Jean-Léon Gérôme

pittore e scultore francese

Jean-Léon Gérôme (Vesoul, 11 maggio 1824Parigi, 28 gennaio 1904) è stato un pittore e scultore francese.

Jean-Léon Gérôme
Jean-Léon Gérôme.

Si oppose al movimento impressionista iniziato da Monet e Manet continuando a sviluppare e conservare il neoclassicismo francese.
Le sue opere sono principalmente di tema storico, mitologico e orientalistico, portando la tradizione dell'Impero francese ad un climax.

BiografiaModifica

Primi anniModifica

 
La casa natale dell'artista a Vesoul

Jean-Léon Gérôme nacque l'11 maggio 1824 presso Rue d'Alsace-Lorraine, a Vesoul, una prefettura del dipartimento dell'Alta Saona. Suo padre, Pierre Gérôme, era un orafo, mentre la madre, Mélanie Vuillemot, era la figlia di un commerciante. I genitori di Jean-Léon avevano entrambi 23 anni alla sua nascita. Da giovane Gérôme studiò in un collegio di Vesoul, oggi intitolato proprio a lui, dove iniziò a mostrare i suoi talenti naturali per il disegno.[1]

Carriera di pittoreModifica

Nel 1841, Gérôme si trasferì a Parigi per frequentare l'Académie Julian, dove studiò con Hippolyte Delaroche, che lo accompagnò in Italia nel 1844-1845.[2] Al suo ritorno seguì, come altri allievi di Delaroche, i corsi dell'atelier di Charles Gleyre. Nel Salon del 1847 espose l'opera Combattimento fra galli con la quale si guadagnò la medaglia di terza classe. Questo lavoro fu visto come una summa del movimento neoclassico formatosi fuori dall'atelier di Delaroche e fu difeso dal critico francese Théophile Gautier. La Vierge, L'enfant Jésus et St-Jean, Anacréon e Bacchus et l'Amour presero la medaglia di seconda classe nel 1848. Espose Bacchus et l'Amour ivres, Interno greco e Souvenir d'Italie, nel 1851; Vue de Paestum nel 1852 e Idylle nel 1853.
Gérôme partecipò all'Esposizione universale del 1855 con Pifferaro, Gardeur de troupeaux, Concert russe e una grande tela rappresentante Le siècle d'Auguste et la naissance de Jésus-Christ.[2] Nel 1854 Gérôme iniziò un viaggio in Turchia e lungo le sponde del Danubio e nel 1857 visitò l'Egitto, realizzando molti disegni nei suoi quaderni.[3]

La fama di Gérôme aumentò molto dopo il Salon del 1857, per una serie di lavori che trattavano temi molto più popolari: L'uscita dal ballo in maschera (del quale esistono tre versioni), Le Duel de Pierrot, Le reclute egiziane attraversano il deserto, Memnone e Sesostri e Camels Watering, il disegno che fu criticato da Edmond About.

Ne La morte di Cesare del 1859 Gérôme provò a riprendere un tema più austero, ma il dipinto deluse le aspettative del pubblico. Poi Frine davanti all'Areopago, Re Candaule e Socrate trova Alcibiade nella casa di Aspasia 1861 diedero scandalo per colpa dei soggetti scelti e il suo lavoro fu demolito dalle aspre critiche di Paul de Saint-Victor e Maxime Du Camp. Nel Salon di quell'anno esibì Le Hache-paille égyptien, e Rembrandt faisant mordre une planche à l'eau-forte, due opere lavorate davvero molto finemente. Tra le opere migliori dell'artista spiccano quelle orientaliste, spesso basate su soggetti egiziani o ottomani.

Dal 1862 le sue tele conobbero una maggiore diffusione, specialmente a causa del suo matrimonio con Marie Goupil, la figlia di Adolphe Goupil, un editore d'arte rinomato. Dal matrimonio con Marie nasceranno: Suzanne (1863-1914), che sposerà il mercante d'arte Étienne Boussod; Suzanne-Mélanie (1867-1941), che sposerà il pittore Aimé Morot; Juliette (1875-1907), che sposerà l'editore Pierre Masson; Blanche-Valentine (1878-1918); Jean (1864-1891). In quel periodo Gérôme dipinse numerose scene storiche come Luigi XIV e Molière (1863), Réception des ambassadeurs du Siam à Fontainebleau (1865) e L'esecuzione del maresciallo Ney (1868).

