2-0 contro la Danimarca.[169] Nell'estate dello stesso anno Zanetti venne anche convocato per la Copa América in Uruguay, in cui l'Argentina uscì ai quarti di finale contro il Brasile, ai calci di rigore.[170]

Tre anni più tardi, Zanetti prese parte al campionato del mondo 1998 in Francia, debuttando nella competizione mondiale il 14 giugno a Tolosa, contro il Giappone (vittoria per 1-0).[171] Nei quarti di finale la Nazionale albiceleste venne eliminata dai Paesi Bassi, che prevalse sui sudamericani per 2-1.[172] Zanetti giocò da titolare tutte le cinque partite della nazionale argentina,[173] segnando un gol contro l'Inghilterra agli ottavi di finale.[174]

Nel 1999, nonostante il nuovo commissario tecnico Marcelo Bielsa avesse completamente rinnovato il gruppo della nazionale argentina, Zanetti venne convocato per la Copa América in Paraguay.[175] L'Argentina uscì dalla competizione nella fase a eliminazione diretta per mano del Brasile.[176]

Venne convocato da Bielsa anche per il campionato del mondo 2002, disputatosi in Corea del Sud e Giappone. Inserita in un girone con Nigeria, Svezia e Inghilterra, con Bielsa che rivoluzionò quasi interamente tutta la squadra lasciando tuttavia in campo Zanetti,[177] l'Argentina non raggiunse la fase a eliminazione diretta.[178]

2002-2011: le tre finali perse, la deludente Copa América 2011 e il congedoModifica
 
Zanetti impegnato in un'amichevole contro la Russia del 2009.

Il 7 giugno 2003 Zanetti indossò per la prima volta la fascia da capitano della Nazionale in una partita di Kirin Cup contro il Giappone, in cui segnò anche una rete.[179] L'anno successivo fu convocato per la Copa América 2004 in Perù.[180] La nazionale celeste perse la competizione in finale contro il Brasile, ai tiri di rigore (4-2 il finale). Zanetti prese parte anche alla Confederations Cup 2005, in cui Argentina e Brasile si affrontarono nuovamente in finale; il Brasile prevalse 4-1.

Nonostante Zanetti avesse giocato quasi tutte le gare di qualificazione al campionato del mondo 2006 e tutte quelle della Confederations Cup 2005, venne escluso da José Pekerman dall'elenco dei 23 convocati per la fase finale del Mondiale.[181] Tornò nel giro della nazionale sotto la guida di Alfio Basile, partecipando alla Copa América 2007 in Venezuela. La Selección venne eliminata in finale, a Maracaibo, ancora dal Brasile, che s'impose per 2-1.[182]

Divenuto capitano dopo il congedo di Roberto Ayala,[183] nel novembre 2007 Zanetti timbrò la sua 116ª presenza con la maglia dell'Argentina, superando il record di partite giocate per la Nazionale albiceleste appartenuto fino ad allora proprio ad Ayala.[8] Mantenne la fascia fino al 2008, quando il nuovo CT Diego Armando Maradona preferì affidarla a Javier Mascherano.[184]

Non convocato da Maradona per il Mondiale in Sudafrica, Zanetti fu tuttavia inserito da Sergio Batista nella lista dei 23 convocati per la Copa América 2011, disputata in casa.[185] Per Zanetti fu la quarta partecipazione al torneo. La squadra venne eliminata ai quarti dall'Uruguay, ai rigori.[186] Zanetti in quell'occasione disputò la 22ª presenza in Copa América, diventando il calciatore argentino con più presenze nella competizione sudamericana, staccando i connazionali José Salomón e Oscar Ruggeri.[187] Fu l'ultima delle 145 partite di Zanetti in maglia albiceleste (138 da titolare); in totale ha giocato 12.329 minuti, segnando cinque reti.[162]

 
Zanetti inseguito da Cristiano Ronaldo durante una partita con il Portogallo del 2011.
Nazionale olimpicaModifica

