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Jean Monnet
DBP 1977 926 Jean Monnet.jpg

Presidente dell'Alta autorità della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio
Durata mandato 10 agosto 1952 –
3 giugno 1955
Predecessore ente creato
Successore René Mayer

Jean Omer Marie Gabriel Monnet (Cognac, 9 novembre 1888Bazoches-sur-Guyonne, 16 marzo 1979) è stato un politico francese, tra i padri fondatori dell'Unione Europea.

Indice

BiografiaModifica

Nato da una famiglia di produttori di cognac, a sedici anni lascia la scuola per recarsi a Londra ad imparare l'inglese. Nel 1906 il padre lo invia all'estero per conto della propria ditta di vini.

Carriera politicaModifica

Nel corso della prima guerra mondiale, Monnet, riformato per motivi di salute, propone al presidente del consiglio francese dell'epoca René Viviani un piano di coordinamento delle risorse degli alleati. Nel 1919 viene nominato segretario generale aggiunto della Società delle Nazioni. Nel 1923 torna ad occuparsi dell'azienda di famiglia, e negli anni successivi si occupa di finanza internazionale.

Nel 1940 Monnet viene inviato negli Stati Uniti come rappresentante del governo inglese per negoziare una commessa militare. Dal suo arrivo divenne un ascoltato consigliere del presidente Roosevelt. Secondo le sue parole, l'America doveva diventare l'arsenale delle democrazie. Per mesi persegue tenacemente questo obiettivo, che sfocia poi nella realizzazione del Victory Program deciso da Roosevelt nel 1941.

Il 5 agosto 1943 ad Algeri diviene membro del Comitato francese di Liberazione nazionale e si esprime con queste parole:

«Non ci sarà mai pace in Europa se gli stati si ricostituiranno su una base di sovranità nazionale...
[ciò] presuppone che gli stati d'Europa formino una federazione o una entità europea che ne faccia una comune unità economica.»

Dopo la liberazione viene incaricato dal generale Charles de Gaulle di elaborare e realizzare un piano di modernizzazione e rilancio per l'economia francese.

Padre dell'EuropaModifica

Nel 1950, al risorgere di nuove tensioni internazionali, Monnet decide che sia venuto il momento di tentare un passo irreversibile verso l'unione dei paesi europei. Prepara, con alcuni collaboratori, il testo di quella che sarà la Dichiarazione Schuman. Nel 1952 Jean Monnet diventa il primo presidente dell'Alta Autorità della Comunità europea del carbone e dell'acciaio. La sua intuizione più grande è senz'altro quella riguardante l'utilizzo delle risorse carbo-siderurgiche, fino a quel momento oggetto di aspre contese tra Francia e Germania, come strumento di cooperazione. Ma "chi ponga mente alle linee della struttura ideata da Jean Monnet per far gestire in comune tra Francia e Germania il carbone e l’acciaio non può non avvedersi che il disegno ha la natura di un progetto costituzionale, pur se concerne un settore limitato. L’Assemblea, la Commissione, il Consiglio già sono presenti. Nella forma di un Trattato, nasce dunque fin dal 1950 un’organizzazione internazionale che presenta alcuni caratteri propri della statualità"[1].

Non a caso, in seguito, sulla scorta di questa attività promuove il "Comitato d'azione per gli Stati Uniti d'Europa": il modello funzionalista concepito da Jean Monnet "all’obiettivo della creazione di uno Stato federale aveva sostituito quello tutto nuovo della sopranazionalità"[2]. La strategia di Jean Monnet "fu infatti incentrata sulla «funzione trainante» di coalizioni sovranazionali, formate da élite politiche illuminate, da una ristretta cerchia di esperti e da gruppi d’interesse, che avrebbero dovuto fornire il sostegno necessario allo sviluppo e alla diffusione del progetto comunitario. Tali aspetti tecnocratici presenti nell’originario progetto Monnet sopravvissero anche nei decenni successivi, trovando un terreno fecondo nel configurarsi dell’Europa come «stato regolatore»"[3].

RiconoscimentiModifica

Il Consiglio delle comunità europee gli assegna nel 1976 il titolo Cittadino d'onore dell'Europa, mentre il presidente francese François Mitterrand fece trasferire nel 1988 le sue ceneri al Pantheon di Parigi. A Jean Monnet sono intitolati la Libera Università Mediterranea sita nel comune di Casamassima (BA) e il Dipartimento di Scienze Politiche della Seconda Università degli Studi Napoli sito in Caserta (CE).

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ A. Padoa-Schioppa, Verso la federazione europea?. Tappe e svolte di un lungo cammino, Bologna, Il Mulino, 2014, pp. 123-124.
  2. ^ Pier Virgilio Dastoli, Il laboratorio di Ventotene, Mondoperaio, n. 10/2014, p. 71.
  3. ^ M. Ferrera e M. Giuliani (a cura di), Governance e politiche nell'Unione europea, Bologna, Il Mulino, 2008, p. 246.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN71414292 · ISNI (EN0000 0001 1447 562X · LCCN (ENn50003782 · GND (DE118583506 · BNF (FRcb12074393h (data)