Carriera di scultoreModifica

 
Tanagra (1890)

Gérôme fu ugualmente un abile scultore. Rétiaire e Sagittaire sono due eccellenti statue. I gruppi Gladiateurs, Anacréon, Bacchus et l'Amour, e la statua Omphale (1887), Bellone (1892) (queste sculture, in avorio, metallo e pietre preziose, furono esposte alla Royal Academy of Arts e attirarono molto l'attenzione) e Tanagra sono opere assai notevoli. Egli realizzò anche una serie di sculture di conquistatori, lavorati con oro, argento e gemme: Bonaparte che entra al Cairo (1897), Tamerlano (1898) e Federico il Grande (1899). Scolpì inoltre la statua di Enrico d'Orléans che si trova davanti al Chateau de Chantilly (1899).

Ultimi anniModifica

Nel 1864 Jean-Léon Gérôme diventò professore nell'École nationale supérieure des beaux-arts e fu eletto membro del Istituto di Francia nel 1865. Nel 1869 egli divenne un membro onorario dell'Accademia reale britannica ed un membro dell'Ordine dell'Aquila rossa.[2] Insieme ad altri celebri artisti francesi, Gérôme fu invitato da Isma'il Pascià all'inaugurazione del canale di Suez, nel 1869.[4] Nel 1893 i membri della Société des Peintres Orientalistes Français (Società dei pittori orientalisti francesi) elessero Gérôme a loro presidente onorario.

Gérôme fu anche il maestro di molti pittori, tra i quali i francesi Jules Ernest Renoux, Julie Feurgard, Jean Alfred Marioton e Léon Glaize, il polacco Eugeniusz Zak, l'italiano Giuseppe De Nittis e gli americani Mary Cassat e Abbott Handerson Thayer. Fu anche amico del pittore Charles Jalabert che aiutò presentandogli l'editore Goupil, e di Louis Frédéric Schützenberger.

Negli ultimi anni della sua vita Gérôme continuò a dipingere, realizzando opere come Pigmalione e Galatea del 1890 (del quale esistono due versioni) e La verità che esce dal pozzo del 1896: quest'ultima opera venne esposta al Salon du Champ de Mars di quell'anno.

Jean-Léon Gérôme morì nel suo appartamento nel IX arrondissement nel 1904 e fu sepolto nel Cimitero di Montmartre, a Parigi.[5][6]

OpereModifica

Opere non datateModifica

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore
— 1855
  Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore
— 1867
  Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore
— 1878
  Grand'ufficiale dell'ordine della Legion d'Onore
— 1898
  Cavaliere di Prima Classe dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Prussia)

NoteModifica

  1. ^ (FR) Gérôme Jean Léon, principales oeuvres de l'artiste en image, su www.universdesarts.com. URL consultato il 21 settembre 2021.
  2. ^ a b c Jean-Leon Gerome, su rerumromanarum.com. URL consultato il 21 settembre 2021.
  3. ^ Gérôme, Jean-Léon nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 21 settembre 2021.
  4. ^ (EN) Pera Museum | Jean-Léon Gérôme: Cultural Interactions in the Age of Change, su www.peramuseum.org. URL consultato il 21 settembre 2021.
  5. ^ (FR) Archives de Paris 9e, acte de décès no 32, année 1904 (vue 5/31, su archives.paris.fr. URL consultato il 21 settembre 2021.
  6. ^ (FR) Registre journalier d'inhumation de Paris Montmartre de 1904, en date du 13 janvier (vue 28/30), su archives.paris.fr. URL consultato il 21 settembre 2021.

BibliografiaModifica

  • (EN) Gerald Ackerman, The life and work of Jean-Léon Gérôme; catalogue raisonné, Sotheby's Publications, 1986, ISBN 0-85667-311-0.
  • (EN) Gerald Ackerman, Jean-Léon Gérôme. Monographie révisée, catalogie raisonné mis a jour, ACR, 2000, ISBN 2-86770-137-6.
  • (FR) Émmanuel Benézit, Dictionnaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs, Parigi, Librairie Gründ, 1976, ISBN 2-7000-0156-7.
  • (FR) Laurence des Cars, Dominque de Font-Rélaux e Édouard Papet (a cura di), The Spectacular Art of Jean-Léon Gérôme, (1824–1904), Parigi, SKIRA, 2010.
  • Jane Turner (a cura di), Grove Dictionary of Art, New York, Oxford University Press USA, 1996, ISBN 0-19-517068-7.
  • (EN) Gerald M. Ackermann, Jean-Leon Gerome: His Life, His Work 1824-1904, ACR, 2009, ISBN 2-86770-101-5.

Voci correlateModifica

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