Tra il 1995 e il 1996, Zanetti, oltre a giocare con la Nazionale maggiore, disputò alcuni incontri con la selezione olimpica.[188]

Nel marzo del 1995, a Mar del Plata, in Argentina, si disputò la XII edizione dei Giochi panamericani, i giochi che vedono in competizione atleti dei paesi del continente americano.[189] Nel calcio, la Nazionale olimpica argentina arrivò fino alla finale contro il Messico, vincendo ai rigori.[190] L'Argentina conquistò per la quarta volta l'oro panamericano, con Zanetti che disputò tutte le partite della competizione.[190]

Tra il luglio e l'agosto del 1996 ad Atlanta si svolse la XXVI edizione dei Giochi olimpici, e venne disputato il ventiduesimo torneo olimpico di calcio.[188] La Nazionale olimpica argentina, sempre guidata dal commissario tecnico della Nazionale maggiore Passarella, fu formata da calciatori giovani, ma con esperienza, e che poi diventeranno titolari della Nazionale maggiore negli anni successivi, tra cui Zanetti.[188] Il 3 agosto, ad Athens, si disputò la finale del XXVI torneo olimpico fra Argentina e Nigeria, vinta dagli africani per 3-2.[191] La Nazionale argentina conquistò quindi la medaglia d'argento, la prima dopo quella ad Amsterdam del 1928.[188]

Nel 2004 ebbe l'occasione di disputare da fuoriquota il torneo olimpico, che poi l'Argentina vinse, ma rifiutò la convocazione per allenarsi con l'Inter.[192]

In totale, con la maglia della nazionale olimpica, Zanetti ha giocato 1080 minuti in 12 partite, tutte da titolare e senza mai essere sostituito.[162]

DirigenteModifica

Ritiratosi, nel 2014 è stato nominato vicepresidente dell'Inter da Erick Thohir, presidente del club.[193][194]

StatisticheModifica

Presenze e reti nei clubModifica

Statistiche aggiornate al 18 maggio 2014.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1992-1993   Talleres PB 33 1 - - - - - - - - - 33 1
1993-1994   Banfield A+C 19+18 1+0 - - - - - - - - - 37 1
1994-1995 A+C 19+10 2+1 - - - - - - - - - 29 3
Totale Banfield 66 4 - - - - - - 66 4
1995-1996   Inter A 32 2 CI 5 0 CU 2 0 - - - 39 2
1996-1997 A 33 3 CI 5 1 CU 12 0 - - - 50 4
1997-1998 A 28 0 CI 4 0 CU 9 2 - - - 41 2
1998-1999 A 34+2[195] 3 CI 5 0 UCL 9 1 - - - 50 4
1999-2000 A 34+1[196] 1 CI 8 1 - - - - - - 43 2
2000-2001 A 29 0 CI 1 0 CU 4 0 - - - 34 0
2001-2002 A 33 0 CI 1 1 CU 10 1 - - - 44 2
2002-2003 A 34 1 CI 1 0 UCL 18 0 - - - 53 1
2003-2004 A 34 0 CI 5 0 UCL+CU 6+6 0 - - - 51 0
2004-2005 A 35 0 CI 3 0 UCL 11 0 - - - 49 0
2005-2006 A 25 0 CI 5 0 UCL 8 0 SI 1 0 39 0
2006-2007 A 37 1 CI 4 0 UCL 8 0 SI 1 0 50 1
2007-2008 A 38 1 CI 4 0 UCL 8 0 SI 1 0 51 1
2008-2009 A 38 0 CI 4 0 UCL 8 0 SI 1 0 51 0
2009-2010 A 37 0 CI 4 0 UCL 13 0 SI 1 0 55 0
2010-2011 A 35 0 CI 5 0 UCL 8 1 SI+SU+Cmc 1+1+2 0+0+1 52 2
2011-2012 A 34 0 CI 2 0 UCL 8 0 SI 1 0 45 0
2012-2013 A 33 0 CI 4 0 UEL 11[197] 0 - - - 48 0
2013-2014 A 12 0 CI 1 0 - - - - - - 13 0
Totale Inter 615+3 12 71 3 159 5 10 1 858 21
Totale carriera 714+3 17 71 3 159 5 10 1 957 26

