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Jessie Boswell

pittrice inglese

BiografiaModifica

Unica donna facente parte del Gruppo dei Sei pittori di Torino, Jessie Boswell visse gran parte della sua vita in Italia e nel 1936 prese la cittadinanza italiana.

Nacque nella cittadina inglese di Leeds e si diplomò in pianoforte nel 1901 [1]. Nel 1906 si trasferì in Italia, a Biella, al seguito della sorella Gertrude, e successivamente si spostò a Torino. Durante il soggiorno torinese, ebbe modo di frequentare la famiglia dell'imprenditore piemontese Riccardo Gualino, in qualità di dama di compagnia della moglie Cesarina Gurgo Salice Gualino dal 1913 al 1928, e di avvicinarsi alla pittura col ritrattista Mario Micheletti e il maestro Felice Casorati, amico dei Gualino.

Espose per la prima volta nel 1923 in questa città, con altri allievi di Casorati, presso la Società Promotrice di Belle Arti e fu presente alla Biennale di Venezia nel 1926 e nel 1928. Fu breve la sua adesione al gruppo dei Sei di Torino, che si richiamava alla pittura francese postimpressionista ed era sostenuto dai critici Lionello Venturi ed Edoardo Persico: vi rimase soltanto per un anno, dal 1929 al 1930, esponendo col gruppo a Torino, Genova e Milano. Nonostante i giudizi poco lusinghieri che le furono riservati dalla critica, Boswell continuò la sua attività di pittrice autonomamente, realizzando l'ultima personale nel 1944 presso la Galleria d'Arte Garlanda di Biella [2][3].

Quasi tutte le sue opere, spesso tele di modeste dimensioni, avevano come soggetti dei tranquilli ambienti familiari, scene d'interni, paesaggi e fiori. Quando nel dopoguerra la sua salute peggiorò, dovette rallentare il lavoro e si ritirò presso la casa di riposo delle Figlie di Sant'Eusebio a Moncrivello, nel vercellese, dove morì nel 1956.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Anna Bovero, Archivi dei Sei pittori di Torino, Roma, De Luca, 1965, pp. 17-19 e passim.
  • Le donne italiane, il chi è del '900, a cura di Miriam Mafai, Milano, Rizzoli, 1993.
  • Ivana Mulatero, Jessie Boswell, Torino, Bolaffi, 2009 ISBN 978-88-88406-47-3

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN62407113 · ISNI (EN0000 0000 6683 4869 · SBN IT\ICCU\LO1V\300124 · LCCN (ENno2009130540 · GND (DE121536084 · WorldCat Identities (ENno2009-130540