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Joachim Peiper
Bundesarchiv Bild 183-R65485, Joachim Peiper.jpg
Joachim Peiper nel 1943.
Soprannome"Jochen"
NascitaBerlino, 30 gennaio 1915
MorteTraves, 13 luglio 1976
Cause della morteAssassinio
Luogo di sepolturaSchondorf am Ammersee
Dati militari
Paese servitoGermania Germania (1933-1945)
Forza armataFlag of the Schutzstaffel.svg Waffen-SS
Unità1. SS-Panzer-Division Leibstandarte-SS Adolf Hitler.svg LSSAH
Anni di servizio1933 - 1945
GradoSS-Standartenführer
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Polonia
Campagna di Francia
Operazione Barbarossa
Offensiva delle Ardenne
DecorazioniCavaliere della Croce di Ferro con fronde quercia e spade
"fonti nel corpo del testo"
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Joachim Peiper (Berlino, 30 gennaio 1915Traves, 13 luglio 1976) è stato un militare e ufficiale tedesco, comandante delle Waffen-SS durante la seconda guerra mondiale.

BiografiaModifica

Nato a Berlino nel 1915, a 18 anni si arruola nelle SS, divenendo a 25 ufficiale di collegamento delle Waffen-SS come aiutante nello stato maggiore di Himmler. Promosso Hauptsturmführer partecipa alle campagne di Polonia, Francia e Unione Sovietica, ottenendo la Croce di Ferro di I e II classe.

Promosso Sturmbannführer, nel settembre del 1943 alla guida del III Battaglione del 2º Reggimento Granatieri Corazzati della Divisione "Leibstandarte-SS Adolf Hitler" presiede all'occupazione del Cuneese e all'eccidio e alla distruzione per rappresaglia dei paesi di Boves e Castellar.

Nel corso della guerra combatterà nuovamente sul fronte orientale e nelle Ardenne, dove il 17 dicembre 1944 la sua unità si renderà responsabile dell'uccisione di un numero imprecisato tra 72 e 84 prigionieri di guerra americani. Condannato all'impiccagione, la sentenza fu in seguito commutata in carcere a vita, ma venne liberato sulla parola nel dicembre del 1956.

Dopo essere stato liberato, Peiper si trasferì a Traves, in Francia dove si dedicò alla carriera di traduttore con lo pseudonimo di Rainer Buschmann. Riconosciuto da un militante comunista e denunciato sui giornali Peiper ricevette numerose minacce di morte finché morì il 13 luglio 1976 nell'incendio della sua casa, colpita da bombe Molotov. Gli autori dell'attentato non furono mai identificati ma si sospettò si trattasse di ex-partigiani francesi o comunisti.

OnorificenzeModifica

Carriera e date di gradoModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Thomas 1998, p. 144.
  2. ^ a b c d e Westemeier 2004, p. 225.
  3. ^ Scherzer 2001, p. 346.
  4. ^ Scherzer 2007, p. 597.
  5. ^ Fellgiebel 2000, p. 340.
  6. ^ Westemeier 2007, p. 19, 20..
  7. ^ Westemeier 2007, p. 25..
  8. ^ Westemeier 2007, p. 28..
  9. ^ a b Westemeier 2007, p. 69..
  10. ^ Westemeier 2007, p. 73..
  11. ^ Westemeier 2007, p. 74.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN62786458 · ISNI (EN0000 0001 1461 5688 · LCCN (ENn50009011 · GND (DE118592424 · BNF (FRcb12395008s (data) · WorldCat Identities (ENn50-009011