Cronologia presenze e reti in nazionaleModifica

Vanta 145 presenze in nazionale, di cui 25 da capitano.[7] Ha segnato 5 reti: 2 in amichevole, una in Kirin Cup, una ai Mondiali e una alle qualificazioni ai Mondiali.[7]

A ciò vanno aggiunte 12 presenze nell'Argentina Olimpica.[7]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Argentina
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
16-11-1994 Santiago del Cile Cile   0 – 3   Argentina Amichevole -
21-12-1994 Buenos Aires Argentina   1 – 0   Romania Amichevole - [198]
27-12-1994 Buenos Aires Argentina   1 – 0   Jugoslavia Amichevole -
8-1-1995 Riyadh Argentina   5 – 1   Giappone Conf. Cup 1995 - 1º turno -
10-1-1995 Riyadh Nigeria   0 – 0   Argentina Conf. Cup 1995 - 1º turno -
13-1-1995 Riyadh Danimarca   2 – 0   Argentina Conf. Cup 1995 - Finale -   30’
14-2-1995 Mendoza Argentina   4 – 1   Bulgaria Amichevole -
13-5-1995 Johannesburg Sudafrica   1 – 1   Argentina Mandela Cup -
31-5-1995 Cordoba Argentina   1 – 0   Perù Copa Municipalidad de Córdoba[199][200] -
14-6-1995 Rosario Argentina   2 – 1   Paraguay Amichevole - [201]
22-6-1995 Mendoza Argentina   6 – 0   Slovacchia Amichevole 1 [202]
30-6-1995 Quilmes Argentina   2 – 0   Australia Copa Provincia de Buenos Aires[203] -
8-7-1995 Paysandú Argentina   2 – 1   Bolivia Coppa America 1995 - 1º turno -
11-7-1995 Paysandú Argentina   4 – 0   Cile Coppa America 1995 - 1º turno -
17-7-1995 Rivera Argentina   2 – 2 dts
(2 - 4 dcr)
  Brasile Coppa America 1995 - Quarti di finale -
20-9-1995 Madrid Spagna   2 – 1   Argentina Amichevole -
11-10-1995 Buenos Aires Argentina   0 – 0   Colombia Amichevole -
8-11-1995 Buenos Aires Argentina   0 – 1   Brasile Copa 50imo Aniversario de Clarín[204] -
24-4-1996 Buenos Aires Argentina   3 – 1   Bolivia Qual. Mondiali 1998 -
2-6-1996 Quito Ecuador   2 – 0   Argentina Qual. Mondiali 1998 -
20-6-1996 Tucumán Argentina   2 – 0   Polonia Amichevole - [205]
7-7-1996 Lima Perù   0 – 0   Argentina Qual. Mondiali 1998 -
1-9-1996 Buenos Aires Argentina   1 – 1   Paraguay Qual. Mondiali 1998 -   86’
15-12-1996 Buenos Aires Argentina   1 – 1   Cile Qual. Mondiali 1998 -
6-7-1997 Asunción Paraguay   1 – 2   Argentina Qual. Mondiali 1998 -   51’
20-7-1997 Buenos Aires Argentina   2 – 0   Venezuela Qual. Mondiali 1998 -
10-9-1997 Santiago del Cile Cile   1 – 2   Argentina Qual. Mondiali 1998 -   86’
12-10-1997 Buenos Aires Argentina   0 – 0   Uruguay Qual. Mondiali 1998 -   63’
29-4-1998 Rio de Janeiro Brasile   0 – 1   Argentina Amichevole -
14-5-1998 Cordoba Argentina   5 – 0   Bosnia ed Erzegovina Amichevole 1
19-5-1998 Mendoza Argentina   1 – 0   Cile Amichevole -
