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Jean Webster

Jean Webster, pseudonimo di Alice Jane Chandler Webster (Fredonia, 24 luglio 1876New York, 11 giugno 1916), è stata una scrittrice statunitense.

BiografiaModifica

InfanziaModifica

Alice Jane Chandler Webster nacque a Fredonia nel 1876, primogenita di Annie Moffett Webster e di Charles Luther Webster; sebbene per la maggior parte della sua vita si fece chiamare Jean, il suo nome di battesimo era Alice e così fu conosciuta fino a quando ebbe diciotto anni circa. Vivendo con sua madre, sua nonna e persino la sua bisnonna, Jean crebbe in un ambiente fortemente matriarcale e attivista: la bisnonna faceva parte del movimento Temperante e sua nonna si interessava di uguaglianza razziale e suffragio femminile.[1]

La madre era una nipote di Mark Twain, mentre suo padre era il compagno di affari di Twain e successivamente l'editore di molti dei suoi libri tramite la Charles L. Webster and Company, casa editrice fondata nel 1884. Inizialmente gli affari ebbero successo, e quando Alice aveva cinque anni la famiglia si trasferì in una grande casa a New York, con casa delle vacanze a Long Island. Successivamente però la casa editrice incontrò delle difficoltà e la collaborazione con Mark Twain andò deteriorandosi. Nel 1888, suo padre ebbe un esaurimento nervoso e, avendo deciso di prendersi un periodo di vacanza, tornò con la famiglia a Fredonia, dove nel 1891 si suicidò con un'overdose di farmaci.[1]

Alice frequentò la State University of New York at Fredonia e si diplomò nel 1894 in pittura su porcellana. Dal 1894 al 1896, frequentò la Scuola di Lady Jane Grey, a Binghamton, come collegiale. Fu qui che Alice iniziò a farsi chiamare Jean: siccome anche la sua compagna di stanza si chiamava Alice, la scuola le chiese di utilizzare un altro nome: scelse "Jean" come variante del suo secondo nome. Durante il periodo passato lì, imparò tra le altre cose musica, arte, composizione di lettere, dizione e buone maniere insieme a circa altre venti ragazze. Questa scuola fu di grande ispirazione nella stesura del romanzo Just Patty: l'autrice si ritrovò infatti a riutilizzare vari particolari, come ad esempio la struttura della scuola, i nomi delle stanze (Sky Parlour, Paradise Alley), le uniformi e il programma giornaliero di ragazze e insegnanti.

Jean si diplomò dalla scuola nel giugno del 1896 e poi tornò per un anno nella divisione del college alla Fredonia Normal School.[1]

UniversitàModifica

Nel 1897, Webster entrò al Vassar College come membro della classe 1901. Studiando inglese ed economia, seguì un corso di benessere pubblico e riforme del sistema penale e iniziò ad interessarsi di questioni sociali: come parte del corso visitò orfanotrofi e riformatori;[2] finì così coinvolta con il movimento del College Settlement (al servizio delle comunità più povere di New York), un interesse che avrebbe mantenuto per tutta la vita.[1] Le sue esperienze a Vassar furono fonte di ispirazione per i suoi romanzi When Patty Went to College e Papà Gambalunga.

Jean iniziò una grande amicizia con la futura poetessa Adelaide Crapsey, a cui rimase legata fino alla morte di questa avvenuta nel 1914.[1] Partecipò con l'amica a molte attività extracurricolari, tra cui scrittura, teatro e politica. Insieme supportarono il socialista Eugene Victor Debs come candidato alla presidenza degli Stati Uniti durante le elezioni del 1900, anche se all'epoca le donne non avevano diritto di voto.[2]

Jean contribuì con le sue storie al Vassar Miscellany e come parte del suo corso di inglese del secondo anno, iniziò a scrivere una colonna settimanale sul giornale del college e delle storie per il Poughkeepsie Sunday Courier.[1] Diceva di essere "uno squalo in inglese" ma pare che la sua ortografia fosse piuttosto eccentrica, e quando un'insegnante, scandalizzata, le chiese con quale diritto avesse alterato la sillabazione di una parola, Jean rispose "Con quello dei Webster", un gioco di parole con il nome del curatore di un dizionario che portava il suo stesso cognome.[1][2]

