Jean-Jacques Dessalines

militare e politico haitiano
Giacomo I
Jean Jacques Dessalines.jpg
Imperatore di Haiti
In carica 22 settembre 1804 – 17 ottobre 1806
Predecessore Se stesso (come governatore generale)
Successore Henri Christophe come Capo dello Stato di Haiti (Nord)

Alexandre Sabes Pétion come Presidente della Repubblica di Haiti (Sud)

Nome completo Jean-Jacques Dessalines
Nascita Grande-Rivière-du-Nord, Haiti, 20 settembre 1758
Morte Pont-Rouge, Haiti, 17 ottobre 1806
Dinastia Dessalines
Consorte Marie-Claire Bonheur
Figli Marie-Françoise Dessalines

Célestine Dessalines

Jacques Dessalines

Jeanne-Sophie Dessalines

Pierre-Louis Dessalines

Albert Dessalines

Serine Dessalines

Suprême Dessalines

Innocent Dessalines

Dorimène Dessalines

Jacques Météllus Dessalines

Jean-Jacques Dessalines

Governatore generale di Haiti
Durata mandato 1º gennaio 1804 –
22 settembre 1804
Predecessore Nessuno
Successore Se stesso (come imperatore)

Jean-Jacques Dessalines (Grande-Rivière-du-Nord, 20 settembre 1758Pont-Rouge, 17 ottobre 1806) è stato un militare e politico haitiano, che governò Haiti dal 1º gennaio al 22 settembre 1804 come Governatore generale e dall'8 ottobre 1804 al 17 ottobre 1806 come Imperatore di Haiti con il nome di Giacomo I.

Era soprannominato il "Napoleone nero" [1] .

Indice

La ribellione contro la schiavitùModifica

Nato in una piantagione di canna da zucchero nella regione del Grande-Rivière-du-Nord, nella colonia francese di Santo Domingo da schiavi neri importati dall'Africa il 20 settembre 1758, Jean-Jacques Dessalines lavorò dapprima come schiavo di un francese di nome Henry Duclos, da cui inizialmente prese il cognome, per poi cambiarlo in Dessalines dopo la proclamazione dell'indipendenza. Dopo essere stato venduto ad uno schiavo affrancato sotto cui lavorava in migliori condizioni, nel 1789 decise di fuggire e si diede alla macchia, divenendo uno schiavo fuggiasco (chiamati cimarroni o maroons). Si unì successivamente alla ribellione degli schiavi neri, incitata dal sacerdote vudù Boukman, che il 14 agosto 1791, nel Boys-Caiman, nel corso di una cerimonia segreta bevve il sangue di un maiale nero, dando inizio alla ribellione nera.

Dopo i sommari massacri di alcune centinaia di schiavi attuati vero i loro padroni bianchi e le immediate esecuzioni sommarie, i ribelli trovarono una guida salda nel condottiero Toussaint Louverture, un ex-schiavo affrancato che si pose a capo delle truppe ribelli contro il corpo di guarnigione francese presente sull'isola, contando sull'appoggio delle truppe spagnole presenti nella metà orientale di Santo Domingo, che era colonia di Madrid. Fu proprio qui che Dessalines si recò, incontrando il grande leader nero e mettendosi ai suoi ordini, venendo promosso prima tenente e poi capo di Stato maggiore di Louverture.

In guerra si dimostrò un ottimo soldato e si comportò con coraggio, facendosi notare però anche per l'eccessiva ferocia con cui trattava i prigionieri che gli capitavano sotto mano, che faceva decapitare o impiccare sul posto. Lo stesso Toussaint disapprovava questi atteggiamenti, ma bisognava tener conto che gli stessi schiavi neri erano sottoposti dai loro padroni bianchi a torture e sevizie di ogni tipo per minarne lo spirito di ribellione, come spargere sulle ferite da frustate sale, pepe e limone, riempire il retto degli schiavi ribelli con polvere da sparo (poi fatta saltare) o immergerli in un calderone pieno di succo di canna da zucchero bollente. Dopo che nel 1794 la Francia rivoluzionaria abolì la schiavitù nelle colonie, Toussaint Louverture tornò dalla parte dei francesi, combattendo per loro contro gli spagnoli e poi contro gli inglesi, che avevano occupato una fascia costiera dell'isola. Tutti questi successi portarono al lento cammino di Santo Domingo verso l'indipendenza, tanto che nel luglio del 1801 il condottiero nero proclamò la libertà per tutti gli abitanti di Santo Domingo.