25-5-1998 Buenos Aires Argentina   2 – 0   Sudafrica Amichevole -
14-6-1998 Tolosa Argentina   1 – 0   Giappone Mondiali 1998 - 1º turno -
21-6-1998 Parigi Argentina   5 – 0   Giamaica Mondiali 1998 - 1º turno -
26-6-1998 Bordeaux Argentina   1 – 0   Croazia Mondiali 1998 - 1º turno -   67’
30-6-1998 Saint-Etienne Argentina   2 – 2 dts
(4 - 3 dcr)
  Inghilterra Mondiali 1998 - Ottavi di finale 1
4-7-1998 Marsiglia Paesi Bassi   2 – 1   Argentina Mondiali 1998 - Quarti di finale -
31-3-1999 Amsterdam Paesi Bassi   1 – 1   Argentina Amichevole -
9-6-1999 Chicago Messico   2 – 2   Argentina Amichevole -
13-6-1999 Washington D.C. Stati Uniti   1 – 0   Argentina Amichevole -
26-6-1999 Buenos Aires Argentina   0 – 0   Lituania Amichevole -
1-7-1999 Luque Argentina   3 – 1   Ecuador Coppa America 1999 - 1º turno -
4-7-1999 Luque Argentina   0 – 3   Colombia Coppa America 1999 - 1º turno -   68’
11-7-1999 Ciudad del Este Brasile   2 – 1   Argentina Coppa America 1999 - Quarti di finale -
4-9-1999 Buenos Aires Argentina   2 – 0   Brasile Copa Zero Hora[206] -
7-9-1999 Porto Alegre Brasile   4 – 2   Argentina Copa Zero Hora[206] -
13-10-1999 Cordoba Argentina   2 – 0   Colombia Amichevole -
17-11-1999 Siviglia Spagna   0 – 2   Argentina Amichevole -
23-2-2000 Londra Inghilterra   0 – 0   Argentina Amichevole -
29-3-2000 Buenos Aires Argentina   4 – 1   Cile Qual. Mondiali 2002 -
26-4-2000 Maracaibo Venezuela   0 – 4   Argentina Qual. Mondiali 2002 -   66’
4-6-2000 Buenos Aires Argentina   1 – 0   Bolivia Qual. Mondiali 2002 -   72’
29-6-2000 Bogotà Colombia   1 – 3   Argentina Qual. Mondiali 2002 -
19-7-2000 Buenos Aires Argentina   2 – 0   Ecuador Qual. Mondiali 2002 -
26-7-2000 San Paolo Brasile   3 – 1   Argentina Qual. Mondiali 2002 -   38’
28-2-2001 Roma Italia   1 – 2   Argentina Amichevole -
28-3-2001 Buenos Aires Argentina   5 – 0   Venezuela Qual. Mondiali 2002 -   62’
25-4-2001 La Paz Bolivia   3 – 3   Argentina Qual. Mondiali 2002 -   60’
3-6-2001 Buenos Aires Argentina   3 – 0   Colombia Qual. Mondiali 2002 -
15-8-2001 Quito Ecuador   0 – 2   Argentina Qual. Mondiali 2002 -
5-9-2001 Buenos Aires Argentina   2 – 1   Brasile Qual. Mondiali 2002 -
7-10-2001 Asunción Paraguay   2 – 2   Argentina Qual. Mondiali 2002 -
8-11-2001 Buenos Aires Argentina   2 – 0   Perù Qual. Mondiali 2002 -
14-11-2001 Montevideo Uruguay   1 – 1   Argentina Qual. Mondiali 2002 -
27-3-2002 Ginevra Argentina   2 – 2   Camerun Amichevole -   46’
17-4-2002 Stoccarda Germania   0 – 1   Argentina Amichevole -
2-6-2002 Kashima Argentina   1 – 0   Nigeria Mondiali 2002 - 1º turno -