Jean passò un semestre del suo terzo anno in Europa assieme a due sue compagne del Vassar College, viaggiando per la Francia e il Regno Unito, ma fermandosi a lungo in Italia, che era la sua meta principale, visitando Roma, Napoli, Venezia e Firenze. A Parigi conobbe Ethelyn McKinney e Lena Weinstein, anche loro americane, che sarebbero rimaste sue amiche per tutta la vita. Mentre era in Italia, Webster fece ricerche per la sua tesina di economia del terzo anno, "La povertà in Italia". Inoltre raccontò dei suoi viaggi sul Poughkeepsie Sunday Courier e raccolse materiale per una storia breve, "Villa Gianini", che fu pubblicata sul Vassar Miscellany del 1901; in seguito Jean ampliò la storia trasformandola in un romanzo, The Wheat Princess. Ritornata a Vassar per l'ultimo anno, divenne editor letterario per l'annuario della sua classe e si laureò nel 1901.[1]

Età adultaModifica

Ritornata a Fredonia, Jean iniziò a scrivere When Patty Went to College, nel quale raccontava della vita in un college femminile. Dopo alcune difficoltà nel trovare un editore, il romanzo venne pubblicato a marzo del 1903 ottenendo buone recensioni dalla critica. Jean iniziò quindi a scrivere storie brevi, che sarebbero andate a comporre la raccolta Much Ado about Peter, e mentre visitò l'Italia accompagnata dalla madre nell'inverno tra il 1903 e il 1904, passando inoltre 6 settimane in un convento a Palestrina, Jean continuò a lavorare a The Wheat Princess, un ampliamento del suo racconto breve Villa Gianini, che venne pubblicato nel 1905.[1]

Gli anni seguenti portarono ad un altro viaggio in Italia e a un giro del mondo di otto mesi assieme a Ethelyn McKinney e a altre due ragazze, con cui visitò Egitto, India, Burma, Sri Lanka, Indonesia, Hong Kong, Cina e Giappone. Nel mentre scrisse e pubblicò Jerry Junior e The Four Pools Mystery, rispettivamente nel 1907 e nel 1908.[1]

Jean iniziò una relazione segreta con il fratello maggiore di Ethelyn McKinney, Glenn Ford McKinney, un avvocato che aveva faticato tutta la vita per far fronte alle alte aspettative di suo padre, facoltoso e di successo; aveva un matrimonio infelice dovuto ai disturbi mentali della moglie, Annette Reynaud, che fu ricoverata frequentemente in ospedale per episodi maniaco-depressivi; anche il loro figlio, John, mostrava segni di instabilità mentale. Questa vicenda verrà ripresa e rielaborata come trama secondaria in Caro nemico . McKinney cercava di svagarsi da queste fonti di stress con frequenti battute di caccia o giro in yacht, ma anche con l'abuso di alcool: per questo motivo entrò varie volte in sanatori. I McKinney si separarono nel 1909, ma in un'epoca in cui il divorzio era molto raro e difficile da ottenere, restarono formalmente sposati sino al 1915.[1]

McKinney faticò a disintossicarsi dall'alcolismo anche dopo la separazione, ma aveva la sua dipendenza sotto controllo nell'estate del 1912, quando partì con Jean, la sorella e Lena Weinstein alla volta dell'Irlanda. Durante questo periodo, Jean continuò a scrivere storie brevi e iniziò ad adattare alcuni dei propri libri per il teatro. Nel 1911, pubblicò Just Patty e subito Jean iniziò a scrivere Papà Gambalunga mentre si trovava in una vecchia fattoria a Tyringham, nel Massachussets. La storia racconta di un'orfana di nome Jerusha Abbott che riesce a frequentare il college grazie al sostegno di un benefattore anonimo. Il romanzo, l'opera più famosa di Jean Webster, fu inizialmente pubblicata a puntate sul Ladies' Home Journal e poi pubblicato nell'ottobre del 1912, acclamato da pubblico e critica.[1]

Jean lo riadattò in una commedia teatrale nel 1913, e nel 1914 andò in tour per quattro settimane con lo spettacolo: dopo provini ad Atlantic City, Washington D.C., Rochester, Syracuse, Indianapolis e Chicago, lo spettacolo debuttò al Gaiety Theatre a New York nel settembre del 1914 e continuò ad essere rappresentato fino al maggio 1915. Subito dopo iniziò un tour per gli Stati Uniti. Il romanzo e lo spettacolo diventarono un simbolo per le opere caritatevoli e varie riforme: ad esempio, il ricavato dalla vendita di bambole "Papà Gambalunga" venne devoluto per finanziare l'adozione di vari orfani.

Il successo di Jean venne però adombrato dalla battaglia della sua amica Adelaide Crapsey contro la tubercolosi, che la portò alla morte nell'ottobre del 1914.