La reazione francese e l'indipendenza di HaitiModifica

 
Statua di Dessalines a Cap-Haïtien

Quando però nel 1802 Napoleone, divenuto Primo Console di Francia, inviò nei Caraibi un esercito di 60.000 uomini al comando del cognato Leclerc (marito di sua sorella Paolina Bonaparte) per ristabilirvi l'autorità di Parigi, si riaccese la guerra. Le truppe di Toussaint riuscirono a resistere per tre mesi con azioni di guerriglia, ma alla fine il generale nero dovette arrendersi il 6 maggio 1802 e giurare fedeltà alla Francia; Leclerc però non mantenne la parola e lo fece arrestare e deportare in Francia, dove morì in prigionia un anno dopo.

Fu allora lo stesso Dessalines a prendere le redini della rivoluzione, aiutato anche dal sadismo e dalla ferocia del generale francese, che attuò una politica di sterminio e deportazione verso la popolazione, oltre che dalle malattie tropicali, che decimarono l'esercito invasore, incluso il proprio comandante. Il nuovo generale Marie-Joseph Donatien de Vimeur de Rochambeau attuò una repressione simile a quella del suo predecessore, che anche la controparte nera attuò per ordine di Dessalines, il quale fece giustiziare tra i 5000 e i 10.000 soldati francesi. Il generale riuscì anche ad allearsi con l'Inghilterra, che sottopose l'isola a blocco navale, che costrinse i francesi a capitolare il 30 novembre 1803, reimbarcandosi per la Francia. Infine, il 1º gennaio 1804, Dessalines proclamò a Gonaïves l'indipendenza dell'isola, ribattezzata Haiti in omaggio alla prima denominazione fatta dai primi abitanti indigeni, Ayti.

Fu così che si formò la prima Repubblica nera della Storia e il secondo Stato indipendente in America dopo gli Stati Uniti. Lo stesso Dessalines venne proclamato Governatore a vita di Haiti, ma da subito dovette affrontare enormi problemi, sia esteri che interni: la rivalità fra neri e mulatti, l'analfabetismo dilagante, il mancato riconoscimento delle altre potenze europee e degli Stati Uniti, la sconfessione della Chiesa cattolica, che richiamò tutti i prelati dell'isola e non inviò altri sacerdoti fino al 1860. Quindi, dopo aver ordinato nei primi mesi successivi all'indipendenza la strage della quasi totalità dei piantatori bianchi francesi, il 22 settembre 1804 si auto-proclamò Imperatore di Haiti con il nome di Giacomo I, venendo solennemente incoronato a Cap-Haitien l'8 ottobre dello stesso anno.

Il breve regno e la morteModifica

 
Dessalines raffigurato sulla banconota da 1 gourde del 1916

Il nuovo imperatore Giacomo I si rivelò un regnante dispotico e spietato: poiché le potenze coloniali avevano sottoposto Haiti ad un embargo commerciale che impediva le esportazioni di zucchero e caffè, principali risorse dell'economica isolana, l'imperatore ordinò che ogni haitiano fosse mobilitato come soldato per prevenire invasioni straniere o come bracciante nell'agricoltura per impedire il tracollo economico del neonato Stato. Questo generò molto malcontento tra la popolazione, che credeva di essere ritornata in schiavitù, e anche molti membri del suo entourage politico e militare, tra cui alcuni eroi della guerra d'indipendenza come Henri Christophe e Alexandre Sabes Pétion, tramarono contro di lui per deporlo. Ci riuscirono il 17 ottobre 1806, quando ci fu un sollevamento militare nella capitale Port-au-Prince, dove Dessalines fu ucciso dai suoi stessi soldati, a 48 anni. Dopo di lui Haiti si divise in due parti: a nord uno stato, poi divenuto regno, con a capo Henri Christophe, a sud una Repubblica con Alexandre Sabes Pétion presidente.

CuriositàModifica

A Jean-Jacques Dessalines si devono sia l'inno nazionale di Haiti, La Dessaliennes, scritto e musicato nel 1904, oltre che alla prima versione della bandiera haitiana, nata il 18 maggio 1803 e ricalcata sul tricolore francese.

NoteModifica

  1. ^ Madison Smartt Bell, Il Napoleone nero, Alet, 2008

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Predecessore Governatore generale di Haiti Successore  
nessuno 1º gennaio - 22 settembre 1804 Se stesso come Imperatore d'Haiti
Predecessore Imperatore di Haiti Successore  
Se stesso come Governatore generale di Haiti 22 settembre 1804 - 17 ottobre 1806 Henri Christophe come Capo dello Stato di Haiti (Nord)

Alexandre Sabes Pétion come Presidente della Repubblica di Haiti (Sud)

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