7-6-2002 Sapporo Argentina   0 – 1   Inghilterra Mondiali 2002 - 1º turno -
12-6-2002 Rifu Svezia   1 – 1   Argentina Mondiali 2002 - 1º turno -
20-11-2002 Saitama Giappone   0 – 2   Argentina Amichevole -
12-2-2003 Amsterdam Paesi Bassi   1 – 0   Argentina Amichevole -
8-6-2003 Osaka Giappone   1 – 4   Argentina Kirin Cup 1 cap.
11-6-2003 Seul Corea del Sud   0 – 1   Argentina Amichevole - cap.
20-8-2003 Firenze Argentina   3 – 2   Uruguay Amichevole -
6-9-2003 Buenos Aires Argentina   2 – 2   Cile Qual. Mondiali 2006 -
9-9-2003 Caracas Venezuela   0 – 3   Argentina Qual. Mondiali 2006 -
15-11-2003 Buenos Aires Argentina   3 – 0   Bolivia Qual. Mondiali 2006 -
19-11-2003 Barranquilla Colombia   1 – 1   Argentina Qual. Mondiali 2006 -
28-4-2004 Casablanca Marocco   0 – 1   Argentina Amichevole -
2-6-2004 Belo Horizonte Brasile   3 – 1   Argentina Qual. Mondiali 2006 - cap.   81’
27-6-2004 Miami Argentina   0 – 2   Colombia Amichevole -   20’
30-6-2004 East Rutherford Argentina   2 – 1   Perù Amichevole -
7-7-2004 Chiclayo Argentina   6 – 1   Ecuador Coppa America 2004 - 1º turno -
10-7-2004 Chiclayo Argentina   0 – 1   Messico Coppa America 2004 - 1º turno -   45’
13-7-2004 Piura Argentina   4 – 1   Uruguay Coppa America 2004 - 1º turno -
17-7-2004 Chiclayo Perù   0 – 1   Argentina Coppa America 2004 - Quarti di finale -
20-7-2004 Lima Argentina   3 – 0   Colombia Coppa America 2004 - Semifinale - cap.
25-7-2004 Lima Argentina   2 – 2 dts
(2 - 4 dcr)
  Brasile Coppa America 2004 - Finale - 2º Posto
4-9-2004 Lima Perù   1 – 3   Argentina Qual. Mondiali 2006 - cap.
9-10-2004 Buenos Aires Argentina   4 – 2   Uruguay Qual. Mondiali 2006 1
13-10-2004 Santiago del Cile Cile   0 – 0   Argentina Qual. Mondiali 2006 -
17-11-2004 Buenos Aires Argentina   3 – 2   Venezuela Qual. Mondiali 2006 -   75’
9-2-2005 Düsseldorf Germania   2 – 2   Argentina Amichevole -
30-3-2005 Buenos Aires Argentina   1 – 0   Colombia Qual. Mondiali 2006 -
4-6-2005 Quito Ecuador   2 – 0   Argentina Qual. Mondiali 2006 - cap.
8-6-2005 Buenos Aires Argentina   3 – 1   Brasile Qual. Mondiali 2006 -   71’
15-6-2005 Colonia Argentina   2 – 1   Tunisia Conf. Cup 2005 - 1º turno - cap.   79’
18-6-2005 Norimberga Australia   2 – 4   Argentina Conf. Cup 2005 - 1º turno -
21-6-2005 Norimberga Argentina   2 – 2   Germania Conf. Cup 2005 - 1º turno -
26-6-2005 Hannover Messico   1 – 1 dts
(5 - 6 dcr)
  Argentina Conf. Cup 2005 - Semifinale -
29-6-2005 Francoforte Brasile   4 – 1   Argentina Conf. Cup 2005 - Finale - 2º Posto
12-11-2005 Ginevra Argentina   2 – 3   Inghilterra Amichevole -
7-2-2007 Parigi Francia   0 – 1   Argentina Amichevole -
