Jean de Chetro

scultore italiano

Jean de Chétro[1] (Etroubles, ... – ...; fl. XV secolo), fu uno scultore del legno valdostano attivo tra il 1465 ca e il 1470 nella realizzazione degli stalli del coro della Cattedrale di Aosta.

Particolare degli stalli del coro, 1465-70

Vita e produzione artisticaModifica

Le notizie storiche di su Jean de Chétro sono molto povere. Il suo nome è strettamente legato alla realizzazione degli stalli lignei del coro della Cattedrale di Aosta tra il 1465 circa ed il 1470, assieme a quello del savoiardo Jean Vion de Samoëns, l'altro protagonista dell'impresa costruttiva.
Ne conosciamo la fisionomia incisa, assieme al suo nome, sulla fiancata di uno stallo oggi conservata (assieme ad una omologa fiancata con il ritratto di Jean Vion) nel Museo del tesoro della cattedrale di Aosta.

Sull'origine dello scultore si era formulata l'ipotesi che egli, come il collega Jean Vion, provenisse dalla Savoia; oggi, in virtù di una serie di valutazioni ed informazioni raccolte, lo si ritiene di origine valdostana, più specificamente proveniente da Etroubles[2]

In passato si era anche ipotizzato che fosse l'autore delle mensole scolpite presenti nel soffitto della cosiddetta "sala delle teste" nel Castello Sarriod de la Tour; tali intagli presentano infatti una particolare affinità stilistica con le "misericordie" (sostegni posti nella parte esterna dei sedili ai quali ci si può appoggiare quando il sedile è rialzato) degli stalli della cattedrale. Analisi dendrocronologiche delle travi del soffitto hanno consentito di datare gli intagli intorno al 1432; è verosimile ritenere che esse siano state realizzate da un atelier valdostano nel quale, all'altezza di tali anni, Jean de Chétro abbia potuto condurre il suo apprendistato.

In merito alla sua produzione artistica, non è facile indicare quale sia stato il suo specifico contributo nella realizzazione degli stalli della cattedrale di Aosta. Si è ritenuto, in relazione alla tecnica di intaglio ed ai tratti fisionomici marcati ed alla maggiore corposità delle figure scolpite, che egli sia stato l'autore degli stalli sul lato settentrionale del coro (e delle parti superstiti degli stalli smontati nel 1838 quando venne abbattuto il jubé al quale essi erano addossati[3]). La presenza di collaboratori che operarono nella grande impresa costruttiva, rende problematico il raggiungimento di una certezza attributiva sugli apporti di ciascun scultore[4].

Il catalogo delle opere attribuite a Jean de Chétro comprende il trittico della Galleria Sabauda, con la Trinità nella forma del "Trono di Grazia" nel pannello centrale, e le figure della Maddalena e di un santo Vescovo nei pannelli laterali. L'opera (un tempo dipinta) esprime lo specifico linguaggio che connota l'artista valdostano, con le figure intagliate che si presentano in forme intense e solenni[5]
È assegnata a Jean de Chétro anche una tavola dipinta con Cristo benedicente tra la Vergine e san Giovanni Evangelista conservata a Torino nel Museo civico d'arte antica[6].

L'attribuzione all'artista valdostano della Vierge du Pilier nella cattedrale di Chambéry, sulla base di una forte somiglianza con la Madonna scolpita nella cattedrale aostana sopra lo stallo dell'arcidiacono, mostrerebbe come la sua fortuna artistica si sia diffusa anche oltralpe[7].

NoteModifica

  1. ^ Pron. Scetrò; ortografato a volte Chétroz.
  2. ^ È identificato con un Magister Johannes de Chiestro, ossia "da Chéstroz" presso Etroubles. Cfr. B. Orlandoni, Artigiani e artisti in Valle d'Aosta dal XIII secolo all'epoca napoleonica, Ivrea, Priuli & Verlucca, 1998, pag. 125
  3. ^ Nel Museo del Tesoro della cattedrale, oltre alle due fiancate con i ritratti ed i nomi degli autori, sono conservati tre dossali raffiguranti Sant'Antonio abate, San Sebastiano e San Maurizio. Cfr. L. Garino (a cura di), Museo del Tesoro, Cattedrale di Aosta, Catalogo redatto a cura del Capitolo Cattedrale di Aosta (senza data), pag. 88
  4. ^ E. Rossetti Brezzi (a cura di), catalogo della mostra La scultura dipinta. Arredi sacri negli antichi Stati di Savoia, stampato a cura della Regione Autonoma Valle d'Aosta, 2004, scheda n. 26 (di G. Gentile)
  5. ^ G. Romano (a cura di), "Primitivi piemontesi nei musei di Torino", Banca CRT, Torino, 1996, pag. 178
  6. ^ E. Rossetti Brezzi (a cura di), catalogo della mostra La scultura dipinta, op. cit., scheda n. 27 (di G. Gentile)
  7. ^ E. Rossetti Brezzi (a cura di), catalogo della mostra La scultura dipinta, op. cit., scheda n. 26 (di G. Gentile)

BibliografiaModifica

  • B. Orlandoni, Artigiani e artisti in Valle d'Aosta dal XIII secolo all'epoca napoleonica, Ivrea, Priuli & Verlucca, 1998.
  • E. Rossetti Brezzi (a cura di), catalogo della mostra La scultura dipinta. Arredi sacri negli antichi Stati di Savoia, stampato a cura della Regione Autonoma Valle d'Aosta, 2004.

Voci correlateModifica

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