Nel giugno del 1915 venne concesso il divorzio a Glenn Ford McKinney, e lui e Jean si sposarono con una cerimonia privata nel settembre dello stesso anno a Washington. Seguì una luna di miele al campo dei McKinney vicino a Québec in Canada, dove furono visitati dall'ex presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt,[3] che si presentò dicendo: "Ho sempre voluto incontrare Jean Webster. Forse possiamo sistemare un separé nella baita."[1]

Ritornati negli Stati Uniti, gli sposini vissero alternativamente tra l'appartamento di Jean a New York e la fattoria Tymor di McKinney, nella contea di Dutchess. Nel novembre del 1915 venne pubblicato Caro nemico, sequel di Papà Gambalunga, che diventò anch'esso un bestseller. Sempre in forma epistolare, il romanzo racconta le avventure di un'amica di college di Judy, Sallie McBride, che è diventata la sovrintendente di un orfanotrofio.[1]

Jean rimase incinta e, dati i precedenti della sua famiglia, fu avvertita che la sua gravidanza avrebbe potuto essere pericolosa. Soffrì varie forme di nausee mattutine, ma nel febbraio del 1916 si sentì meglio e riuscì a tornare alle sue attività principali: eventi sociali, visite alle prigioni e incontri su riforme degli orfanotrofi e il suffragio femminile. Iniziò anche a scrivere un nuovo libro e uno spettacolo ambientati nello Sri Lanka. I suoi amici dicevano di non averla mai vista così felice.[1]

MorteModifica

Jean Webster venne ricoverata nello Sloan Hospital for Women a New York nel pomeriggio del 10 giugno 1916. Glenn McKinney, richiamato da una riunione di ex allievi della Princeton University, arrivò 90 minuti prima che Jean partorisse, alle 22:30 di sera, una bambina di circa tre chili. Inizialmente andò tutto bene, poi Jean si ammalò e morì per febbre puerperale alle 7:30 del mattino dell'11 giugno 1916. La figlia fu chiamata Jean in suo onore.[1]

TemiModifica

Jean Webster era attiva in politica e in questioni sociali, e spesso incluse questi suoi interessi nei suoi libri.[4]

EugeneticaModifica

Il movimento eugenetico era un argomento scottante all'epoca in cui Jean Webster scriveva i suoi romanzi. In particolare, il libro del 1877 di Richard Louis Dugdale sulla famiglia Juke, ma anche lo studio del 1912 di Henry Goddard sulla famiglia Kallikak erano molto letti all'epoca. In Caro nemico Jean menziona e riassume i due studi approvandoli su certi livelli, anche se alla fine la protagonista, Sallie McBride, dichiara di credere che "non esista qualcosa come l'ereditarietà", posto che i bambini siano cresciuti in un ambiente sano. Tuttavia, l'idea di eugenetica come "verità scientifica", approvata dalla maggior parte degli intellettuali dell'epoca, non compare nel romanzo.

Riforme delle istituzioniModifica

Sin dai suoi anni di università, Jean Webster venne coinvolta in movimenti di riforma, e fu membro dell'associazione "State Charities Aid", includendo visite ad orfanotrofi, raccolte fondi per bambini abbandonati e favorire le adozioni. In Caro nemico Jean nomina come modello il "Pleasantville Cottage School", un orfanotrofio composto da vari cottage che lei stessa aveva visitato.

Diritti femminiliModifica

Jean Webster supportava l'istruzione e il suffragio femminile. Partecipò a marce per il voto alle donne, e rimase attivamente coinvolta con il Vassar College, grata per l'educazione ricevuta. I suoi romanzi inoltre promuovevano l'idea dell'istruzione femminile, e le sue protagoniste approvavano esplicitamente il suffragio femminile.[4]

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Alan Simpson, Mary Simpson e Ralph Connor, Jean Webster: Storyteller, Poughkeepsie: Tymor Associates, 1984.
  2. ^ a b c (EN) Jean Webster, Daddy-Long-Legs, New York, NY, Grosset and Dunlap, 1940, pp. 11-19.
  3. ^ (EN) Theodore Roosevelt, A Book-Lover's Holidays in the Open, New York, Charles Scribner's sons, 1916.
  4. ^ a b Karen Keely, Teaching Eugenics to Childre: Heredity and Reform in Jean Webster's Daddy-Long-Legs and Dear Enemy, in The Lion and the Unicorn, vol. 28, nº 3, settembre 2004, pp. 363-389.

BibliografiaModifica

  • Sara Staffolani, C'è sempre il sole dietro le nuvole. Vita e opere di Jean Webster, flower-ed 2018. ISBN ebook 978-88-85628-23-6 ISBN cartaceo 978-88-85628-24-3

Voci correlateModifica

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