2-6-2007 Basilea Svizzera   1 – 1   Argentina Amichevole -
5-6-2007 Barcellona Argentina   4 – 3   Algeria Amichevole -
28-6-2007 Maracaibo Argentina   4 – 1   Stati Uniti Coppa America 2007 - 1º turno -
2-7-2007 Maracaibo Argentina   4 – 2   Colombia Coppa America 2007 - 1º turno -
5-7-2007 Barquisimeto Argentina   1 – 0   Paraguay Coppa America 2007 - 1º turno - cap.
8-7-2007 Barquisimeto Argentina   4 – 0   Perù Coppa America 2007 - Quarti di finale -
11-7-2007 Puerto Ordaz Messico   0 – 3   Argentina Coppa America 2007 - Semifinale -
15-7-2007 Maracaibo Brasile   3 – 0   Argentina Coppa America 2007 - Finale -   2º Posto
22-8-2007 Oslo Norvegia   2 – 1   Argentina Amichevole - cap.
11-9-2007 Melbourne Australia   0 – 1   Argentina Amichevole - cap.
13-10-2007 Buenos Aires Argentina   2 – 0   Cile Qual. Mondiali 2010 - cap.
16-10-2007 Maracaibo Venezuela   0 – 2   Argentina Qual. Mondiali 2010 - cap.
17-11-2007 Buenos Aires Argentina   3 – 0   Bolivia Qual. Mondiali 2010 - cap.
20-11-2007 Bogotà Colombia   2 – 1   Argentina Qual. Mondiali 2010 - cap.
26-3-2008 Il Cairo Egitto   0 – 2   Argentina Amichevole - cap.
4-6-2008 San Diego Argentina   4 – 1   Messico Amichevole - cap.
8-6-2008 San Diego Stati Uniti   0 – 0   Argentina Amichevole - cap.
  77’
15-6-2008 Buenos Aires Argentina   1 – 1   Ecuador Qual. Mondiali 2010 - cap.
18-6-2008 Belo Horizonte Brasile   0 – 0   Argentina Qual. Mondiali 2010 - cap.
20-8-2008 Minsk Bielorussia   0 – 0   Argentina Amichevole - cap.
6-9-2008 Buenos Aires Argentina   1 – 1   Paraguay Qual. Mondiali 2010 - cap.
10-9-2008 Lima Perù   1 – 1   Argentina Qual. Mondiali 2010 - cap.
11-10-2008 Buenos Aires Argentina   2 – 1   Uruguay Qual. Mondiali 2010 - cap.
15-10-2008 Santiago del Cile Cile   1 – 0   Argentina Qual. Mondiali 2010 - cap.
  72’
19-11-2008 Glasgow Scozia   0 – 1   Argentina Amichevole -
11-2-2009 Marsiglia Francia   0 – 2   Argentina Amichevole -
28-3-2009 Buenos Aires Argentina   4 – 0   Venezuela Qual. Mondiali 2010 -
1-4-2009 La Paz Bolivia   6 – 1   Argentina Qual. Mondiali 2010 -
6-6-2009 Buenos Aires Argentina   1 – 0   Colombia Qual. Mondiali 2010 -   46’
10-6-2009 Quito Ecuador   2 – 0   Argentina Qual. Mondiali 2010 - cap. dall'82'[207]
12-8-2009 Mosca Russia   2 – 3   Argentina Amichevole -
5-9-2009 Rosario Argentina   1 – 3   Brasile Qual. Mondiali 2010 -
9-9-2009 Asunción Paraguay   1 – 0   Argentina Qual. Mondiali 2010 -
7-9-2010 Buenos Aires Argentina   4 – 1   Spagna Amichevole -
17-11-2010 Doha Argentina   1 – 0   Brasile Amichevole -
9-2-2011 Ginevra Portogallo   1 – 2   Argentina Amichevole -   61’
27-3-2011 East Rutherford Stati Uniti   1 – 1   Argentina Amichevole -
20-6-2011 Buenos Aires Argentina   4 – 0   Albania Amichevole -
1-7-2011 La Plata Argentina   1 – 1   Bolivia Coppa America 2011 - 1º turno -
6-7-2011 Santa Fe Argentina   0 – 0   Colombia Coppa America 2011 - 1º turno -
11-7-2011 Córdoba Argentina   3 – 0   Costa Rica Coppa America 2011 - 1º turno -   37’
16-7-2011 Santa Fe Argentina   1 – 1 dts
(4 - 5 dcr)
  Uruguay Coppa America 2011 - Quarti di finale -
Totale Presenze (2º posto) 145 Reti 5
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale (partite non ufficiali) ― Argentina
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
14-11-1999 Barcellona Espanyol 2 – 0   Argentina Amichevole[208] -   61’
10-11-2001 Buenos Aires   Argentina 6 – 3   Resto del Mondo Amichevole[209] -   46’
23-5-2002 Naraha Kashima Antlers 1 – 5   Argentina Amichevole[210] - cap.   46’
Totale Presenze 3 Reti 0
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Argentina Olimpica
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
12-3-1995 Mar del Plata   Argentina olimpica 3 – 0   Stati Uniti olimpica Giochi Panamericani 1995 - 1º turno -
14-3-1995 Mar del Plata   Argentina olimpica 2 – 2   Honduras olimpica Giochi Panamericani 1995 - 1º turno -
16-3-1995 Mar del Plata   Argentina olimpica 1 – 0   Paraguay olimpica Giochi Panamericani 1995 - 1º turno -
18-3-1995 Mar del Plata   Argentina olimpica 1 – 0   Cile olimpica Giochi Panamericani 1995 - Quarti -
21-3-1995 Mar del Plata   Argentina olimpica 3 – 2   Honduras olimpica Giochi Panamericani 1995 - Semifinale -
24-3-1995 Mar del Plata   Argentina olimpica 0 – 0 d.t.r.
(5 - 4 d.c.r.)
  Messico olimpica Giochi Panamericani 1995 - Finale -   Oro panamericano
20-7-1996 Birmingham   Stati Uniti olimpica 1 – 3   Argentina olimpica Olimpiadi 1996 - 1º turno -
22-7-1996 Washington   Argentina olimpica 1 – 1   Portogallo olimpica Olimpiadi 1996 - 1º turno -
24-7-1996 Birmingham   Argentina olimpica 1 – 1   Tunisia olimpica Olimpiadi 1996 - 1º turno -
27-7-1996 Birmingham   Argentina olimpica 4 – 0   Spagna olimpica Olimpiadi 1996 - Quarti -
30-7-1996 Athens   Argentina olimpica 2 – 0   Portogallo olimpica Olimpiadi 1996 - Semifinale -
3-8-1996 Athens   Nigeria olimpica 3 – 2   Argentina olimpica Olimpiadi 1996 - Finale -   Argento olimpico
Totale Presenze 12 Reti 0
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale (partite non ufficiali) ― Argentina Olimpica
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
2-3-1995 Mar del Plata   Argentina olimpica 3 – 0   Paraguay olimpica Copa Mercosur - Semifinale[211][212] -
Totale Presenze 1 Reti 0

RecordModifica

Durante la sua carriera Zanetti è riuscito a battere diversi record:

  • Giocatore straniero con più presenze in Serie A, 615.[213][214]
  • Giocatore extra europeo con più presenze nelle competizioni UEFA per club, 160[215].
  • Giocatore con più presenze in Champions League da capitano, 82.[155][216]
  • Marcatore più anziano della UEFA Champions League, in Inter-Tottenham 4-3, a 37 anni e 71 giorni[217][218] fino al gol di Inzaghi contro il Real Madrid.
  • Marcatore più anziano della Coppa del mondo per club FIFA, in Seongnam-Inter 0-3, a 37 anni e 127 giorni.[219]
  • Giocatore straniero più anziano ad aver giocato una partita di Serie A: in Chievo Verona-Inter del 18 maggio 2014 è sceso in campo a 40 anni e 282 giorni.[220]

Nell'InterModifica

  • Giocatore con più presenze, 858.[221]
  • Giocatore con più minuti giocati, 73.284.[162]
  • Giocatore con più presenze in Serie A, 615, più 3 spareggi.[221]
  • Giocatore con più presenze in Supercoppa italiana, 7.[221]
  • Giocatore con più presenze nelle competizioni UEFA per club, 160.[221][222]
  • Giocatore con più presenze in UEFA Champions League, 97 più 8 nei preliminari.
  • Giocatore con più presenze consecutive tra Serie A e Champions League, 167 gare da Milan-Inter 3-4 del 28 ottobre 2006 a Inter-Cska Mosca del 31 marzo 2010.[223]
  • Giocatore con più presenze nei derby di Milano, 47.[154]
  • Marcatore più anziano della UEFA Champions League, in Inter-Tottenham 4-3, a 37 anni e 71 giorni.[218]
  • Marcatore più anziano della Coppa del mondo per club FIFA, in Seongnam-Inter 0-3, a 37 anni e 127 giorni.[219]
  • Giocatore con più stagioni da capitano[224] (13[4]).
  • Giocatore più vincente della storia dell'Inter, con 16 trofei conquistati: 5 Campionati italiani, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Champions League, 1 Coppa UEFA e 1 Coppa del mondo per club.[225]
  • Capitano più vincente della storia dell'Inter, con 15 trofei conquistati: 5 Campionati italiani, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Champions League e 1 Coppa del mondo per club.[226]

Nella nazionale argentinaModifica

  • Secondo giocatore con più presenze, 145.[187][227]
  • Giocatore con più presenze in Coppa America, 22.[187][227]
  • Giocatore con più presenze in Confederations Cup, 8.[7]

PalmarèsModifica

IndividualeModifica

2003, 2007, 2008, 2009, 2010[228]
2010[229]
Serie A 2001-2002[230]
2004
2010[48]
2011[10]
2012[49]
  • Premio alla fedeltà AIC: 1
2012[231]
2014
2016[232]
2017[233]
2018

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ 618 (12) se si comprendono gli spareggi delle stagioni 1998-1999 e 1999-2000.
  2. ^ 13 (0) se si comprendono le amichevoli non ufficiali con la Nazionale Olimpica argentina.
  3. ^ 148 (5) se si comprendono le amichevoli non ufficiali con la Nazionale argentina.
  4. ^ a b Zanetti indossò stabilmente la fascia da capitano dell'Inter a partire dal 1999, per un totale di 15 stagioni, ma la sua investitura avvenne nella stagione 2001-2002: nel biennio precedente, l'argentino aveva ricoperto la carica in sostituzione dell'infortunato Ronaldo, il quale gli cedette la fascia nel novembre 2001, di comune accordo col tecnico Héctor Cúper (cfr. inter.it).
  5. ^ a b Zanetti 757: record assoluto, superato Bergomi, su inter.it, 20 settembre 2011. URL consultato il 19 maggio 2012.
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BibliografiaModifica

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  • Andrea Monti, Sergio Gavardi, Umberto Zapelloni, Javier Zanetti: c'è solo un capitano, Milano, La Gazzetta dello Sport, 2014, ISSN 2039-7577 (WC · ACNP).
  • Javier Zanetti, Capitano e gentiluomo, Milano, Rizzoli, 2009, ISBN 978-88-17-03299-5.
  • Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, vol. 26 (2009-2010), Milano, La Gazzetta dello Sport, 29 ottobre 2012.

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